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La scimmia con la reflex per Milano e Benedusi Atto III


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avatarsupporter
inviato il 27 Gennaio 2013 ore 11:30    

Inizio con riportare i topic precedenti e con il ripristinare il titolo originale di Preben

www.juzaphoto.com/topic2.php?l=it&f=23&t=345293&titolo=La_
www.juzaphoto.com/topic2.php?l=it&f=23&t=348131&titolo=Ben

avatarsupporter
inviato il 27 Gennaio 2013 ore 11:50    

Ieri era il mio compleanno e oggi ho un battesimo quindi come ieri non riusciro' a seguire il topic. Ci tengo pero' a rispondere a Eru dopo il botta e risposta di ieri.

Eru
Ora, per non essere frainteso, non ho nulla contro Benedusi che é evidentemente un ottimo fotografo di moda, e cosa ancora più difficile di essere un ottimo fotografo, campa egregiamente con la fotografia..e non è affatto poco.
Però certe uscite mi sono sembrate campate in aria, con l'arroganza di chi è troppo in alto per essere contraddetto e siccome si è preso come esempio quel servizio su milano (con tanto di richiamo alle pagine del Corriere) sottolineo che lo stesso servizio fatto da pincopalla il corriere non lo avrebbe preso in considerazione e anche che a ferragosto i giornali non hanno mai nulla con cui riempire le pagine.


Eru secondo me c'e' una grande differenza tra il tuo primo intervento e questo. Sono stato tra i primi a rispondere a Benedusi quando ha preso di mira Caterina secondo me in modo sbagliato.

Permettimi di dire che sul servizio del corriere tu come altri a mio avviso siete fuori strada. State giudicando le foto con i canoni sbagliati come se appunto dovessero ricevere dei Mi Piace sul forum o se dovessero partecipare a un concorso. Hanno uno scopo diverso, un redattore del Corriere della Sera (non del giornalino della parrocchia) ha avuto un'idea e ne ha commissionato lo sviluppo a uno dei fotografi piu' importanti che collaborano alla testata. Abbiamo tutto il diritto di dire se ci piace o meno l'idea e la realizzazione ma dobbiamo almeno vederla per quello che e'!

Ho citato Diane Arbus apposta perche' le sue foto prenderebbero molto probabilmente solo critiche qui sul forum, ma solo perche' siamo troppo ignoranti per capire le sue foto. Non conosciamo il contesto, l'idea originale scopiazzata poi da tanti, la denuncia sociale che ha portato questa artista a diventare una grandissima, a fare una delle piu' grandi esposizioni al MOMA di New York mi sembra e a diventare un'icona della fotografia. Qui scriveremmo, foto centrale, mano tagliata, mancanza di un punto di interesse etc.etc.etc.
Siamo miopi, non conosciamo il linguaggio della fotografia usato dai grandi fotografi, siamo solo capaci di produrre immagini esteticamente piacevoli cosa fatta gia' agli albori della fotografia.

Per certi versi a me non piace Benedusi personaggio (o meglio non mi piaceva proprio; devo dire che con i suoi interventi qui l'ho capito di piu' e sto rivalutando parecchie cose), e l'ho scritto a chiare lettere nel primo topic. Pero' se ne avete voglia leggete cosa ha scritto in un tema al liceo, piu' di 20 anni fa www.benedusi.it/blog/it/il-tema-del-liceo/
Forse dopo 20 anni di lavoro nel settore e ancora tanti approfondimenti e' qualcuno che sull'argomento ha qualcosa da dire, e non pensi che se un tipo cosi' entra qui nel forum, ci legge, ci risponde e si mette a parlare con noi di fotografia possiamo usare il suo e il nostro tempo meglio piuttosto che andare a ricercare 2 foto sul suo sito per dire che queste non ci piacciono in base al metro dello Juza Forum o in base al fotometro?


avatarjunior
inviato il 27 Gennaio 2013 ore 12:21    

Ricordo molto bene uno scherzo che fecero ad un gruppo di critici di quadri.

Fecero disegnare un quadro (astratto ovviamente) ad una scimmia e poi lo esposero "alla critica" nascondendone l'autore.

