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L'allergia dei fotografi alla parola arte


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user33434
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inviato il 13 Ottobre 2021 ore 15:49    

Parto da un bel thread aperto da Matteo Groppi in cui si discuteva l'esistenza o meno del nudo artistico come genere fotografico. www.juzaphoto.com/topic2.php?l=it&t=4060965&show=last#23899763
Seguendo questa e altre discussioni che ciclicamente si ripetono sul forum non ho potuto fare a meno di notare che la parola arte crea un certo disagio nell'ambiente fotografico. Capita che il malcapitato di turno si autodefinisca artista e molti gli fanno notare che artisti non ci si autodefinisce, come se fosse una millanteria o una vanteria inopportuna.
Visto che in altre discipline il termine "artista" viene tranquillamente attribuito a chiunque si dedichi ad una determinata arte mi chiedo cosa nel mondo della fotografia renda questa cosa un tabù.
Dato che la Fotografia è a tutti gli effetti un'arte mi chiedo cosa la renda diversa nella percezione di chi la pratica.

avatarsenior
inviato il 13 Ottobre 2021 ore 16:05    

Anch'io sono allergico alla parola arte, sotto questo nome si fa passare delle nefandezze estreme, sia il professionista che il fotoamatore fotografa un'evento ed è la macchina o photoshop che gli da il risultato finale, l'artista è il pittore che crea un opera, o lo scultore che crea con le sue mani, noi facciamo clik il resto viene da sé, poi chiaramente questo è un mio pensiero, non sono il depositario della verità assoluta.


saluti.

avatarsenior
inviato il 13 Ottobre 2021 ore 16:23    

Partiamo dal fatto che quello di Matteo Groppi non è un bel thread, anzi lo ritengo abbastanza pleonastico.
Comunque assodato che la fotografia è un'arte, va da sé che la pratichi possa tranquillamente definirsi artista, nel suo significato più semplice e immediato, ovvero una persona in grado di interpretare e creare.
Alla base quindi credo ci sia un fraintendimento della parola arte e del suo immediato significato e una certa spocchiosità di alcuni fotografi che vogliono relegare questa parola solo ad alcune opere/autori escludendo altri.

avatarsenior
inviato il 13 Ottobre 2021 ore 16:23    

Non prendendo in considerazione i forum (per provare ad uscire dalla cerchia amatoriale), anche tra i fotografi più noti ve ne sono appartententi ad entrambe le categorie.
Personalmente mi sono noti più coloro che si definiscono fotografi che artisti, e che non vogliono essere associati a tale definizione. Ma questo probabilmente è dovuto al fatto di ciò che seguo come generi.
Il primo della lista che mi viene in mente è Scianna (Non è proprio un pinco panco qualsiasi) e lo spiega abbastanza bene,

www.nadir.it/recensioni/SCIANNA_REGGIO/sciannareggio.htm


Per me l'equivoco è nell'evoluzione dell'etimo della parola, essendo stato superata la concezione originaria di arte e/o mestiere per essere sfociata in qualcosa di diverso.
Ciascuno nel proprio lavoro può essere molto bravo ma può aver piacere soltanto nel valorizzare le capacità specifiche.
Non credo (o almeno non mi risulta) che nessun architetto sia definito artista (per indicare una professione che esprime una visione che potrebbe essere associata nel linguaggio comune più facilmente all'arte, ma potrei indicare un chirurgo, un commercialista, etc..), perchè mai dovrebbe essere fatto per un fotografo?



avatarjunior
inviato il 13 Ottobre 2021 ore 16:25    

sono allergico alla parola ARTISTA in generale perché oggi troppo abusata
una volta c'erano centinaia di cantanti e solo una decina era chiamato artista
stessa cosa per pittori, attori, scultori ecc.
oggi si é tutti artisti.... la cosa non mi convince: non basta perpetuare un'arte per essere artista

user33434
avatar
inviato il 13 Ottobre 2021 ore 16:27    

Ciao Michele, non è tanto in discussione se la fotografia è arte o meno. Capisco ma non condivido il tuo punto di vista, per il buon esito della discussione eviterei di discutere questo aspetto con buona pace della tua opinione, di quella dello stracitato Baudelaire e del meno citato Walter Benjiamin.

