user175879
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inviato il 28 Gennaio 2020 ore 14:53
Lo chiedo per sincera curiosità, non essendo impelagato in alcun modo nel mondo 'dell'aldilà del 35mm' e, a dirla tutta, nemmeno molto in quello dell'aldiquà. Da quel poco che so, dalla nascita della fotografia i formati fotografici si sono via via ridotti, con un impulso maggiore con l'avvento del digitale. Quello che una volta era il piccolo formato (Leica) è oggi diventato il formato pieno (Full Format): promosso da piccolo a pieno formato ma con le stesse, identiche dimensioni. |
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inviato il 28 Gennaio 2020 ore 15:09
si |
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inviato il 28 Gennaio 2020 ore 15:14
i formati da sempre sono tanti . uno lo sceglie a seconda delle foto che fara'. esempio : 1) foto street ho bisogno di maneggevolezza , per cui cercherò' una macchina piccola e discreta . il piu' delle volte queste macchine hanno formati massimo un ff . 2)nelle foto da studio ho bisogno di una grande gamma dinamica per cui cercherò' un sensore piu' grosso (medio formato ). 3) foto ricordo : qui oltre ai telefonini ci sono le compatte .sensore piccolo , macchina piccola macchina in tasca e buona qualità' . ovvio che il fotoamatore medio avrà' sempre un corredo superiore a tutte le sue esigenze . |
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inviato il 28 Gennaio 2020 ore 15:24
“ ovvio che il fotoamatore medio avrà' sempre un corredo superiore a tutte le sue esigenze . „ |
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inviato il 28 Gennaio 2020 ore 16:55
Beh, io che penso al bianconero, ritengo che una differenza non irrilevante stia per esempio nel fatto che in analogico stampavi con l'ingranditore. Il che significa che il rapporto di ingrandimento era una variabile estremamente incidente sulla qualità finale della stampa, specie se non eri un manico. Ovvero: più tiravi su la testa dell'ingranditore e più i guai si facevano sentire. Per cui, anche per una fotografia totalmente amatoriale, partire da un negativo più grande offriva vantaggi ben percepibili già su formati di stampa non enormi. Oggi questo aspetto mi pare in buona misura superato, in un uso ordinario. E questo contribuisce a rendere meno ovvio dotarsi di un formato grande (ai costi relativi) se non ti serve davvero. |
user175879
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inviato il 28 Gennaio 2020 ore 17:20
“ E questo contribuisce a rendere meno ovvio dotarsi di un formato grande (ai costi relativi) se non ti serve davvero. „ Servire è un termine adatto al professionista Da una parte il fascino di un 6x6 a pellicola credo giochi ancora un ruolo, in ambito artistico almeno, in campo professionale non so ma mi piacerebbe scoprirlo. Il digitale del resto credo non sia ancora arrivato al 6x6, forse questa discussione è prematura? |
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inviato il 28 Gennaio 2020 ore 17:28
Caro Roberto, se si parla di fascino il discorso è ovviamente altro. Se te la puoi permettere, una Bentley degli anni 30 è piena di fascino, no? Il mio è un discorso funzionale. E la parola "serve" la devi vedere in questo senso. Per cui una certa cosa "serve" se è necessaria al tuo scopo. Punto. Professionista o meno poco conta. Anche a me può servire una chiave inglese se voglio riparare il bagno: ma non essendo un idraulico, poi ovviamente posso anche farlo fare da altri o tenerlo com'è Sul professionale è chiaro che le cose cambiano: all'alba del digitale, molti hanno dovuto spendere fortune per dorsi da pochi pixel con cui dotare un banco, perché era professionalmente inevitabile. E in alcuni casi ci sono morti sotto. Edit: morti in senso figurato |
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inviato il 28 Gennaio 2020 ore 17:41
Quando si ha bisogno di una maggiore precisione nella restituzione dei toni e delle cromie il formato 24x36 non basta, serve qualcosa di più grande. Questo era vero a pellicola e rimane vero in digitale. In linea soltanto teorica sarebbe possibile, con una accurata postproduzione, emulare quasi del tutto i formati maggiori sul digitale; in pratica ciò non è del tutto vero, sia perché le informazioni cromatiche e tonali mancanti non possono essere inventate dal software, sia perché gli obiettivi moderni sono molto spinti sulla nitidezza e poco sull'aspetto tonale, sia perché i formati superiori hanno una pdc caratteristica. A livello professionale e, a maggior ragione, amatoriale, l'esigenza dei formati superiori è pochissimo avvertita (di fatto il mercato oltre il FF è estremamente limitato). La resa che va per la maggiore è quella 35mm/FF e poi, sfruttando la latitudine di posa dei moderni sensori, la loro risolvenza e un buon service di postproduzione, si riesce ad ottenere lo stesso un ottimo risultato, per cui le raffinatezze del medio e del grande formato hanno perso un po' di senso. Discorso a parte è per l'analogico, dove ancora esistono supporti di medio e grande formato e la possibilità di svilupparli e stamparli in casa o rivolgendosi a professionisti, con risultati incomparabili col 24x36 su pellicola o digitale. |
user175879
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inviato il 28 Gennaio 2020 ore 17:46
Non esageriamo limitiamoci per il momento all'ambito artistico nella fotografia. C'è una famosa frase che dice: se un uomo con la pistola incontra un uomo col fucile, l'uomo con la pistola è un uomo morto . Ora, almeno in campo artistico diciamo in ritrattistica che mi sembra alla portata di entrambi i sistemi, l'analogico MF e il digitale FF sono come il fucile e la pistola, o si equivalgono? PS: Ho letto solo dopo il post di Marco |
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inviato il 28 Gennaio 2020 ore 18:13
“ Ora, almeno in campo artistico diciamo in ritrattistica che mi sembra alla portata di entrambi i sistemi, l'analogico MF e il digitale FF sono come il fucile e la pistola, o si equivalgono? „ Mah, mi sembra un parallelo tra cose talmente diverse che rischia di essere questione di lana caprina Roberto. Se gente come Lindbergh o la Leibovitz hanno usato reflex FF, credo che non solo l'appassionato, ma chiunque, di ritratti a modo ne possa fare con una (quasi) qualsiasi fotocamera. Credo anzi che se c'è una chiave in cui la questione del formato (e dell'apparecchio in generale) passa in secondo piano, è proprio quella "artistica" |
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inviato il 28 Gennaio 2020 ore 18:18
“ C'è una famosa frase che dice: se un uomo con la pistola incontra un uomo col fucile, l'uomo con la pistola è un uomo morto . „ Poi però la faccenda tra quei due finiva un po' diversamente. Il fatto è che, come accade spesso, l'unica risposta secca che sia sensata è "dipende". |
user175879
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inviato il 28 Gennaio 2020 ore 18:49
Allora cerchiamo di evitare le risposte secche |
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inviato il 28 Gennaio 2020 ore 19:10
“ Allora cerchiamo di evitare le risposte secche „ In effetti sono più adatte alla stagione estiva e umida... |
user175879
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inviato il 29 Gennaio 2020 ore 11:14
Quindi chiudiamo qui e aspettiamo l'estate? |
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inviato il 29 Gennaio 2020 ore 11:39
“ Quindi chiudiamo qui e aspettiamo l'estate? „ No dai: diamo risposte poco secche (non l'hai detto tu? ) |
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