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tra diritti degli animali e uova al bacon


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avatarsenior
inviato il 07 Maggio 2019 ore 16:50    

l'argomento è complicato dal fatto che l'uomo vi si inserisce dentro, tra gli aspetti della catena alimentare e il riconoscimento dei diritti delle specie non umane.
Qualcosa stona e qualcos'altro urla.
Molti stati riconoscono gli animali come esseri senzienti, non l'Italia. Ma io vorrei estendere il discorso.
è fuori di dubbio che anche l'uomo fino a tempi recenti facesse parte di una catena alimentare e veniva mangiato in modo naturale dai grandi predatori. Oggi siamo all'apice di tale catena e raramente siamo mangiati. Noi mangiamo, vegetali e animali.
Contemporaneamente abbiamo acquisito sempre più una comprensione dell'altro, del non umano, ahimè, forse troppo spesso solo per gli aspetti umani che riconosciamo negli animali, ma non solo.
Mentre Crozza - Germidi Soia griglia solo peperoni consenzienti, il nostro gatto, pappagallo o cane che sia, merita un amore smisurato se non con la cifra della fattura del veterinario.
Forse è proprio grazie agli animali da compagnia che si è amplificata la sensibilità verso gli altri, e un po' anche verso tutto il mondo naturale, vegetali inclusi.
Da una parte c'è l'ottimo branzino, la squisita cotoletta, dall'altra c'è una coscienza, un'empatia, uno stato di diritto e di leggi, un'evoluzione verso un senso "genitoriale" nei confronti dei sempre bisfrattati animali.
Tanto amore verso il nostro gattino si traduce nel fornirgli altri animali per nutrirlo.

Gli animali possono amarsi anche tra specie che in natura sono predatore e preda.
Come se ne esce rispettando sia la nostra natura d'onnivori, sia la nostra natura d'esseri che evolvono verso il bisogno di non sentirsi dei mostri insensibili sordi e ciechi? e non vorrei fosse escluso dal discorso il mondo vegetale.

è possibile ed è corretto fare una scala sui diritti degli animali?
Molti si dicono NON SPECISTI, ma poi non mettono certo sullo stesso piano il protozoo che uccidono battendo le mani e il cagnolino che potrebbero ammazzare investendolo con l'automobile.

avatarsenior
inviato il 07 Maggio 2019 ore 19:03    

Discorso interessante. Da onnivoro non posso certo fare il benpensante e dire ad esempio che gli agnelli non andrebbero uccisi, quando a Pasqua mi ritrovo a tavola l'agnello cucinato e lo mangio. C'è un però, gli animali vanno sempre e comunque rispettati, anche quelli che vengono macellati per finire tra le nostre "fauci", devono cioè avere una vita dignitosa ed una morte che gli procuri meno sofferenza possibile.
Personalmente sono contrario alla caccia, ma posso ancora ancora capire il cacciatore che esce per prendere una lepre od un fagiano per poi cucinato e mangiarlo, mi inorridiscono invece le mattanza, ovvero il cacciare per il gusto di uccidere per poi regalare gli animali presi o nel peggiore dei casi buttarli.

La sensibilità verso la natura e nello specifico gli animali non è cosa nata ieri. Agli inizi del '900 un'associazione di volontari salvò i bufali americani dall'estinzione. Se non ricordo male ho letto che ne erano restati appena 500 esemplari, dei milioni presenti prima dell'arrivo degli occidentali.

Negli ultimi giorni si è letto anche di quella coppia di cigni il cui maschio fu ucciso a bastonate da dei balordi e la femmina lasciatasi morire di inedia poco dopo per l'assenza del compagno. Leggendo queste notizie viene da chiedersi (almeno a me), chi sia l'animale ovvero la bestia.

avatarjunior
inviato il 07 Maggio 2019 ore 19:19    

Argomento scottante dove è difficile districarsi.
A mio modestissimo parere il problema non è mangiare gli animali, lo abbiamo fatto da sempre, ma il rapporto che abbiamo nei loro confronti.
La crudeltà, la violenza, la tortura ecc sono aspetti che nulla hanno a che vedere con la sussistenza.
Ovvio anche la sussistenza deve avere metodi "non violenti" altrimenti si torna alle voci prima citate.
Infine sulla razza umana io penso che sia la più dannosa in generale per il pianeta terra e per se stessa.

avatarsenior
inviato il 07 Maggio 2019 ore 20:06    

ok, mi permetto, non me ne vogliate, di semplificare molto questi due interventi.
la natura dell'uomo lo vede come animale onnivoro. Se un gatto può fare amicizia con un topo si dimostra che l'amore può trascendere la catena alimentare nota.
Ma allo stesso tempo, se il gatto è nello stato di natura caccia topi e se ne sfama.
Allo stesso modo possiamo collocare l'uomo, la sua natura e i suoi comportamenti empatici.
Dal momento che abbiamo senno però sarebbe corretto fare vivere in modo quantomeno dignitoso tutti gli esseri viventi che poi ci danno sostentamento.
spero di non aver banalizzato...

