JuzaPhoto utilizza cookies tecnici e cookies di terze parti per ottimizzare la navigazione e per rendere possibile il funzionamento della maggior parte delle pagine; ad esempio, è necessario l'utilizzo dei cookie per registarsi e fare il login (maggiori informazioni).

Proseguendo nella navigazione confermi di aver letto e accettato i Termini di utilizzo e Privacy e preso visione delle opzioni per la gestione dei cookie.

OK, confermo


Puoi gestire in qualsiasi momento le tue preferenze cookie dalla pagina Preferenze Cookie, raggiugibile da qualsiasi pagina del sito tramite il link a fondo pagina, o direttamente tramite da qui:

Accetta Cookie Personalizza Rifiuta Cookie
RCE Foto






Login Logout Iscriviti a JuzaPhoto!

Ritratti, cliché e condizione sociale


  1. Forum
  2. »
  3. Tecnica, Composizione e altri temi
  4. » Ritratti, cliché e condizione soc...





avatarsenior
inviato il 06 Febbraio 2020 ore 17:33    

Forse il titolo che ho scritto , condiziona il vostro rispondere ma ho un quesito da porre a voi .
E' una domanda che mi piacerebbe diventasse discussione ed è una discussione che proporrei ad ogni appassionato di fotografia .

Ritratti .
Parliamo di ritrattistica .

Si vedono foto di grandi maestri che ritraggono famiglie , donne , uomini non giovani , bambini e tutta la società meno prosperosa .
Si vedono foto di persone meno abbienti , persone malate o sofferenti .
Tutte questo foto attirano l'attenzione ed i commenti sono sempre di congratulazioni pe ril fotografo .
Sono fotografie molto distanti da ciò che la cultura occidentale ha stabilito essere giusto e normale .

La domanda è : come mai si ha questa attenzione per ritratti di persone in apparente disagio economico o culturale ? Come mai queste fotografie catturano attenzione più di una mamma in Italia che tiene in braccio il suo bimbo ? Come una donna indiana che tiene in braccio suo figlio più della mamma Europea ?

La risposta risiede nella genetica umana che cambia il nostro approccio ad una foto di persone che identifichiamo più disagiate rispetto a noi ?
La risposta risiede nella semplice curiosità maggiore per culture differenti dal nostro quotidiano ?
La risposta quale è secondo voi ?

Nel titolo ho scritto "clichè" perchè in realtà moltissime di queste foto sono cosi e viene spontaneo a tutti farle .

Anzi mi viene in mente anche : spesso per chi , come me, adora passeggiare per strada e rubare momenti alla strada compreso ritratti sovviene l'osservazione della privacy . Come mai non ho mai letto un'osservazione simile ad un autore di un ritratto in India o in Africa ?

Ed ancora un'altra riflessione (poi perdonate se metto tanta carne al fuoco) : come mai molti (a volte compreso io) critichiamo Steve McCurry o altri perchè riteniamo la sua foto non autentica ma un montaggio (quando chiede a persone di stare in posa per comporre la sua immagine) e poi quando invece si rubano ritratti si ricrimina la pericolosa privacy ?

avatarsenior
inviato il 06 Febbraio 2020 ore 17:47    

Risposta cinica: ci piace vedere chi sta peggio di noi, soprattutto dietro il comodo paravento della "denuncia sociale".
Le foto dei ricconi circondati da gnocca e lusso ci ripugnano perché mai l'avremo tanto agio e ci nascondiamo dietro al paravento della "ostentazione inopportuna".
Di base l'essere umano è un × che vuole essere e stare meglio degli altri.

avatarsenior
inviato il 06 Febbraio 2020 ore 17:51    

In occidente vi è una visione romantica della miseria, per cui, nella frase, nononostante il disagio, la povertà, etc, etc, vediamo solo il nonostante, e ci disinteressiamo del resto.
Degli altri però.
Dovrei chiedere ad un indiano se vedere la foto che piacciono a noi occidentali abbiano lo stesso gradimento per loro.
(stesso discorso per le vecchie foto scattate nel secolo scorso da noi e similari).

avatarsenior
inviato il 06 Febbraio 2020 ore 17:54    

x Nessunego

Al primo Reply in assoluto ho letto la risposta che ritengo più realistica ed onesta .
Io sono della tua stessa idea e mi piace il modo diretto in cui hai risposto .

