|
|
inviato il 18 Aprile 2022 ore 0:46
Il mercato dell'editoria, oggi, segue le stesse strategie commerciali di un qualsiasi prodotto di consumo. Altro che Arte! Mi sono imbattuto, in questi giorni, nella promozione esasperata di un romanzo opera prima, e... granfoffo.wordpress.com/2022/04/17/i-dubbi-e-le-certezze/ |
|
|
inviato il 18 Aprile 2022 ore 7:47
Il discorso é complesso. Restando nella fotografia siamo in un mondo dove ci crediamo tutti autori perché abbiamo fatto 4 fotine che hanno ricevuto tanti like su fb. Siamo anche in un mondo dove ci sono molti che hanno qualcosa di buono da dire e riescono a farlo, ma l'editoria ha risorse davvero molto limitate in ambito fotografico e questo comporta che oltre un buon lavoro uno deve essere bravo anche a auto promuoversi o che un po' di conoscenze aiutano. Io non giudico chi ha scritto l'articolo che hai postato e magari ha assolutamente ragione, ma una cosa posso dirla spesso qui sul forum si ha un'alfabetizzazione visiva molto bassa e non si va oltre l'apprezzamento per lo scatto di puro estetismo che in genere é banale. Quando si parla di certi autori si hanno reazioni scomposte facendo ironia, ridacchiando perché c'é gente che apprezza scatti solo se sono brutti ecc.. Questo porta al punto:il mio giudizio non ha lo stesso valore di quello di in critico o di certi editori con anni di esperienza, uno non vale uno. Si fanno letture portfolio per questo,perché si incontrano persone con un'esperienza maggiore, una visione più ampia e si cerca un consiglio. Ho un amico che ha appena pubblicato in libro fotografico per una piccola casa editrice utilizzando anche fotografie fatte con il cellulare e molte con la compatta, se lo dici qui sul forum tanti inorridiscono, ma la verità é che lui aveva qualcosa da dire, lo ha fatto molto bene e si é proposto ad un editore che aveva particolare attenzione per lavori come il suo e gli é andata bene. Conoscenze? Be con il gruppo fotografico avevamo organizzato un paio di serate con autori pubblicati per quella casa editrice e lui ha avuto possibilità di avere il contatto, ma aveva già in mano qualcosa di valido. Ma sono convinto che se pubblicasse qui sul forum passerebbe inosservato Questo lo scrivo senza dare un giudizio sul link che come ho scritto sopra può anche essere assolutamente veritiero, ma credo che sia facile scivolare sulla classica buccia di banana e pensare sempre che se qualcuno fa qualcosa é per raccomandazione Magari é stato solo più bravo a mettersi in luce |
|
|
inviato il 18 Aprile 2022 ore 10:29
L'estensore dell'articolo è semplicemente il sottoscritto. Il quale parla a ragion veduta perché in termini di scrittura è discretamente esperto. Non mi permetterei, altrimenti di dare giudizi. Ecco, per esempio, in ambito fotografico sono due dita sotto un cagnaccio, come può ben capire chi guarda le mie foto su Juza, ma, per intenderci, sono uno che già riesce a capire se lo scatto che ha davanti è fatto da qualcuno che sa quello che vuol dire o da uno che ha abbassato il dito per caso. Quello dell'editoria letteraria è un mondo completamente diverso da quello della fotografia. Escono ogni giorno centinaia di libri e le case editrici "blasonate" fanno letteralmente quello che vogliono. Ma il peggio è che hanno deciso di dar vita ad un mercato artefatto, costruito a tavolino. Ecco, è tutto molto simile al mercato musicale. Avrà ben presente in quel caso i talent televisivi, dove un cantante viene "creato" in laboratorio, mettendo assieme caratteristiche coreografiche che nulla hanno a che fare con la musica. Se desidera approfondire il discorso, le consiglio di leggere, al link successivo, l'articolo prezioso di un vero critico letterario (non certo di un potenziale "invidioso" come il sottoscritto), nel quale mi sono imbattuto dopo aver scritto sul mio blog e che le spiega magistralmente come funziona il meccanismo promozionale, grazie al quale i soliti noti e non degli autori nuovi e validi diventano casi letterari. Lo legga, mi raccomando. Grazie per l'attenzione. www.romait.it/la-stazione-come-si-monta-il-caso-di-un-bestseller-annun |
