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Dubbio a giudizio.


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user180303
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inviato il 13 Luglio 2019 ore 9:14    


avatarsenior
inviato il 13 Luglio 2019 ore 18:51    

Ciao Cianetto,mi pareva ci fosse qualche riferimento a psiche e forse ad un rapporto di eros e thanatos,che poi fa parte della vita e dell'arte,con due domande da scegliere.Nel caso per me era sicuramente la seconda,poichè è terminato il tempo delle disillusioni.
Direi che anche la prima definizione non è troppo lusinghiera ,mentre la seconda è un motore,anche se implica un sentimento,un rapporto di esistenza.
Tutti o tutte e due si possono photoshoppare oppure comprire e mascherare,oppure no.
Saluti.

avatarsenior
inviato il 13 Luglio 2019 ore 20:43    

Diotima parla dell'amore Eros ma esistono diversi tipi di amore mentre esiste un solo tipo di odio. Generalizzando e semplificando l'amore è creazione l'odio è distruzione.

Il cuore è ingannevole e può confondere un amore malato con l'amore vero: quando l'amore diventa distruttivo non è più amore. Quando l'amore viene meno subentra l'odio o l'apatia.

user12181
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inviato il 13 Luglio 2019 ore 22:00    

" Laetitia est hominis transitio a minore ad majorem perfectionem ." [Perfezione anche cardiocircolatoria, ovviamente, su questo il materialista Hobbes è più analitico ed esplicito, ma molto meno solenne.]

" Tristitia est hominis transitio a majore ad minorem perfectionem ."

" Amor est Laetitia concomitante idea causae externae. "

" Odium est Tristitia concomitante idea causae externae ."


Queste marmoree proposizioni spinoziane spiegano perfettamente perché io sia necessariamente determinato ad amare visceralmente il mio cardiochirurgo T e ad odiare altrettanto visceralmente l'ex presidente del consiglio italiano R. Una delle pessime leggi volute dalla sua incompetenza ha avuto come effetto l'arresto del mio ciclo vitale, della mente e del corpo insieme, spinozianamente.

avatarsenior
inviato il 14 Luglio 2019 ore 14:11    

Come vuoi Cianetto,per me non c'è problema si trattava di uno spunto notevole,anche nella prima stesura,leggo e ricordo un pochino,per cui la risposta è nata in precedenza.
Nella vita e forse nell'arte e perfino nella fotografia potrebbe esistere un rapporto di vita e morte e forse amore odio,ma qualcuno ci racconta che non vi è alcuna differenza,al contrario.
Il fatto curioso potrebbe essere che tutti i convitati al simposio non erano che distanti poche centinaia di chilometri e forse viaggiavano per mare.
Odio invece viveva piu' a nord, pare fosse uno dei capitani nella guerra che vide Ilio contro gli Achei.
Poi c'è Eris la dea della discordia,furiosa per l'esclusione al banchetto nuziale,che porto' una mela d'oro per compiere la sua vendetta.

user12181
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inviato il 14 Luglio 2019 ore 18:10    

"Io penso però non si debba mai odiare la "causa esterna", ne amarla perchè
in entrambi i casi perdiamo noi stessi (qui dovrei spiegare meglio ma non ho tempo)."

Era più o meno quel che pensava Spinoza. Per liberarsi dalle passioni (quindi anche dall'amore che ci rende dipendenti da una causa esterna), riteneva bisognasse avere una "conoscenza adeguata" delle cause, cioè non solo di una causa, ma anche della causa della causa e così via. Più la nostra conoscenza della serie causale cresce, più cresce la nostra potenza/perfezione e ci liberiamo dalle passioni, poiché la nostra mente con la conoscenza si appropria delle idee delle cause. La totale libertà consiste nell'avere la conoscenza della totalità infinita delle cause (cioè delle idee delle cose), cioè di Dio e quindi nell'identificarci con lui. In quel momento saremo in una condizione di suprema potenza e letizia e quindi di amore per ciò la cui idea è concomitante con questa letizia come sua causa (non più esterna), cioè Dio. Questo è l'amor dei intellectualis, l'amore intellettuale di Dio, di cui Dio è sia l'oggetto sia il soggetto. Ovviamente Dio è la natura. Per quanto mi riguarda, poiché sono lontanissimo da questa condizione di perfetta scienza e beatitudine razionale, non posso fare a meno di amare visceralmente (irrazionalmente) il dott. T (nel frattempo è diventato meritatamente primario) e di odiare visceralmente R (nel frattempo ha perso meritatamente il potere anche nel suo partito e traffica per riprenderselo).

