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L'Evoluzione della Fotografia Paesaggistica nell'Ultimo Decennio


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avatarsupporter
inviato il 19 Aprile 2020 ore 10:58    

Ciao ragazzi! Ho recentemente pubblicato un articolo sul mio sito a riguardo (come dal titolo) all'evoluzione della fotografia paesaggistica nell'ultimo decennio. Mi farebbe molto piacere se ci deste un'occhiata e ne sarei ancora più felice se ne voleste parlare e/o esprimere la vostra opinione sull'argomento.

Vi lascio qui il link: www.leonardopapera.com/it/materiale-didattico/levoluzione-della-fotogr

Saluti e buona giornata, Leonardo

avatarjunior
inviato il 19 Aprile 2020 ore 12:43    

concordo quasi tutto quello che hai scritto,tranne l'ultima parte,non c e' stato ancora l'inversione di tendenza,ad oggi si fanno foto due tipi di fotografia paesaggistica,quella rivolta ai social per la ricerca effimera di popolarita' e di un consenso per il propio ego,cioe' si fanno foto che devono piacere alla massa.ad un concorso fotografico in estemporanea,un concorrente postava all'istante sui social le foto e consegnava alla giuria solo quelle che avevano ricevuto piu' like.poi ci sono quelli che pur facendo una fotografia paesaggista piu' ricercata cercano di uscire dalla massa cercando un mood personale grafico facendo un uso drastico della post produzione anche di altissimo livello,vedasi effetto orton,glow,dragan,dark mood,perche' adesso non e' importante essere creativi a livello fotografico,ma a livello grafico,se non c e' la luce la crei e se la crei in modo originale avrai piu' possibilita' d'uscire dalla massa.questo per quanto riguarda il web,per il mondo delle mostre invece come mi e' stato piu' volte confermato e' indispensabile l'abilita' di sapersi vendere.la capicita' di far credere che le tue opere esprimono un valore,un significato che gli altri(altre)non riescono ad esprimere,e delle minchiate dette da fotografi ne ho sentite parecchie e loro stessi ci credevano,ed erano bravi a farle credere anche agli tutti gli altri

avatarsupporter
inviato il 19 Aprile 2020 ore 13:23    

Ciao! Prima di tutto grazie di aver letto l'articolo!Sorriso

Allora, entrambi i tipi di fotografia che hai elencato sono ancora ben presenti ad oggi purtroppo, e mi tocca darti ragione. La strada da fare è sempre lunga, e al momento è vero, probabilmente la maggior parte delle foto che si vedono ogni giorno fanno parte dei gruppi che hai menzionato. Credo però che ce ne sia un terzo, che personalmente mi è sembrato di vedere esser sempre più numeroso (lungi da esser la tendenza predominante) che si è allontanato dai cliché che tutti conosciamo e sta provando a differenziarsi, ricercando uno stile più personale. Non posso esserne certo ovviamente, ma nell'ultimo paio d'anni ho visto sempre più foto un pelo diverse rispetto alle classiche e sempre più artisti cercare un proprio stile personale.

Per quanto riguarda il discorso delle mostre beh, ritengo prima di tutto che il tipo di pubblico sia profondamente diverso rispetto a quello che si trova sui social: sono persone che - nella maggior parte dei casi - sono venute volontariamente a vedere le foto di un determinato artista/argomento, e sicuramente dedicano più tempo all'osservazione di queste foto. Ovviamente se il fotografo cerca di imprimere la sua visione personale (sperando che non siano solo un mucchio di discorsi preparati e pensati per vendere) a queste persone beh, è difficile per gli spettatori non venirne influenzati. A volte è necessario conoscere un po' il background dell'artista per capire determinate foto, altre volte invece non serve nemmeno sapere il nome del fotografo e basta dar libero sfogo alla propria immaginazione per interpretare altre determinate foto.

avatarsenior
inviato il 19 Aprile 2020 ore 15:02    

Beh come dichiarazione di intenti può anche sembrarmi valida, anzi no, diciamo pure che è valida, il vero problema è l'approccio tipico del fotografo digitale al paesaggio, e non solo a esso, a mandare a monte qualsiasi dichiarazione di buone intenzioni... per sincera e disinteressata che sia.