Ma adesso voglio spostarmi in un terreno più spinoso.
Alcuni animali hanno comportamenti che ci fanno intuire che il loro livello di autocoscienza è maggiore di altri.
Un gorilla o uno scimpanzè danno prova della percezione di sè stessi davanti ad uno specchio, altri animali no. Anche l'elefante ha dato tale prova.
è stato dimostrato disegnando sulla loro fronte un puntino rosso, loro cercano di rimuoverselo, sanno che quello che c'è allo specchio sono loro stessi.
Esempi di autocoscienza.
Noi non macelliamo questi animali per nutrircene ma se lo facessimo che individui saremmo?
Si pone la domanda di quello che facciamo e se ha senso farlo. Ha senso mangiarsi animali che magari non sono dotati di questo talento ma che comunque dimostrano un elevato sviluppo intellettivo?
Stiamo commettendo in qualche modo, concedetemi il termine, una sorta di cannibalismo?
So bene che non si tratta di cannibalismo, cannibalismo sarebbe se mangiassimo un altro essere umano.
Ma in senso esteso, cosa stiamo facendo?
Sappiamo bene che moltissime specie sono capaci di gesti empatici nei nostri confronti, alcuni straordinari.
Ci mettiamo tranquilli dicendoci che sono i cinesi che mangiano i cani, non noi.
Ma fino a cosa/chi, siamo disposti a mangiare?
il cane no, daccordo, il gatto, fino a qualche tempo fa in alcuni luoghi d'Italia era pratica comune, oggi per lo + sembra un abominio.
e i cavalli?
Darei per scontato che chi pratica i maneggi (pochi) non si nutre di cavalli, conoscendoli...
Quindi se approfondisco, se conosco, evito?
Allora i maiali, le galline, i conigli?
Abbiamo una certa alimentazione solo fino a quando non conosciamo meglio?

user177356
avatar
inviato il 07 Maggio 2019 ore 20:25    

Io credo che non ci sia modo di essere specisti, essendo parte di una specie. Lo è il leone e lo è la gazzella.

L'umana compassione per il nostro simile ha una motivazione evoluzionistica, ma l'empatia per soggetti non appartenenti alla specie umana è un costrutto intellettuale. La necessità di non causare sofferenze inutili ad altri esseri viventi è per noi stessi, per essere coerenti con le nostre convinzioni etiche. È giusto perché fa bene a noi. Quindi ben venga anche quando l'essere vivente è una formica invece del vicino di casa o del collega.

La nostra vera responsabilità, però, è a livello di specie e nei confronti del pianeta. A me importa poco della sofferenza della singola aragosta che mangio, m'importa che le aragoste (o qualsiasi altraspecinon si estinguano.

E sono vegetariano.

avatarsenior
inviato il 07 Maggio 2019 ore 20:30    

Andando in dietro nella storia l'uomo in alcune regioni del mondo cacciava e si sfamava con la carne di Mammut, un parente stretto dell'elefante. Alcune tribù in Africa credo caccino tutt' ora gli elefanti per sussistenza. In regioni remote della terra dove non si pratica l'agricoltura o l'allevamento, penso alle regioni polari, si cacciano e si mangiano gli animali che si trovano in quel territorio che essi siano alci, volpi, foche, topi muschiati ecc...

Nel medio Oriente e successivamente nel mondo occidentale credo che la discriminante tra quali siano gli animali da mangiare e quali no sia nata con la pratica dell'allevamento. Alcuni animali si prestavano meglio di altri per essere allevati e probabilmente anche il sapore delle loro carni era migliore rispetto ad altri, altri si prestavano meglio come animali da compagnia, da guardia, da traino ecc...
Poi ci sono le religioni. Nell'antico Egitto il gatto era sacro, in India tutt'oggi la vacca è sacra, per Ebrei e Mussulmani il maiale è un animale impuro, e quindi vietato, ecc...
Poi ci sono usanze e culture diverse. Per i coreani il cane è una prelibatezza, molti asiatici mangiano gli insetti, e si potrebbe continuare.



avatarsenior
inviato il 07 Maggio 2019 ore 20:53    

@TheRealB
provo a ripercorrere il tuo pensiero ma cambio l'attore.

i suricati hanno compassione per i loro simili per una motivazione evoluzionistica, ma l'empatia per soggetti non appartenenti alla stessa specie è un costrutto intellettuale, per questo esistono cagne che allattano gattini. La necessità di non causare sofferenze inutili agli umani del branco è intrinseca al cane che si sente parte del branco in una famiglia d'umani, per essere coerente con le sue attitudini sociali. È giusto perché fa bene a lui. Quindi ben venga anche quando l'essere vivente è una formica invece del vicino di casa.

che effetto ti fa?