Mirko mi viene in mente anche Berengo Gardin oltre Scianna e questo aumenta ancora di più la mia curiosità. È possibile che un sostantivo e il suo aggettivo abbiano un significato così diverso per tante persone? Nell'altro thread facevo l'esempio del busker che strimpella in un angolo di strada, tutti lo definiscono artista tranquillamente eppure non sta al Carnegie Hall. Cosa rende diversi i fotografi tanto da far sembrare questo appellativo una millanteria o qualcosa da scongiurare come fanno BG e Scianna?

user12181
avatar
inviato il 13 Ottobre 2021 ore 16:29    


Usare la parola "arte" implica che se ne conosca il significato, questo implica una qualche riflessione filosofica. Chi non vuole usare questo termine, non vuole, o non può fare questa riflessione e certo non gli si può dare torto, è difficile. È però anche sufficientemente onesto intellettualmente da non volere usare un termine di cui non capisce il significato, e questo è altamente lodevole...
Purtroppo questo non è il caso per molti partecipanti a questo forum.

avatarsenior
inviato il 13 Ottobre 2021 ore 16:31    

Credo che in altri ambiti la parola artista discenda ancora dal termine artigiano.
Mentre per la fotografia buona fetta della parte "artigianale" è domandata agli automatismi della macchina fotografica o del fotoritocco.
Molti "capolavori" di Bresson, per dire, in linea teorica* non hanno particolari aspetti insormontabile a livello tecnico.
Strimpellare"Bocca di Rosa" o a sfornare un cannolo in richiedono obiettivamente capacità manuali/artigianali più complesse.
*Per la cronaca non sono uno di quelli di "questa la facevo anche io", non sto parlando di "intelligenza fotografica", sto parlando di manualità pura e semplice.


Per cui, secondo me, si mette l'accento, spesso a sproposito, sul fatto dell'impalpabile aspetto artistico del messaggio, della visione dell'autore e di cavolate varie che qualcuno ha e altri no. Insomma per molti la "piacevolezza" della foto non può e non deve essere demandato solo agli automatismi che permettono anche a un bambino di avere una foto valida a livello estetico.
Per capirsi, se ci si basasse solo sulla correttezza dell'esecuzione della foto ci si ritroverebbe a chiamare "artista" qualsiasi ragazzino col cellulare.

Il bello è che mentre i fotoamatori si tirano dentro "autoincensandosi" con le loro visioni di artista (basta vedere i titoli che mettono a certe foto), molti grandi fotografi se ne tirano fuori. Mi viene in mente il celeberrimo "Artista sarà lei! Io sono un fotografo" di Scianna…

Questa secondo me è la peculiarità della fotografia rispetto ad altri ambiti.

Poi se vogliamo discutere sul termine arte… come si diceva assume vari significati a seconda del contesto.
Si va "dall'artista del cannolo" (che denota un aspetto fortemente artigianale) fino ad autori che fanno parte di vere e proprie correnti artistiche e che hanno le loro opere quotate nel mercato dell'arte. Fra questi ci sono anche dei fotografi, le loro opere hanno cifre spesso impensabili anche per i fotografi più affermati. Basti pensare a Gursky per citare il caso più famoso….
EDIT: 4.338.500 dollari la sua foto più pagata...

user33434
avatar
inviato il 13 Ottobre 2021 ore 16:37    

Interventi interessanti, appena torno a casa vi leggo con attenzione.

avatarsenior
inviato il 13 Ottobre 2021 ore 16:45    

Come ho già scritto nell'argomento originale, basta abolire il termine arte ed artista, termini del tutto equivoci, o ricondurli al loro significato originale per porre termine alla discussione. Non esiste l'artista, ma l'artigiano. Questo può essere scarso , mediocre, eccellente. A Firenze esistevano le "arti", tipo l'arte della lana...i suoi adepti erano artisti ?
Michelangelo era un artigiano eccellente, altri meno.

Continuando invece su questa strada si finisce nella merda, quella di artista, naturalmente.

avatarsenior
inviato il 13 Ottobre 2021 ore 16:50    

Alla base quindi credo ci sia un fraintendimento della parola arte e del suo immediato significato e una certa spocchiosità di alcuni fotografi che vogliono relegare questa parola solo ad alcune opere/autori escludendo altri.