Beh, il quadro ricevette parecchie critiche positive!

Tutto ciò non ci dice nulla vero?
Tutti i ricami del "questo pensava l'autore mentre pitturava" che ci impongono come chiavi di lettura (per menti raffinate si badi bene, gli altri contadini non ci arrivano, troppo grezzi...) sono, spessissimo, sonore cazzate.

Io penso onestamente che oggi nella fotografia non si inventa più nulla o, per lo meno, sia estremamente difficile (ma proprio molto) creare qualcosa di realmente originale che non sia già stato visto.
Quindi si cerca di farcire delle foto normalissime (tipo quelle di Milano, senza ×a e senza lode) con storie e storielline (chi ha detto seghe mentali?) per farle passare come "chissaqualecapolavoro".

Detto questo e ribadito che oggi essere realmente originale è veramente molto difficile, io penso che la differenza fra due fotografi bravi entrambi allo stesso modo, dove uno ha successo e l'altro no, sia solo ed esclusivamente questione di culo, di ricevere la critica giusta al momento giusto, di essere nel posto giusto al momento giusto (intendo al ristorante col critico di turno, non nello spot più azzeccato evidentemente...)

avatarsupporter
inviato il 27 Gennaio 2013 ore 12:30    

Salvo lo so la mancanza di fortuna e' una delle cause maggiormente citate dai falliti che non capiscono perche' a loro non e' andata bene. Io la penso in modo diverso...... il lavoro, lo studio, l'approfondimento pagano. Ora scappo altrimenti faccio tardi ma domani leggero' con piacere tutti gli eventuali interventi al topic.

avatarsenior
inviato il 27 Gennaio 2013 ore 13:08    

State giudicando le foto con i canoni sbagliati come se appunto dovessero ricevere dei Mi Piace sul forum o se dovessero partecipare a un concorso. Hanno uno scopo diverso, un redattore del Corriere della Sera (non del giornalino della parrocchia) ha avuto un'idea e ne ha commissionato lo sviluppo a uno dei fotografi piu' importanti che collaborano alla testata. Abbiamo tutto il diritto di dire se ci piace o meno l'idea e la realizzazione ma dobbiamo almeno vederla per quello che e'!

Ho citato Diane Arbus apposta perche' le sue foto prenderebbero molto probabilmente solo critiche qui sul forum, ma solo perche' siamo troppo ignoranti per capire le sue foto. Non conosciamo il contesto, l'idea originale scopiazzata poi da tanti, la denuncia sociale che ha portato questa artista a diventare una grandissima, a fare una delle piu' grandi esposizioni al MOMA di New York mi sembra e a diventare un'icona della fotografia. Qui scriveremmo, foto centrale, mano tagliata, mancanza di un punto di interesse etc.etc.etc.
Siamo miopi, non conosciamo il linguaggio della fotografia usato dai grandi fotografi, siamo solo capaci di produrre immagini esteticamente piacevoli cosa fatta gia' agli albori della fotografia.


Quotone e applausi per Gian Luca.

Allora dev'essere la vela a rendere saggi...MrGreen

E con l'occasione, buon compleanno in ritardo;-)

P.S. unica cosa però, parere personalissimo basato sulla mia esperienza di vita... il culo non serve ma spesso fa la differenza (anche se poi è vero che se non fai nulla per attirartela essendo cieca la fortuna non ti vede proprio...).

user18686
avatar
inviato il 27 Gennaio 2013 ore 13:12    

Pagina 2 di questo Topic Benedusi
"
queste fotografie erano nella mia testa esattamente così molto prima di essere scattate.
c'è un'assoluta e totale progettualità.

in tante foto di paesaggio che vedo (belle, per carità) ma quale progettualità c'è?


Se l'interpretazione del pensiero di una persona può essere portatrice di tanti pareri e di tante sfumature, la stessa cosa non si può dire per quella della lingua italiana.

Dire:

in tante foto di paesaggio che vedo (belle, per carità) ma quale progettualità c'è?

significa che in alcune c'è ed in altre no, altrimenti si direbbe:

in tutte foto di paesaggio che vedo (belle, per carità) ma quale progettualità c'è?


