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Noi italiani siamo un popolo che ha bisogno di una cura di fosforo, e più ancora di un buon programma di educazione storica e civica nelle scuole. Perchè "Chi dimentica il passato è destinato a ripeterlo".
user111807
inviato il 27 Gennaio 2020 ore 20:17
Si preferisce far finta di nulla, ho postato un link in due thread sul genocidio e c'è stato un solo commento.
Apprezzo e condivido il topic. Suggerisco, peroprio per il tema, di non condirlo a sua volta con polemica, ma di lasciarlo al valore di un ricordo che dev'essere ricordato.
Comunque, per chi non vuole dimenticare, soccorrono numerosi episodi freschi freschi, che non inducono a polemica, ma a preoccupazione. Eccone solo alcuni:
Un buon modo per trasmettere ai ragazzi delle scuole memoria del razzismo passato (ma vale anche per riconoscere il razzismo presente) è far vedere uno dei tanti films sull'argomento. Un film che mi è piaciuto e visto ultimamente in tv è Vorrei comunque osservare che contestare la politica del governo israeliano verso i palestinesi non è affatto razzismo ma rispetto della dignità umana ovunque sia violata.
di sicuro, per chi sta in questo mondo, tutto è interessante. Mi sono commosso ascoltando il discorso di Mattarella che è stato anche didattico. Ma è mio interesse anche vedere e constatare negli anni, con frequenti riscontri, lo scarso interesse denunciato da Sadko, sulla questione. e ti domandi ovviamente il perchè.
Secondo la bibbia ebraica, la torah, che poi sarebbe la stessa bibbia che noi chiamiamo antico testamento, che è un testo che è stato stuprato nei vocabili dalle traduzioni (traslitterazioni e tradimenti) prima greche e poi latine, i Semiti, che erano una tra il centinaio di tribù ebree, hanno fatto genocidio di diversi, tra i loro fratelli ebrei. Alcuni clan sterminati, uomini, donne, bambini, e anche animali domestici e cose. era l'elohim ad ordinare loro di farlo, e chi lo faceva poteva fregiarsi dell'appellativo di UOMO GIUSTO. Così, i cattolici che leggono i passi, spesso ignorano i termini nella profondità dei loro significati, e ignorano anche che nel vecchio testamento, parole come DIO, o come ETERNITA' non esistono ma sono il frutto di invenzioni trascrittive, maldestre o anche intenzionali.
Quando Israele accusa di antisemitismo tutti coloro che non seguono la sua linea politica sono certo che nel mondo generano decine di nuovi razzisti.
Quando Israele doveva costruire il muro contenitivo per "autoproteggersi" ha invaso la Palestina con tale muro.
Sono certo che ci sia una connessione tra la religione, il suo dominio psicologico sull'uomo, il razzismo, l'antisemitismo antico e moderno, i genocidi antichi e moderni, e tutto questo, assieme al discorso di Mattarella che mi ha commosso, è molto interessante.
Il giorno della memoria non è solo il ricordare con retorica. Perché non accada mai più sono solo parole prive di contenuto e piene di ipocrisia se non dotate di effettività. Genocidi sono in corso in molte parti del mondo, con piena consapevolezza di tutte le istituzioni. È più facile istituire altre giornate per altri genocidi che intervenire. Mi piacerebbe l'istituzione del giorno per l'azione contro i genocidi del presente. Quando ricordando ci chiediamo come sia stato possibile che tutti si siano voltati dall'altra parte, pensiamo a cosa viene oggi fatto per evitare che accadano di nuovo. Non ci voltiamo forse dall'altra parte oggi? È più facile ricordare, a memoria, come imparare una poesia; più difficile dare prova di aver compreso. È giusto ricordare, ancora di più dargli un senso. Immagino che tutti gli interventi non siano solo retorica ma siano in prima linea contro tutti i genocidi che oggi sono perpetrati. Altrimenti rimane solo un esercizio di memoria, oggi superfluo con un semplice telefono : al 27 gennaio - evento: giorno della memoria - ripeti - salva.
