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inviato il 25 Novembre 2019 ore 14:40
Mi sono per caso imbattuto in questo lavoro di Luca Quagliato chiamato la Terra di sotto Lo trovo molto interessante perchè spesso si vedono foto paesaggistiche che puntano solo al risultato estetico, sia che queste siano dai colori pompati, che dallo stile più "ghirriano". In questo lavoro la foto di paesaggio diventa indagine giornalistica pur mantenendo stilemi estetici ben precisi e il risultato l'ho trovato davvero pregevole www.laterradisotto.it/ www.domusweb.it/it/notizie/gallery/2019/11/21/viaggio-nella-terra-di-s |
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inviato il 25 Novembre 2019 ore 14:50
Grazie per la segnalazione, da una rapida occhiata ai link sembra un ottimo lavoro. Peppe |
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inviato il 25 Novembre 2019 ore 16:16
Grazie Matteo. Molto interessante. |
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inviato il 25 Novembre 2019 ore 16:18
Spero riescano a stampare il libro perché davvero trovo sia un lavoro che merita |
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inviato il 25 Novembre 2019 ore 17:39
Ben vengano iniziative del genere, anche se purtroppo, il più delle volte, non riescono a diffondersi come meriterebbero. Grazie della segnalazione. |
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inviato il 25 Novembre 2019 ore 18:07
Interessante... |
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inviato il 25 Novembre 2019 ore 18:38
Non ci trovo niente di fotograficamente interessante...al contrario piacerebbe sapere chi sapeva e ha taciuto,ma qui si entra in altro ambito...trovo difficile anche chiamarlo reportage perché non mostra quelli che sono i " colpevoli" dell' inquinamento terreno. Solo una mia impressione,sia chiaro. |
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inviato il 25 Novembre 2019 ore 18:55
Io invece l'ho condiviso perché lo trovo uno dei reportage più interessanti che ho visto in giro ultimamente, trovo molto interessante l'idea e la sua realizzazione con un titolo perfetto, è proprio il fatto che apparentemente non si veda nulla che per me da a questo lavoro un significato potente |
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inviato il 25 Novembre 2019 ore 18:59
Mah,non sono d' accordo ma ripeto,è il mio punto di vista. |
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inviato il 25 Novembre 2019 ore 19:14
Il progetto è sostenuto da penisola edizioni piccola casa legata al sito urbanautica ci sono molte cose interessanti li www.urbanautica.com/ |
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inviato il 25 Novembre 2019 ore 19:18
Molto bello il lavoro di zanoni...interessante link Da guardare con calma |
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inviato il 25 Novembre 2019 ore 19:39
È venuto a piacenza nostro ospite a presentare il libro con Bisson, mentre un altra volta era venuto a mostrare altri lavori, ha diverse cose molto valide |
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inviato il 25 Novembre 2019 ore 22:49
Segnalazioni molto interessanti. Grazie Matteo. |
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inviato il 25 Novembre 2019 ore 23:00
Di nulla |
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inviato il 26 Novembre 2019 ore 1:02
Chi pratica la fotografia si presuppone che gli occhi sappia usarli e ciò che viene rappresentato nel reportage, DEVE averlo notato in autonomia già da un pezzo. Per questo non trovo questo reportage particolarmente sorprendente. Concordo invece che possa servire a tanta gente che non guarda, aprendo loro gli occhi su dimensioni, varietà e allarmante prossimità del problema. In questo senso, alcune immagini mi sembrano efficaci perchè rappresentano la realtà senza enfatizzarla. Purtroppo molte altre sono decisamente meno efficaci, limitandosi a rappresentare semplicemente il luogo e non le conseguenze. Ad esempio, l'inquinamento da metalli nei campi o la criminalità dietro gli appalti che hanno portato alla costruzione di svincoli inutili, si capiscono solo dalle didascalie e questo è un difetto grave. Si dirà: "eh, ma è difficile rappresentare qualcosa che non si vede". Certo, ma questo è il contributo ideativo che deve metterci il fotografo di reportage, altrimenti sarebbero buoni tutti. La fotografia di reportage deve riuscire a mostrare lo stato delle cose ed è buona fotografia di reportage solo se ci riesce. Non ha, invece, lo scopo di cercare cause e soluzioni, ed è una fortuna visto il livello di litigiosità che permea l'ambiente. Tra l'altro sia le cause sia le soluzioni sono stranote a chiunque viva nei pressi di ognuno dei luoghi contaminati. Purtroppo, i continui compromessi diventano ottime bende per gli occhi. Ci sono anche casi esemplari di recupero, innescati dalla consapevolezza e consentiti da competenza e determinazione. Ho avuto la sfortuna/fortuna di vivere tutta la giovinezza sulle rive di un lago che era stato letteralmente ammazzato dall'inquinamento fino a diventare il più acidificato del mondo. Ci sono voluti decenni, ma ora è tornato nello stato preindustriale, a dimostrazione che la responsabilità territoriale conta più della globalizzazione e dell'avidità. In ogni caso, sempre interessanti segnalazioni da Matteo. |
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