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inviato il 17 Luglio 2021 ore 15:55
Negli anni '80 visitavo spesso la vecchia fabbrica a Mandello del Lario nella speranza che mi acquistassero un tornio (non accadde) e per "occhiare" l'officina. Già allora l'ottimismo era dietro le spalle, però di moto se ne vedevano in giro e motociclisti tedeschi che percorrevano la strada lacustre per andare a prendere ricambi, se ne vedevano sempre. Adesso le moto Guzzi sembrano sparite. Possibile che sia colpa della disposizione dei cilindri a V trasversale, che se favoriva il raffreddamento, mandava troppo calore alle gambe? Ricordo commenti di questo tipo... Anche il boxer BMV dovrebbe avere un effetto simile, anche se probabilmente minore e non ne ha certo sofferto da venire dimenticato... Mi sono ricordato della Guzzi... Ps... So che è stata acquistata, ma non è questo il tema. |
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inviato il 17 Luglio 2021 ore 17:27
Francamente di Guzzi ne vedo eccome ed ultimamente ha sfornato moto veramente interessanti, come la v85tt. Sulla guzzi ho un aneddoto di quando andai due settimane in famiglia in Inghilterra per imparare un po' l'inglese, circa 20 anni fa. Il simpatico irlandese che mi ospitò, mi fece cenno di seguirlo in garage, dove da sotto un telo m mostrò tutto orgoglioso una splendida Moto Guzzi California tirata a lucido. |
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inviato il 17 Luglio 2021 ore 18:08
Anch'io ne vedevo di Guzzi nella Londra del '80 e pure tante. |
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inviato il 17 Luglio 2021 ore 20:19
Alla metà degli anni '70 di Guzzi Falcone se ne vedevano ancora parecchie in giro, molte erano state riciclate tra quelle dismesse dall'esercito. Erano appena uscite le California, figlie del nuovo proprietario (De Tomaso), ma ricordo che tutti preferivano le Kawasaki 750 tricilindriche e le Honda 750 Four! |
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inviato il 17 Luglio 2021 ore 20:35
Le Kawasaki 750 tricilindriche e le Honda 750 Four ebbero un successo incredibile. La Honda 400 Four (mi sembra) ne venne vietata l'importazione per non distruggere il mercato delle moto europee. Comunque le bicilindriche trasversali erano una diversa filosofia di guida, decisamente più tranquilla. |
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inviato il 17 Luglio 2021 ore 22:04
La filosofia delle Kawasaki era opposta a quella di Guzzi e BMW: nei primi 400 metri l'accelerazione doveva essere brutale, alla "Fast and Furious". La tenuta in curva e la frenata... un optional! Tuta: camicetta e RayBan Aviator. Per chi voleva una moto con una tenuta di strada sopra la media c'erano le prime Ducati 750 Sport con il bicilindrico a "L". La Benelli (negli anni '80 poi acquistò la Guzzi) opponeva una 750 Sei (6 cilindri). Sempre a metà degli anni '70 la Honda uscì con la prima di una lunga serie di Gold Wing... Non dimentichiamo anche le ultime MV Agusta 500, quelle guidate da Agostini prima di passare a Yamaha! Questo per dire che la concorrenza in quegli anni era già molto agguerrita e negli anni '80 la produzione italiana è stata "schiacciata" dalle nuove uscite giapponesi. |
user12181
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inviato il 18 Luglio 2021 ore 2:35
In ogni caso vive. Mi pare stia anche bene, Colaninno sta facendo il bravo. Bisogna passare al santuario di Mandello il giorno della festa, un pellegrinaggio di devoti d'oltralpe, soprattutto riformati luterani e calvinisti in cerca di un culto sostitutivo. Quest'anno ha fatto 100 anni. skull-jewels.com/products/2922-100-jahre-moto-guzzi N.B.: "Auf Wunsch auch in Gold erhältlich." Per me è però legata indissolubilmente ai fratelli Savi e al motocarro Guzzi con cui trasportavano le bibite che producevano, certi scoppi tremendi quando passavano sul "Ponte dell'are" negli assolati pomeriggi d'estate dei primi anni '60, Castelraimondo MC. Tutto in polvere, "Libera nos a Malo". |