x Mirko Fambrini

Io sono stato per qualche mese in India ed in effetti lo sguardo degli Indiani li non lo vedevo "disperato" . Anzi vedo più affanno in noi quando siamo in perenne corsa contro il tempo o quando ci allarmiamo per problemi che , all'atto pratico , non hanno nemmeno ragione di esistere . Cosa che un indiano , un senza tetto di Milano, un malato grave o altre persone disagiate ci chiederebbero "Ma perchè di preoccupi ?"

avatarsenior
inviato il 06 Febbraio 2020 ore 18:02    

si chiama fascino dell'esotico .
per esempio , io non riesco a fare foto nella mia città .

il diverso ci attrae . e piu' colorato è ( colorato a 360 gradi , stato sociale , vestiario , condizioni abbienti ecct...)
piu' ci affascina .

sta a noi scindere il valore della foto : dobbiamo sempre sforzarci di capire che una foto fatta a bambini neri in africa che giocano a pallone crea stupore solo a gli europei che non sono mai usciti di casa .

la battaglia ( spesso persa ) è questa .

diverso è l'approccio quando una serie di foto racconta una storia . e qui alle volte non sono sempre poveri i soggetti .
se uno guarda le foto di slim Aarons vede foto di dinastie con esibizione di ricchezza .

diciamo che il medio non affascina .


avatarsenior
inviato il 06 Febbraio 2020 ore 18:31    

National Geographic, nota rivista, dichiarò anni fa che non avrebbe più pubblicato ritratti di morti di fame, fatti anche in posti esotici, tipo bimbetti col moccio al naso che ti guardano con gli occhioni, mamme coi bimbetti in braccio in capanne di merda, vecchi con la pelle incartapecorita, la barba che conti i peli e l'aspetto reso ancor più fiero da qualche rupia, o naira, o quello che usano in loco come moneta, etc.

E non lo fece, nota bene, per rispetto alla povertà, di quella non gliene è mai fregato e non gliene frega nulla alla gente, assolutamente nulla.

Lo fece solo perché quelle foto, insulse e ripetitive, ritratti tutti uguali, avevano ormai conclamatamente rotto i maroni ai suoi lettori, ed aveva notato un calo di vendite quando pubblicava quelle foto insulse lì.

Fu la prima rivista, dimostratasi sempre serissima, a confermare di essere seria ed a dire le cose come stanno.

Non so se osserva ancora tale regola, ma l'ha osservata per anni.

Quelle foto lì, da anni, hanno veramente rotto le balle a chi fa Fotografia seriamente, mentre fanno ancora presa sul popolino ignorante: gli americani che comprano National Geographic popolino ignorante non sono, son gente evoluta e navigata, e si erano, e si sono, rotti i maroni di quella roba lì.


avatarsenior
inviato il 06 Febbraio 2020 ore 18:45    

Seguo con interesse!

avatarjunior
inviato il 06 Febbraio 2020 ore 18:47    

Non avevo mai fatto caso ma in effetti le foto di persone in difficoltà / povertà sembrano essere più frequenti.
Per come la vedo io la risposta è che banalmente ci appare come qualcosa di esotico, la "medietà" è meno interessante.
Personalmente però trovo che debba essere il racconto nel suo complesso a trasmettere qualcosa, che sia un bambino col moccio al naso (cit.) o un riccastro o una delle milioni di persone della piccola borghesia occidentale...

avatarsenior
inviato il 06 Febbraio 2020 ore 18:59    

Sono anche foto più "facili", se ti avvicini ad un "barbone" e gli allunghi qualche spiccio lui ti sorride all'obiettivo, se ti avvicini con la fotocamera ad un "agiato" rischi che sia lui a porgerti qualche moneta e farti capire che non è aria.

avatarjunior
inviato il 06 Febbraio 2020 ore 19:16    

National Geographic ... dichiarò anni fa che non avrebbe più pubblicato ritratti di morti di fame ...

E non lo fece, nota bene, per rispetto alla povertà, di quella non gliene è mai fregato ...

Lo fece solo perché quelle foto, insulse e ripetitive, ritratti tutti uguali, avevano ormai conclamatamente rotto i maroni ai suoi lettori, ed aveva notato un calo di vendite quando pubblicava quelle foto insulse lì ...

... gli americani che comprano National Geographic popolino ignorante non sono, son gente evoluta e navigata, e si erano, e si sono, rotti i maroni di quella roba lì.


