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Quando un ostacolo ti spinge a pensare diversamente.


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avatarsenior
inviato il 30 Settembre 2020 ore 21:23    

Spesso si parla di macchine super prestanti, di autofocus fulminei, di macchine che quasi quasi scattano da sole.
Ma oggi, riguardando una foto che avevo appena fatto in giornata, mi sono accorta di una cosa, lo so, per molti sarà l'acqua calda, ma ci ho pensato solo oggi, sarà che era un po' che non fotografavo...
Si tratta di una foto piuttosto semplice, niente di speciale.
Stavo fotografando una parete, con un cartello, delle linee simmetriche, una cosa molto minimalista ma con colori brillanti e linee decise.
Ho infamato una macchina che si era parcheggiata proprio davanti alla facciata che volevo fotografare per verticale, visto che la linea gialla seguiva il palo, ma con la macchina nel mezzo non potevo perchè l'avrei inquadrata, così ho girato la fotocamera, l'ho alzata sopra la testa e ho inquadrato dall'alto, da sopra il tettino della macchina. Ho dovuto reinventare la foto, cambiando inquadratura e composizione.
Tornando a casa e guardando la foto mi sono accorta che in realtà funzionava meglio così, perchè le linee del cartello erano perfettamente ricreate a grandezza maggiore dalle linee sul muro, come in un pantografo, in pratica c'era un gioco di simmetrie che in verticale non si sarebbe notato affatto.

L'ostacolo, in questo caso fisico, reale, su 4 ruote, mi ha portato a pensare diversamente, a cambiare il mio modo di fotografare (io che prediligo le foto verticali) ma allo stesso tempo mi ha aiutato a portare a casa uno scatto migliore e diverso, che altrimenti non avrei realizzato, ancorata al mio solito modo di vedere.
Quindi siamo proprio sicuri che gli ostacoli siano sempre un male?
Non dovremmo forse ogni tanto metterci in difficoltà da soli, farci una sorta di autosgambetto (ognuno ha il suo tallone d'achille, per qualcuno potrebbe essere disattivare l'af, per altri boh..ognuno conosce il suo!), per tirare fuori un qualcosa di nuovo o un qualcosa che è già dentro di noi ma che non sappiamo come tirare fuori perchè l'abitudine è dura a morire?
Così, per fare due chiacchiere e sentire i vostri pareri.

avatarsenior
inviato il 30 Settembre 2020 ore 22:24    

Bravo, e cosi hai imparato qualcosa, in fotografia si deve fare con la realta cosi com'e con pali della luce, automobili, pannelli pubblicitari ecc...e trovare la soluzione che non consiste come molti dicono a eliminare gli "elementi di disturbo" con photoshop ma di comporre diversamente integrando gli "ostacoli" nella composizione...potrebbe essere la lezione N.1 di Joseph Koudelka : l'importanza del punto di vista e della composizione per dare un senso agli elementi esistenti

avatarsenior
inviato il 01 Ottobre 2020 ore 7:37    

Beh li avevi due scelte, anzi tre, ossia fare la foto lo stesso e sistemarla dopo in pp(pigra), non fare la foto(consapevolmente pigra), oppure trovare un alternativa, tirare fuori la creatività(scelta più onerosa) ma che alla fine ti ha dato soddisfazioni, quindi vuol dire che il tuo percorso sarà quello, tirare fuori il lato creativo e non accontentarsi mai e sperimentare a go-go. questo però non significa che sia la strada giusta per tutti....

avatarsenior
inviato il 01 Ottobre 2020 ore 10:59    

ossia fare la foto lo stesso e sistemarla dopo in pp(pigra)

questa scelta in realtà io non la contemplo mai, perchè odio i crop feroci, mi sembra di perdere troppi pixel. lo so che con le macchine moderne si può, ma sono abituata a comporre meglio possibile in macchina, cercando di tagliare il meno possibile. mi è successo pochissime volte ad esempio di avere una foto verticale e volerla trasformare in orizzontale o viceversa. se accade per me è una sorta di "sconfitta" perchè significa che non ho pensato a sufficienza prima di scattare o non ho saputo vedere quello che ho visto dopo da pc, ossia che la foto era meglio in un verso che nell'altro.

questo però non significa che sia la strada giusta per tutti....

