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inviato il 13 Dicembre 2019 ore 17:30
Cosi', per curiosità. Se oggi fare foto è scontato come lo è avere uno smartphone, addirittura per alcuni è diventato fondamentale per alimentare i propri social, un tempo era un settore.. di nicchia oserei dire. Costi importanti, lo sviluppo, la tecnica. Non bastava googlare "fare foto bella regole" per improvvisarsi provetti fotoreporter. C'erano maggiori sacrifici in termini di tempo, studio e impegno. Qualche storia da raccontare? |
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inviato il 13 Dicembre 2019 ore 18:45
Bel post, che mi offre la possibilità di ricordare e rivivere bei tempi andati... molti anni fa (in un'altra vita, come dico a volte !) intorno ai trent'anni e in un periodo abbastanza difficile della mia vita, il destino (che a volte è anche benigno e con me lo è stato spesso! ) mise sulla mia strada quello che poi divenne un mio grande amico, un nuovo collega di lavoro con il quale legai subito: un ragazzo veramente in gamba, appassionato di montagna e fotografia; all'epoca ero abbastanza "amorfo" non avendo particolari interessi e per me fu una vera illuminazione, una botta di vita. Si era comprato l'Olympus OM 1 e, dato che per me era troppo cara, acquistai L'OM 10 e iniziai il mio percorso fotografico e... montanaro, con grande passione, entusiasmo e determinazione; che il mio amico Roberto (così si chiamava) abbia lasciato il segno e/o abbia saputo "seminare" bene lo dimostra il fatto che le due passioni per me sono tuttora immutate. Poi la sua famiglia crebbe e cambio' lavoro e poco per volta ci perdemmo di vista; io trovai altri compagni di escursioni e mi lanciai in un tourbillon di cambi di attrezzatura: dopo l'Olympus la Pentax, La Nikon e, con l'arrivo dell'AF, infine Canon, con cui sono poi passato al digitale e sono rimasto sino a tre anni fa, per poi tornare a Pentax, quella che all'epoca mi aveva appassionato e "preso" di più (è sopratutto per quello che al cambio brand ci sono tornato!). Il mio amico che tanto mi ha dato e cambiato la vita purtroppo non c'è più da moltissimi anni (se ne andò molto giovane malauguratamente ) ma la mia gratitudine per lui è rimasta immutata e spesso, quando scatto una foto o vado a farmi un giro in montagna, il pensiero sa dove andare... grazie per avermi dato la possibilità di raccontare e ricordare un caro e grande amico che ha rappresentato così tanto per me è scusate se mi sono dilungato più di quanto avrei voluto. |
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inviato il 22 Gennaio 2020 ore 17:28
Son sempre stato una persona curiosa di tecnica e, un giorno, 25 anni fa, vedetti una pubblicità tipo telemarketing in televisione di una Minolta ad (entry level). Scattò una scintilla, andai in un negozio per comprarla (all'epoca non avevo il mutuo ). Il commerciante mi convinse che, quella fotocamera, non poteva scattare in manuale;di prendere in considerazione la Nikon f50 (all'epoca un milione di lire ). Incominciai a scattare in maniera abulica, fotografavo qualsiasi cosa... poi passai alla Canon eos 50e, con la messa a fuoco oculare... . Per poi ritornare in giallo, f70, per il motivo di poter montare tutte le ottiche AI ed anche russe!!! Nel frattempo avevo montato una camera oscura in cantina, e cominciai a scoprire la vera fotografia, a impegnarmi nella ricerca dell'immagine, sempre con scarsi risultati a livello di contenuti e linguaggio... un giorno, stanco di zaini, obiettivi etc, su consiglio di mio suocero (lui aveva una III), venderti tutto e comprai una Leica M6... con la nascita della prima bimba, e con la rottura dell'ingranditore, dismisi la camera oscura, e mi passò la poesia (ormai per me era LA fotografia). Un grande ripudio per la fotografia digitale (odio stare al pc in generale), con i suoi corredi "obblogatori", mi fecero allontanare da questa passione. Fin