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inviato il 11 Agosto 2020 ore 15:52
É una domanda che ultimamente mi pongo spesso riguardo alle foto che pubblico. Mi rendo conto che i social ci hanno un po' reso autoreferenziali, spesso non si parte da se stessi per mostrare un lavoro dove in qualche modo il pubblico possa vedere una storia più universale, mostriamo solo lavori sensati per noi. Ma a questo punto che senso ha condividere? La ricerca del like può essere una risposta, ma per averlo bisogna seguire quello che la gente vuole vedere portando a foto standardizzate, magari tecnicamente ineccepibili ma a conti fatti inutili,mediocri. Sinceramente mi pongo sempre più spesso domande relativamente ai miei progetti personali e quella del titolo del topic é una delle più frequenti |
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inviato il 11 Agosto 2020 ore 16:51
La ricerca di un like spesso e' piu impegnativa di un lavoro... |
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inviato il 11 Agosto 2020 ore 17:14
“ mostriamo solo lavori sensati per noi „ tutti i grandi artisti hanno parlato di cio' che hanno vissuto, di cio' che hanno conosciuto. Quindi raccontare qualcosa di sensato per TE significa raccontare qualcosa di originale e che per questo probabilmente ha un valore aggiunto. Magari ti ritrovi a mostrare delle perle a dei porci che sguazzano nel letame, non dovresti risentirti per un mancato apprezzamento.. tantomeno cominciare a spalare m€rda.. |
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inviato il 11 Agosto 2020 ore 17:15
È una riflessione corretta. La risposta è relativa.. e giuro che quando l'avrò capito, verrò qui a dirtelo subito. Le mie foto sono il frutto della mia visione del mondo e in particolare di Venezia.. ma agli altri che gliene frega ? Risposta : boh !!! |
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inviato il 11 Agosto 2020 ore 18:22
“ Mi rendo conto che i social ci hanno un po' reso autoreferenziali, spesso non si parte da se stessi per mostrare un lavoro dove in qualche modo il pubblico possa vedere una storia più universale, mostriamo solo lavori sensati per noi. „ Matteo, forse non ho capito la tua osservazione, ma a me sembra proprio il contrario. Mi viene da dire che i social tendano proprio ad uniformarci per cercare quel gusto/sentire comune che dia consenso alle nostre foto. “ Ma a questo punto che senso ha condividere? „ Il senso di condividere non lo vedo legato al gusto medio del social. Ciascuno, condividendo qualcosa di originale, crea un messaggio che verrà recepito da alcuni e ignorato da altri, ma penso sia normale. |
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inviato il 11 Agosto 2020 ore 18:24
Il mio non é uno sfogo per un mancato apprezzamento é solo una riflessione generica sulla fotografia e su quello di cui si discute o che si mostra. Questo mi porta a provare un approccio diverso o comunque cercare di andare oltre a qualcosa che risuoni solo per me. Comunque molti condividono solo per un affermazione del se, credo sia questo l'approccio errato, mostriamo solo noi e spesso non é una questione di originalitá ma di contenuti Semplicemente non stiamo guardando quello che ci sta intorno ma mostriamo solo noi stessi e inseguendo certi consensi si tende non solo a banalizzare il proprio lavoro, ma diventa in circolo in cui sempre meno il fruitore vorrà pensare, ma solo vedere il già visto e confrontarlo con esso. I social ci fanno condividere tutto e subito, ma questo diario non é pensato, non mostra qualcosa di interessante come magari ha fatto Nan Goldin che partendo da qualcosa di personale ha creato un racconto di una certa sub cultura dove altri si identificano |
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inviato il 11 Agosto 2020 ore 18:43
