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Il fotomontaggio è sinonimo di t*fa fotografica?


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avatarjunior
inviato il 09 Gennaio 2019 ore 13:44    

premessa: vuole essere un topic costruttivo per imparare e conoscere nuovi punti di vista.

La post produzione delle nostre fotografie, che oggi ci sembra essere un dovere da affrontare, c'è sempre stata in forma diversa anche nell'era della pellicola, per quanto oggi si sia sviluppato c'è un argomento che mi ha sempre affascinato: quando si arriva al fotomontaggio vero a proprio, la fotografia può ancora definirsi tale?

Cerco di essere più chiaro, non parliamo di assurdità che nella fisica non trovano risposte, oppure foto normalmente impossibili da realizzare, nemmeno di foto rubate, modificate e spacciate per nostre;
Parliamo più semplicemente di composizioni modificate, con più foto sempre nostre e/o con aggiunte o rimozioni per creare un'unica foto spettacolare.
Non mi riferisco chiaramente al focus stacking o il bracketing, quella è più una tecnica che un fotomontaggio ma andando a fare un esempio pratico via via sempre più grave:

1)Foto degli sposi sulla spiaggia che si baciano, sullo sfondo c'è un fastidioso gabbiano che sembra aver fatto apposta ad entrare nello scatto, lo si elimina piuttosto che perdere la foto, e fin qui penso siano d'accordo tutti no?

2)Foto di una corsa in moto cross, dietro il nostro soggetto si nota una seconda moto che per il nostro gusto, rovina lo scatto in quanto elemento di disturbo, lo si rimuove.

3)Foto di una modella con telo monocromatico alle spalle, in post produzione aggiungo uno sfondo degno di una fiaba, un bosco, un castello, lo usano spesso per i bambini quando i fondali costano troppo o ne vogliono alcuni specifici per carnevale tipo

infine
4)Foto di un'artista della fotografia, famoso e riconosciuto, che si scopre essere composta da 7 foto differenti, create ad hoc nel tempo da lui stesso, per ricreare piano piano quell'effetto e quella dinamicità che normalmente ci vorrebbe una fortuna assurda per avere per imitare uno stile, un dipinto, un'idea.

5)Foto di un evento "esageratamente" raro e bello, che si scopre essere un mero fotomontaggio di più foto accumulate negli anni, foto che vince addirittura un concorso con premio in denaro.

-- dov'è il confine col fotomontaggio? quando si arriva a definire "t*fa" quella foto?

cosa ne pensate onestamente a riguardo? e quanto in là vi siete spinti pur di ottenere un risultato che non siete riusciti a riprodurre senza ricorrere ai fotomontaggi?


vi lascio un video che mi ha scaturito la domanda da cui il topic:


avatarsenior
inviato il 09 Gennaio 2019 ore 14:14    

quando si arriva a definire "t*fa" quella foto?


Quando viene presentata, più o meno esplicitamente, come documento.

avatarjunior
inviato il 09 Gennaio 2019 ore 14:33    

Per me è t*fa e penalmente perseguibile, solo quando crea proventi illeciti a danno di qualcuno, molti o pochi o di qualcosa. Oppure e a prova storica, culturale, ambientalistica e d'interesse generale di fatti non accaduti o non veri.
Sostanzialmente, quando attraverso un'immagine vuoi dimostrare qualcosa di importante che non è vera, allora è t*fa. Praticamente solo quando è a prova inconfutabile. Poi lo scherzo è sempre ben accetto,
Il resto, PER ME, la fotografia segue la linea di tutte le altre arti; la fotografia è la rappresentazione della realtà che IO vedo. Guardi una mia fotografia, guardi attraverso i miei occhi e attraverso i miei pensieri, guidato da me, per farti vedere quello che io vedo o provo.
Non amo i puristi, non li ho mai amati e l'arte è la più divina cose umane perché ci pone sul piano del Creatore, sia esso divino o natura.
L'arte è spesso appannaggio di gente matta, spesso spostata di cervello e come tutte le cose folli, non può essere ne regolamentata ne imbrigliata.
Ti piace SI
Ti piace NO
Ma mi domando, perché i pittori o i poeti, non si pongono questo problema.
Ma a scuola hai chiesto al professore se Dante era davvero stato all'inferno al purgatorio e in paradiso. Aveva le prove??? Eppure il purgatorio è proprio un'invenzione (t*fa) medievale.
A quello di storia dell'arte, hai contestato che l'annunciazione di Leonado è un falso perché ritrae una scena del 1500 e invece Gesù fu concepito prima dell'anno zero e per giunta in Palestina??? t*fatori??



avatarsenior
inviato il 09 Gennaio 2019 ore 14:47    

Pienamente d'accordo con Ironluke.

