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inviato il 14 Dicembre 2018 ore 18:44
È una domanda che mi sono posta molte volte in questi giorni, dopo aver fatto delle lunghe passeggiate nei boschi ed essermi presa per la terza volta in un mese il selvaggiume (per chi non lo sapesse, è il nome toscano per la dermatite causata un acaro che da un prurito bestiale, la trombicula AUTUNNALIS, giuro che si chiama così ) e nonostante tutto - nonostante sapessi del rischio - sia tornata in quei luoghi a fotografare, Ho scoperto di essere pure allergica a questo aggeggio e adesso sembra che abbia la lebbra. Cosa ci spinge a fotografare? Ad alzare il culo dalla sedia o dal divano nelle fredde giornate invernali? O camminare sotto sole cocente in estate? Fare km e km, salite e discese, scalare torri, spalmarsi per terra, portare kg (noi io, voi!) di attrezzature? Oppure alzarci all alba perché c'è la luce migliore o gli insetti sono addormentati o rincasare in piena notte perché volevamo fotografare la via lattea? Queste cose una persona normale mica le capisce? Quando raccontavo che mi ero presa di nuovo il selvaggiume ad una mia amica la sua risposta è stata : eh ma lo sapevi che c'era, che ci sei tornata a fare? Come puoi spiegargli che i funghi ci sono adesso, acari o non-acari? Che non vuoi aspettare un altro anno per poterli fotografare di nuovo, e allora sei disposta a farti mangiare viva? Così mi sono chiesta cos'è che spinge me... E la domanda non è tanto sul perché fotografo (mi piace, mi fa star bene, etc), ma verte su cos'è quel piccolo motore interno che non si spenge mai, e mi fa dire: ok, anche oggi affronto *inserire maltempo o difficoltà a scelta* Per me è la ricerca dello scatto perfetto. Che non esiste.. Lo sappiamo tutti. Ma è lo scattare stesso che mi appassiona, il vedere il mondo e la realtà che si trasformano attraverso una lente. E ogni volta che torno a casa, guardo gli scatti... E anche quando ne trovo alcuni che mi piacciono, mi dico sempre che non vanno bene, che posso fare meglio, per esposizione, composizione, etc, che la prossima volta andra sicuramente meglio... È così? Non è così? Non lo so... Forse sono migliorata in questo anno, forse no... Alla fine non mi importa neppure troppo, è la ricerca che mi Interessa. Questo tendere verso qualcosa, che probabilmente non raggiungerò mai, ma nel frattempo ci provo! Ed è una ricerca infinita... E sono felice che lo sia, altrimenti il mio c*lo rimarrebbe incollato alla sedia molto più spesso! Voi invece, come state messi? Spero meglio di me! |
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inviato il 14 Dicembre 2018 ore 20:31
La voglia innata che abbiamo dentro di noi di curiosare,conoscere,sperimentare,fallire..... vogliamo vivere....e poter dire di aver vissuto... Fotografare e solo un pretesto... questo è il mio piccolo e opinabile parere.... Un saluto |
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inviato il 14 Dicembre 2018 ore 21:10
Louis-cypher: parole da incorniciare |
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inviato il 14 Dicembre 2018 ore 21:11
Grazie Fabrizio... |
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inviato il 14 Dicembre 2018 ore 21:15
Per il selvaggiume prendi uno straccio, lo imbevi di spirito (alcool denaturato) e ti strofini forte le gambe, l'acaro trombicula stecchisce all'istante. Per non essere ot, io soffro troppo il freddo per cui in questo periodo, niente scatti. Pier |
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inviato il 14 Dicembre 2018 ore 21:33
Tutte a te capitano, sei allergica all'universo, Fantozza! Non sei sola. Ho fatto una ciclo scalata in montagna con la divisa primaverile e ora sono tre giorni che ho la labirintite e non mi reggo in piedi. Ma domani ho una mostra fotografica da visitare e nulla mi fermerà! |
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inviato il 14 Dicembre 2018 ore 21:37