avatarsenior
inviato il 07 Maggio 2019 ore 20:59    

@Bruno77
quindi in alcuni ambienti necessità impone il consumo di animali, anche "emancipati".
Gli amimali destinati al macello sarebbe forse stati deprivati del potenziale di un cane o di un gatto nel dare affetto? Dal video che ho postato non direi.
La religione è un solco in cui fare convergere (antichi egizi, moderni newage) un pensiero, ma io in questo momento invito a liberarsi da qualsiasi sovrastruttura e pensarci su.

avatarsenior
inviato il 07 Maggio 2019 ore 21:39    

@Ooo
Il mio ultimo intervento voleva essere da osservatore asettico, non inendevo dare nessun giudizio di mertito rispetto all'empatia che può trasmettere un animale rispetto ad un altro. Anche perchè quello che può essere empatico per noi non è detto che lo sia per altri, vuoi per cultura, tradizione, religione (anche se può non piacere la religione condiziona la vita e le abitudini di milioni se non miliaridi di persone).

Poi ci sono animali che più di altri fin dalla notte dei tempi si sono adattati a convivere con l'uomo, i cosidetti animali domestici, ma questo non vuol affatto dire che ad esempio un maiale (animale per altro inteligentissimo), non possa dare lo stesso affetto all'uomo se abituato fin da piccolo a vivere con l'uomo, anzi. Semplicemente è più usuale avere in casa un gatto o un cane rispetto ad un maiale.

user177356
avatar
inviato il 08 Maggio 2019 ore 0:28    

che effetto ti fa?


Nessuno. Proprio perché non credo che l'uomo abbia un particolare primato rispetto agli altri animali, non penso che debba porsi particolari scrupoli morali nei confronti dei singoli esponenti di altre specie. L'unico dovere è autolimitarsi nella sua capacità di distruggere l'ecosistema (capacità che lo distingue, questa sì, dagli altri animali).

A proposito di idiosincrasie alimentari, anche quelle sancite dalle religioni, consiglio "Buono da mangiare" di Marvin Harris: www.einaudi.it/catalogo-libri/antropologia-e-religione/antropologia/bu

avatarsenior
inviato il 08 Maggio 2019 ore 9:31    

ho la sensazione che non si riesca a penetrare l'argomento...Sorry
Guardiamoli un po' dritti negli occhi certi animali, conosciamoli...

io mangio carne ma rifiuto di mangiare cavallo.
è successo che una volta in una stalla per il caldo mi ero tolto il maglione e lo avevo poggiato sulla spalla, poi mi sono avvicinato ad un cavallo oltre la stecca e l'ho accarezzato sul muso per 3 minuti, passando avanti c'era un altro cavallo ma io andavo.
Lui ha preso con la bocca il mio maglione e l'ha gettato via.
Ho cominciato a riflettere, non conoscevo i cavalli.
Poi ho avuto modo di conoscerli meglio.
oggi se mangiassi cavallo mi sentirei un mostro.

Mi domando se è solo l'ignoranza che riesce a farmi apprezzare prosciutti e bistecche.

avatarsenior
inviato il 08 Maggio 2019 ore 12:18    

senza dubbio è un argomentaccio da evitare.

user177356
avatar
inviato il 08 Maggio 2019 ore 13:01    

Si tratta di un argomento sul quale è difficile discutere in modo non emotivo: dalla relazione personale con certe tipologie di animali all'abitudine a certi tipi di cibo. Nulla di razionale.

avatarsenior
inviato il 08 Maggio 2019 ore 13:47    

beh… io cerco di mangiare solo carne cresciuta in modo "felice".
Credo che mangiare animali non sia diverso dal mangiare pomodori.
Credo che quel che conta sia come gli animali vengano allevati e come macellati.


Anche andare in una serra e vedere piante di pomodoro allevate in modo idroponico raggiungere lunghezze di quasi trenta metri, o vedere piante di zucchine tirate a produrre due zucchine al agiorno da' l'idea di terrore e costrizione.


P.S. quella che si vede nel filmato non e' amicizia tra uomo e animale. E' imprinting e addomesticamento.

Sono tecniche di allevamento ben diverse dall'amore per gli animali.

avatarsenior
inviato il 08 Maggio 2019 ore 17:49    

Credo che quel che conta sia come gli animali vengano allevati e come macellati.

non riesco proprio. MrGreen
per carità, la pensiamo allo stesso modo.
Prova però a immaginare un'esperienza assurda.
Ti invitano a cena, un ottimo secondo.
Hai fino di cenare e dici:
"ottimo questo stufato, ma non ho capito di cos'era".
Immaginando che sia legale. Risposta che non è uno scherzo:
1. cane.
2. scimpanzè.

tue reazioni?
A parte eventuali disgusti e nausee che è soggettivo, come ti senti a mangiare uno di quei due animali?
il fatto che i cani danno tanto amore ai loro compagni è motivo di repulsione per averlo mangiato?
Il fatto che uno scimpanzè sia un essere senziente, che riconosce sè stesso allo specchio, che abbia delle mani, che ti somigli, è motivo di repulsione?

è questa la questione cui si continua a girare intorno...
che reazioni avresti/avreste?

Che cosa ne pensi di questo argomento?


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