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inviato il 27 Giugno 2020 ore 14:17
Ho guardato questo documentario che mi ha molto colpito. In pratica l'idea è che Veermer, per produrre i suoi quadri, abbia usato una tecnica, con l'aiuto di strumenti ottici, tale per cui chiunque, anche l'autore del documentario, riuscirebb a produrre quei risultati fantastici. E' un documentario interessante e piacevole, ma assodato che il folle che si e' imbarcato in questa impresa è secondo me una persona non comune ( penso sia un genio dei nostri tempi ), se l'ipotesi fosse vera, Vermeer smetterebbe di essere considerato un grande maestro dell'arte, diventando invece uno che imbroglia? Tipo quei maledetti fotografi che usano la pp? |
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inviato il 27 Giugno 2020 ore 14:35
mavva.. moltissimi pittori del tempo usavano la scatola nera. Come se vedere l'immagine fosse equivalente a trasportarla sulla tela con colori e pennello. Un pittore ha una pennellata che ha una profondita' oltre che una tinta. Mi e' capitato di fotografare le opere di un pittore piuttosto famoso e di costruire una immagine di una sua opera (inesistente) componendola con pezzi di altre opere. Quanto mi ha fatto dannare per riuscire a riprodurre il colpo di pennello in digitale. Non era mai soddisfatto. E a ragione. Il colpo di colore digitale non restituiva mai la plasticita', il volume, la sfumatura del colpo reale. |
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inviato il 27 Giugno 2020 ore 15:10
@Salt, non parliamo di scatola nera. È un documentario molto piacevole, ne consiglio la visione. |
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inviato il 27 Giugno 2020 ore 15:50
e' un po' più complessa l'idea, sicuramente molti pittori usavano lenti, ma qui si ipotizza l'aggiunta dell'uso di uno specchietto proprio per lavorare meglio a livello di tinte e toni |
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inviato il 27 Giugno 2020 ore 17:03
Vi assicuro che e' un bel documentario, se ci riuscite, guardatelo, vi stupirà. |
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inviato il 27 Giugno 2020 ore 17:16
La usavano in tanti nel documentario fa un ipotesi con una tecnica un po' più complessa. Ma non è atto a sminuire l'autore è solo un idea venuta al tizio del documentario leggendo appunto un saggio su vermeer |
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inviato il 27 Giugno 2020 ore 17:20
Il documentario non ha alcuna intenzione di sminuire Vermeer, tuttavia il fatto che questo Tim, se non erro, il padre di Lightwave, senza alcuna formazione artistica, abbia ottenuto un simile risultato, fa pensare... |
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inviato il 30 Giugno 2020 ore 14:35
Non ho visto il documentario, ma "Il segreto svelato - Tecniche e capolavori dei maestri antichi" è il titolo del libro del 2001 di David Hockney , artista pure lui (e grande a mio parere). Hockney sostiene che moltissimi artisti, non solo Vermeer, utilizzassero strumenti ottici (es. foro stenopeico e proiezione) per disegnare lo schema di base dei dipinti , in modo da avere giuste proporzioni e prospettive. Mai e poi mai Hockney sostiene una idea folle come quella che " chiunque, anche l'autore del documentario, riuscirebbe a produrre quei risultati fantastici ". Qui una intervista a David Hockney: www.stilearte.it/il-segreto-svelato/ Ho il libro (pubblicato da Electa, oggi fuori catalogo), che ritengo molto interessante e appassionante, ma non convincente al 100%, perlomeno non i tutti gli esempi che propone. www.mondadoristore.it/segreto-svelato-Tecniche-David-Hockney/eai978884 Qui una ampia confutazione con molte illustrazioni letteraturaartistica.blogspot.com/2016/07/david-hockney16.html Lo stesso Hockney ha poi dichiarato che... “ L'intera polemica [n.d.r sull'ottica nell'arte] ormai mi ha annoiato… Vi erano altre cose che sentivo necessario fare. Come dipingere. Ho sentito la necessità di tornare alla pittura. Per un breve tempo, ma solamente per un breve tempo, mi sono chiesto se vi fosse per me la possibilità di adattare l'ottica ai nuovi fini che mi ero proposto. Ma mi sono rapidamente reso conto che non è possibile: il problema con l'ottica è lo stesso problema della fotografia: non è sufficientemente reale, non è sufficientemente vera sulla base dell'esperienza vissuta. I cinesi dicono che dipingere si basa su tre elementi: l'occhio, il cuore e la mano. Ed io alla fine sono tornato alla mano ”

 en.wikipedia.org/wiki/File:1646_Athanasius_Kircher_-_Camera_obscura.jp |
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inviato il 30 Giugno 2020 ore 15:42
Infatti il libro di David Hockney è stato il la alla teoria dell'autore, se guardate il documentario la sua teoria si basa sui dipinti stessi e viene ipotizzato un ulteriore metodologia abbinata a quella ipotizzata usando uno specchietto per meglio gestire le tonalità nel documentario non ha fatto ipotesi, ma ha costruito e cercato di dimostrare che la sua teoria è possibile |
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inviato il 30 Giugno 2020 ore 16:43
le copie che uno inesperto puo' fare, possono essere simili all'originale. Ma mancheranno del tocco del pittore. Per fare un esempio...Se sei sufficientemente scemo da perderci il tempo necessario, puoi copiare a matita una foto in bianco e nero in modo da ottenere un ritratto iperealista. E' un bel modo di perdere tempo ma non lo definirei arte. |
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inviato il 30 Giugno 2020 ore 16:51
Allora chiariamo non stiamo parlando di fare arte ma di ipotesi relative alla tecnica usata dal pittore basandosi su alcune cose notate dai dipinti e ricostruendo esattamente l'ambientazione di alcuni di essi. Ora non viene messo in discussione l'artista, si parla di possibile aiuto alla pittura, non che l'autore non sia valido. Guardate il documentario, poi l'ipotesi può essere vera o falsa, l'autore è stato comunque meticoloso nelle sue prove e quello che fa è interessante. Non esiste la certezza è appunto in ipotesi che non è stata sparata a casaccio ma con prove |
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inviato il 30 Giugno 2020 ore 18:23
Nel documentario si parla del fatto che i Vermeer, sottoposti ai raggi X, non mostrano bozzetti, linee di contorni. Altro elemento interessante e' il dettaglio del tappeto, i singoli nodi della trama, e di come la luce si rifletta su di essi. L'autore del documentario li riproduce uno ad uno, come Vermeer. |
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inviato il 30 Giugno 2020 ore 20:21
Ne ho visti diversi di documentari sul Vermeer. Quello era solo un ausilio x la composizione. Poi in Olanda la patria dell ottica la usavano un po tutti. Durante il nazismo il grande falsario Van Meegeren riuscì a vendere a Goering dei falsi spacciandoli x Vermeer. Se ci è riuscito lui non vedo dove sia la novità se oggi qualcun altro ci ha provato |
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inviato il 30 Giugno 2020 ore 23:23
Da " Il segreto svelato " di David Hockney: " E' opportuno ricordare a questo punto che gli apparecchi ottici non disegnano; producono solo un'immagine, un'apparenza, un sistema di misura. L'artista resta l'unico artefice della concezione dell'opera, e occorre una grande abilità per risolvere i problemi tecnici e per riuscire a rendere un quadro l'immagine proiettata. " |
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