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user128898
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inviato il 20 Settembre 2019 ore 14:15    

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avatarsenior
inviato il 20 Settembre 2019 ore 14:25    

Non esiste una sequenza ideale per la post produzione: il workflow dipende dai software che usi (e che non citi) e dal genere fotografico della foto che devi ritoccare.

Direi che, in generale, sia bene partire dalla correzione della distorsione della lente e poi passare al bilanciamento del bianco.

avatarsenior
inviato il 20 Settembre 2019 ore 14:33    

Con lightroom basta seguire l'ordine dei pannelli, salvo forse per la correzione obiettivo che applico prima di un eventuale ritaglio. Dal generale al particolare, non puoi sbagliare. Quindi non regolare la temperatura colore prima di aver bilanciato il bianco (no sense), eccetera.
cosa ti lascia perplesso?

avatarsenior
inviato il 20 Settembre 2019 ore 15:10    

Puoi correggere l'obiettivo e bilanciare poi, non cambia nulla. E non c'è una sequenza meno corretta di altre, salvo errori sopracitati. Se usi grandangoli ultra wide che distorgono da matti, potrebbe essere tua premura correggere la distorsione come prima cosa, per vedere se si salva qualcosa o se con il ritaglio l'inquadratura fa schifo e lo scatto è da buttare. Se fai un ritratto, magari ritagli per correggere il frame, poi bilanci. Su un paesaggio non correggi nemmeno l'obiettivo (non si noterà, se non ci sono geometrie ortogonali) ma ti butti subito sulla gestione colori per vedere se è possibile ricreare quei colori autunnali, o se quel cielo coperto proprio non si aggiusta.

perché il bilanciamento del bianco prima della temperatura


perchè il bilanciamento (fatto tramite contagocce) va a modificare gli stessi parametri, annulla la tua azione precedente. Quindi è un'azione inutile.

spiegazione tecnica e professionale" (che non trovo) della causa e dell'effetto dei cursori e delle loro combinazioni


il workflow per me è la sequenza con le quali eseguire un lavoro. E la risposta è sopra. Questa è una richiesta su come postprodurre una foto: è un mondo vasto, non basterebbe un commento. Ti posso linkare dei manuali o dei tutorial che mostrano cosa cambia e spiegano in che modo influiscono i cursori.

e perché +10 invece di +15, solo perché a monitor sembra migliore ? a prescindere che sia più o meno palese la differenza, non conoscere il perchè del primo valore rispetto al secondo significa anche non poter pensare a priori una particolare post produzione che si vuole ottenere


Si e no. L'istogramma ad esempio ti fornisce una chiara indicazione se stai bruciando luci o chiudendo troppo i neri. Quindi potresti spingerti fino a +XXX.. il valore massimo in ciascuna foto è l'istogramma che te lo indica. Altri parametri, vedi chiarezza, ci sono solo indicazioni di massima per non ottenere artefatti: diciamo 30. Su un paesaggio puoi arrivare anche a 40, su un ritratto 15. Anche qui: premi alt, vedi dove agisce il parametro, e decidi di conseguenza. Finchè aumenta la definizione della pupilla è perfetto: quando inizia ad accentuare le imperfezioni della pelle..sei troppo oltre.

Tingere le luci di arancione per dare una scaldata invece, è puro gusto a monitor. Quanto saturo, quanto tendente al rosso o al giallo, è una scelta personale.

avatarsenior
inviato il 20 Settembre 2019 ore 17:08    

Parlando di Photoshop, quasi sempre si può arrivare allo stesso risultato seguendo percorsi differenti.
È comunque naturale anteporre alcuni comandi ad altri che potrebbero annullare o rendere inutili quelli precedenti.
A proposito di "ordine da seguire", ti posso dire che, lavorando con i livelli di regolazione e con gli oggetti avanzati, posso facilmente, anche a fine percorso, rimettere le mani su molte regolazioni e molti filtri applicati in precedenza, senza dover rifare tutto o annullare altri passaggi intermedi.

user177356
avatar
inviato il 20 Settembre 2019 ore 17:31    

Mi accodo alla richiesta di consigli o indicazioni di fonti attendibili.

Utilizzo:
- Capture One per tutte le attività di base;
- Topaz Denoise AI e Sharpen AI per denoising e sharpening;
- DxO ViewPoint per le correzioni prospettiche;
- Raramente Topaz Gigapixel AI quando scatto con la 5D Classic.