quando scoprii una m4/3 Panasonic, non ricordo il nome, in cui potevo adattare il mio Summicron!! Eureka!!! Purtroppo non avevo fatto i conti con la mancanza del mirino, e del fattore crop 2x... quando ebbi un piccolo gruzzolo da parte, mi recai dal mio mitico negoziante (ora in pensione...) per acquistare una Olympus, per le dimensioni ed i pesi ridotti. Ma lui insistette (conoscendomi) perché valutarsi Fuji:appena presi in mano )'X-E2.... boom! Fu subito amore. Rotella dei tempi, bracciale dei diaframmi, piccola, leggera, mirino laterale come la mia tanto amata M6... dopo 6 anni di uso intenso, giace nel cassetto, mi son regalato la sua erede... nel frattempo ho scoperto Juza, che mi ha insegnato tantissimo... mostre, libri, siti, social, blog, mi han fatto crescere. Da scarsissimo ora sono mediocre  !!!! Rimango comunque innamorato di tutto ciò che è fotografia, ora per di più è anche più economico... un solo rammarico, ormai stampo pochissimo purtroppo, e ammetto, un pochino la camera oscura mi manca... saluti, Matteo. |
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inviato il 22 Gennaio 2020 ore 17:47
grazie a entrambi per le bellissime storie |
user177356
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inviato il 22 Gennaio 2020 ore 17:58
Non so disegnare, dipingere, scolpire, suonare. La fotografia è la sola attività creativa alla mia portata. Meglio questo che recitare o scrivere, altre due cose che mi dicono avrei potuto fare. |
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inviato il 22 Gennaio 2020 ore 18:56
E' stata una di quelle disgrazie che ti capitano tra capo e collo quando meno te lo aspetti. |
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inviato il 23 Gennaio 2020 ore 5:42
Mio papà fotografava. Mi ha messo in mano la prima macchina che avevo 6 anni. Rullini pieni di foto tutte uguali. Ma si facevano sviluppare lo stesso. Grande (e costoso) rispetto per l'atto di un bambino inconsapevole. Si guardavano le foto assieme, anche se era tardi e la fatica per il giorno concluso molta. E anche se le foto erano orripilanti e tutte uguali, qualcosa di positivo qui e lí si trovava e lo si sottolineava. Centinaia di rullini più tardi, riuscivo a mettere assieme gli aspetti positivi capitati più o meno a caso nelle foto precedenti. Non ho più smesso. Ricordo con tenerezza le foto dei primi tempi, molte fuori fuoco, molte con color cast allucinanti, molte con composizione che grida vendetta. E penso a quanto sia più facile per chi inizia adesso fare foto tecnicamente migliori di quelle di un professionista degli anni '50. |
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inviato il 24 Gennaio 2020 ore 9:51
Ho preso in mano una compatta a pellicola della mia ex per fare due foto ricordo sulla neve, da li si è acceso qualcosa che non si è più spento da 28 anni |
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inviato il 24 Gennaio 2020 ore 12:10
grazie alla montagna..e voler immortalare i paesaggi che vedevo. La montagna rimane per me la mia più grande passione ma considero la forografia come parte integrante Correva l'anno 1992 e acquistai una bella Canon AE1 con il 50 1.8 usati (che ancora ora uso) a circa 300 mila lire se ricordo bene, una fortuna per me a quei tempi considerando che avevo 13 anni, l'anno dopo presi il 24-35L 3.5. Da allora mai smesso anche se nel 1997 passai a Nikon con la F100 e nel 2004 la prima digitale D200. |
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inviato il 24 Gennaio 2020 ore 14:17