Mi dispiace, ma personalmente sono lontanissimo da questa visione della fotografia.

avatarsenior
inviato il 19 Aprile 2020 ore 15:59    

articolo interessante che condivido... e condivido pure la autocritica, anche io spesso mi rendo conto di essere incappato in PP un po' eccessive (senza peraltro fare mai "composizioni", non aggiungo/sostituisco elementi).
L'anno scorso ho conosciuto un fotografo affermato che mi ha fatto riflettere, assieme a un paio di cari amici, su questi argomenti. in effetti c'è una piccolissima parte di grandi fotografi che cercano di ottenere tutto sul campo, vivendo il momento, ricercando la naturalezza nella foto anche in PP. Ovvio che come dici tu è una via più impervia e con meno "garanzie" e per foto di impatto servono condizioni speciali e location sempre più remote/impervie. Ora se guardo foto di fotografi così mi fermo forse anche più tempo rispetto alle solite "wow"/strampalate. ma son ancora pochi...

avatarsupporter
inviato il 19 Aprile 2020 ore 19:35    

Ciao ragazzi!

Allora, intanto parto dicendo che capisco benissimo il tuo punto Paolo, e comprendo la tua posizione. C'è poco da dire, se non che capisco il tuo punto di vista, ci sono infiniti esempi che confermano il tuo pensiero.

Camouflajj, l'autocritica e la conseguente "presa di coscienza" riguardo agli errori che si sono commessi è il più importante passo per iniziare la propria evoluzione personale penso. Nessuno è qui a puntare dita, nessuno è qui a ritenersi migliore degli altri (suona come un motto da setta religiosa, ma è la verità!). Io in primis, mi metto a capo della fila di quelli che hanno commesso errori, li stanno commettendo e probabilmente li commetteranno! L'importante è per lo meno avere la volontà di migliorarsi, crescere ed esplorare, il tutto nel rispetto della natura. Rispetto che come hai fatto notare giustamente te, si deve vedere sia in fase di scatto rispettando l'ambiente, sia in una successiva post produzione che dia il giusto valore al posto che abbiamo fotografato senza eccessi.
E per finire, come di nuovo hai già scritto, sono ancora poche le fotografie "diverse" rispetto ai classici che ancora predominano la scena.

Un saluto, Leonardo

avatarsenior
inviato il 19 Aprile 2020 ore 19:53    

E per finire, come di nuovo hai già scritto, sono ancora poche le fotografie "diverse" rispetto ai classici che ancora predominano la scena.

Se le cercate su questo forum, o su qualsiasi altra piattaforma social si diventa vecchi.
È questo il vero limite e non è una questione di post produrre in modo più naturale o meno....ci sono fotografi che non lesinano certo in regolazioni in post ma sfornano immagini che riempiono gli occhi di gioia più di molti "puristi" che sgomitano ogni volta che si parla di post produzione. Come sempre l'importante non è il come ma il cosa è il perché ma mi fermo qui perché ho paura di essere già andato fuori tema.
Buona continuazione Leo.;-)
Un saluto

Simone

avatarsupporter
inviato il 19 Aprile 2020 ore 20:01    

Concordo in toto con quanto hai scritto Simo, dalla prima all'ultima parola, tant'è che pure io ho voluto sottolineare nell'articolo che non si tratta solo di post produzione, sarebbe riduttivo ed errato farne tutta una questione di post. Non sei assolutamente andato fuori tema, anzi hai centrato un punto che ci tenevo a chiarire perchè spesso si finisce sempre alle solite discussioni alberello clonato si/alberello clonato no, orton si/orton no e via dicendo.. E non è quello il punto della discussione, come giustamente hai sottolineato. Grazie del passaggio, buona serata Simo!! Sorriso

