user124620
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inviato il 18 Luglio 2019 ore 10:02
Ciao a tutti, non è un 3d di polemica, ci tengo a precisarlo subito ma piuttosto una riflessione che ho fatto proprio ora... guardando il 3d...viaggio fotografico in Bangladesh www.juzaphoto.com/incontri.php?l=it&idevento=805 (questo è un esempio ma vale per tutte le foto del genere, quindi non me ne voglia l'autore, anzi magari lo aiuto con la visibilità del post a finire i posti prenotabili) ...apro, guardo un po' di foto e vedo quella con l'uomo e i mattoni in testa che guarda in camera non di certo felice... poi rifletto un po' e vado a vedere (anche fuori da juza) foto di reportage...e mi chiedo... è moralmente corretto fare foto a gente che sta soffrendo? a bambini che lavorano per il nostro mercato e magari quando gli scatti la foto pensano, quelle scarpe le fabbrica mio fratello di 13 anni e tu sei qui a fotografarmi? poi ho detto, l'informazione è utile, il giornalismo ci vuole, oppure come porti a galla le notizie? allora vado a vedere i vari utenti e ....tipo 1 su 50 fa il giornalista (ebbene si ho visitato circa 200 profili online), gli altri semplicemente sono appassionati del genere e vanno solo per il proprio piacere personale o arricchirsi con gallerie fotografiche o per vendere scatti... ecco la mia riflessione...dove arriva la moralità nella fotografia? E' giusto secondo me documentare le persone che soffrono ingiustamente per farlo notare, per portare la notizia a galla, ma questo solo per chi lo fa di lavoro, solo per chi è lì per aiutare la gente del posto. Andare lì solo per scattare immagini di gente che soffre perchè ti piace il genere o perchè quelle foto di solito generano molti like o impattano dal lato emotivo e la tua esposizione/mostra avrà un forte impatto ...lo ritengo un tantino boh....strano? voi andreste a fotografare in un ospedale per tumori pediatrici a scattare foto ai bambini...solo per il piacere di farlo? (questo è un forte esempio, ma non distante da andare a fotografare bambini del terzo mondo che rischiano la vita ogni giorno o sono malati gravemente) vorrei sapere se sono io che ho un punto di vista distorto... aspetto vostre opinioni...ma non vorrei creare un massacro di dibattito....voglio aprire uno spazio riflessione fra street / reportage e moralità... |
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inviato il 18 Luglio 2019 ore 10:36
Ciao, il tuo punto di vista è legittimo, profondo, molto sensibile e il mio pensiero dopo aver letto la tua opinione, non è molto diverso... personalmente credo che riuscire ad avere la: "Giusta quantità di informazioni" (e non mi riferisco solo alla fotografia, ma includo tutto e più avanti proverò a spiegarmi), senza eccedere e qui... la domanda che in primis, mi pongo è: quale sarà il limite? Forse la sensibilità, la moralità di ogni individuo? L'informazione ci sta, però come verrà espressa, elaborata ai fini commerciali è una cosa molto interpretabile. Il caso del viaggio fotografico, può essere interpretato come un motivo per vedere da più vicino una realtà diversa dalla nostra e personalmente, ritengo che un reportage fotografico, non sia così disastroso. Tuttavia, uscendo fuori dal discorso del viaggio proposto, che personalmente potessi, parteciperei volentieri; quando dico: "Giusta quantità di informazioni", oltre alle foto, tenendo conto del tuo suggerimento se andassi in un ospedale, etc... penso alle varie pubblicità televisive, nella quale mostrano immagini di bimbi del terzo mondo, spesso molto forti e ti chiedono se puoi dare il tuo sostegno. Non entro nel merito dei soldi come verranno utilizzati, non mi interessa e non è nemmeno il punto che voglio descrivere. Se ci pensi, in quel caso, prendono l'occasione (fotografica, video e narrazione per lo spot televisivo), per usarlo in un determinato scopo. Corretto, non corretto? In quel caso la foto, il video ha una finalità diversa, rispetta la moralità di quel bimbo, uomo, etc? Secondo me, no... assomiglia molto alla foto, video che conserverò nel mio archivio, che pubblicherò online, stamperò per qualche mostra, concorso... l'atto che compio, nel momento in cui scatto la foto e se lo faccio in modo civile, con educazione e rispetto soprattutto per come conserverò o pubblicherò quella immagine, a parer mio non è sbagliato. La tua domanda è fortissima! Personalmente non andrei in ospedale, non ci riuscirei a fare un reportage di quel tipo, non riesco a immaginarlo nemmeno nella mia testa. Tuttavia, ora ti darò la mia risposta da professionista: se venissi contattato dall'ospedale, per un servizio fotografico su richiesta, accetterei perché lo vedo come un lavoro, un servizio che dovrò consegnare a loro e che a sua volta potranno farne ciò che vogliono. In conclusione, ti ripeto, ciò che hai scritto e la tua sensibilità non è molto diversa dalla mia. |
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inviato il 18 Luglio 2019 ore 11:48