|
|
inviato il 18 Aprile 2022 ore 12:20
La musica é sempre stata coreografia e non sempre i più bravi sono quelli che vendono di più. La critica ci può stare, ma se pensiamo al cinema quanti film sono pompati e hanno attori apprezzati e poi sono deboli? Ci sta nel gioco delle vendite, io pompo ciò che può vendere. McCurry é un bravo fotografo che con il suo stile ha influenzato amatori e professionisti, si fanno mostre super pubblicizzate e certe non é che siano così sconvolgenti anzi Bisogna vendere e a volte si spinge qualcosa non per il suo valore assoluto ma perché si pensa possa piacere . A me piacciono autori che sono poco commerciali e mi rendo conto che per quanto siano di grande valore non venderanno mai decine di libri o faranno i grandi numeri alle mostre. Però una volta mi han detto una cosa interessante: se hai delle buone vendite per certi autori hai un margine per investire in cose più sperimentali o di nicchia Comunque capisco il fastidio, commenti roboanti per qualcosa di non valido. |
|
|
inviato il 18 Aprile 2022 ore 14:58
Sicuramente è un mercato, come dici. Credo poi che, oltre ai soldi, contino anche i messaggi che chi comanda vuole inviare al pubblico per manipolarlo. Da qui deriva la "cultura" di un'epoca, cioè quello che chi comanda vuole imporre. Ovviamente le porcherie restano porcherie; l'arte moderna americana è un esempio classico, addirittura veniva prodotta e propalata con un programma dell'OSS ora desecretato. Noi abbiamo tagliuzzatori di tele, saviano e maneskin. |
|
|
inviato il 18 Aprile 2022 ore 15:46
Viviamo un'epoca di terribili pochezze culturali, civili ed artistiche. Un tempo, e sembrava già poco virtuoso, i potenti di turno facevano a gara per procurarsi alle proprie dipendenze artisti e geni di ogni disciplina. oggi, si fa prima. Si prende un emerito signor nessuno e con un po' di marketing lo si eleva a genio. |
|
|
inviato il 18 Aprile 2022 ore 15:51
Un tempo la maggior parte delle persone non sapeva leggere, si bruciavano le streghe e i facoltosi si compravano indulgenze. Anche la maggior part dei nobili vivevano nell'ignoranza |
|
|
inviato il 18 Aprile 2022 ore 15:57
E dunque? E' giusto adesso che abbia credito l'incapace? Non capisco la considerazione. Anche perché i costi per promuovere le persone valide immagino siano gli stessi. credo il problema sia un altro. La scarsa cultura è molto più diffusa di quanto si pensi, nonostante l'istruzione obbligatoria, e allora si vende dieci volte di più con un livello letterario alla "Moccia" che con uno alla "Eco". |
|
|
inviato il 18 Aprile 2022 ore 15:58
Hai solo fatto in esempio insensato e te lo ho fatto notare tutto qui. Hai scoperto l'acqua calda dicendo che vende di più qualcosa di semplice e diretto che qualcosa come l'Ulisse di joyce Non mi pare qualcosa di attuale |
|
|
inviato il 18 Aprile 2022 ore 16:09
Non sono d'accordo. 50 anni fa le Case editrici andavano a scovare il meglio. Oggi razzolano nel vendibile. |
|
|
inviato il 18 Aprile 2022 ore 16:24
Quanti libri di fotografia o arte si pubblicavano ? Che costi avevano? Era molto più costoso e complesso arrivare all'informazione Poi le dinamiche commerciali esistono e le case sono in crisi quindi si devono vendere. |
|
|
inviato il 18 Aprile 2022 ore 17:23
Non entro nel merito , non essendo assolutamente all'altezza di esprimere giudizi in ambito letterario (anche se gli svarioni grammaticali portati ad esempio parlano da soli!) la mia vuol essere solo una considerazione generica e generale . Che i tempi moderni siano il trionfo della mediocrità (ad ampio spettro , per intenderci) credo sia abbastanza palese, a partire dai media per proseguire con l'intrattenimento televisivo (dove il trash e il nonsense hanno raggiunto vertici incommensurabili) e proseguendo con il grado di cultura dell'italiano medio e chi più ne ha più ne metta . Ormai , mio modesto parere , lo spirito mercantile, il guadagno , il "business" , deve incontrare e soddisfare