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inviato il 10 Gennaio 2019 ore 14:39
Buongiorno Giuliano, mi permetto di disturbarLa per un quesito. Ho visto che ha parecchia attrezzatura analogica, in particolare Rollei e Zenza bronica 6x6. Vorrei acquistare una 6x6 per un uso saltuario con pellicola bn cosa consiglia tra le due, considerando anche il rapporto qualità prezzo dell'usato? La Zenza farà rimpiangere la Rollei e le sue ottiche Zeiss? Come affidabilità tra le due quali sono i modelli più robusti e riparabili...? Ho visto anche che non ha Hasselblad, forse perchè andrebbe a sovrapporsi a Rollei o ci sono altri motivi? Grazie se troverà il tempo per rispondere. Le auguro un buon anno Ciao, nessun disturbo, ci mancherebbe, se ti va ci diamo del tu, come usa qui sul forum. Buon anno anche a te. Zenza aveva alla fine prodotto tre serie di fotocamere di vari formati (4.5x6, 6x6, 6x7), ciascuna dotata di un sistema completo e perfettamente modulare. Veniva costruito un corpo base con alcune varianti motorizzabili (non il 6x7), con dorsi, vari mirini (con esposimetro incorporato e senza) e ottiche intercambiabili. Ho sentito dire che queste le costruiva Tamron (mentre prima lo faceva Nikon). Qualità ottima, non sfigurava assolutamente; si trattava di obiettivi ad otturatore centrale. Costi alti per un sistema completo. La Rollei aveva due sistemi 6x6, uno ad otturatore centrale sull'ottica (serie 6000) e uno a tendina (serie SL66). Il primo, bellissimo, era molto tecnologico e prestante. Gli ultimi modelli, con esposimetro molto sofisticato, e motore incorporato, e tutti gli accessori possibili e immaginabili, compresi eccezionali dorsi intercambiabili con volet incorporata. Ottiche di gran classe, alcune Zeiss (esistenti anche per Hasselblad) in versione Rollei ma con un sistema antiriflessi dato per migliore del T* della Zeiss. Altre prodotte da Schneider Kreuznach, di classe almeno altrettanto elevata, alcune uniche nel loro genere per qualità e luminosità in un sistema ad otturatore centrale (50/2.8, 80/2.0, 180/2.8, 300/4, ovviamente costosissimi). Il secondo sistema, simile ad Hasselblad, senza motore, ma, negli ultimi modelli con esposimetro incorporato, con in più un soffietto incorporato che porta la messa a fuoco minima a valori macro con tutte le ottiche, e in più è basculabile, per il controllo della prospettiva, unico nel suo genere. Ottiche adeguate, accessori di ogni tipo tranne la motorizzazione. Entrambi i sistemi costosissimi. Pur apprezzandola, non ho mai amato Hasselblad per i costi eccessivi e soprattutto una certa complicazione nell'avere infine un sistema completo e facilmente utilizzabile come una 35mm. Alla fine un sistema completo dotato di tutti gli automatismi lo fecero, ma a prezzi veramente proibitivi. Infatti quello che si trova normalmente è il modello base, privo di qualsiasi ausilio, che però spesso è ciò che cerca chi si avvicina per la prima volta al medio formato. Ognuno di questi sistemi è in grado di offrire prestazioni professionali, comunque la classifica di robustezza vedrebbe al primo posto 1) Hasselblad, soprattutto CM, in quanto sistema totalmente meccanico 2) Rollei SL66, anch'esso totalmente meccanico 3) Rolleiflex serie 6000 (modelli da 6006/2 in avanti) ma solo per la dipendenza dalle batterie 4) Zenza Bronica In sintesi, una qualsiasi di queste macchine è ampiamente in grado di soddisfare qualunque esigenza di fotografia analogica. Per dire qualcosa della mia esperienza personale, negli anni 80 ho usato per un paio d'anni una Rollei 6006 con obiettivo normale, due batterie e due dorsi. Mai sbagliata o persa una foto, esposizioni perfette, trascinamento eccezionalmente preciso e costante, dorsi splendidi. L'impossibilità dopo due anni di trovare obiettivi e accessori d'occasione (cercavo soprattutto un mirino) mi scoraggiò e così la diedi via. Passai a Zenza Bronica con un sistema acquistato nuovo basato su fotocamera SQAi con pentaprisma esposimetrico di ultima generazione con esposizione manuale, automatica, spot, e ttl flash. Anche questo precisissimo e funzionale. Poi trovai un corpo come nuovo d'occasione. Ottiche 40, 80, 150, 180, 500, 2x. Poi, a digitale esploso, nel 2004, non seppi resistere a una eccezionale occasione di una 6008i2 nuova con 50, 80, 150, con valigia originale, cui ho aggiunto 120 macro, 180/2.8, 