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inviato il 30 Ottobre 2019 ore 19:04
Premetto subito che i filtri che posseggo li ho comprati per scattare su pellicola b/n, dove si sa che sono da sempre un utile accessorio per modificare e modulare la luce che raggiungerà l'emulsione. Retaggio dei decenni che ho sulle spalle. Ho naturalmente provato gli stessi filtri su digitale, adottando gli stessi criteri della fotografia a pellicola e...basta convertire il raw in un file b/n per ottenere cosa? Qui scatta l'interrogativo che vi pongo, facendo un esempio classico. Poniamo che ci sia un bel paesaggio da fotografare e che il cielo sia popolato di nuvole: monto un filtro arancio per dare maggior contrasto al cielo ed evidenza alle nuvole. Su pellicola è la prassi, ma su digitale? E' vero che vado ad enfatizzare una certa frequenza di colore e contemporaneamente ridurre quella ad essa complementare, ma in fin dei conti non è la stessa cosa che accade agendo sui canali in PP? Siete in grado di spiegarmi in maniera "scientifica" perché è opinione diffusa che ne sia sconsigliato l'uso, quando invece io lo trovo estremamente pratico e soddisfacente ? Insomma, sono disposto a rispolverare i vecchi testi di fisica anche se preferirei una spiegazione alla Piero Angela. Fatevi sotto. Maurizio. |
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inviato il 30 Ottobre 2019 ore 19:39
È sconsigliato solo perché è riproducibile perfettamente in post produzione con un click. Se scatti in RAW e usi il filtro semplicemente impedisci al sensore di catturare determinate frequenze di colore ed è un'operazione irreversibile. Come dire: non fai nulla di sbagliato, ma ti giochi delle possibilità se poi in fase di post cambi idea e vuoi elaborare diversamente il file. |
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inviato il 30 Ottobre 2019 ore 19:47
Penso che se scatti anche in jpg impostando il profilo bn ti ritrovi il file pronto, ma sulle macchine piu recenti mi sembra sia possibile simulare il filtro digitale ugualmente, io sulla mia per esempio non posso, quindi se volessi un determinato risultato senza passare in pp dovrei usarli, se poi cmq devi passare in postproduzione penso sia più una questione di approccio allo scatto che di risultato finale. |
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inviato il 30 Ottobre 2019 ore 20:14
Innanzitutto ringrazio gli intervenuti. @Matteo: concordo riguardo alla irreversibilità del procedimento, usando filtri meccanici, ma mi perdonerai se mi ostino a chiedere: poniamo che sia irreversibile anche la post produzione (ammesso che si usi un software manovrato da un...imb... ehm, amatore distratto) non succede altrettanto agendo sui canali? Non è che si va a modificare comunque lo spettro dei vari colori? Insomma: la gamma cromatica viene modificata a piacimento, ma comunque modificata, se si vuole applicare un filtro elettronico. Ebbene, questa operazione (ammessa ipoteticamente irreversibile) ha comunque un effetto identico al filtro di vetro oppure resta più/meno distruttiva? Detto questo, il famoso "click" da fare, che sembrerebbe la panacea, non è anch'esso un preset del software usato per la post produzione, quindi taglia, enfatizza, minimizza, spara e fa i cavoli propri sulla nostra preziosissima foto di paesaggio? (tono volutamente ironico, senza alcuno scopo se non quello di far riflettere) |
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inviato il 30 Ottobre 2019 ore 20:25
Lo so di andare "contro" certi procedimenti che parrebbero più logici, pratici e veloci, però il dubbio mi assale da quando ho preso in mano la prima reflex digitale. La mia domanda non ha alcuno scopo provocatorio, né l'intenzione di scatenare guerre. Solo per approfondire. Troppo spesso si assume per oro colato ciò che ci propina internet senza far ragionare il cervello e senza togliersi i dubbi. Siccome non mastico granché la fisica, abbandonata al primo anno di università, chiedo a chi ne sa più di me. |
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inviato il 30 Ottobre 2019 ore 20:40
@Daunio: ho Canon e il menu consente di fare monocromatico, impostando in macchina cinque parametri che poi diventano tre e la macchina ti propina il jpg. Non cerco questo: lo scopo mio è di avere un raw completamente dominato dall'arancio (come da esempio) e da lì, sul computer, convertirlo in altro formato (ho detto jpg, ma potrebbe essere tiff o qualsiasi altro). |
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inviato il 30 Ottobre 2019 ore 20:41
Su sensore bayer i filtri colorati tagliano buona parte della nitidezza, pressoché inutilizzabili, specie se densi (rossi, blu, verdi...) |
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inviato il 30 Ottobre 2019 ore 20:44
“ Non è che si va a modificare comunque lo spettro dei vari colori? Insomma: la gamma cromatica viene modificata a piacimento, ma comunque modificata, se si vuole applicare un filtro elettronico. „ Certo, ma con il filtro lo fai su tutto il frame senza possibilità di distinguere (qui di alterando anche le zone dove magari non serve il filtro o è addirittura dannoso), in post produzione hai le modifiche mirate per le zone che ti interessano e solo per quelle. Poi nell'esempio del cielo potresti usare un filtro graduato a lastra con il colore che ti serve, ma... Di nuovo è un extra che non è strettamente necessario in questo scenario. |
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inviato il 30 Ottobre 2019 ore 20:51