Credo veramente che alcuni vogliano chiudersi in un bozzolo protettivo, perdendo una buona occasione per trovare degli spunti di miglioramento, magari separando "il grano dalla pula".;-)

avatarsenior
inviato il 27 Gennaio 2013 ore 13:19    

...se proprio vogliamo dirla in maniera menu scurrile....trovarsi al posto giusto nel momento giusto..ma sempre culo ci vuoleMrGreen;-)

avatarsenior
inviato il 27 Gennaio 2013 ore 13:53    


...se proprio vogliamo dirla in maniera menu scurrile....trovarsi al posto giusto nel momento giusto..ma sempre culo ci vuole


E soprattutto devi essere in "giro" ! Altrimenti non ti trovi al posto giusto neanche per sbaglio!

avatarsenior
inviato il 27 Gennaio 2013 ore 14:30    

Marinaio, approvo la tua critica alla mia frase che presa da sola era un commento pressappochista e lo stesso vale per il giudizio dato alle foto di Milano con il classico metro bello/brutto di Juza forum, il fatto è che vanno contestualizzate. Era stato l'autore stesso a ergerle a confronto con altre foto di noi mortali, ed il tirare in ballo l'alzata alle 5 (capirai ...per un paesaggio ci alziamo tutti anche alle 3) e la scala aveva solo rafforzato la mia impressione che certe uscite erano campate in aria.

o penso che la differenza fra due fotografi bravi entrambi allo stesso modo, dove uno ha successo e l'altro no, sia solo ed esclusivamente questione di culo, di ricevere la critica giusta al momento giusto,


Su questo Salvo non sono d'accordo, in qualunque settore la bontà del prodotto è solo una misera porzione del successo dello stesso. Una fettina di culo a guarnizione non guasta mai, ma alla base del successo c'è comunque una capacità di marketing del prodotto stesso. Chiunque produca qualcosa per il mercato può dire che l'atto "demiurgico" sia una bazzecola rispetto a far girare tutta la ruota della baracca.
La fotografia non fa eccezione, tanta competizione a tutti i livelli, tanti spintonamenti e comunque un offerta sempre eccedente la domanda (salvo eccezioni uniche).
Infatti sul fotografo in questione ho detto anche che i miei massimi complimenti vanno alla capacità di camparci egregiamente con questo mestiere.

Sulla progettualità nel paesaggio non capisco in base a cosa si possa dire che in alcune ci sia ed in altre no, in una foto di paesaggio vedo una foto "riuscita" in senso lato o "non riuscita" in senso lato, può trattarsi di una foto minimal o intima o di un esplosione alla Adamus (che ca@@ata che le sue sono solo cartoline..!).