"Comunque molti condividono solo per un affermazione del se"... È sempre così, qualsiasi cosa tu possa condividere, a prescindere dalla bellezza, dalla tecnica ed altro, è sempre un'affermazione di se. Anche dare una notizia, ad esempio per i giornalisti, la si fa filtrandola con il proprio humus culturale . Niente è asettico, a maggior ragione la fotografia in cui c'è una sovrapposizione di filtri; pdc, pdr, contrasto, colore, ecc. se ne sei capace , filtrano un qualsiasi messaggio tu voglia o possa trasferire. Più hai conoscenza fotografica più sei capace a manipolare il messaggio in uscita. La vera differenza sta nella selezione. Oggi nei social la selezione la fai tu e la massa. La somma dei like genera quella corrente, quell' onda che potrebbe portarti in alto, o almeno quella è la speranza per molti. Ma questo non impedisce ( al più impigrisce ) la tua di selezione . È sempre un'affermazione di se... Anche il Signore ci ha lasciato i Comandamenti per affermare se stesso. Non Avrai altro Dio al di fuori di me... Scusate se sono stato blasfemo. Ci vuole cultura per creare cultura, o genialità . Si dice che se mangi troppo velocemente rischi una minore assimilazione e una cattiva digestione. Ecco, credo che un handicap possibile dei sociali sia diminuire la capacità di assimilazione di ciò di cui si viene a contatto. Vale soprattutto per le generazioni successive alle mie. |
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inviato il 11 Agosto 2020 ore 19:22
Matteo, se ho capito il senso del discorso, vale per tutti non solo per tè ogni anno faccio mostre dove fai un lavoro che abbia un senso, l'anno scorso avevo una mostra in un simposio sull'acqua, vi erano filmati sull'acqua denominati (golden blu) avevo 74 foto tutte riguardanti le forme dell'acqua, se mettessi tutte quelle foto su questo sito forse mi darebbero del matto, negli anni ho collezionato 62 sport diversi tra di loro, per una mostra hanno un filo conduttore e va bene su juza no, si cerca giustamente come dici tu di mettere ciò che può piacere agli altri soci, e così facendo ci guardiamo sempre le stesse cose e non si impara nulla. saluti. |
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inviato il 11 Agosto 2020 ore 20:14
Matteo.. sei troppo una persona perbene, per indurre a pensare male. |
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inviato il 11 Agosto 2020 ore 22:05
Matteo se riesci a togliere il punto interrogativo e sostituire con l'esclamativo, o anche solo tre puntini di sospensione riuscirai a goderti la fotografia e, in particolare modo la tua fotografia, con molti meno problemi. Te lo meriti. Ciao. |
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inviato il 11 Agosto 2020 ore 22:21
“ Ma a questo punto che senso ha condividere? La ricerca del like può essere una risposta, ma per averlo bisogna seguire quello che la gente vuole vedere portando a foto standardizzate, magari tecnicamente ineccepibili ma a conti fatti inutili,mediocri. „ tu parli spesso in altri post di pubblico e contesto.... Bene io credo che il pubblico sia fondamentale....scegliti il pubblico.. scegli chi ti possa apprezzare... |
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inviato il 11 Agosto 2020 ore 23:03
I difetti più grandi di qualsiasi comunicazione sono due: - assenza di contenuto - assenza di un interlocutore definito cui la comunicazione si rivolge. Bisogna avere qualcosa da dire e sapere a chi lo si vuole dire, perché da ciò deriva il come lo si esprimerà. La tragedia di molti che pubblicano sui social è che non hanno un interlocutore definito. Pubblicano e basta. E una comunicazione che va bene per tutti non va bene per nessuno, ossia si standardizza in canoni mediocri che rendono tutto quanto uguale. Invece bisogna avere un target di pubblico ben definito e questo già dal momento in cui si pianifica un progetto fotografico. A chi voglio dire cosa e, quindi, come è bene dirlo? Il negozio che vende di tutto, dal bullone alla pizza alla barca a vela ai finimenti per i cammelli, avrà sempre un successo e una qualità minore di un negozio che vende qualcosa di specifico ad un target specifico. |
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inviato il 12 Agosto 2020 ore 0:58
Matteo abbandona la via del like, che porta come conseguenza l'omologazione. Resta fedele alla tua linea e fregatene, sì, ma dei like. |
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inviato il 12 Agosto 2020 ore 1:12
Nessunnego condivido pienamente il tuo pensiero. |
user177356
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inviato il 12 Agosto 2020 ore 6:40
Sono anche io d'accordo con Nessunego. Mi sembra però che alla sua argomentazione manchi l'ultimo passaggio: è del tutto inutile pubblicare sul web, almeno lo è pubblicare in "contenitori" generalisti come Juza (o Flickr, o 500px, etc.), perché in questi ambiti è impossibile circoscrivere gli interlocutori e stabilire una comunicazione, foss'anche unidirezionale. |
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