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inviato il 25 Luglio 2021 ore 21:18
Una mia foto, non quella in copertina visualizzata dal link, e' stata scelta per evidenziare come un filone della fotografia paesaggistica sia, in qualche modo riconducibile all'approccio del grande pittore tedesco. gallery.1x.com/blog/permalink/8634?fbclid=IwAR1FaetIkoQ9Xq33o5urC0G41P Mi farebbe piacere aprire una discussione circa l'argomento trattato, in particolare sull'aforisma di Friedrich: “Chiudi il tuo occhio corporeo, in modo che tu possa vedere la tua immagine prima con l'occhio spirituale. Quindi porta alla luce ciò che hai visto nell'oscurità in modo che possa reagire sugli altri dall'esterno verso l'interno. Un'immagine non deve essere inventata ma sentita”. che ritengo importante per la fotografia di paesaggio e non solo. Grazie e buona estate a tutti. Alessandro |
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inviato il 25 Luglio 2021 ore 22:51
Alessandro, complimenti per essere stato selezionato (meritatamente per la bella foto). Secondo me, per far sviluppare la discussione, dovresti chiarire meglio il topic. Come "argomento trattato" intendi il paesaggio simbolico nel filone romantico? Se è quello che intendi, in molte foto attuali di paesaggi ci sono richiami simbolici dello stile di Friedrich, ma a mio parere si è persa quasi totalmente la componente romantica. Le figure umane riprese di spalle, ancora molto utilizzate per dare un senso di stupore e meraviglia nella contemplazione, hanno molto meno spiritualità di come era nella visione romantica. Sono più esploratori che osservatori puri e la loro presenza non è estranea al paesaggio. Anzi, sebbene ancora minuscoli per dare alla natura la dominanza nella scena, sono pur sempre presenti per testimoniare la forza del piccolo contro il grande. Viene da chiedersi come ci sia arrivato qualcuno in quel luogo, domanda che invece è irrilevante guardando il Viandante di Friedrich. La tua foto ha la forza del trascendente grazie alla croce in quel contesto ed anche per l'assenza di una figura umana. Se ci fosse stato qualcuno di spalle vicino alla croce (alla Friedrich), sarebbe stato difficile tenere viva la lettura spirituale senza farla collassare in una foto ricordo di qualche escursione. Forse con un frate inginocchiato in preghiera...ma la vedo dura. P.s: una sintesi di vita e opere di Friedrich è reperibile qui: www.analisidellopera.it/caspar-david-friedrich-la-vita-e-le-opere/ |
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inviato il 25 Luglio 2021 ore 23:00
Alessandro, ci siamo incrociati un po' di volte su Juza e ho già espresso più volte l'apprezzamento per le tue foto. E apprezzo anche, e molto, la fotografia utilizzata per l'articolo, molto interessante. Seguirò l'evolversi del post. Speriamo in una buona estate...fotografica finalmente! |
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inviato il 25 Luglio 2021 ore 23:30
Motofoto, ti ringrazio per le precisazioni e per l'apprezzamento alla mia foto. Non mi riferisco solo ai richiami simbolici ma al suo approccio alla rappresentazione della realta'. Il suo piu' noto aforisma diceva: “Chiudi il tuo occhio corporeo, in modo che tu possa vedere la tua immagine prima con l'occhio spirituale. Quindi porta alla luce ciò che hai visto nell'oscurità in modo che possa reagire sugli altri dall'esterno verso l'interno. Un'immagine non deve essere inventata ma sentita”. Questo porta a trasformare il paesaggio in soggettiva e potente narrazione piuttosto che fedele rappresentazione della realta'. Non credo che tutti oggigiorno pongano, magari inconsapevolmente, l'uomo in posizione di supremazia verso la natura; penso che si possa recuperare un'approccio empatico e per cosi' dire "spirituale" con essa, Grazie anche per il link su Friedrich, lo leggero' con calma. |
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inviato il 25 Luglio 2021 ore 23:33