350, 1.4x, 2x. Poi ho trovato una vecchia, ma come nuova, 6006 con parecchi accessori, fra cui l'agognato mirino. Infine ho rilevato veramente a poco una bellissima 6003p con 50, 80, 150. Macchine veramente fantastiche. La 6008i2 con l'esposimetro incorporato più preciso e sofisticato mai fatto, con tutte le priorità possibili, program, tempi, diaframmi, e misurazione a matrice, media, spot, multispot, e ttl flash. Queste pur molto sofisticate macchine hanno un funzionamento di una costanza e precisione esemplari, con risultati veramente entusiasmanti. Su 200 scatti fatti in una estate, neanche una esposizione sbagliata, cosa che invece mi accade con le migliori Canon. Un plauso speciale poi alla 6003p, una versione molto semplificata della 6008, in una edizione speciale con dorso ridotto, che ne fa un insieme piccolo e compatto da non credere. La macchina e tre ottiche stanno in una borsettina molto piccola, disponendo così di un sistema molto potente e versatile in pochissimo spazio. Infine ho un sistema Pentax 645, sia analogico che digitale, ma visto che non me l'hai chiesto, sorvolo. Questo è quanto. Siccome ritengo la tua domanda di interesse generale, ti chiedo se ti dispiace che la pubblichi, omettendo ovviamente i tuoi dati, in un post qui su Juza. Cordiali saluti Leone Giuliano Grazie tante Giuliano, pubblica pure ciò che vuoi è una bella sintesi competente e piena di informazioni. Se ho ben capito consigli di cercare una Rollei SL66 meccanica ed eventualmente, a trovarla una Rollei 6003p? Buona giornata e grazie ancora. Della SL66 ti consiglio gli ultimi modelli con la E, che sta per esposimetro incorporato. Non molto comuni, comunque se a posto sono eccellenti. Poche ottiche d'occasione, ma a prezzi stracciati se le trovi. 6003p bella perchè più compatta, ma anche 6008, se trovi una buona occasione. Ovviamente le Hasselblad vanno pure benissimo, ma se vuoi esposimetro e automatismi di esposizione 203 fe o fa costano ancora molto. Però trovi più materiale d'occasione, cui però occorre prestare attenzione se molto usato. |
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inviato il 10 Gennaio 2019 ore 15:34
Qualcun altro vuole raccontare la sua esperienza? |
user148740
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inviato il 10 Gennaio 2019 ore 15:38
la sl66 è l'unica macchina per la quale avrei fatto le corna alla mia amata rolleiflex planar 3.5. esteticamente era bellissima |
user120016
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inviato il 10 Gennaio 2019 ore 16:55
Ciao Giuliano. No ho esperienza con le Bronica e con le Rollei di cui hai scritto tu. L'unica che utilizzo è una Rolleiflex con planar 75 mm f/2.8 e dunque biottica a lenti non intercambiabili. Non so se posso raccontare la mia esperienza fondamentalmente con Pentacon six e Mamiya con piccolo sconfinamento in Hasselblad, se non vado OT... |
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inviato il 10 Gennaio 2019 ore 17:41
@ Ilbradipo, ce l'ha un mio amico presente sul forum, oltre che bellissima è tecnicamente notevole, vediamo se interviene per dirci qualcosa, tu intanto, se ti va, parlaci della tua esperienza con la biottica Domenico, ma che off topic, vai tranquillo, si parla di medio formato a tutto campo, anch'io ho una bella Rollei Tessar 3.5 (usata quasi mai ) dai raccontaci tutto |
user148740
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inviato il 10 Gennaio 2019 ore 17:55
Beh che dire, inanzitutto è proprio diverso il modo di fotografare rispetto a una reflex, la biottica la tieni attaccata alla pancia, le foto che ci fai per me sono diverse anche per questo... è più "scollegata" dal cervello. Oltre alla posizione influisce anche che l'immagine che tu guardi è specchiata, le scritte le vedi al contrario etc. Per il resto il planar 3.5 è un obiettivo magnifico, plastico e tridimensionale. Al formato quadrato bisogna abituarsi ma è un'insegnamento alla composizione che deve essere perfetta per reggere. dal punto di vista operativo io la usavo senza esposimetro ormai esaurito, e non c'era molto di più tempi diaframmi manopola per avvolgere la pellicola e scatto. Quello che mi stava su è che tempi e diaframmi erano accoppiati, nel senso che se giravi la girella dei diaframmi variava anche i tempi, dovevi premere una levettina per cambiare esposizione. Non è un grosso problema se non che alcune varianti non te le lasciava impostare, tipo tempi lunghi e diaframma chiuso. Ma la guardavi e le perdonavi qualsiasi cosa tanto era bella. |
