user51067
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inviato il 22 Giugno 2019 ore 14:23
Come dice Toscani, "Tutti siamo diventati fotografi", c'è una gran fame mai sazia di immagini. Io francamente tutta questa fame non l'ho, visto che ebbi a suo tempo fortuna di farmi una cultura fotografica almeno sufficiente grazie alle riviste specializzate. Ma vedo oggi un proliferare di mostre, esposizioni, aperitivi con foto, dove è difficile trovare qualità sufficiente a giustificare la spesa di un biglietto. Ho visto mostre a Roma francamente imbarazzanti, tirate su con fretta e approssimazione credo proprio sulla scorta di questa domanda famelica da parte dei nuovi appassionati. Tra l'altro (e qualcuno mi sputerà in un occhio, ma l'ultima di Mc Curry vista qualche anno fa a Perugia, benché allestita con gran lusso e gusto, presentava scatti a mio avviso per nulla "entusiasmanti"). Ma a parte lui, in generale, quello che vedo in giro esposto e anche pubblicizzato con grande pompa non è che sia tutto questo granché... P.S SU MC CURRY HO DATO UNA OPINIONE DEL TUTTO PERSONALE non vorrei scatenare sassaiole, ma mi pare che vada affinando più che altro la tecnica di Photoshop piuttosto che cercare nuova linfa fotografica... |
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inviato il 22 Giugno 2019 ore 14:40
Il concetto lo trovo giusto. Anche se la questione non dipende, secondo me, dalla domanda: dubito che sia un qualche "pubblico" a richiederle, tutte le mostre e gli aperitivi di cui parli E' che tutto è un circolo vizioso, a livello di sistema, e quindi le cose avvengono. Un circolo fotografico deve "muoversi", e allora organizza cose: non sono tutti fenomeni gli iscritti? Amen: si fa con quel che c'è. A questo punto basta fare una moltiplicazione per capire che in larga misura trattasi inevitabilmente di spazzatura (o giù di lì). Il fotografante è contento, il circolo ha creato qualcosa, quelli che vendono il catering guadagnano: tutti contenti Poi la fotografia magari perde un po' di dignità, ma non pare questione rilevante |
user51067
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inviato il 22 Giugno 2019 ore 14:49
Francesco, hai perfettamente ragione se mi limitassi ai "circoli" e "circoletti"... ma così non è. Tranne la bella parentesi di Paolo di Paolo al Maxxi di Roma o Gardin al Palazzo delle esposizioni, ho visto mostre in spazi espositivi di "grido" a Roma che avrebbero lasciato indifferente chiunque. Foto insignificanti poggiate sul muro con cornicette di Ikea e illuminate in maniera barbara, che per guardarle dovevi metterti a due metri di distanza in piedi su una sedia... Tutto questo non fa il bene delle fotografia e ancor più dei "social" convince il visitatore che allora anche lui è un bravo fotografo. |
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inviato il 22 Giugno 2019 ore 15:21
“ Poi la fotografia magari perde un po' di dignità... „ La fotografia ha perso dignità già dai tempi dei dagherrotipi. La faccenda è molto complessa ma l'argomento è anche oltremodo insignificante rispetto ai destini del mondo. In assoluto: penso che Toscani abbia ragione: "Tutti siamo diventati fotografi" nel senso che tutti abbiamo la vista e tutti possediamo un differente punto di vista (il nostro) che, in quanto tale... quello è, ed è anche insindacabile. Essendo la fotografia un'estensione del nostro senso della vista, va da sé che ogni nostro scatto sia ai nostri occhi 'IL Punto di Vista' (carattere maiuscolo), da quello, arrivare poi alla convinzione che si tratti di un capolavoro, il passo è breve. No problem... quisquilie... pinzillacchere, direbbe il Conte Antonio de Curtis. Inezie... appunto. P.S: oggi piove |
user51067
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inviato il 22 Giugno 2019 ore 15:37
Ok Gsabbio, ma il tema sul quale mi sono interrogato non è tanto “la convinzione di essere un genio” che quella ce la abbiamo tutti, quanto: chi organizza mostre o esposizioni fotografiche si pone un problema di carattere qualitativo o vuole solo attrarre visitatori? È scontata la risposta? Malissimo! Perché così si perde il senso di una fotografia di un certo livello |
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inviato il 22 Giugno 2019 ore 16:19
Un tempo feci una mostra... (mi chiesero di farla) Le foto vennero stampate malissimo, dissi di correggerle ma non lo fecero. Me ne vergogno ancora oggi... Per mia esperienza, spesso, chi organizza non ha un'idea concreta di quello che sta facendo, nel senso che non possiede appieno la capacità ed il senso critico per svolgere il suo lavoro. Ma il 'senso critico' non è una regola assoluta o un'unità di misura... Le conseguenze di un lavoro approssimativo sono spesso negative, fin anche al punto da far crollare i ponti o cedere le dighe. Così, a volte, capita che anche la fotografia di qualità ci vada di mezzo. |
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inviato il 22 Giugno 2019 ore 16:58
“ La faccenda è molto complessa ma l'argomento è anche oltremodo insignificante rispetto ai destini del mondo. „ In effetti.... Anzi, per estensione direi che si potrebbe ragionevolmente chiudere il forum |
user51067
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inviato il 22 Giugno 2019 ore 17:18
“In effetti.... Anzi, per estensione direi che si potrebbe ragionevolmente chiudere il forum ;-)” O internet |