Grazie mille Claudio, speriamo proprio che l'estate ci consenta un ritorno alla serenita' e a nuove esperienze anche fotografiche. A presto! |
user12181
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inviato il 26 Luglio 2021 ore 7:51
Non ho letto l'articolo, vedo, con il telefono, alcune bellissime foto. La croce in montagna è accettabile, e a volte graziosa come espressione di devozione popolare, ma come espediente artistico in una foto, furbo o ingenuo che sia, per dare valore trascendente o mistico alla montagna, è pura volgarità blasfema, un oltraggio alla natura. Inguardabile. Nichts für ungut, veramente. |
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inviato il 26 Luglio 2021 ore 10:48
Chi non ha ripreso immagini, più o meno riuscite, in questo stile pseudo-romantico scagli la prima pietra. Come in tutti i generi, anche per il paesaggio sono possibili approcci diversissimi tra loro. Ognuno è libero di fare ciò che gli è più congeniale. Detto un tanto, rifletterei sul fatto che Casper David Friedrich ha lavorato più di due secoli fa e che inseguire il suo stile, per quanto possa essere foriero di molti consensi (soprattutto in questo forum), non mi pare un'operazione originale. Personalmente mi emoziona molto di più l'approccio al paesaggio fotografico perseguito da Ghirri. |
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inviato il 26 Luglio 2021 ore 13:06
Concordo quasi in toto con te Fabio. Non e' originale pero' neppure inseguire lo stile di Ghirri e se non si e' dei Ghirri (in giro non credo ve ne siano molti) elaborare uno stile nuovo non e' semplice, quindi credo sia accettabile partire da cio' che e' piu' vicino al tuo "sentire" e chi e' piu' bravo e fortunato magari arriva un po' piu' in la'...riesce ad esprimere qualcosa che un minimo di originalita' l'ha... Apprezzo naturalmente Ghirri e spero di ammirare una sua mostra, se ne faranno una non troppo lontano da Genova, non lo voglio di certo mettere in competizione con un pittore romantico di 2 secoli fa'. Mi chiedo pero'se anche lui risponde all'approccio espresso da Friedrich nel suo famoso aforisma, che ripeto: “Chiudi il tuo occhio corporeo, in modo che tu possa vedere la tua immagine prima con l'occhio spirituale. Quindi porta alla luce ciò che hai visto nell'oscurità in modo che possa reagire sugli altri dall'esterno verso l'interno. Un'immagine non deve essere inventata ma sentita”. Questo dovrebbe portare, penso, ad una narrazione del paesaggio lontana da una semplice descrizione, Ghirri, con stile completamente diverso e molto personale questo lo fa', o sbaglio? Mi scuso con i tanti che ne sanno di lui molto piu' di me, se ho detto corbellerie. |
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inviato il 26 Luglio 2021 ore 13:53
Murmunto, il tuo commento e' esaustivo, non occorre replica o approfondimento. Grazie mille Alessandro |
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inviato il 26 Luglio 2021 ore 14:18
Sono d'accordo con Alessandro: l'opera di Ghirri è talmente personale e riconoscibile in tutti i campi affrontati e non solo nel paesaggio da restringere molto la possibilità di rendere originale il lavoro di eventuali suoi imitatori. Un po' quello di cui si lamentava Fontana nei sui corsi in cui cercava di evitare ad ogni costo la nascita di tanti (come li chiamava lui) "Fontanini". Riguardo al fatto di avere consensi in questo forum, non me ne farei una preoccupazione nè in un senso nè nell'altro: non deve essere una ossessione ricercarlo e non deve nemmeno scandalizzare chi partecipa. Ognuno cerca di fare il massimo di quanto può e, soprattutto, cerca di divertirsi |
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inviato il 26 Luglio 2021 ore 14:51