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inviato il 10 Gennaio 2019 ore 18:02
Come percepisci la resa rispetto a macchine e soprattutto ottiche più moderne |
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inviato il 10 Gennaio 2019 ore 18:10
Dunque…secondo la mia esperienza e parlando di fotcamere che ancora possiedo Rollei biottica, splendida macchina, funziona benissimo senza difetti per decenni. A patto di usarla spesso. Zenza bronica 6x4.5 Attenzione alla contattiera che trasmette i segnali tra obiettivo e corpo. E' in bachelite, con l'eta' si crepano tutte e i contatti non lavorano bene. Ve ne accorgete perche scatta solo piu ad 1/500. Ripararla senza una nuova contattiera e' pressoché impossibile. Tocca trovare un corpo donatore la contattiera e' uguale per corpo etr ed etrs. Attenzione anche alla sede della pila sotto la pancia del corpo. Molte sono ossidate. Attenzione a chiudere il magazzino. Quando si cambia pellicola il magazzino ha un punto esatto in cui si chiude senza nessuno sforzo, ma se non lo trovi e cerchi di forzare fai danni. hasselblad sono muli che possono essere utilizzati per rompere le noci o piantare un chiodo. Attenzione a non lasciare il Volet inserito nel magazzino per lungo tempo. Pena dover cambiare le guarnizioni a tenuta di luce. |
user7851
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inviato il 10 Gennaio 2019 ore 18:25
Se potesse interessare, qui una Zenza Bronica ETRS con ZENZANON f/2.8 75mm www.mscfoto.it/mscforum/viewtopic.php?f=11&t=25304 Io ci sto facendo un pensierino, certamente qualche scatto lo farò, ma poi va in collezione. |
user7851
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inviato il 10 Gennaio 2019 ore 18:30
Domenico Mancuso ha scritto “ L'unica che utilizzo è una Rolleiflex con planar 75 mm f/2.8 e dunque biottica a lenti non intercambiabili. „ Ti capisco perfettamente, infatti tre o quattro rullini l'anno li faccio con l' Autocord di Minolta. |
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inviato il 10 Gennaio 2019 ore 20:19
Io posso dare il contributo su una yashica mat 124G. Si tratta di una biottica copia sputata della Rolleiflex 3.5 a parte sil sistema esposimetrico. Il gruppo ottico legato al pozzetto è un f2.8 mentre quello associato al negativo è uno schema tessar. È una macchina molto economica ma performante in termini di resa, sicuramente più abbordabile rispetto a biottiche più blasonate come rollei o mamiya, ma come detto, data resa ottima |
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inviato il 10 Gennaio 2019 ore 21:18
Se posso spezzare una lancia a favore della Zenza, appena acquistata (un modello S2 meccanico), con ottica Nikkor HC 75mm f/2.8 di derivazione Planar (ma piuttosto rara), penso offra un rapporto qualità prezzo quasi imbattibile per cominciare nel medio formato senza svenarsi. |
user120016
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inviato il 10 Gennaio 2019 ore 22:24
“ Domenico, ma che off topic, vai tranquillo, si parla di medio formato a tutto campo, anch'io ho una bella Rollei Tessar 3.5 (usata quasi maiMrGreen) dai raccontaci tutto ;-) „ Molto volentieri! Premetto che trovo un fascino molto particolare nel medio formato, non solo per la ricchezza del dettaglio rispetto al 35 mm ma soprattutto, credo, per il formato quadrato del negativo (infatti, a parte una 4,5x6 di cui dirò, uso solo ed esclusivamente il 6x6). Dal punto di vista concettuale mi piace suddividere la mia esperienza con il MF in due parti: le biottiche e le reflex. In effetti ho iniziato proprio con una biottica e proprio la Yashicamat 124G di cui ha scritto Durden e che attualmente uso ancora (almeno un paio di rulli all'anno per non lasciarla ferma...). Appena le mie finanze me l'hanno permesso, ho fatto il passo verso la Rolleiflex, acquistata usata ad un prezzaccio, rimessa a posto e... beh, un fascino senza tempo ed una qualità superlativa. Unico limite, la lente non intercambiabile. E tale limite mi ha spinto a cercare qualcosa dalla filosofia identica ma con più scelta dal punto di vista del linguaggio fotografico. E così ho scoperto la meravigliosa Mamiya C330 Professional f. Per chi