avatarsenior
inviato il 27 Gennaio 2013 ore 17:20    

Bell'intervento Marinaio!
Credo che il problema sia quello di acquisire una capacità critica. E questo si ottiene ascoltando, guardandoci intorno, aprendoci a tutti i dibattiti sulla fotografia, leggere, andare alle mostre. Se irrompe Benedusi e ci dice che dietro una fotografia ci deve essere un progetto, molti, e lei stessa, si sono sentiti in dovere di prodigarsi a dimostrare che le foto di Caterina erano il risultato di una progettualità consapevole. No ho motivi per dubitarlo, ma non credo sia questo il punto importante. Che la progettualità non sia sinonimo di organizzazione e preparazione l'ho già detto, ma vorrei anche aggiungere che, di per sè, non è un elemento sufficiente. Posso aver progettato degli scatti per mesi, averli ben prefigurati nella mia mente e produrre un risultato fotografico scadente. Lo dico in generale, non mi sto riferendo a nessuno, tantomeno alle foto di Caterina. La progettualità in campo artistico sottende sempre alle leve sconosciute della creatività umana e non c'è regola o progetto che, da solo, possa risolvere il mistero dell'arte. La storia della fotografia è costellata di autori che hanno stravolto le regole, hanno imposto nuove visioni espressive ed estetiche con la sola forza delle loro idee. Altri sono finiti nell'oblio perché le loro idee, la loro progettualità, non avevano quella forza, quell'originalità.
Visto che coltiviamo una passione che vive di comunicazione, di espressività, io sono tra quelli che si sforzano di vivere la fotografia in questo senso. Mi sforzo, e questo non equivale a riuscirci, di trovare un percorso personale. Non lo faccio per snobismo, ma solo perché è ciò in cui trovo le maggiori soddisfazioni. Benedusi diceva:"si aprirà un mondo nuovo".
Se andassi alla famosa baita Segantini col progetto di fare l'ennesimo tramonto sgrandangolato con la roccetta o i fiorellini in primo piano, colori fantastici, dieci esposizioni multiple, definizione e postproduzione al top, avrei fatto semplicemente una fotografia gradevole, avrei registrato la bellezza della natura e tutti contenti. 150 "mi piace", commenti entusiastici.
Voglio precisare che non mi voglio riferire a nessuno e non ho nulla contro chi trova soddisfazione nel produrre queste immagini, in passato ne ho fatte anch'io.
Se poi però arriva qualcuno che mi chiede "perché? Dov'è la tua idea? Cosa c'è di te in questa foto? Qual'è il tuo progetto estetico ed espressivo? Io che rispondo?
Certo posso sempre rispondere "perché mi piace", "perché volevo registrare la bellezza della natura" "comunicare il mio amore per il mondo che mi circonda". Ma è sufficiente per definire MIA quel l'immagine?


avatarjunior
inviato il 27 Gennaio 2013 ore 18:00    

@Jeronim
Se andassi alla famosa baita Segantini col progetto di fare l'ennesimo tramonto sgrandangolato con la roccetta o i fiorellini in primo piano, colori fantastici, dieci esposizioni multiple, definizione e postproduzione al top, avrei fatto semplicemente una fotografia gradevole, avrei registrato la bellezza della natura e tutti contenti. 150 "mi piace", commenti entusiastici.
[...] Se poi però arriva qualcuno che mi chiede "perché? Dov'è la tua idea? Cosa c'è di te in questa foto? Qual'è il tuo progetto estetico ed espressivo? Io che rispondo?
Certo posso sempre rispondere "perché mi piace", "perché volevo registrare la bellezza della natura" "comunicare il mio amore per il mondo che mi circonda". Ma è sufficiente per definire MIA quel l'immagine?


Ma non ve ne passa manco pe l'anima che, magari, per molti la foto di paesaggio vuole essere "solo" questo?
Che non ci voglio mettere nulla di mio in quella foto, perché semplicemente non è necessario?
Che voglio solo riprendere al meglio che posso la magnificenza del creato?
Che di costruirci una serie di pippe inutili sopra non mi interessa? Così come non interessa a chi guarda la foto?

Se uno non sa apprezzare quanto sopra e sente il bisogno di inutili ricami, semplicemente il genere "paesaggio" non è il suo genere punto!




user18686
avatar
inviato il 27 Gennaio 2013 ore 18:04    

Non bisogna confondere la progettualità con l'arte.

La sensibilità artistica può essere educata e coltivata, però non siamo tutti dei Mccurry in nuce in attesa di prendere il volo.

E forse è anche giusto così, come è giusto fare foto ai fiorellini e al gatto perchè ci piace fotografare i fiorellini e il gatto.

Sono solo le barriere auto-difensive ad oltranza che non capisco.

Il dialogo tra sordi, o peggio il dialogo tra finti sordi.


avatarsenior
inviato il 27 Gennaio 2013 ore 18:13    

Ma non ve ne passa manco pe l'anima che, magari, per molti la foto di paesaggio vuole essere "solo" questo?
Che non ci voglio mettere nulla di mio in quella foto, perché semplicemente non è necessario?
Che voglio solo riprendere al meglio che posso la magnificenza del creato?
Che di costruirci una serie di pippe inutili sopra non mi interessa? Così come non interessa a chi guarda la foto?


Hai perfettamente ragione. E' la tesi di Benedusi.





avatarsenior
inviato il 27 Gennaio 2013 ore 18:16    

Ma è sufficiente per definire MIA quel l'immagine?


