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inviato il 25 Novembre 2019 ore 18:57
la settimana scorsa ho seguito un workshop di Fontana, colore e creatività, tre giorni interessanti, frenetici, anche perchè il meteo non è stato amichevole e perchè ovviamente si è incrociato con le famose varie ed eventuali della vita, già conoscere Lucio è stata una esperienza spirituale anzi spiritica mentre conoscere Franco Fontana è stato sorprendente, una persona molto diversa da come mi aspettavo in primis e soprattutto da come penseresti sia uno che fa foto come le sue, ok non tutte ma le piu' iconiche... oh io almeno me lo aspettavo un po rigidoe e serioso ed invece direi che è proprio modenese doc. la prima notizia è che non si è parlato di tecnica, attrezzatura e di trucchi solo quando raccontava qualche aneddoto della sua vita, non chiedeva guardando le foto portate per gli esercizi, stampate in loco 10x15 con cosa fossero fatte, le giornate son scorse con la lezione il pomeriggio fino a sera e la mattina dovevamo fare gli esercizi da portare nel pomeriggio. ovviamente chi ha letto i libri immagino sappia di cosa sto parlando, per me che mi ero limitato a leggere o meglio sfogliare il librone retrospettiva è stato un ritorno a scuola con l'ansia di portare i compiti al prof :D iil corso lui stesso lo definisce non di fotografia, ma di vita, direi un po' zen e tutto questo non me lo aspettavo, funziona? è presto per dirlo, puo' funzionare leggere i suoi libri? penso di si ma l'impatto che ti da parlarci, riderci e scherzarci e vedere con che nonchalance vive la sua fotografia e a tratti ricorda l'antica tecnica della maieutica di socrate, un processo mentale, un tarlo. è fondamentale? non penso diventerò il nuovo fontana? manco per sogno però ho visto e toccato una cosa di cui se ne parla poco, il processo creativo, cosa tra l'altro che ho sempre detto, il confronto, la frequentazione di certi ambienti, l'aggregazione spontanea o voluta di certe menti, anime fungono da acceleratore, inutile fare troppi riferimenti ma basta pensare alla parigi di fine 800.... quindi ora vi saluto e mi vado ad ubriacare di assenzio perchè io so io e voi siete.............. fotografi ... finirò piu' tardi... |
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inviato il 25 Novembre 2019 ore 19:08
p.s. scusate l'interruzione ma faccio fatica a tenere il filo con il notebook da 8 pollici |
user19933
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inviato il 25 Novembre 2019 ore 19:28
Eh beh. Anche solo leggere il libro “Fotografia creativa” di Fontana è già una ricca boccata d'ossigeno, sanamente de-tecnologicizzante, immagino che partecipare ad un suo workshop sia una vera e propria botta di vita. Fatto bene. Ti invidio un po'. |
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inviato il 25 Novembre 2019 ore 19:58
nel mondo moderno,oltre alla creativita',manca il tempo per applicarla.penso di avere letto decine di libri sulla fotografia compresi alcuni di fontana e l'unica vera conclusione che sono arrivato e' che l'aspetto fondamentale e' il tempo.il tempo di applicarsi,il tempo per studiare,il tempo per sperimentare,il tempo per programmare,il tempo per viaggiare,il tempo post produrre,il tempo di fermarsi in un posto e aspettare la luce giusta,il tempo per far crescere la nostra passione senza fretta senza ansia,il tempo per camminare prima di fare una fotografia per segliere la giusta inquadratura. una delle frasi che mi e' rimasta in testa e' la prefazione di un libro della collana del fotografo ,mi sembra o di giulio forti o di riccardo pollini, diceva che e' riuscito a diventare fotografo professionista solo perche' era un professore d'universita' e quindi aveva molto tempo a disposizione da dedicare alla fotografia,se fosse stato un operaio non sarebbe mai diventato un fotografo. |
user28347
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inviato il 25 Novembre 2019 ore 20:12
mi fai un esempio?io non ho letto niente |
user19933
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inviato il 25 Novembre 2019 ore 20:18
Si la ricordo anche io quella frase. Tutto vero. Ma, d'altra parte, se escludiamo la dimensione del professionista, cioè di colui che con la fotografia si deve mantenere economicamente, per tutti gli altri si tratta di un hobby, per quanto articolato e coinvolgente. E l'hobby chiaramente ha solo un suo piccolo spazio nella nostra quotidianità. A questo punto l'unica cosa che possiamo fare è scegliere come impiegarlo quel poco tempo. La fotografia come “passione”, a mio avviso e come dimostra questo stesso forum, offre molti sotto-generi e campi d'interesse. Per tanti l'interesse da privilegiare nella fotografia è la macchina fotografica e ingrandiscono l'immagine prodotta al 300%, ma solo con certi software, e solo se prima hanno calibrato lo schermo. Altri invece da quell'immagine s'allontanano, per vederla meglio, per capire se gli dice qualcosa o no. Tempo per approfondire tutto non c'è, è vero, quindi bisogna scegliere cosa privilegiare, cosa è più importante per noi. E sinceramente credo che scelgano anche i professionisti (nel loro piccolo ) |
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inviato il 25 Novembre 2019 ore 21:09
@sergiofermi dici a me?