Per riassumere direi che il tutto non è molto diverso dal turismo sessuale, sempre sfruttamento del corpo altrui è, lo usi per il piacere sessuale spendendo poco e magari con adolescenti (e forse ancora più piccole) o lo usi per il piacere edonistico di una bella foto ma sempre di ricchi che sfruttano i poveri stiamo parlando, sfruttano il loro corpo e la loro anima. E non ci sono giustificazioni pseudomorali che reggano |
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inviato il 18 Luglio 2019 ore 12:04
Signor Mario per come la vedo paragonare un viaggio fotografico al turismo sessuale è un po' “fuori dalle righe”.... cerchiamo di essere equilibrati |
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inviato il 18 Luglio 2019 ore 12:06
Sempre sfruttare il corpo altrui è! Moralmente non c'è differenza Comunque non parlavo di viaggio fotografico in genere ma finalizzato alla "fotografia sociale" de noantri, quella senza morale, quella a cui faceva riferimento Davide |
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inviato il 18 Luglio 2019 ore 12:12
“ è moralmente corretto fare foto a gente che sta soffrendo? a bambini che lavorano per il nostro mercato e magari quando gli scatti la foto pensano, quelle scarpe le fabbrica mio fratello di 13 anni e tu sei qui a fotografarmi? „ come tutte le cose DIPENDE . Premesso che non voglio addentrarmi nella parte legale della cosa (ce ne sono gia' troppi di avvocati laureati all'universita' di Google ), ti do solo il mio parere sulla parte "morale". Se uno fa una foto del genere solo a mo' di trofeo o per raccattare qualche like su Facebook e Instagram, non ci vedo nulla di etico, personalmente. Se uno la fa per scopi di reportage, ci vedo invece un dovere morale: come possiamo sapere che in alcune parti del mondo ci sono bambini di 13 anni che fabbricano scarpe senza una testimonianza? Al giorno d'oggi e' cosi' facile, per certa gente, voltarsi dall'altra parte e far finta che i problemi non esistano. C'e' chi arriva persino a negare l'olocausto, nonostante le migliaia di testimonianze dirette, scritte e fotografiche. C'e' chi nega che certe cose possano accadere di nuovo, nonostante in questo momento ci siano bambini chiusi in gabbie al confine fra USA e Messico. Se non avessimo testimonianze fotografiche, sarebbe molto piu' facile per cert gente ignorare il problema. My 2 cents. |
user124620
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inviato il 18 Luglio 2019 ore 12:13
sono contento di sentire più opinioni... è un argomento che mi attanaglia da ieri e cercavo un confronto di idee... per il discorso sesso in effetti ad Amsterdam non si possono fare foto nel quartiere a luci rosse, qui addirittura le cose si fondono ma c'è gente che si mette a farle ugualmente ....correndo dei bei rischi....il viaggio fotografico in sé ci sta, a me per primo piacciono per gli sbocchi fotografici e culturali che può offrire...ma io parlo di scatti inappropriati...quelli che guardo e mi chiedo..ma non si è sentito in imbarazzo a farlo? o fuori luogo? o di cattivo gusto? boh ... l'altro giorno ho visto la foto (un bel primo piano) di una signora che piangeva su una bara...e sono rimasto così.... |
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inviato il 18 Luglio 2019 ore 12:18
Il corpo dei poveri è in buona sostanza considerato dai ricchi loro proprietà, quindi sono convinti di avere il diritto di fotografarlo a loro piacimento, se ci pensi è la stessa storia dei senza tetto in occidente, li fotografo senza remore perché fa tanto "fotografia sociale" |
user124620
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inviato il 18 Luglio 2019 ore 12:29
io concordo sulla fotografia di reportage ma....se l'hanno già scattata quella foto...se ce ne sono già abbastanza di foto...se l'informazione c'è, se nessuna rete ti ha commissionato... perché vai a scattare? allora devo credere che sia per questo motivo “ Il corpo dei poveri è in buona sostanza considerato dai ricchi loro proprietà, quindi sono convinti di avere il diritto di fotografarlo a loro piacimento „ |
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inviato il 18 Luglio 2019 ore 13:09
Non ci avevo mai pensato. Condivido. Grazie per lo spunto |
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inviato il 18 Luglio 2019 ore 13:10
Sappiamo tutti che esistono bambini che rovistano nell'immondizia, Altri che lavorano in miniera. Non e' la fotografia scattata dal turista in brache di tela che cambiera' la cosa. A mio modo di vedere, e' una visione distorta e malata della fotografia. Capisco se sei il reporter di guerra… stai rischiando la pelle in prima persona. Vivi in trincea pure tu. Ma pagare un viaggio solo per andare a fotografare il negretto che fabbrica mattoni, o tinge a mani nude tappeti, mi sembra poco etico. Alla fine una fotografia ben fatta, eseguita da una persona coinvolta e pubblicata su un giornale ha il senso di denuncia ed e' efficace. La stessa fotografia eseguita da un turista perde qualsiasi significato.. e diviene controproducente. Diventa una tra un milione di foto uguali.. Anche questo tipo di foto segue il principio per cui "un morto e' un dramma, diecimila morti sono una statistica" diventano inutili esercizi di stile fine a se stesso |