verissimo, ma è anche vero che risolvere i problemi aiuta ad allenare la mente.
è come quando a scuola, durante l'ora di matematica, ti fanno risolvere un problema, dandoti 2-3 elementi e tu devi trovare la soluzione. nella vita di tutti i giorni difficilmente ti troverai a risolvere un problema matematico, ma così ti forniscono gli strumenti mentali e di ragionamento per imparare a risolvere tutti i problemi che poi ti si presenteranno.
secondo me la stessa cosa accade in fotografia.
dato un problema X, che soluzione possiamo trovare?
non è pochissimo che fotografo (sono circa 3 anni) ma io mi sento sempre nella fase di apprendimento, e ogni giorno scopro qualcosa di nuovo, qualcosa che non sapevo della fotografia, o qualcosa che non sapevo di me, e ogni tanto qualche esercizio non fa male secondo me, ci mette alla prova, ci forza ad uscire dai nostri limiti, è facile incasellarsi sempre negli stessi stereotipi.
Io ad esempio scatto tantissimo con ottiche lensbaby (manuali, sfuocato selettivo) sono un po' la mia coperta di linus, ma mi sono detta che voglio riprendere un po' in mano le ottiche Af perchè le ho trascurate... insomma...l'abitudine secondo me è una brutta bestia, anche in fotografia, e le scosse ogni tanto fanno bene.


avatarjunior
inviato il 01 Ottobre 2020 ore 11:11    

ma è anche vero che risolvere i problemi aiuta ad allenare la mente


La maggior parte delle persone che conosco non vuole risolvere i problemi, li vuole risolti.
Non vuole gli strumenti, vuole la soluzione. Non vuole sbattersi.
E spesso è fonte di problemi

non è pochissimo che fotografo (sono circa 3 anni) ma io mi sento sempre nella fase di apprendimento

Sono 16 anni che fotografo: ogni volta che mi sento arrivato a fare quello che voglio cambio genere MrGreen

avatarsenior
inviato il 01 Ottobre 2020 ore 11:42    

Per me che fotografo solo in diapositiva quella di dover fare dei veri e propri salti mortali, appunto per evitare gli elementi di disturbo, è non solo una prassi comune... lo è al punto che se fosse altrimenti ne sentirei la mancanza Eeeek!!!

avatarsenior
inviato il 01 Ottobre 2020 ore 11:56    

Ancora oggi se nella foto vi sono pali , o altri elementi di disturbo li tolgo, ma un socio del circolo
diceva, fra parecchi anni l'auto ti darà il senso del tempo in cui è stata scattata.


saluti.

avatarsenior
inviato il 01 Ottobre 2020 ore 12:07    

assolutamente d'accordo con tutti voi
E secondo me è proprio questo il bello della fotografia

avatarsenior
inviato il 01 Ottobre 2020 ore 12:08    

Sono 16 anni che fotografo: ogni volta che mi sento arrivato a fare quello che voglio cambio genere MrGreen


ahaha mi piace il tuo stile!!! MrGreen
pure io sono come te, nel senso che la noia è il mio più acerrimo nemico, anche con gli hobby. dopo un po' passo ad altro. poi magari ci ritorno, ma dopo un po' sento il bisogno di cambiare, devo sempre ruotare le attività sennò mi sento imprigionata.

Per me che fotografo solo in diapositiva quella di dover fare dei veri e propri salti mortali, appunto per evitare gli elementi di disturbo, è non solo una prassi comune... lo è al punto che se fosse altrimenti ne sentirei la mancanza Eeeek!!!


bhe...in un mondo dove tutto sarebbe più facile usando una fotocamera digitale, dove puoi correggere qualsiasi errore con due click, dimmi te se non hai scelto la via più difficile, e se non ti poni sfide ogni giorno!!!

Ancora oggi se nella foto vi sono pali , o altri elementi di disturbo li tolgo, ma un socio del circolo
diceva, fra parecchi anni l'auto ti darà il senso del tempo in cui è stata scattata.


giusta osservazione, ma credo che avvenga già.
basti vedere foto scattate qualche anno fa, non bisogna andare tanto indietro, bastano agli anni 90 o 80, e già dalle macchine (o dai vestiti) si ha l'indicazione del decennio.
credo che tutto contribuisca a dare un'indicazione del periodo alla fine.


avatarsenior
inviato il 01 Ottobre 2020 ore 12:21    

Morgana82 scripsit:
<<..omissis..
Non dovremmo forse ogni tanto metterci in difficoltà da soli, farci una sorta di autosgambetto (ognuno ha il suo tallone d'achille, per qualcuno potrebbe essere disattivare l'af, per altri boh..ognuno conosce il suo!), per tirare fuori un qualcosa di nuovo o un qualcosa che è già dentro di noi ma che non sappiamo come tirare fuori perchè l'abitudine è dura a morire?
..omissis..>>

Concordo sul concetto di autosgambetto . Sorriso
Per inciso, iniziai 12 mesi fa a scattare con af disattivato. Mi sono trovato così bene che ormai l'af lo uso nel 10% dei casi.
Per affinare la mia, non eccelsa, capacità compositiva da 3 mesi ho iniziato a scattare a pellicola in b&n. E da un mese uso la dia.