Non ho problemi se rimango su Capture One, compresa la conversione in BN. No so mai quando è corretto intervenire con denoising, sharpening, correzioni prospettiche.

avatarjunior
inviato il 20 Settembre 2019 ore 17:32    

Io trovo che la domanda di Simgen non sia stupida. Insomma, qualcosa di scientifico deve pur esserci. Il file RAW iniziale contiene le informazioni di esposizione dei singoli pixel (che sono poche), la post produzione le modifica e codifica il risultato in un file immagine. Ogni passaggio rappresenta una modifica, quindi sarebbe interessante conoscere esattamente in che modo opera ogni controllo sw sui dati di partenza, quale controllo è indipendente da quale altro, come sono definite, in assoluto e non solo in proporzione, le scale dei singoli controlli. Cioè, in pratica, quello che è codificato negli algoritmi dei programmi. Se si avesse una visione chiara di queste funzioni e parametri, definire il flusso sarebbe una questione di teoria e non di pratica. O no? Il fatto che si possa arrivare allo stesso risultato invertendo l'ordine dei passi, ad esempio, è una precisa caratteristica teorica delle funzioni di trasformazione associate.

avatarsenior
inviato il 20 Settembre 2019 ore 17:47    

Ogni passaggio rappresenta una modifica, quindi sarebbe interessante conoscere esattamente in che modo opera ogni controllo sw sui dati di partenza, quale controllo è indipendente da quale altro, come sono definite, in assoluto e non solo in proporzione, le scale dei singoli controlli. Cioè, in pratica, quello che è codificato negli algoritmi dei programmi. Se si avesse una visione chiara di queste funzioni e parametri, definire il flusso sarebbe una questione di teoria e non di pratica. O no? Il fatto che si possa arrivare allo stesso risultato invertendo l'ordine dei passi, ad esempio, è una precisa caratteristica teorica delle funzioni di trasformazione associate.


Non è detto: dipende dal software.

In LR se modifichi uno slider di +10 e un altro di -10, oppure inverti questa sequenza il risultato finale (attenzione, non i passaggi intermedi tra una modifica e l'altra) sarà identico (vedi per esempio come funzionano i preset)
Il problema nasce dal fatto che gli slider vengono mossi da noi esseri umani che abbiamo bisogno di vedere passo/passo le modifiche che apportiamo alla foto per poter decidere quale passo successivo compiere per poter modificare la foto secondo i nostri gusti o esigenze.
Ma la sequenza di come queste modifiche vengono fatte non è importante per il risultato finale della post produzione per il programma in sé: applicando gli stessi valori agli slider, in qualsiasi sequenza questo avvenga, il risultato finale sarà sempre lo stesso.

Questo discorso però non vale in PS se, per esempio, applichi un livello di nitidezza ad una foto e poi riapplichi lo stesso livello di nitidezza i due valori si sommano (questa è una estrema semplificazione perché in realtà le cose sono più complesse)

Per questo dicevo che non è possibile generalizzare un workflow che vada bene per tutti i software e per tutti i generi di fotografia, perché le variabili sono troppe e troppo differenti.

avatarsenior
inviato il 20 Settembre 2019 ore 17:53    

Condivido Catand e....
1) perché il bilanciamento del bianco prima della temperatura e non il contrario

Perchè se tu facessi questo su un file raw non ti cambierebbe assolutamente nulla, applicare il bilanciamento del bianco prima o dopo la temperatura.
Se invece lo fai su un file JPG ti cambia eccome. Quindi necessariamente prima WB e dopo correzione temperatura. Oppure se vai sul creativo, lascia perdere il WB e regola la temperatura colore "dominante" come meglio credi.

Riguardo l'istogramma on camera non farci troppo affidamento o quantomeno non totalmente, perchè se scatti in raw, l'istogramma fa riferimento all'anteprima jpg nel 90% delle fotocamere, a parte qualcuna che al momento non ne ricordo il nome. L'istogramma del raw lo devi valutare in fase di sviluppo.

La chiarezza è un opzione che non utilizzo perchè la ritengo meno precisa e deleterea per le successive elaborazioni da apportare poi in PS.