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inviato il 18 Luglio 2019 ore 13:55
Argomento, questo, già ampiamente dibattuto in altri post. Comunque mi piace ogni tanto partecipare a discussioni sulla fotografia s.l. . Innanzitutto occorre avere un pò di visione elastica del mondo in quanto tendiamo quasi sempre a rapportare tutto al nostro tipo di società. In molte zone del mondo si hanno usi, costumi, tradizioni, religioni estremamente diversi dalla nostra. Questa è una ricchezza (nel bene e nel male) che la globalizzazione sta cancellando imponendo come modello unico, migliore ed indiscusso quello "occidentale". I discorsi "etici" e "moralistici" io non li approvo. Probabilmente chi fa questo genere di discorsi ha una buona sensibilità o forse un profondo senso di colpa perchè sa che (volendo parlare di scarpe) le scarpe che ha acquistato non solo sono fatte da ragazzini ma che probabilmente il loro sfruttatore è un europeo/italiano. Lo sfruttamento è ovunque anche qui in Italia. Le garanzie contrattuali per i lavoratori, nell'ultimo decennio, sono diminuite con una continua tendenza verso il basso. Molti degli africani "salvati" con le navi sono stati ingaggiati da imprenditori italiani solo per essere sfruttati (campi di pomodoro, cooperative ecc.) con buona pace dei sindacati, ispettorati del lavoro e politici. Discorsi moralistici si possono fare su chi va a fare safari fotografici e immortala le predazioni. Possiamo farli su una vecchietta seduta a terra che vende cipolle in un mercato. Possiamo farli sui bambini che giocano col fango o nel fango. Possiamo farli su chi vive negli slum. Possiamo farli sulla condizione della donna nell'Islam. Possiamo farli su tutto quello che non sia conforme al modello occidentale. Concludo dicendo che in tanti viaggi fatti per il mondo ho visto ridere più gente nei paesi "poveri" che in quelli sviluppati( ). Forse un motivo ci sarà. |
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inviato il 18 Luglio 2019 ore 14:00
“ Discorsi moralistici si possono fare su chi va a fare safari fotografici e immortala le predazioni. Possiamo farli su una vecchietta seduta a terra che vende cipolle in un mercato. Possiamo farli sui bambini che giocano col fango o nel fango. Possiamo farli su chi vive negli slum. Possiamo farli sulla condizione della donna nell'Islam. Possiamo farli su tutto quello che non sia conforme al modello occidentale. „ ed eì giusto che siano denunciate.. ma la foto "turistica" del disagio e' fine a se stessa.. e c'e' poco da fare i moralizzatori.. e' fondamentalmente ed eticamente sbagliata. E' questione di avere, in quanto occidentali, un'etica ed una morale. Poi sappiamo benissimo il valore che in oriente come in occidente viene dato alla vita umana. |
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inviato il 18 Luglio 2019 ore 14:10
Quando tu prendi una tazzina di caffè non credo ti ponga il problema dello sfruttamento del lavoro minorile, peraltro pochissimo documentato fotograficamente chissà perché, che ci sta a monte. Il prezzo del caffè è crollato negli ultimi decenni grazie a questo è tutti noi occidentali ne godiamo senza farci troppe domande. Fotografare chi sta soffrendo? Non è bello senza il consenso dell'interessato, certamente. Distinguere professionisti da dilettanti mi sembra semplicistico. I primi lo fanno per denaro e i secondi per sadismo? Preferisco pensare che entrambi lo facciano per denunciare e documentare. Le immagini che arrivano possono rattristare, scandalizzare, lasciare indifferenti... Dipende dal contesto e soprattutto dalla personalità di chi guarda. Io sono comunque per la conoscenza, anche se spesso è spiacevole. |
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inviato il 18 Luglio 2019 ore 14:17
“ ma la foto "turistica" del disagio e' fine a se stessa.. e c'e' poco da fare i moralizzatori.. e' fondamentalmente ed eticamente sbagliata. „ Occorre capire cos'è il disagio. Io ho il piacere di lavorare con bengalesi facenti parte ad una cooperativa dove vengono sfruttati alla grande. Mi dicono che nel loro paese starebbero meglio, più tranquilli, meno stressati, e fanno una vita di m....a solo per mettere da parte qualche soldo per progetti futuri nel loro paese. Tutti, o quasi, sperano di tornare nel proprio paese il prima possibile, ma ci vorranno anni. Qui fanno lavori usuranti per 13/14 ore al giorno solo che gli danno una "divisa", si presentano in "ordine" e non impolverati, hanno un badge e va tutto bene agli occhi di molti. Nel loro paese lavorano 5/6 ore nella polvere e poi si godono i figli e la famiglia ed hanno tempo libero (la vera grande ricchezza). Mangiano tutti ed hanno un tetto. Certo che le ×te della nostra "Civiltà " non possono averle tutti. Con questo non dico che non ci sono casi di estrema povertà! “ E' questione di avere, in quanto occidentali, un'etica ed una morale. „ Gli "occidentali" hanno più estetica che etica. Vedi sopra. |
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