non la conoscesse, invito a dare uno sguardo a questa esaustiva review: www.italianfilmphotography.it/mamiya-c330/ Come leggerete nel testo, non è certo la snella Rolleiflex, anzi, è una sorta di mattone refrattario di oltre 2 Kg, con ottica standard e pozzetto. Con pentaprisma e 250 mm supera i 3 Kg... Ma a parte questo, la sensazione di solidità che trasmette è eccezionale, così come l'affidabilità (tutta meccanica, niente elettronica e niente fronzoli) e la qualità delle sue ottiche. In dotazione aveva il normale (80 mm) a cui ho subito affiancato un grandangolare (55 mm). Negli anni ho poi acquistato il 135 mm ed infine due mediotele da ritratto: il 180 ed il 250 mm. In catalogo esistono anche un 65 ed un 105 che non ho mai pensato di acquistare perché non troppo differenti dalle lenti che già possiedo. Gli accessori che invece ritengo irrinunciabili sono il mirino pentaprismatico per i generi un po' più dinamici ed il paramender che, correggendo l'errore di parallasse, consente addirittura la possibilità di scatti macro con una biottica. Impensabile altrimenti... Sul versante reflex, ho avuto la fortuna di ereditare una Hasselblad 500 C/M con il suo 80 mm Planar. Ottima macchina che dopo 43 anni di vita scatta come il primo giorno ma... un po' per via dei costi proibitivi, un po' perchè non è scattato pienamente il feeling, alla fine, a parte un 50 mm (molto molto bello), non ho acquistato altre ottiche e mi limito ad usarla solo per paesaggistica e qualche ritratto ambientato. Invece, come sistema reflex MF ho sviluppato in maniera estesa il Pentacon Six. So che mi ricoprirete di insulti perché si tratta di un corredo molto più plebeo ma che devo dire? A me piace. Indubbiamente, come tutti sanno, le pentacon six, di produzione ex DDR, hanno un problema di trascinamento non uniforme della pellicola che tuttavia si può facilmente ovviare con una modifica dello sportello posteriore, con introduzione di una finestrella rossa che consente di leggere lo scorrimento dei fotogrammi. Per il resto, solide come un carro armato, mi hanno consentito di scattare bellissime foto dell'aurora boreale in Lapponia, a -30°C mentre tutte le reflex e mirrorless digitali si arrendevano al generale inverno... A chi le attribuisce un peso ed un ingombro eccessivo, posso dire che non differisce molto da una ammiraglia moderna tipo Nikon D4 o Canon 1DX Mk II. Dopo un primo corpo di Pentacon Six 6x6 a pozzetto, ne acquistai un secondo 4,5X6 per ritratto. Successivamente ne presi anche una in versione TL con pentaprisma e mirino esposimetrico. Non precisissimo in scarsa luce ma nella maggior parte delle situazioni affidabile. A corredo di questi Panzer ho acquistato inizialmente un biometar 80 mm ed un favoloso Flektogon 50 mm, entrambi Carl Zeiss Jena. Successivamente affiancati da un Biometar 120 prima versione (zebra), molto inciso ed adatto alla macrofoto su soffietto, e da un sonnar 180 mm da ritratto, molto impegnativo per dimensioni e peso. Entrambi Carl Zeiss Jena. Uniche lenti non Zeiss che ho acquistato sono invece un Pentacon 300 mm f/4, anche questo grosso e pesante come un obice da trincea, ed un fisheye lineare di produzione russa: uno Zodiac 30 mm (equivalente dunque ad un 16 mm), di cui ho apprezzato la geniale soluzione dei filtri da applicare sulla lente posteriore e che quindi permettono un BN filtrato anche con un supergrandangolare senza ricorrere a costose lastre. Certo, muoversi con tutto il corredo Pentacon richiede un impegno fisico non da poco ma alla fine ne vale la pena.... Cos'altro dire... mi pare di aver rubato fin troppo spazio e fin troppo tempo ma sarò ben felice di rispondere a chi volesse sapere qualcosa in più su questi modelli un po' meno considerati nell'olimpo delle macchine MF che contano ma che, a modo loro, hanno scritto un pezzetto di storia. |
user90373
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inviato il 10 Gennaio 2019 ore 22:35
Pentax 645n con una serie di obbiettivi dal 33mm al 300mm compresi 3 zoom. Utilizzabile come una 24x36, oppure più riflessiva, a seconda dei soggetti e di quale gamba esce per prima da sotto le coperte. |
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inviato il 10 Gennaio 2019 ore 23:36
Mamiya 645 con tutte le lenti originali,professionale ed economico. |
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