Alessandro, il mio discorso era diviso in due parti. Nella prima ho chiaramente evidenziato che è possibile accostarsi alla poetica del paesaggio in maniera diversa, a seconda della propria indole e ho rivendicato il diritto di ciascuno di fare ciò che gli è congeniale, non senza avere ricordato che più o meno tutti hanno nel proprio cassetto riprese o tentativi di riprese sullo stile di quelle visibili nell'articolo da te citato (tra cui la tua, stupidamente criticata da un saccente presuntuoso). Nella seconda parte ho semplicemente evidenziato l'esigenza di rompere con schemi iconografici che, a mio personalissimo avviso, sono magari accattivanti e piacevoli, ma un po' staccati dalla realtà vissuta dai popoli immersi nella civiltà del consumismo, che è poi quella in cui viviamo. La sociologia ha gettato il seme di riprese paesaggistiche non semplicemente descrittive, bensì connotate anche dalla volontà di dire un qualcosa di ulteriore, di dare in una chiave estetica pur sempre pregevole un messaggio importante ai fini della comprensione del mondo attuale. Quanto a Ghirri è uno dei miei autori preferiti, insieme ad altri peraltro. Per me la svolta fu l'esposizione a Venezia, mi pare nel 1987 al Palazzo Fortuny , di una serie di immagini di paesaggio scattate da diversi autori americani che all'epoca fecero molto discutere, essendo stati accusati di banalità. |
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inviato il 26 Luglio 2021 ore 16:05
Le motivazioni di chi fa fotografia di paesaggio sono moltelici (parlo di fotografi "normali" e non necessariamente di artisti, cioè, in definitiva parlo di tutti noi che discutiamo sul forum) : ci sono tanti che si professano così rispettosi e "innamorati" della natura ( evito di citarli ma ho parlato con diversi di loro e sono persone stimabili e serie e, in molti, qui su Juza anche professionisti o semiprofessionisti) da non volerla stravolgere , altri che, nello stesso filone, cercano di evidenziare e enfatizzare la grandezza e maestosità del paesaggio naturale e non inserirebbero mai un'opera umana nell'inquadratura, altri che per lo stesso motivo mettono a paragone gli uomini e la loro produzione con eventi naturali. E, infine, molti che concepiscono le foto paesaggistiche come staccate dalla realtà e con una grossa cifra di elaborazione fantasy, molto in voga grazie anche alle possibilità offerte dalla postproduzione e spesso anche molto criticate per lo stesso motivo, con colori e atmosfere fantastiche, sospese nel tempo, nel luogo e nello spazio. Difficile per tutti distinguersi e essere originali. |
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inviato il 26 Luglio 2021 ore 16:39
Fabio, Claudio ha spiegato dettagliatamente i vari approcci al paesaggio almeno su questo sito, ci stanno tutti per me e se fatti bene ammiro... Quelle immagini che tu definisci "magari accattivanti e piacevoli" hanno un senso se sono, come dice Friedrich, sentite dall'autore, perche', in esse, deve in qualche modo, vivere una piccola parte della sua interiorita'. I temi piu' intimi dell'uomo, il suo rapporto con la vita, la natura, il trascendente non mutano con la velocita' dei cambiamenti socioeconomici e i mezzi espressivi ispirati al passato possono essere ancora utilizzabili, almeno ovviamente dal mio, irrilevante, punto di vista. Poi sai che noia avessimo tutti la stessa sensibilita', gli stessi interessi, la stessa cultura.. Non credo che siamo su posizioni cosi' distanti, ma anche cosi' fosse per me non c'e' nessun problema ed e' piacevole confrontarsi con persone rispettose. |
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inviato il 26 Luglio 2021 ore 16:54
@claudio Difficile per tutti distinguersi e essere originali. Parole sante! @alessandro Non credo che siamo su posizioni cosi' distanti Non lo credo neppure io. Il confronto civile può solo arricchire. |
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inviato il 26 Luglio 2021 ore 17:48
Motofoto, Ho letto il link, molto interessante, grazie. |
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