Ogni tipo di regolazione segue procedure precise ma cmq non necessariamente devono avere la stessa sequenza.
Dipende dalla tipologia di elaborazione e dall'immagine stessa rispetto ad un'altra.

Il mio workflow di elaborazione non necessariamente sarà lo stesso per ogni immagine e tantomeno lo stesso identico di altri con il loro workflow. Come ti hanno quindi detto, difficilmente troverai una qualche sequenza di elaborazione, se non una scaletta solo esplicativa di quello che comprende la lavorazione ed eventuali tipologie di modifiche che il file richiede. Ancora più difficile quindi trovare tipologie di workflow standard o adattabili ad immagini dove anche una semplice variazione di luminosità, potrebbe portare a differenti tipologie di elaborazione nell'immagine.

avatarsenior
inviato il 20 Settembre 2019 ore 17:57    

Io trovo che la domanda di Simgen non sia stupida. Insomma, qualcosa di scientifico deve pur esserci.


non è una domanda stupida, ma troppo generale. Come si scolpisce un blocco di marmo per ottenere una statua? Parto dalla testa o dai piedi? Capite che non esiste una risposta univoca

Ovviamente conoscere gli slider è fondamentale, altrimenti si muove a caso e si spera in dio. Per conoscerli esistono corsi, tutorial, manuali. Come si fa a spiegare "come fare una foto" in un commento?

Io conosco solamente la famiglia Adobe, su altro non posso esprimermi. A tal proposito per un livello base ci sono i libri di scott kelby (Lr e PS). COme tutorial io avevo trovato ben fatti quelli di emanuele brilli su youtube (sia lr che ps).

avatarsenior
inviato il 20 Settembre 2019 ore 18:51    

Seguo perché in fin dei conti si deve pur iniziare in qualche maniera con cognizione di causa. smanettare non so fino a che punto sia una pratica proficua.

L'intervento di @Gma ad esempio, quando parla di definire la pupilla e non le imperfezioni della pelle, è già un'informazione utile.

Ad esempio ho seguito un corso di Mulinai. Mi ha dato delle ottime indicazioni su come procedere dandomi dei parametri tra i quali settare i cursori, cosa toccare e cosa no, il che va bene per un corso di una giornata ma ora come ora sento il bisogno di qualcosa di più specifico e vorrei conoscere meglio il perché e il percome.

(ora che i programmi che consigliava sono evoluti, non so più dove mettere mano. Ho anche cambiato macchina e certi file di calibrazione non so più come recuperarli...)

avatarsenior
inviato il 20 Settembre 2019 ore 19:09    

@Simgen non utilizzo C1 anche se vorrei iniziare, mi spiace non poterti aiutare

@Kinelot errata corrige: non è chiarezza, ma lo sharpening quello a cui stavo pensando. Sono passato a una versione in francese e diventa complicato a volte. Qui la lista dei parametri su cui usare alt per vedere direttamente le zone affette dalla correzione, senza farsi influenzare dal risultato

digital-photography-school.com/lightroom-tips-develop-module-magic-alt

avatarsenior
inviato il 20 Settembre 2019 ore 19:15    

Perchè semplicemente non esiste il manuale del perfetto postproduttore.

Ognuno postproduce a suo gusto.

Oramai le funzionalità dei vari sw li conosce anche un bimbo di 5 anni, si tratta solo di affinare il workflow più confacente alle nostre necessità.


avatarsenior
inviato il 20 Settembre 2019 ore 19:18    

@Gma, avevo bypassato il termine chiarezza involontariamente. grazie per il link;-)

user177356
avatar
inviato il 20 Settembre 2019 ore 19:26    

Perchè semplicemente non esiste il manuale del perfetto postproduttore.

D'accordo, però
ci sarà una sequenza concettualmente corretta da seguire


Devo dire che, per quella che è la mia esperienza, fin quando si rimane all'interno di un programma (LR o C1) la sequenza è relativamente ininfluente, nel senso che a parità di correzioni apportate (posizione degli sliders, per capirci) il risultato è lo stesso indipendentemente dalla sequenza che si è seguito.

Cambia però - e molto - la capacità di intervenire sull'immagine, perché alcune elaborazioni consentono di avere un risultato intermedio che aiuta ad applicare quelle successive con successo.

Che cosa ne pensi di questo argomento?


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