I classici 4 filtri colorati, rosso, verde, arancio, giallo, che si utilizzavano con la pellicola B&N, oggi sui sensori digitali moderni non hanno un'impatto sempre benefico perchè il sensore digitale ha una struttura di cattura diversa dalla pellicola a strati. E' molto meglio avere il raw intero e poi lavorarlo e filtrarlo a posteriori con i software adatti come dice @Matteo di Giulio, anche perchè le possibilità di filtraggio selettivo sono molto + numerose e interessano non solo i colori primari ma combinazioni tipo rosso/blu minimo, rosso/blu massimo ecc. ce ne sono molte altre per ottene il giusto bilanciamento delle sfumature nella scena influenzata dalla composizione della luce incidente sempre variabile o variata. Anni fa ho fatto delle prove con le mie canon digital e montando il filtro rosso per dare un senso drammatico alle nuvole temporalesche: il sensore digitale tirava fuori molto rumore e meno immagine, viceversa la pellicola digeriva il filtro rosso senza problemi, utilizzavo le kodak 400Tmax, Ilford delta 400 e 3200 e pure le hp5 plus, le ho strapazzate in ogni modo, la pellicola è fatta di strati con granuli fotosensibili dispersi nell'emulsione, il sensore digitale è una storia molto diversa che tutti conosciamo dove i colori nascono per interpolazione di segnali filtrati da un filtro CFA che è il filtro che già abbiamo in ingresso, non occorre, a parer mio, metterne di altri per penalizzare le rispettive bande di frequenze. Molto Diverso potrebbe essere il discorso della Leica Monochrone dove l'impiego dei filtri tradizionali potrebbe avere un senso ma non avendone una lascio la parola ai legittimi possessori. |
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inviato il 30 Ottobre 2019 ore 20:56
“ Su sensore bayer i filtri colorati tagliano buona parte della nitidezza, pressoché inutilizzabili, specie se densi (rossi, blu, verdi...) „ . . . esatto, sinteticamente è quello che ho appena detto Monochrome esclusa. |
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inviato il 30 Ottobre 2019 ore 20:59
Secondo me la ragione per agire in post è la più banale del mondo Maurizio... Quando scattavamo "costratti" al filtro, quello ci beccavamo: cioè, se usavi un filtro rosso, non potevi decidere "quanto rosso". E quindi facevi di necessità virtù (anche se poi, per essere onesti, usavi altri strattagemmi in post per accentuare o diminuire l'effetto). I filtri servivano a determinare le relazioni cromatiche, e in digitale puoi analogamente farlo dopo, ma in modo decisamente più accurato. Qualcuno obietterà che il "vero fotografo" aveva ben più che quei 3/4 filtrozzi scalcagnati, ma si potrebbere rispondere, per esempio: 1) quanti concretamente li avevano in borsa? 2) perché oggi si dovrebbe spendere un capitale per 15 filtri (a quel punto buoni, ovviamente), avendo la possibilità di intervenire in altro modo, e comunque con maggior precisione? Altri discorsi più tecnici... li lascio a chi è più tecnico |
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inviato il 30 Ottobre 2019 ore 20:59
“ @Daunio: ho Canon e il menu consente di fare monocromatico, impostando in macchina cinque parametri che poi diventano tre e la macchina ti propina il jpg. Non cerco questo: lo scopo mio è di avere un raw completamente dominato dall'arancio (come da esempio) e da lì, sul computer, convertirlo in altro formato (ho detto jpg, ma potrebbe essere tiff o qualsiasi altro). „ Maurizio, fai molto prima con un filtraggio software piu' completo e articolato dove puoi dosare anche il livello dell'intervento, viceversa ti consiglio una Monochrome, Ah! su Leica scherzo piacerebbe pure a me ma solo per sperimentare. |
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inviato il 30 Ottobre 2019 ore 21:04
@Maurizio: se è un dubbio di metodo sono d'accordo con te. Sai quello che vuoi ottenere in partenza e che il filtro ti offre quel risultato: metti il filtro e vai tranquillo. In postproduzione dovrai solo convertire da colore a b/n. Su alcune fotocamere, come la mia Fuji, puoi addirittura creare il jpg b/n in macchina e non hai a che fare con un sensore Bayer. Altrimenti l'incognita della reazione del sensore, come spiega bene Cirillo, è reale, perché si parla di modi diversi di catturare la luce. Photoshop ha proprio l'opzione per applicare i filtri con i vari colori, quindi non bisogna nemmeno essere dei maghi in postproduzione per farlo; e appunto si ha il vantaggio della reversibilità, che può essere utile anche solo per conservare il RAW non lavorato come fosse un negativo e poi il jpg o il tiff convertito come vuoi tu. |
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inviato il 30 Ottobre 2019 ore 21:14
Non e' la stessa cosa lavorare dopo sui canali. Mettiamo per esempio di avere un soggetto mezzo rosso molto più luminoso che on mi interessa e mezzo verde meno luminoso che mi interessa di più (soggetto). Se metto un filtro per il rosso lo attenuo molto e posso esporre meglio per il verde (miglior rapporto S/N). Quando poi converto in BN avrò reso meglio il soggetto (verde). |
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inviato il 30 Ottobre 2019 ore 21:19
“ Non e' la stessa cosa lavorare dopo sui canali. Mettiamo per esempio di avere un soggetto mezzo rosso molto più luminoso che on mi interessa e mezzo verde meno luminoso che mi interessa di più (soggetto). Se metto un filtro per il rosso lo attenuo molto e posso esporre meglio per il verde (miglior rapporto S/N). Quando poi converto in BN avrò reso meglio il soggetto (verde). „ Non lo metto in dubbio Centauro. Ma per esperienza personale, dopo una venticinquina d'anni in camera oscura e una quindicina digitali, nella media io trovo sinceramente più efficiente il lavoro fattibile in post oggi... (impressione personale ovviamente) |
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