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inviato il 22 Giugno 2019 ore 17:35
“ La fotografia ha perso dignità già dai tempi dei dagherrotipi. „ |
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inviato il 23 Giugno 2019 ore 8:26
mah, io penso che la fotografia stia ripercorrendo la china dell'editoria. Una volta ti pagavano e ti stampavano il libro soltanto se questo valeva qualcosa e se poteva guadagnare. Oggi ti stampano il libro pure se e' sgrammaticato. E' sufficiente che l'autore cacci 3-4000 euro e si fa. Poi, se restano 5000 copie invendute in cantina… chissenefrega. Lo vediamo con le pubblicazioni scientifiche… non ti pubblica nessuno perche' non sei in grado di mettere giu niente di decente? poco male, ti fai una vacanza in India. La' con due lire e' possibile aprire in una settimana una casa editrice dal nome altisonante.. e pubblicare i tuoi dieci studi di nessun interesse. A quel punto sei un professionista che ha pubblicato a tutti gli effetti. La fotografia e' sullo stesso piano… il gallerista deve vendere lo spazio espositivo… e lo fa. Tra l'altro… la compravendita di fotografie e' un ottimo sistema per pagare tangenti…o per drenare fondi pubblici Assessore.. che fa? mi aiuta con quel progetto?... ah si bene .. potremmo organizzare quella mostra di fotografia per sua nipote.. sono sicuro che i suoi paesaggi andranno a ruba. Certi film finanziati con il contributo (quasi tutti quelli italiani oramai) gridano vendetta. Mi sembra che ci sia una sorta di "squadra" d'assalto… escono con un film finanziato ogni tot mesi. Tutte repliche della stessa trama. |
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inviato il 23 Giugno 2019 ore 9:42
Salt concordo con te ampiamentr fino alle penultime righe.. ma se in italia viene prodotto qualche film decente (per il cinema non per la televisione) é anche merito di rai cinema che permette a buoni registi o sceneggiatori di produrre qualcosa divqualitativo anche se non hanno i mezzi e lebconoscenze. E facile produrre per ezio greggio e chi non lo farebbe per pino e amedeo o frank matano che ( a parte il fatto che soldi ne hanno) sono in voga e la loro demenzialita piace |
user51067
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inviato il 23 Giugno 2019 ore 10:21
Di film non mi intendo molto. Anzi quasi nulla. Ma anche qui, se Frank Marano ed Ezio Greggio hanno la meglio ... anche se è vero che grazie ai finanziamenti vengono prodotti film di qualità che non hanno molto seguito (il ragazzo meraviglioso... Lazzaro felice ecc)... Ma rimanendo nell'ambito fotografico, se adesso va in onda addirittura un talent sulla fotografia, significa che il settore tira e quando tira inevitabilmente si butta dentro di tutto, alle sagre paesane, ai santi Patroni... |
user146073
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inviato il 23 Giugno 2019 ore 16:29
Questa discussione mi fa pensare ad una canzone di Sergio Endrigo: “ Una bella signora già abbronzata Sbadiglia e dice preoccupata La povera gente ci intorbida l'acqua Un tempo non era così La povera gente ci intorbida l'acqua Un tempo non era così Sì sì signora siamo tutti Tutti principi in vacanza „ Per me la quantità favorisce la qualità. Mi spiego meglio; più produzione c'è più possibilità di scelta abbiamo. Più produzione più condivisione. Più produzione più confronti. Più produzione più selezione. In sintesi per me è un bene che tanti facciano foto e mi auguro che siano sempre più, sarebbe positivo per tutti quelli che come noi sono appassionati di fotografia. |
user51067
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inviato il 23 Giugno 2019 ore 16:53
Punti di vista. Ora la quantità è diventata sovrabbondanza e lo si vede anche dai contenuti di questo sito, un tempo molto più selettivo per quanto riguarda la qualità degli scatti proposti... |
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inviato il 23 Giugno 2019 ore 18:16
Tutto può essere, ma spesso i critici, veri o improvvisati, sbagliano. E' sempre difficile discutere di arte. Gli impressionisti, al loro apparire, furono derisi, più che criticati. La qualità tecnica delle loro opere era considerata infima, il significato inesistente. Ecco cosa racconta Louis Leroy, in ”L'esposizione impressionista”, ne Le Chiarivari, 25 aprile 1874: osai recarmi alla prima mostra sul boulevard des Capucines assieme a Joseph Vincent, paesaggista, allievo di Bertin, premiato sotto diversi governi. Vogliate solo dirmi che cosa rappresentano quelle striscioline nere in basso”. “Ma” risposi “sono persone che passeggiano”. “Sicché, quando passeggio per il boulevard des Capucines appaio così? Fulmini di Giove: ma, insomma, vi prendete forse gioco di me?” Gettai un'occhiata all'allievo di Bertin, il cui volto era adesso di un rosso cupo. Ebbi il presentimento di una catastrofe imminente; doveva essere Monet a dargli il colpo finale. “Ah, eccolo, eccolo!” esclamò dinanzi al n. 98. “Che cosa rappresenta questa tela? Guardate il catalogo”. “Impressione, sole nascente”. “Impressione, ne ero sicuro. Ci dev'essere dell'impressione, là dentro. E che libertà, che disinvoltura nell'esecuzione! LA CARTA DA PARATI ALLO STATO EMBRIONALE È ANCOR PIÙ CURATA DI QUESTO DIPINTO” |
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