user33434
inviato il 27 Gennaio 2020 ore 23:49
Sono un insegnante e mi chiedo spesso se sono in grado di riuscire nelle mie classi a trasmettere un immaginario "anticorpo" contro l'odio per ciò che sentiamo lontano o diverso dalla nostra cultura. Lo concepisco come un lavoro costante nel quale cercare di schiudere quelle porte che tengono lontane le cose che ai ragazzi non sono familiari. Queste differenze possono trovarsi nella musica oppure nel modo in cui si ragionava nel passato o direttamente nello studio di altre culture. Il 27 Gennaio però secondo me va conservato come memoria di un preciso evento storico, con le sue cause e le sue conseguenze ma soprattutto con i suoi modi che nella storia rappresentano un unico, lo sterminio inteso come progetto politico sistematico e dettagliato è a mio avviso un punto di non ritorno. Il giorno della memoria quindi non riesco ad interpretarlo come commemorazione di tutti gli eccidi passati presenti e futuri, il rischio che la memoria così diventi un contenitore troppo pieno e quindi vuoto lo trovo molto alto, il contenitore deve essere invece pieno di quello che è stato, delle vittime e dei carnefici. Oggi in classe ho raccontato le poche cose che mio nonno mi ha detto della sua deportazione al campo di Dora Mittelbau e una ragazza si è messa a piangere, l'ho ringraziata perché se arrivano le lacrime significa che è scattata l'empatia e se esiste veramente un "anticorpo" non riesco ad immaginarne uno migliore.
user177356
inviato il 28 Gennaio 2020 ore 0:19
Nella scuola dell'infanzia frequentata da mia figlia le maestre sono riuscite a parlare della Shoah leggendo un libro, "La portinaia Apollonia". È stata una splendida iniziativa.
Ciò che è mancato in Italia è stata una profonda presa di coscienza di quello che è accaduto e del sostegno popolare dell'epoca per azioni e politiche riprovevoli. Mentre in Germania, giocoforza, ci si è interrogati in un immenso processo politico e civile che ha coinvolto tutta la popolazione, da noi ci siamo illusi che pochi partigiani avessero potuto lavare la vergogna di milioni di cittadini acquiescenti. Tutti fascisti per vent'anni, tutti antifascisti subito dopo.
Su Israele è difficile esprimere un'opinione. Sono cresciuto in un ambiente politico schierato dalla parte dei palestinesi oppressi, poi, informandomi (anche grazie ad un viaggio di lavoro in Israele molti anni fa), ho capito che la realtà di quei luoghi è estremamente complessa.
Ah, se Juza censura questo thread perché si parla anche di politica, è in quaquaraquà.
Mauro rispetto quello che dici. Tuttavia mi permetto di insistere nella richiesta di ampliare, non nel restringere e circoscrivere. Ma attenzione. Non è mia intenzione sminuire gli orrori che ha subito il popolo ebreo, ma per evidenziare che vi sono elementi comuni in tutti i genocidi, anche se si presentano sotto forme diverse, talvolta subdole. Il cercare elementi di denominazioni comuni permette di prendere consapevolezza che gli stermini avvengo oggi nei confronti di altri popoli, ignorati dalla moderna civiltà. A cosa mi serve ricordare se oggi, che posso mettere concretamente l'impegno per evitare che non si ripetano, nulla faccio? È importante, importantissima la giornata della memoria. È importante, importantissima la giornata del ricordo delle sterminio armeno, delle foibe, delle vittime del comunismo, dello sterminio dei nativi americani. Già, i nativi americani. Tra 60 e 100 milioni di persone. Quanta importanza viene data a quei 60 milioni? La prima democrazia al mondo è nata su un genocidio. Non è politica, è un fatto storico. Tutti sono fatti storici. Non è quasi mai l'odio razziale il vero motivo verso cui agisce lo sterminatore. Quella è la maschera attraverso cui fare presa e propaganda. Vi sono quasi sempre ragioni economiche alla base. Separare i giorni della memoria è divisivo ed utile solo a contrapposizioni ideologiche che operano come flame sulle vicende. Se le mettiamo insieme è invece più facile comprendere che oggi i curdi sono piano piano sterminati sotto l'indifferente (meglio i.p.o.c.r.i.t.a) occhio degli europei. In Yemen sotto i sauditi, ed è lo stesso, i nativi del sud delle Americhe, ed è ancora lo stesso. Ricordare per non ripetere. Peccato che si stiano ripetendo, se va bene nell'ignoranza generale, più spesso nell'indifferenza, quella indifferenza che indichiamo come colpa e che vorremmo insegnare ad evitare. Nei confronti di tutti.
Io questa storia la dimenticherei. Altro che giorno della memoria... .. Ricordarsi tutti gli anni di quanto grande può essere l'infa.mia umana ? Meglio di no.
Semplicemente per evitare che possa succedere ancora, istituirei un Codice di Leggi dell'Umanità. PER TUTTI.
Prima Legge. Un essere umano NON DEVE FARE DEL MALE ad un altro essere umano.
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