Un saluto, Leonardo

avatarsenior
inviato il 20 Aprile 2020 ore 10:15    

Nel mare di immagini che il web ci consente di ammirare direi che quelle che si distinguono esprimono qualcosa dell'autore al di la' della sua bravura tecnica. Non portano da nessuna parte le discussioni post si post no, post come e quando. ...Non porta da nessuna parte giudicare l' ego proprio e ancor meno altrui. Quel che conta e' il rapporto dell' autore con ciò che fotografa e con l'immagine che crea. La naturalezza dell'immagine non e' presupposto irrinunciabile, anzi la fotografia che amo non descrive, fa sognare, fa riflettere, fa pensare
Un saluto Ale

avatarsenior
inviato il 20 Aprile 2020 ore 12:23    

La naturalezza dell'immagine non e' presupposto irrinunciabile

Dipende cosa si intende per naturalezza.
Per me anche una foto blu,o certi accostamenti cromatici improponibili in natura potrebbero avere un senso se presentati con garbo e intelligenza.
Sono le storpiature o le post produzioni approssimative spesso fatte passare come personali interpretazioni che mi lasciano perplesso e mi annoiano.
Non siamo tutti uguali e quelli che per qualcuno sono sogni Alessandro per qualcun'altro possono essere incubi.
È per quello che non sono convinto che

"Quel che conta e' il rapporto dell' autore con ciò che fotografa e con l'immagine che crea"

avatarsenior
inviato il 20 Aprile 2020 ore 12:53    

Ciao nella lettura traspare un punto di vista personale, che non è da tralasciare affatto.
Quello che mi sembra curioso, è che le posizioni anche distanti a volte si incontrano ,contrariamente ad una visione pratica, meccanicistica.Mentre si sta scrivendo fotografia,che sia di oggi ,di ieri o poco tempo fa, probabilmente gia' si è fuori luogo, sottolineando un limite,rispetto a possibilità molteplici e presunte.
Penso che qualcosa è cambiato nel paesaggio e parecchio.Quando ero giovane e andavo in giro non sapevo cosa sarebbe successo.Al massimo c'era una guida tascabile acquistata a fatica nella libreria piu' fornita, dove si scriveva di fare presto.Se scrivo "adesso" non posso, rispetto al progetto,alla post produzione, alla fotografia che non è vera, perchè si stava facendo esattamente la stessa cosa,ma con un metodo moderno,molto piu' avanzato e autorale.

avatarsenior
inviato il 20 Aprile 2020 ore 12:58    

con calma lo leggo.
prima osservazione al primo sguardo: il testo così com'è impaginato è molto poco invitante alla lettura.

avatarsenior
inviato il 20 Aprile 2020 ore 13:22    

Per quanto riguarda la naturalezza, Simone, io la intendevo imitazione più aderente possibile, fotografica, del soggetto Come la intendi tu, cioe' buon gusto e cura dell'immagine sono perfettamente d'accordo che e' imprescindibile. Quando si vedono certe foto postprodotte con lo stampo, poco curate, con accostamenti cromatici improponibili, mi riesce difficile immaginare che facciano sognare qualcuno, in primis chi le propone:) tu mi dirai, sei tu uno di quelli e allora mi arrendo, vorrà dire che il mio impegno non mi porta a nulla! :) Spero traspaia il mio tono scherzoso, sai comunque che a me il giudizio di chi di fotografia ne sa importa e tanto. Non e' facile trovare la strada per fare sognare qualcuno senza creare incubi in altri, ma senza impegno in questo senso temo che si rischi di fare foto che lasciano indifferenti tutti, forse sbaglio, ditemi voi...

avatarsupporter
inviato il 21 Aprile 2020 ore 10:38    

Ciao ragazzi!