Personalmente non mi pongo il problema se il fotomontaggio possa essere ancora chiamato fotografia, purché ci sia qualcosa, nell'immagine piuttosto che nel contesto di presentazione ecc., che permetta all'osservatore di rendersi conto che quell'immagine è in qualche modo una "ricostruzione" ad hoc per esprimere un concetto o una visione personale interiore, ma non un documento.
Aggiungo che considero alla medesima stregua anche gli "artifici" messi in atto prima dello scatto allo scopo di alterare la scena fino a farla coincidere con quel concetto o visione.
Sono pratiche che ritengo lecite e interessanti? Si, se rispondono a quanto ho appena scritto; anzi, credo che la bravura dell'autore consista proprio nel realizzare un'immagine tecnicamente verosimile di una situazione dichiaratamente irreale; un po' come se stesse scrivendo un "mito" dell'antichità classica, dove la presenza di elementi e personaggi palesemente irreali (il Minotauro, il cavallo alato Pegaso ecc.) serviva a far capire che non si trattava di un racconto storico.
Gli aborigeni australiani hanno una bellissima espressione (non hanno mai elaborato un vocabolo dedicato) per indicare il mito, dicono che quel racconto si verificò "nell'epoca del sogno"; ecco, mi aspetto che un fotomontaggio contenga o venga presentato con qualcosa di simile.

avatarsenior
inviato il 09 Gennaio 2019 ore 15:00    

Per essere t*fa deve esserci una violazione di regole, codice etici e similari.
In alcuni "settori" della fotografia sono presenti.
Se intenzionalmente l'autore non ha rispettato regole e codici etici e compagnia, si è t*fa.
Dove non c'è regola, non può esserci mancato rispetto della stessa.

L'arte non ha regole, la fotografia, o meglio alcuni tipi di fotografia, si.

avatarjunior
inviato il 09 Gennaio 2019 ore 15:26    





questa foto fu rivelata come fotomontaggio e il vincitore anche se il premio era solo un misero trolley, fu messo alla gogna praticamente e fu squalificato, il fotomontaggio era ovviamente l'aeroplano messo dopo in post produzione, le regole del concorso tuttavia parlavano chiaro e quindi poteva starci.

è veramente sottile quel confine, però mi fa piacere che i primi commenti vedano la foto come forma artistica più che analitica

avatarjunior
inviato il 09 Gennaio 2019 ore 15:37    

Se la domanda è "quando una foto si può considerare una t*fa?", a mio avviso la risposta non può che essere quella data da Ironluke. Se invece parliamo di etica del fotografo, il discorso è più controverso. A mio avviso una foto raramente può dire la verità. La scelta dell'inquadratura, del momento, quello che ti spinge a riprendere ciò che stai riprendendo e non il suo controcampo, fanno della fotografia un racconto, un'interpretazione della realtà. Sta appunto all'etica, alla sensibilità ed anche alla bravura del forografo stabilire quanto quest'interpretazione debba/possa discostarsi dalla realtà della scena rappresentata. In qusto senso per me la fotografia, anche una semplice diapositiva, si può considerare come una postproduzione della realtà.

avatarsenior
inviato il 09 Gennaio 2019 ore 16:30    

Dipende moltissimo dal genere.

Per fotografie "su commissione" (pubblicità, prodotti, fashion, matrimoni etc) via libera a qualunque tipo di manipolazione, l'unica cosa che conta è che il risultato finale sia soddisfacente per il cliente.

Per gli altri generi i controlli dovrebbero essere più stretti, o perlomeno andrebbero definite delle regole chiare, specialmente nel caso di contest e ancora di più per quanto riguarda reportage o fotogiornalismo.

A me ad esempio danno fastidio molti trend moderni nella paesaggistica, un conto è usare maschere ed esposizioni multiple per andare oltre i limiti tecnici del mezzo (cosa che faccio anche io) massimizzando risoluzione, SNR, etc, un altro è cominciare a fondere foto prese ad orari completamente diversi, aggiungere elementi importanti alla composizione in post (vedere i vari pennelli di PS per aggiungere fulmini, lune finte, cieli etc) o addirittura, roba che va di moda ultimamente, deformare montagne e paesaggi per renderli più drammatici.