gusti ... semplici (usiamo un garbato eufemismo) e che devono però essere stuzzicati da "salse" forti , che coprano l'insipido della pietanza : gli affari sono affari , solo questo conta e il resto , meritocrazia , capacità , Arte , impegno personale ecc. ecc. passano in secondo piano . Se poi aggiungiamo il vezzo (non solamente italico a dir il vero) della "spintarella" , raccomandazione , amici degli amici e vai così ... non occorre aggiungere altro : triste e squallido ma così è . Nella fattispecie , mi piacerebbe pensare che l'autore del post (di cui ho avuto modo di apprezzare , in altro post, un piccolo assaggio dei suoi scritti) prima o poi riesca ad affermarsi perché , a volte , il tempo è galantuomo . |
|
|
inviato il 18 Aprile 2022 ore 17:25
Ognuno ha il suo target. Mi rendo conto di appartenere ad una nicchia in pressocchè ogni tematica della vita, non sono mai stato nel main stream. Per questo motivo trovo quasi ogni strategia commerciale assolutamente irragionevole, salvo poi rendermi conto di non poter essere io il target di quella strategia e che vi sono invece e purtroppo milioni di bersagli molto più adatti di me a cui per ovvie ragioni la strategia commerciale è rivolta. Se in un lago hai due persici e 1 milione di brème, sull'amo metti un'esca da brème... La vera riflessione sta in quanto un apparato che vende cultura si senta in qualche modo responsabile non solo di fatturare, ma anche di promuovere un reale acculturamento della popolazione per mezzo di scelte non solo a fine meramente commerciale. E qui possiamo farci una bella, tragica risata e constatare quanto sia rimasto al singolo l'onere di elevare se stesso. |
|
|
inviato il 18 Aprile 2022 ore 17:36
Giunti pubblica anche a costo basso la collana legata a artedossier che non é rivolta ad addetti ai lavori ma permette a poco prezzo di avvicinarsi ad autori che probabilmente resterebbero sconosciuti ai più |
|
|
inviato il 18 Aprile 2022 ore 17:51
Grazie per i complimenti. Ma vorrei fare una considerazione avulsa dal mio nome. Non voglio davvero riferirmi alla mia modesta persona. Io vedo, non di frequente ma neppure rarissimamente, Autori più che interessanti inutilmente in cerca di un po' di considerazione. I più finiscono inevitabilmente nel giro delle case Editrici a pagamento. Funziona così: ti pubblicano il libro se ti fai carico delle spese di stampa delle prime 500 o 1000 copie. Altre, invece, fanno sottoscrivere contratti inquietanti. Del tipo: fino alle prime 200 copie, non guadagni una lira (e allora datti da fare a far comprare a amici o parenti) dalle 200 alle 500 copie l'autore guadagna l'1% del prezzo di copertina (sì, avete letto bene, l'1%) oltre le 500 copie vendute la percentuale passa al 2% e così via, raggiungendo, per tirature impensabili da raggiungere (il marketing resta sostanzialmente a carico dell'Autore) un massimo, in genere, del 7% (e c'è chi crede che di un libro il 50% vada a chi lo ha scritto!). Personalmente ho optato per l'autopubblicazione, dove però se vuoi avere un prodotto di qualità senza avere nuove sostanziose spese devi sapere fare tutto (editing, correzione bozze, copertina...). Solo che a questo punto non hai nessuno alle spalle che ti spinga. E se non hai voglia di sottrarre tutto il tempo alla scrittura per fare della promozione finisci per restare più che a margine del mercato. Insomma, oggi come oggi, se vuoi sperare di vendere nel mondo dell'editoria ti conviene puntare su una discreta carriera di calciatore o di soubrettina. A fine carriera, una Mondadori o una Rizzoli che ti pubblichino grazie ad un ghostwriter la trovi sempre. |
Che cosa ne pensi di questo argomento?
Vuoi dire la tua? Per partecipare alla discussione iscriviti a JuzaPhoto, è semplice e gratuito!
Non solo: iscrivendoti potrai creare una tua pagina personale, pubblicare foto, ricevere commenti e sfruttare tutte le funzionalità di JuzaPhoto.
Con oltre 259000 iscritti, c'è spazio per tutti, dal principiante al professionista. |

Metti la tua pubblicità su JuzaPhoto (info) |