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inviato il 25 Novembre 2019 ore 22:24
Quoto Miguelandiaz al mille x mille!...... |
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inviato il 25 Novembre 2019 ore 23:12
Non sono molto d'accordo sull'equazione tempo creatività, mi sembra una scusa, fantasia creatività sono dentro il nostro cervello, il tempo chi vuole lo trova, è tempo anche stare qui su internet, forum, facebook, giornali vari, però la creatività è un processo mentale. Secondo me fate confusione e questo lo avrei sostenuto prima del workshop perché è logica. Però magari non vi ho capito io. P.s. Si può creare anche sulla tazza del cesso ^_^ |
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inviato il 26 Novembre 2019 ore 4:20
Ciao Daunio! Anche io ho partecipato al corso (proprio lo stesso con Daunio). Il corso è stato molto interessante e formativo e lo consiglio, così come consiglio il libro, come dice lo stesso Fontana, da leggere dopo il corso. |
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inviato il 26 Novembre 2019 ore 8:39
+1 Miguelandiaz @Daunio: certo che si può creare sulla tazza del cesso, ma farlo con continuità, pensando ad una progettualità in quello che fai ha bisogno di tempo. C'è poco da fare, e non parlo solo di fotografia. Se fai il cuoco alla mensa, difficilmente avrai il tempo che può permettersi Cracco o Oldani per studiare nuove ricette e stupire. Per noi, fotografatori non fotografi, prenderci una settimana (o anche solo un weekend) per dedicarci alla fotografia significa incastrare impegni, convincere mogli, fuggire dal senso di colpa per non essere con i figli, madri, sorelle, amici. Sempre che poi al lavoro ti diano le ferie. Dai, dai, che se non facessimo una rava avremmo più tempo da dedicarci e la creatività rinascerebbe. Fammi sapere tra un mesetto di tran tran come va la tua creatività, se è pari a quella che hai provato nel weekend di workshop.. |
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inviato il 26 Novembre 2019 ore 10:22
“ Per noi, fotografatori non fotografi, prenderci una settimana (o anche solo un weekend) per dedicarci alla fotografia significa incastrare impegni, convincere mogli, fuggire dal senso di colpa per non essere con i figli, madri, sorelle, amici. Sempre che poi al lavoro ti diano le ferie. „ +1 |
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inviato il 26 Novembre 2019 ore 10:32
IL TEMPO...E' l'unico vero valore che abbiamo. Il tempo sostituirà le monete. |
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inviato il 26 Novembre 2019 ore 10:39
Fontana è un grande della fotografia e non solo di quella. Da lui c'è tanto da imparare. Concordo con chi ha detto che il tempo è fondamentale. La nostra testa può anche essere un vulcano di idee, poi però bisogna avere anche il tempo di applicarle. Leopizzo ha fatto riferimento a mogli e figli, e anche quello ha la sua importanza. I figli crescono e se ne vanno, i momenti persi non tornano più. |
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inviato il 26 Novembre 2019 ore 10:52
Io speravo di avere più tempo da dedicare alla fotografia una volta andato in pensione, ma di riforma in riforma il traguardo si allontana... Spero almeno che migliorino i sistemi di stabilizzazione delle ottiche così da agevolare gli anziani dalla mano poco ferma |
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