avatarsenior
inviato il 14 Luglio 2019 ore 19:16    

Maila terrei fuori la religione.
MrGreen

Scusa in che punto avrei parlato di religione?Eeeek!!!

Se poi Murmunto parla di Dio perchè non potrei farlo anch'io?

se la povertà e l'arrangiarsi generavano amore, perchè oggi non lo
fanno più anche se questi due "genitori" esistono ancora?
Forse perchè la cosa non è vera?;-)


Io penso però non si debba mai odiare la "causa esterna", ne amarla perchè
in entrambi i casi perdiamo noi stessi
Non pensi che forse perdendoci ci potremmo ritrovare?;-)


Buona domenica e non odiarmi!Sorriso

avatarsenior
inviato il 14 Luglio 2019 ore 19:28    

Ovviamente Dio è la natura


E altrettanto ovviamente per molti che credono in Dio non lo è;-)

user12181
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inviato il 14 Luglio 2019 ore 20:31    

"Ovviamente" si riferisce al discorso precedente. Cioè, quel discorso implica "ovviamente", chiaramente, evidentemente, una concezione panteistica. D'altra parte tutti sanno che Spinoza era panteista (non per fede dogmatica, ovviamente, era un filosofo e il suo pensiero addirittura procedeva more geometrico, cioè in modo rigorosamente deduttivo, come gli elementi di Euclide) superfluo dirlo. Ma allora perché l'ho detto? Non si sa mai, in fondo ripetere per amor di chiarezza ciò che tutti dovrebbero già sapere può annoiare, ma non fa male a nessuno. E poi io sono capace solo di ripetere ciò che quasi tutti sanno (e meglio di me).
P.S. Solo per continuare a dire cose che dovrebbero essere ovvie, "panteista" non significa "ateo". D'altra parte questo per secoli non fu affatto ovvio. Oggi però dovrebbe esserlo, spero.

avatarsenior
inviato il 14 Luglio 2019 ore 21:16    

D'altra parte tutti sanno che Spinoza era panteista
che tutti dovrebbero già sapere

cose che dovrebbero essere ovvie panteista" non significa "ateo"



Altre affermazioni assolutiste;-): Tutti chi?Eeeek!!! ovvie? Perchè?


P.S. per chi l'avesse letto ho modificato il post , ignorate il precedente

avatarsenior
inviato il 15 Luglio 2019 ore 9:57    

Ambrosia voc. Treccani: – 1. a. Nelle credenze mitologiche antiche, cibo dell'immortalità , di cui si nutrivano gli dei omerici (così come il nettare ne era la bevanda; ma secondo alcuni poeti, come Alcmane e Saffo, era essa stessa una bevanda): Pasco la mente d'un sì nobil cibo Ch'a. e nettar non invidio a Giove (Petrarca). Era anche un unguento destinato a medicare ferite e preservare i cadaveri dalla corruzione; si riteneva che gli dei se ne aspergessero e che avesse il potere di rendere immortali uomini o cose su cui fosse versata
MrGreen


Credenze mitologicheMrGreen: Mai visto diventare immortale qualcuno grazie all'ambrosia?;-)

Io dico che il dubbio è costruttivo se si ha una mente curiosa e se si vuole sapere e distinguere il vero dal falso indipendentemente da cosa ne pensa la maggioranza e le "menti eccelse".
Dal dubbio dovrebbe nascere la ricerca e dalla ricerca la Verità. La ricerca per essere valida deve essere condotta senza presunzioni e idee preconcette altrimenti si rischia di essere fuorviati e di cercarla nei posti sbagliati. Non sto parlando di verità scientifiche e dimostrabili con i metodi della stessa ma di tutte quelle verità relative agli interrogativi a cui la scienza non sarà mai in grado di rispondere come quello da te posto.


