|
|
inviato il 07 Marzo 2020 ore 21:21
Il punto in questione non è cos"è la vita e le sue varie forme ma come è nata la vita come e perchè la materia inorganica si sia trasformata in materia organica. Però una cosa è certa il nostro cervello funziona grazie alla corrente elettrica ciò significa che è stato un fulmine a sposare aminoacidi e proteine Grazie Star Trek |
|
|
inviato il 08 Marzo 2020 ore 0:06
Capisco perchè si usa dire: "Sei fulminato". |
|
|
inviato il 08 Marzo 2020 ore 0:08
Maila Potevi immaginarti che la discussione sarebbe proseguita Grazie |
|
|
inviato il 08 Marzo 2020 ore 0:13
Si finché c'è vita c'è speranza |
|
|
inviato il 08 Marzo 2020 ore 0:27
Ma chi vive sperando ... |
|
|
inviato il 08 Marzo 2020 ore 0:46
Sono affari suoi! Allo stesso modo di chi vive di sola scienza quando la vita non è nata da essa e con essa. Ma da un colpo di fulmine O come qualcuno sostiene di...c..lo |
|
|
inviato il 08 Marzo 2020 ore 9:49
Io ribadisco la mia idea che i processi che portano alla formazione dei pianeti attraversino, almeno all'inizio, delle fasi ad evoluzione probabilmente simile, se non identica; sui pianeti che, come la Terra, si trovano in particolari condizioni di dimensione, vicinanza alla propria stella di riferimento ecc. si creino, in una e una sola di queste fasi, le situazioni ideali per l'attivazione di una serie di processi con formazione di composti organici, anche complessi, che possono essere precursori della vita. Queste situazioni prevedono che il pianeta abbia una determinata massa; che possa trattenere acqua allo stato liquido sulla sua superficie; che la sua massa consenta di trattenere un'atmosfera di una certa consistenza e spessore; che nelle fasi iniziali gli oceani e soprattutto l'atmosfera siano saturi di sostanze quali il metano, CO2 ecc. Fin qui credo che non ci siano eccezioni particolari; ad esempio, la presenza di grandi quantità di metano e CO2 è possibile anche solo in riferimento alle eruzioni vulcaniche, quindi sono tutti passaggi e condizioni perfettamente normali e plausibili. Quali siano, però, i singoli e particolari eventi che possano portare all'aggregazione dei composti organici in strutture maggiormente complesse, in che modo questi eventi si debbano incrociare e combaciare e via di seguito, rimane il punto cruciale, e per ora ignoto, della ricerca; dunque non azzardo ipotesi, che se ancora fanno fatica gli addetti ai lavori figuriamoci noi poveri fotografari (per di più dilettanti ) |
|
|
inviato il 08 Marzo 2020 ore 9:52
Una sola precisazione: ritengo comunque che, anche alle origini, l'intervento diretto dei fulmini riportasse immediatamente alla definizione data da Old nel suo primo intervento |
|
|
inviato il 08 Marzo 2020 ore 10:22
|
|
|
inviato il 08 Marzo 2020 ore 12:31
Credo comunque che si possano fare congetture (diciamo meglio: abbracciare congetture già fatte dagli scienziati ) su alcuni passaggi chiave di questa aggregazione funzionale che solo alla fine (dopo il "grande assemblaggio" definitivo) diventerà "vita", quando avrà acquisito una serie di caratteri anche questi oggetto di continue diatribe. A me vengono in mente due di questi passaggi, più una considerazione preliminare: 1- almeno alcune di queste importanti reazioni devono essere avvenute in soluzione acquosa, perché un solvente polare favorisce la formazione di tutta una serie di legami chimici che difficilmente si formeranno in soluzioni non polari (che oltre tutto sciolgono composti a loro volta non polari e con scarsa reattività); 2- la costituzione di lunghe catene complesse, come RNA e DNA, ammettendo che si siano formate indipendentemente, forse in sequenza (prima RNA poi DNA) e comunque prima del "grande assemblaggio", deve essere stata favorita da qualche tipo di molecola esterna, molto comune nella soluzione primordiale, che ha funzionato da catalizzatore, per poi essere di volta in volta nuovamente liberata nell'ambiente, pronta per un'altro ciclo; un po' come il cursore delle cerniere lampo, la cui funzione è unicamente quella di far agganciare o sganciare i dentelli delle due striscie, purché di forma combaciante. 3- ad un certo punto, queste catene complesse sono state inglobate in uno o più rivestimenti, con funzioni protettive, soprattutto nei confronti di possibili reazioni chimiche indesiderate provocate da composti chimici diffusi nell'ambiente; questo però comporta almeno due altri fattori: della struttura interna al rivestimento protettivo dovevano ora far parte permanentemente anche le molecole dei catalizzatori, che prima venivano liberamente prese e restituite all'ambiente circostante, inoltre il rivestimento esterno doveva essere strutturato in modo da "riconoscere" e lasciar entrare i componenti che servivano per replicare RNA, DNA e qualunque altro composto interno (qualcosa di simile al riconoscimento chimico-fisico del polline giusto da parte dello stigma delle angiosperme). Ammesso che RNA e DNA potessero venire assemblati dalla semplice unione di molecole più semplici già presenti nell'ambiente, è improbabile che anche la nuova struttura protettiva potesse essere realizzata nel medesimo modo; è più probabile che occorresse rielaborare il materiale organico esterno per poter realizzare le molecole organiche complesse necessarie (polisaccaridi, peptidi, proteine ecc.), dunque era necessaria la presenza della funzione metabolica. |
|
|
inviato il 09 Marzo 2020 ore 10:34
@Star Trek ma tu vuoi una risposta seria, scientifica o vuoi soluzioni alternative, personali? No perchè quelle serie, fin dove la scienza è arrivata sia Daniele Ferrari che altri ti hanno già risposto, o se vai in un qualche sito scientifico trovi facilmente quello che la ricerca ha fino ad ora scoperto. Più indietro fino ad ora nessuno è riuscito ad andare. Se invece sei alla ricerca di idee alternative a queste possiamo continuare a divertirci a fare ipotesi. |
|
|
inviato il 09 Marzo 2020 ore 10:55
“ Una sola precisazione: ritengo comunque che, anche alle origini, l'intervento diretto dei fulmini riportasse immediatamente alla definizione data da Old nel suo primo intervento „ Questa era la risposta umoristica al discorso fulmine, ma in realtà non mi stupirei se in molti casi fossero bastate le semplici scariche di elettricità statica, tipo la scossetta che sentiamo nelle dita quando abbiamo le scarpe con la suola isolante e, perciò, ci siamo caricati in qualche modo per poi scaricarci istantaneamente quando tocchiamo qualcosa che possa disperdere a terra (sensazione sgradevole e molto comune, specie in inverno, quando tocchiamo il computer per accenderlo) |
|
|
inviato il 09 Marzo 2020 ore 11:39
Quello che faccio fatica a capire è come fa a funzionare la corrente elettrica per coloro che hanno il cervello che è andato in marmellata ...  |
Che cosa ne pensi di questo argomento?
Vuoi dire la tua? Per partecipare alla discussione iscriviti a JuzaPhoto, è semplice e gratuito!
Non solo: iscrivendoti potrai creare una tua pagina personale, pubblicare foto, ricevere commenti e sfruttare tutte le funzionalità di JuzaPhoto.
Con oltre 259000 iscritti, c'è spazio per tutti, dal principiante al professionista. |

Metti la tua pubblicità su JuzaPhoto (info) |