Una pura emulazione... Mio padre fotografava, esposimetri e macchine a pozzetto erano all'ordine del giorno poi per curiosità chiesi di poter provare a schiacciare quel pulsante... Qualcosa effettivamente scattò , verso i 18 anni mi regalò una reflex (Nikon F301) con un 50ino e da lì rullini su rullini. Mi prestarono diversi libri sull'argomento che lessi quasi frettolosamente ma qualcosa dentro è rimasto, poi il matrimonio ed i conseguenti figli, dopo un iniziale entusiasmo, hanno spento la luce vista la poca disponibilità economica del momento. Una decina d'anni fa, dalle cenri della vecchia passione, una brace torna a prendere vigore e riaccende il fuoco, acquisto una reflex digitale (Nikon d5100) Ma è con la fine del matrimonio, circa 5 anni fa, che il fuoco diventa incendio e, forse per la necessità di liberare la testa da pensieri pesanti, ho ricominciato ad immergermi nel mondo fotografico con rinnovata passione ed intersse acquistando testi ed attrezzatura. Ora questo mondo è la mia valvola di sfogo principale che mi aiuta a non pensare troppo ai problemi che la vita pone costantemente lungo il mio percorso. Marco |
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inviato il 24 Gennaio 2020 ore 14:57
mio zio mi regalo' una macchina (che ho ancora ). da li iniziai . diciamo che la macchina fotografica fu un perfetto sfogo per una persona curiosa come me . cominciai a guardare il mondo in maniera diversa , cercavo sempre un punto di vista differente . poi capii che la fotografia non era solo il mio prodotto ma anche quello di altri . cominciai a frequentare mostre , fotografi e a comprare libri . questo apri' ulteriormente il mio bagaglio culturale e divenne una passione a tutto tondo . la cosa bella della fotografia è che camminando in una qualsiasi strada , mentre tutti guardano per terra tu guardi ovunque in cerca di una scena da immortalare . il cielo , una finestra aperta , un portone semichiuso , una donna coi tacchi che tra poco incrocera' una suora . questa è la fotografia. cercare , aspettare , scattare . e poi rifarlo. |
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inviato il 24 Gennaio 2020 ore 15:03
"la cosa bella della fotografia è che camminando in una qualsiasi strada , mentre tutti guardano per terra tu guardi ovunque in cerca di una scena da immortalare . il cielo , una finestra aperta , un portone semichiuso , una donna coi tacchi che tra poco incrocera' una suora . " Bravo Prince. Applausi. Curiosità, e spirito di osservazione. Vedi il mondo con occhi diversi. Come ho già scritto, concordo con tanti tuoi pensieri. Sinceramente, è COME li esprimi che, talvolta, ti rendono un po' saccente, al limite dell'arroganza. Comunque ti stimo. Scusate l'ot... |
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inviato il 24 Gennaio 2020 ore 15:08
tranquillo : sono anni che mi danno dell'arrogante presuntuoso . qualcosa di vero ci sara' |
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inviato il 24 Gennaio 2020 ore 15:20
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inviato il 24 Gennaio 2020 ore 17:42
Partecipo anche io, con una motivazione banalissama: curiosità assoluta verso l'umano. Che è banale e insieme incomprensibile, ordinario e straodinario allo stesso tempo. Quelli belli e quelli brutti, quelli intelligenti e quelli no. Quelli che sembra non abbiano nulla da dire, e poi sono un universo intero. E' anche il motivo per cui trovo che sia un po' una stranezza fotografare "un po' di tutto" e in tutti i modi: credo che per fare qualcosa di buono (per noi, se non per il mondo), aiuta molto stabilire una relazione con quel che fotografiamo. Una certa qual comprensione. Nel senso che se ami la natura è normale tu "entri" in quella, così come se hai un cuore più urbano... stessa cosa alla rovescia. E, sempre a livello personale, trovo che la fotografia non possa che essere solo un pezzo di quel particolare "uno" che tutti noi siamo. In alcuni casi, nemmeno il pezzo più importante. Sarà un caso ma, per coerenza con quanto detto sopra, trovo sempre più stimolante una mattina in un'aula di tribunale che non un bellissimo tramonto. Così come mi è del resto chiarissimo che per altri quest'ultima cosa sia del tutto contestabile |
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