Come si dice in questi casi: severo ma giusto... Cool

avatarsenior
inviato il 06 Febbraio 2020 ore 19:27    

Esterofilia.
Moda.
Mercato della fotografia.
Ecco perché mi sono dissociato dal mondo dell'arte con la scultura prima, la danza poi e la fotografia in fine...
Questo mondo non mi appartiene.

avatarsenior
inviato il 06 Febbraio 2020 ore 19:32    

Penso siano stati ricordati una serie di fattori effettivamente presenti.
L'"esotismo" è una categoria estetica diffusa in Occidente da diversi secoli.
La "compassione" è un sentimento presente in tutta la tradizione cristiana.
Il tipo di immagini a cui qui si fa riferimento toccano queste categorie e altre.

Poi ci sono altre considerazioni.
In effetti la privacy dei minori è super garantita per i "nostri bambini". I bambini degli "altri" (i poveri) sono molto meno importanti.

Ci sono anche buonissimi esempi di fotografia su "come vivono i ricchi". Guardate i lavori di Lauren Greenfield sugli adolescenti upper class.

Così come ad un certo punto della sua storia l'antropologia culturale ha prodotto la cosiddetta "antropologia reciproca", cioè gli antropologi nativi di paesi "poveri" hanno iniziato a studiare i paesi "ricchi".

Insomma, tanti spunti...

avatarjunior
inviato il 06 Febbraio 2020 ore 19:59    

Perché fa molto artista radical-chic post comunista fotografare i poveri e gli sfigati.

avatarjunior
inviato il 06 Febbraio 2020 ore 21:19    

...poi non ti dico i mikranti.

avatarsenior
inviato il 07 Febbraio 2020 ore 6:13    

Intanto mi viene il sospetto che il tema del post possa essere un "prima gli italiani" esteso anche alle foto; insomma nel filone di quel vittimismo e rancore dei benestanti, sentimenti alimentati dall'ignoranza e che possono essere smentiti semplicemente analizzando i fatti.
Mi sembra infatti che dietro l'affermazione iniziale ci sia un grosso bias cognitivo: non è affatto vero che non si fotografino persone normali e benestanti, mamme italiane con il loro sacro bambino in braccio ecc. ecc.
Ogni giorno in Italia ci sono migliaia di fotografi che scorazzano per matrimoni, milioni di persone che si fanno il selfie con l'ultimo vestito, centinaia di ritrattisti ben pagati che si occupano delle famiglie abbienti, centinaia di migliaia di fotoamatori armati di macchinetta alla festa del figlio; per non parlare delle foto glamour a ragazze bensvestite, persone che noi comuni mortali saremmo fortunati anche solo a incrociare per strada. Sono tutte rappresentazioni fotografiche del benessere più o meno sfacciato o della sedicente normalità.
Sanders nella sua opera di classificazione fotosociale ha fatto meravigliosi scatti di soggetti benestanti e qua e là, tra i fotografi contemporanei, spunta qualcuno che fa lavori di qualità sui borghesi, con intento a volte ironico o di denuncia, a volte di compiacimento; anzi oserei dire che la denuncia sociale, nella fotografia contemporanea, è un fiume carsico che si è inabissato nella sfera personale del racconto intimo ed emotivo.
E' indubbio però che ci siano molti fotografi che, meritoriamente, decidono di raccontare alcune realtà difficili; questo vale sia per il reportage che per la fotografia di paesaggio. Foto che attirano consensi? Non lo so, non si possono valutare le forme espressive facendo un processo alle intenzioni ai loro autori. In ogni caso ti accorgi subito se un lavoro, ad esempio, sull'India è la solita fuffa pietistico-colonialista o se ha un reale spessore di denuncia. Basta però avere la pazienza di vedere tutto il lavoro e non la foto simbolo pubblicata anche dal quotidiano.


RCE Foto

Metti la tua pubblicità su JuzaPhoto (info)


 ^

JuzaPhoto contiene link affiliati Amazon ed Ebay e riceve una commissione in caso di acquisto attraverso link affiliati.

Versione per smartphone - juza.ea@gmail.com - Termini di utilizzo e Privacy - Preferenze Cookie - P. IVA 01501900334 - REA 167997- PEC juzaphoto@pec.it

www.juzaphoto.com - www.autoelettrica101.it

Possa la Bellezza Essere Ovunque Attorno a Me