Allora, come prima cosa devo ringraziare Caputo per aver fatto un'osservazione giustissima, che forse io stesso non ho sottolineato abbastanza: tutto quello che ho scritto ha un'inclinazione personale. Ho cercato di esser oggettivo il più possibile, ma va da sé che magari un trend che ho notato io non l'ha notato qualcun'altro e viceversa, stesso discorso per opinioni che posso aver espresso dove magari altri non concordano. Grazie per averlo sottolineato perchè è un punto importante!

Concordo nuovamente anche con Simone riguardo al discorso sulla post, m'è piaciuta molto la frase "quelli che per qualcuno sono sogni per altri possono esser incubi" Sorriso Verissimo!
Penso però che, come hai giustamente detto Alessandro nel tuo ultimo commento, era più o meno quello che stavi intendendo anche te fin dall'inizio.

Di nuovo però ci tengo a sottolineare che non era assolutamente un discorso limitato alla post produzione ma di respiro più ampio. Chiamatemi matto, ma penso che cambiando l'approccio alla fotografia, non vedendola solo come un mezzo per la popolarità/successo ma come fine (o magari mezzo di riflessione!), cambierebbe "in automatico" anche il modo di post produzione; alla fine gli effetti di post a cui probabilmente ci stiamo riferendo tutti quanti sono proprio quelli che tendono a cercare una spettacolarizzazione esasperata del paesaggio ripreso.. Se l'autore perdesse quell'intento di voler esasperare a tutti i costi, penso che arriverebbe ad una svolta verso una post più ragionata ed equilibrata (a prescindere dai gusti personali).

Un saluto, Leonardo

avatarjunior
inviato il 21 Aprile 2020 ore 15:15    

"""Chiamatemi matto, ma penso che cambiando l'approccio alla fotografia, non vedendola solo come un mezzo per la popolarità/successo ma come fine (o magari mezzo di riflessione!), cambierebbe "in automatico" anche il modo di post produzione; alla fine gli effetti di post a cui probabilmente ci stiamo riferendo tutti quanti sono proprio quelli che tendono a cercare una spettacolarizzazione esasperata del paesaggio ripreso..""""

leonardo concordo in pieno,per quello che mi riguarda la fotografia paesaggista per me non e' metodo per avere popolarita',ma rappresenta un ricordo del viaggio, delle emozioni vissute,degli amici,degli odori della natura,della luce.tanto che praticamente non pubblico praticamente nulla,propio perche' non mi interessa ne i like,ne i vari commenti,di fotografi piu' o meno bravi.quello che devo sapere gia' lo conosco e questo mi basta.oggi ho stampato a casa una foto in 50x90cm di un tramonto delle tre cime di lavaredo,senza che ci fosse una nuvola.per i puristi se non ci sono nuvole la foto non vale nulla,per me invece e' un ricordo meraviglioso propio perche'rappresenta quello che realmente ho visto e vissuto in quel wek di agosto del 2016.lo stesso dicasi per la street,tutte le mie foto di strada sono state fatte con il solo scopo di creare un archivio fotografico della mia terra e dei suoi abitanti,per un ricordo che a disposizione di tutti i miei concittadini,dato che verranno regalate ai vari comuni emiliani a tempo debito.
ultimamente vedo tanta gente che va all'estero a fare paesaggi,dove vengono accompagnati da guide sul posto oppure parcheggiano a 100 metri e fanno la foto e se ne vanno senza aver vissuto quel luogo o l'atmosfera che poteva dare.praticamente sta diventato come per il cibo :un mordi e fuggi.l'importante e' avere la foto con l'auora boreale,fatta dal terrazzo dell'albergo.
ho un piccolo sogno nel cassetto,andare in pensione appena possibile(adesso sara' dura)prendere un furgonato e girare l'europa a far foto,natura,persone,citta' per riempire la mie mente di ricordi ed emozioni da riprendere quando verranno quei momenti che la vita ti riserva prima della morte

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