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inviato il 19 Luglio 2021 ore 12:57
All'epoca delle Kawasaki 3 cilindri (a Roma erano sopprannominate "cavasacchi") dove i sacchi erano i soldi... perchè il cilindro centrale prendeva poca aria viaggiando nel traffico e spesso grippava... stavo prendendo tutti e 3 i brevetti di volo e di soldi per le moto non ne avevo, però ogni tanto qualche amico me la prestava per una giornata ed io felice, con la fidanzatina di turno andavo in campagna , tempi stupendi, anni 28; Lavoravo fino alle 2,30 e dopo mangiavo un panino per la strada verso Rieti dove c'era l'aeroclub... Il massimo che potevo permettermi era la 500 di cui ero e sono ancora innamorato,ma la mia aspirazione era quella di prendermi una replica del falcone 500 monocilindrico (a Roma era "quello con l'affettatrice... ") perchè a me le moto che piacevano erano quelle "tranquille" quelle che ti permettevano di goderti il panorama di una campagna nei dintorni di Roma ancora "nature", con campi di grano maturo, a luglio, che coloravano d'oro l'orizzonte. Anni dopo comperai una Suzuki bilicilindrica 400, moto tranquilla che se andavi "forte" poi frenavi coi piedi... Le guzzi erano troppo care per me...ma un cugino di mia moglie poi comandante Alitalia aveva ua "California" e bontà sua me la prestava volentieri... A Roma si vedono Guzzi, ma non tante quanto meritebbero; Comunque ora non c'è più la sudditanza motociclistica di quei tempi ed io sono contento perchè noi le moto le abbiamo sempre sapute fare...e bene. Bei tempi di 52 anni fa!! |
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inviato il 20 Luglio 2021 ore 20:06
Guzzi, ne ho avute due. che belle.. tranquille tranquille.. molto piu' apprezzate all'estero che in Italia. |
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inviato il 20 Luglio 2021 ore 20:47
E...va così ahimè! |
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inviato il 22 Luglio 2021 ore 5:28
SP3 1000 carenata, grigio metallizzata, stupenda. Quando la mettevo in moto, sembrava dovesse rompersi, tutta traballante per i primi 2/3 secondi, poi um rombo stupendo, mitico. La più bella moto mai posseduta. Altro che giapponesi; almeno per me. |
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inviato il 22 Luglio 2021 ore 6:42
La Guzzi è viva e vegeta e produce due delle moto più vendute in Italia negli ultimi anni: V7 e V85TT. Milano per esempio è piena di V7. |
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inviato il 22 Luglio 2021 ore 22:30
La ebbi tanti anni fa, la 350cc. Era gustosa, scoppiettante, ma costruita al risparmio ( eccessivo ). Il faro della fiat 126, il cambio e frizione ( mi dissero, e si trova in molti forum ) dalla Autobianchi A112, e che funzionava come gli pareva; impianto elettrico che se pioveva era un'avventura riuscire ad accenderla ( montava di serie pipette candele da quattro soldi che nemmeno sul Ciao ). Cilindri che si consumavano per bene, le fasce non tenevano, consumava olio, che dovevi cambiare ogni 3000km. Quella grossa, Le Mans 850 cc, montava gomme di sezione ridicola. La seconda serie, il quattro valvole, fu un disastro, si rompevano quasi tutte. Alla Guzzi non hanno mai più voluto investire, e campano sul California, un bisonte da 3 quintali. La V7 non c'è verso di farla col doppio disco davanti, costa troppo, né con un minimo di carena o cupolino, che devi cercare a caro prezzo in aftermarket. Un vero peccato. |
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