Non è spocchiosità.
La dicotomia ha origine storiche nella notte dei tempi quando nacque la fotografia.
La fotografia rappresentava nel pensiero comune la realtà, e questa cosa è in qualche modo molto presente ancora oggi. (Scianna ne parla in un suo libro per quanto riguarda la ritrattistica per paradossi, evidenziando i soggetti ritratti che spesso dicono "di non venire bene in foto" dimenticando come sono realmente ed aspettandosi chissà quale magia possa venire dal fotografo, oppure ancora viene spesso usata la fotografia associato alla prova che un fatto si sia realizzato, "E' vero, l'ho visto in fotografia").
Da questa visione si è staccata una parte sin dall'inizio quando con la nascita della fotografia si è entrati in concorrenza con la pittura (l'arte per eccellenza forse) della quale la fotografia ha sempre sofferto di essere la cugina inferiore e si sono sviluppate correnti di fotografi che volevano dimostrare che la fotografia non era da meno e che la realtà non esiste, ed anche la fotografia è un'arte al pari della pittura.
Va considerato che la fotografia in pratica tolse molta parte del lavoro ai pittori, (pensiamo alle committenze dei ritratti che non venivano più chieste ai pittori ma ai fotografi) e peraltro da li anche la stessa pittura prese il via a nuove correnti espressive.
Insomma la cosa è un pochino più complessa per essere liquidata con il termine spocchioso.
Ovvio che un documentarista associa malvolentieri la parola artista perchè il suo lavoro tende ad una rappresentazione della realtà-documento, mentre invece la parola arte è associata più a fantasia e creazione, che tende a mettere anche il solo dubbio se quanto vedo in un reportage sia reale o frutto dell'inganno che in realtà è il fine del suo lavoro.

avatarsenior
inviato il 13 Ottobre 2021 ore 16:50    

Per fornire ulteriore spunto.
Queste sono le fotografie più pagate nella storia:
www.rivistastudio.com/fotografie-record-asta/

Il fatto che abbiano raggiunto tali valori non è ovviamente indice assoluto della loro "grandiosità".
Tuttavia il fatto che abbiano raggiunto certe cifre implica giocoforza che siano state battute all'asta e riconosciute più o meno direttamente come opere d'arte.
Ora senza entrare nel merito di ognuna di loro credo che anche solo scorrendole velocemente vi dia un'idea di cosa si ritenga (i critici ritengano) arte. Si tratta di foto che puntano sicuramente più su un messaggio espressivo/concettuale rcodificato in determinate correnti artistiche, piuttosto che a fornire una documentazione/reportage come certi autori street (vedi lo stesso, già citato, Scianna) o a creare immagini esteticamente gradevoli come un paesaggista del National Geographics.

Poi ripeto si tratta di mettersi d'accordo sui termini . Nessuno contesta al pizzaiolo sotto casa di descriversi come artista del calzone...

avatarsenior
inviato il 13 Ottobre 2021 ore 17:00    

Da questa visione si è staccata una parte sin dall'inizio quando con la nascita della fotografia si è entrati in concorrenza con la pittura (l'arte per eccellenza forse) di cui la fotografia ha sempre sofferto di essere la cugina inferiore e si sono sviluppate correnti di fotografi che volevano dimostrare che la fotografia non era da meno e che la realtà non esiste, ed anche la fotografia è un'arte al pari della pittura


Questo è vero.
Il bello è che parte di questa spinta (estetica) che andò a differenziare la fotografia dalla pittura la diedero i fotografi amatoriali.
Utilizzando lo strumento (la macchina fotografica che con la tecnologia divenne accessibile "a tutti") in maniera più intuitiva con i loro "errori" crearono tutta una serie di "nuovi modelli" (foto storte, foto mosse, foto con l'ombra del fotografo, foto mal esposte) poi riprese in maniera "intelligente" dai grandi fotografi americani.
Si pensi che all'inizio anche il colore era guardato male dai critici perché rendeva le immagini troppo realistiche e "banali" e quindi "poco artistiche".

avatarsenior
inviato il 13 Ottobre 2021 ore 17:05    

Noe è spocchiosità.
La dicotomia ha origine storiche nella notte dei tempi quando nacque la fotografia.
La fotografia rappresentava nel pensiero comune la realtà, e questa cosa è in qualche modo molto presente ancora oggi.


Sí è spocchiosità.
Perché essendo la fotografia a portata di tutti (già da inizio Novecento), ha da subito messo in difficoltà i professionisti i quali hanno avuto bisogno di un orto da proteggere e difendere per innalzarsi dalla massa.
Il luogo comune che la fotografia rappresentasse la realtà era già stato smontato alla fine dell'ottocento.

avatarsenior
inviato il 13 Ottobre 2021 ore 17:07    

Il fatto che abbiano raggiunto tali valori non è ovviamente indice assoluto della loro "grandiosità".


perfettamente d'accordo. Per me sono foto banali.

Tuttavia il fatto che abbiano raggiunto certe cifre implica giocoforza che siano state battute all'asta e riconosciute più o meno direttamente come opere d'arte.

si ma solo da sedicenti critici d'arte. Se fossero vere opere d'arte, quasi all'unanimità, l'uomo della strada dovrebbe poter vedere un valore eccezionale in ognuna di esse.

Che cosa ne pensi di questo argomento?


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