PaoloMcmlx
Per me che fotografo solo in diapositiva quella di dover fare dei veri e propri salti mortali, appunto per evitare gli elementi di disturbo, è non solo una prassi comune... lo è al punto che se fosse altrimenti ne sentirei la mancanza

Concordo. Essere obbligato a ragionare, in fase compositiva, è molto stimolante. Almeno per me.

avatarsenior
inviato il 01 Ottobre 2020 ore 20:25    

@Morgana

"...ancorata al mio solito modo di vedere."

Quello è il limite più grosso al progresso, in tutto, dell'Umanità, non solo nella Fotografia.

In campo Fofotografico, bisogna capire che quando guardi un'inquadratura, ossia quando prendi una decisione (l'inquadratura quello è, una decisione di scattare) la prendi coi tuoi condizionamenti mentali.

Capito questo, la prossima volta uno cerca di essere più oggettivo, di guardare le cose dall'alto, vedersi mentre ragiona col cervello nel suo scatolotto chiuso, buttare via lo scatolotto, e cercare tutte le inquadrature possibili, non solo che ci sembrano giuste al primo sguardo.

Esempi pratici:

Questa





CLICCARE SULL'IMMAGINE PER VEDERLA GRANDE!

è stata fatta con l'idea di trovare un soggetto interessante più dei monoliti del monumento, che tutti fotografano normalmente: io ho trovato le due bande scure nel pavimento che vanno portano lo sguardo sui monoliti, ma il soggetto prioritario sono le due bande scure.

Questa





CLICCARE SULL'IMMAGINE PER VEDERLA GRANDE!

è stata scattata sdraiandomi a terra ( c'era tutto bagnato, avevano appena irrigato il prato, e mi sono bagnato tutto), perchè volevo che la croce di una tomba, ovvero, la Morte, dominasse la Fotografia, bisogna che la croce, piccola, occupi comunque tanto spazio nella fotografia finita.

La Morte è potente, potentissima in un cimitero e lo è di più in quel cimitero: lì ci sono 4402 valorosi giovani ragazzi americani morti, sono loro che ci hanno dato la nostra società che viviamo oggi, gli dobbiamo tutto, e dunque ho cercato di strizzarmi il cervello per rendere al meglio quell'atmosfera orribile di morte.

Con un 14 mm e sdraiato in terra ho fatto una inquadratura insolita, ma a mio avviso, potente.

Bisogna strizzarsi il cervello e non essere condizionati mentalmente per fare buone foto.

avatarsenior
inviato il 01 Ottobre 2020 ore 20:45    

se accade per me è una sorta di "sconfitta" perchè significa che non ho pensato a sufficienza prima di scattare o non ho saputo vedere quello che ho visto dopo da pc, ossia che la foto era meglio in un verso che nell'altro.
stessa cosa accade di pensare anche a me

avatarsenior
inviato il 01 Ottobre 2020 ore 20:57    

il cambio di prospettiva, la cosa più banale,potente e difficile da applicare. In fotografia e nella vita in generale.

avatarjunior
inviato il 01 Ottobre 2020 ore 21:00    

Ciao Morgana, ti confermi come una che pensa "out of the box" che è la qualità essenziale per trasformare una gradevole immagine in una bella fotografia.
Purtroppo credo sia una dote in gran parte naturale e non ho ancora capito quanto "allenabile"... ;-)

avatarsenior
inviato il 01 Ottobre 2020 ore 21:05    

Cambiare il paradigma: ai tempi Ansel Adams faceva foto di paesaggio per esaltare la natura incontaminata, il dono di Dio cui i trascendentalisti americani sentivano obbligo di rendere omaggio, quando gli capitava di trovare una cartaccia o dei rifiuti per terra ovviamente li rimuoveva o prima o se si accorgeva dopo tentava di farlo in camera oscura, se trovava dei fili elettrici o telefonici la foto non la scattava o cambiava il PdR. Poi sono arrivati i New Topographers, cambio di paradigma, si fotografava con i fili e tutti gli elementi antropici, anzi si documentava lo scempio della natura compiuto dall'uomo includendo edifici, elettrodotti, cumuli di spazzatura. Si trattò di trovare il modo di rendere interessante foto che includevano elementi che prima si ritenevano preclusivi di un buon risultato. A volte è la filosofia e la poetica sottostante che porta a nuovi risultati.

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