Lo trovo un ottimo spunto di riflessione.

Tempo fa un ragazzo salì alla volta delle Pale di San Martino di Castrozza. La classica ripresa della baita Segantini si direbbe, nulla di nuovo.
Eppure, ancora oggi credo che quasi tutti gli amici paesaggisti - e non - si ricordano quella ripresa sensazionale per intuizione e genio dell'autore. Sto parlando di Enrico Grotto e della sua " La mia Luce ".
Cosa c'è di Enrico in quello scatto? Tutto, ogni singolo dettaglio parla di lui e del suo modo di raccontarci i paesaggi dolomitici- a tal punto che ancora oggi si parla dei "Laghetti di Grotto" non a caso per indicare una location ben precisa. Vi pare poco?

E' solo un esempio naturalmente, potrei andare avanti a citare numerosi altri amici che con il loro genio espressivo son riusciti a dar forma propria alla comunicazione visiva.
Io credo insomma che il racconto fotografico - maturo, conscio - dell'autore sia sempre autoconsistente. E' impossibile non vedere l'impronta di Ward nelle sue geometrie naturali, non cogliere l'essenza di Cornish nella drammaticità dei contrasti e via discorrendo.

Si, è vero. Siamo abituati su queste pagine a veder raccontato il bello nella sua forma più spontanea e semplice " perché, mi piaceva ". Appunto.
Ma questo aspetto non può essere considerato disgiunto dal campione medio della community, composto in larga parte da hobbisti che si stanno affacciando al mondo della fotografia. E' impensabile chieder loro una riflessione come quella che stiam facendo insieme; non sarebbe né fisiologico né tanto meno coerente con il loro processo di formazione in ambito fotografico.

Si è parlato molto della controversia sul servizio legato a Milano. Provo a pensare a come l'avrei ripresa io; Io abituale cittadino milanese e frequentatore dei suoi luoghi tipici.
Seguendo la riflessione indotta da Jeronim, ma anche le parole - che condivido - di SB sull'importanza del conoscere cosa si vuol raccontare, io come l'avrei mostrata allo spettatore?
Difficile dare una risposta certa; quel che è certo è che a prescindere dagli scatti so che ognuno di questi, nella globalità della comunicazione che ne sarebbe scaturita, avrebbe portato in seno una parte di me. Del mio "io", del mio modo assolutamente unico e personale di vedere il modo e le cose, del mio modo intrinseco di emozionarmi che per ovvie ragione non potrà mai essere uguale a quello di qualcun'altro.

Ed allora, tornando alla "famosa baita Segantini" e provando ad escludere le foto "che van fatte, perché van fatte". Se qualcuno mi chiedesse dov'è la mia idea, cosa risponderei?
Che il mio meglio è racchiuso in quell'immagine.

avatarsenior
inviato il 27 Gennaio 2013 ore 18:52    

Ma non ve ne passa manco pe l'anima che, magari, per molti la foto di paesaggio vuole essere "solo" questo?
Che non ci voglio mettere nulla di mio in quella foto, perché semplicemente non è necessario?
Che voglio solo riprendere al meglio che posso la magnificenza del creato?
Che di costruirci una serie di pippe inutili sopra non mi interessa? Così come non interessa a chi guarda la foto?

Se uno non sa apprezzare quanto sopra e sente il bisogno di inutili ricami, semplicemente il genere "paesaggio" non è il suo genere punto!


come dire "se uno non apprezza l'ennesimo pezzo di dance fatta con le basi uguale a tutte le altre e da cantante incapace, non gli piace il genere".

il verismo amico mio è dichiarato fallito qualche tempo fa semplicemente perché non esiste una visione in cui l'osservatore non mette del suo. il problema è che chi non ne è consapevole fa cose non intenzionali e quindi prive di significato.

vedi la differenza è solo tra fotografie e cartoline. tutta lì. ci sono le cartoline e le foto. nessuno sta dicendo che le cartoline siano brutte o che sia sbagliato farle o apprezzarle. sono due cose diverse e sarebbe bello capirlo se si parla di "fotografia"

Che cosa ne pensi di questo argomento?


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