Inoltre anche nella ricerca scientifica quando una teoria viene screditata da qualche evento o esperimento viene dichiarata "non vera" e abbandonata o sostituita. Perchè allora accanirsi su un discorso che si è già dimostrato fallace? e che non regge?

avatarsenior
inviato il 15 Luglio 2019 ore 10:47    

Einstein dubitando si nutrì di ambrosia e divenne immortale.
Ah si? mi era sfuggutoMrGreen
Anche Hitler nel senso che intendi tu lo è diventato...Eeeek!!!

ci stiamo abbeverando tutti .
Vedo che stai imparando da Murmunto!;-)

i il vello l'hanno trovato ma dubito che abbia curato qualche "malato".
La vera ricerca non riguarda la cura del corpo ma della propria coscienza. Alla prima ci pensa la scienza, qui parliamo d'altro, almeno mi pare;-)

Non penso che tu abbia voglia di dialogare,
Se per te dialogare significa confrontarti solo con chi la pensa come te e ti da ragione allora hai ragione tu;-)

avatarsenior
inviato il 15 Luglio 2019 ore 12:00    

La mitologia ci racconta dell'incontro fra due anime cosi' diverse,come una sorta di idillio nel quale le tensioni dell'esistenza si acquietano,con un rapporto carmico o una sorta di regola del contrappasso,che cela un finale della vicenda spesso tragico.Penia la piu' povera e umile nel bisogno ha trovato un momento di incontro nella scaltrezza di Poros il piu' furbo e da questa uninione nasce Eros.In altre ricerce,che non ritrovo e sembrano cambiare ogni volta,emerge la figura di Eros come essere ne divino ne umano,ma malgrado la sua esteriorita' brama l'ingegno e la conoscenza.
La bramosia il desiderio è qualcosa che sembra alimentare anche il sentimento dell'odio,come cita la pagina di wikipedia si ritrova in nuovi fenomeni contemporanei come negli Haters, gli odiatori,la cui tensione si alimenta nelle discussioni virtuali.
Fra le atre cose ricordo che il fotografo di oggi è stato definito qualche volta ,molto piu' bravo e piu' furbo,con una migliore capacità di adattarsi alla tecnologia...ma con un "ma" non di poco conto... e molto alla lontana forse potrebbe richiamare la figura Poros.Invece Penia nell'ipotesi, rifugge la macchina nuova super tecnologica e forse forse con predilezione la "vera" fotografia dei tempi andati degli apparecchi,molto piu' semplici....

avatarsenior
inviato il 15 Luglio 2019 ore 12:27    

Perchè le nostre difficoltà
tendiamo ad attribuirle agli altri? Il benessere e la certezza sono forse meno prolifici
e se si assentano un attimo crolliamo?

Mi sembra una analisi lucida Ciantetto,alle volte perfino io sarei arrivato a tracciare un simile profilo puramente ipotetico...
Forse nella discussione quelle basi cosi' certe e sicure hanno un momento di esitazione nel quale potrebbe emergere una parte del sentore o del vero io....ma che è vero allo stesso modo,come le altre fotografie..
e allora "non lo sapevi che la fotografia mente per sua natura?"...di nuovo un soggetto terzo e mitologico sul quale proiettare sembianze e sentimenti umani.
Nella notte dei tempi del mito,ci sono dei divinità o figure non propriamente umane, che si interessano al destino degli uomini,ma non tutti,come colpiti dalle loro capacità,che si perdono nella narrazione nel mito.

avatarsenior
inviato il 15 Luglio 2019 ore 13:11    

Non si sa mai,ho ancora il mio libro di filosofia del liceo di seconda mano con le sottolineature,invece quelli di storia dell'arte se li sono pappati,spariti...
Adesso mi servirebbe la dea del fitness per rintracciare il gps cardio,imbucato in casa.


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