Il problema di queste pratiche è che creano aspettative irrealistiche e vanno a sminuire il lavoro di chi magari si fa un mazzo tanto per essere in un certo posto ad una certa ora per avere la luce perfetta quando sarebbe bastato creare una composizione incredibile in Photoshop.


avatarjunior
inviato il 09 Gennaio 2019 ore 16:35    

Per i concorsi valgono le regole del concorso stesso. Per il resto esiste solo la comunicazione, la fotografia è uno strumento non il fine, quindi se per comunicare una certa idea devo fare un fotomontaggio bene venga.
L'arte non è fortuna o pazienza, se io ho l'idea che dal quel buco deve passare un aereo non aspetto che una botta di cul* arrivi. Chi critica tanto sono solo persone prive di creatività e idee e loro si hanno bisogno di tanto cul*

avatarjunior
inviato il 09 Gennaio 2019 ore 16:44    

Non so, se si giustifica aggiungere un aereo dove non c'è allora vale tutto.
Per me diventa un lavoro di grafica, non di fotografia.

avatarsenior
inviato il 09 Gennaio 2019 ore 16:51    

Per i concorsi valgono le regole del concorso stesso. Per il resto esiste solo la comunicazione, la fotografia è uno strumento non il fine, quindi se per comunicare una certa idea devo fare un fotomontaggio bene venga.
L'arte non è fortuna o pazienza, se io ho l'idea che dal quel buco deve passare un aereo non aspetto che una botta di cul* arrivi. Chi critica tanto sono solo persone prive di creatività e idee e loro si hanno bisogno di tanto cul*


E allora generiamo l'intera scena con un programma di modellazione e rendering 3D, tanto è uguale no?

avatarsenior
inviato il 09 Gennaio 2019 ore 16:59    

Io penso esattamente l'opposto. Credo che se uno costruisca un'immagine a pc, vuol dire che non ha creatività fotografica... cioè, potresti metterti a pc con foto già fatte, magari altrui, e fare collage ncredibili. Per ME non è fotografia, è pop art, digital art, chiamiamola come vogliamo, ma non fotografia. Detto questo, io ho iniziato a scattare a pellicola, che rimarrà sempre il mio personale riferimento. Cioè: in camera oscura (bianconero) potevo far mascherature zonali di contrasto, esasperare appunto il contrasto, ruotare, tagliare l'immagine, etc. In ripresa usavo filtri colorati, per ottenere opposte zone di grigio... A colori ricordo che portavo a sviluppare diapositive in bagni da negativo, i colori si snaturavano, impazzivano, tipo infrarosso a colori. Già saturazioni parziali, cioè foto in bianconero con parti a colori, non è più fotografia. Anche cloni/timbri etc, penso la stessa cosa, è la via più facile per rimediare ad una errata inquadratura. Sia ben chiaro, ognuno può arrivare al risultato preposto con tutti i mezzi che ritiene adatti, ma la i collage sono un'altra storia. Sono immagini, non foto. Questa è la MIA personalissima etica che mi sono autoimposto. Differente il discorso professionale, ad un matrimonio se gli sposi son felici di essere sul ponte del Titanic buon per loro. Credo anche che, ad un concorso FOTOGRAFICO, bisognerebbe presentare insieme al jpeg anche il Raw. Saluti, Matteo.

avatarsenior
inviato il 09 Gennaio 2019 ore 17:11    

anche per me dipende dal contesto, come detto da altri.
se la foto deve comunicare un messaggio, è questo che non deve risultare alterato dal fotomontaggio.

ad esempio, se il messaggio è "quanto sono stato bravo a centrare un aereo dentro una scala", va bene qualsiasi cosa, compreso cambiare il cielo di sfondo, cambiare il colore della scala e via dicendo, ma aereo e scala devono esserci ed essere in quella posizione già nello scatto originale.

se il messaggio per un paesaggio è l'emozione, la sensazione che il fotografo ha percepito in quel posto, sappiamo benissimo che è praticamente impossibile rendere con una foto 2d quello che si prova essendo fisicamente in un posto...perchè sono coinvolti altri sensi, la stessa visione è diversa. Allora va bene praticamente qualsiasi alterazione, compreso distorsione, clonare ecc.

insomma, alla fine l'importante è che il fotomontaggio non serva per ingannare il fruitore della foto.

e, come ho già avuto modo di dire altre volte, bisogna sganciarsi da quello che si faceva con la pellicola, che è tutto un altro mondo.

avatarsenior
inviato il 09 Gennaio 2019 ore 17:42    

Sganciarsi si, col digitale si hanno infinite possibilità. Ma il riferimento di partenza, per me, dovrebbe rimanere quello...

avatarjunior
inviato il 09 Gennaio 2019 ore 17:43    

Certo perché no? se sai usare un programma di 3D ben venga l'arte fatta cosi. ma ci sarà un motivo che modellatori 3d ce ne sono pochi e di fotoamatori spuntano come funghi...

Che cosa ne pensi di questo argomento?


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