Fin quando ci spinge la curiosità e la voglia di migliorarci significa essere vivi,indipendentemente dai risultati. |
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inviato il 14 Dicembre 2018 ore 22:11
Faccio un lavoro faticoso e impegnativo. Quando la pressione della città sale troppo, telefono a un amico e vado fuori. Scattare ai migratori mi rilassa, ma il fatto di cogliere nuove situazioni e nuove specie mi motiva a continuare. Fino all'ultimo scatto.... |
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inviato il 14 Dicembre 2018 ore 22:47
Settimane di convivenze forzate in ufficio, pranzi al ristò, autostrada, tramonti ai 130 e appena ti puoi fermare per scattare, nammerda... Uscire, sui monti, da solo o con amici fidati. Silenzio, luce, un cammino nel bosco. Luce e macchina fotografica, le tensioni svaniscono, rinasco. Poi viene quello che viene viene, nonostante gli sforzi. Adesso aspetto la neve! |
user12181
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inviato il 14 Dicembre 2018 ore 23:11
“ Cosa ci spinge a fotografare? Ad alzare il culo dalla sedia o dal divano nelle fredde giornate invernali? O camminare sotto sole cocente in estate? „ In questi mesi, e probabilmente anche in futuro, solo la necessità di fare una passeggiata ogni giorno per allenare il muscolo cardiaco seriamente lesionato. Ieri sono andato a fotografare la pelle delle betulle lungo l'Adda. Oggi ho guardato le foto (tutte da buttare), ho letto un po' Gozzano (stava nel comodino fra i repertori di fiori alpini acciaccato come i papiri di Ercolano, qualche anno fa era scivolato con lo zaino dentro il Roasco mentre fotografavo una Pulsatilla alpina subsp. apiifolia, "[…] Cangiare i monti in piani cangiare i piani in monti, deviare dalle fonti antiche i fiumi immani, cangiar la terra in mare e il mare in continente: gran cosa non mi pare per te, onnipossente!") e non ho camminato più che altro per pigrizia. Avrei anche una scusa, la temperatura molto fredda (qui è sottozero) non fa bene al cuore operato, domani però dovrò alzare il culo volente o nolente. Non so bene dove andare, verso il Mortirolo? A 1900 attualmente è -15, ancora lungo l'Adda? Riprovo con le betulle? "[…] Ma ben verrà la cosa «vera» chiamata Morte: che giova ansimar forte per l'erta faticosa? Né voglio più, né posso. Più scaltro degli scaltri dal margine d'un fosso guardo passare gli altri. E mi fan pena tutti, contenti e non contenti, tutti pur che viventi, in carnevali e in lutti." |
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inviato il 14 Dicembre 2018 ore 23:30
Che ti devo dire Morgana...ognuno di noi la vive in modo diverso ...io ero un saltuario amatore delle reflex...con l'arrivo dei figli mi sono appiattito ed il sedere mi si è piallato...poi causa separazione dalla mia ex moglie ho seguito il consiglio di un amico e mi sono segnato ad un corso di fotografia ...una cosa è certa, grazie a questa passione ho superato il lato tragico della perdita della famiglia ...e realizzato che nella vita la passione presa in piccole dosi...rende felici... mi trovo spesso con momenti di scoraggiamento....però ora reagisco scattando e fregandomene...per me il peggior nemico che abbiamo è il ns cervello come pure il ns miglior amico basta saperlo usare e per usarlo bene credo che l'unica cosa che si possa fare è dargli spazio, dargli modo di essere creativi....la creatività è la ns chiave di lettura... quando scattiamo fondiamo insieme quello che stiamo provando , quello che vediamo è cosa vogliamo dire... direi quindi che stiamo messi bene. |
user92328
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inviato il 15 Dicembre 2018 ore 0:02
“ Ma è lo scattare stesso che mi appassiona, il vedere il mondo e la realtà che si trasformano attraverso una lente. „ complimenti per la bella riflessione, io mi rivedo molto in questa tua frase > “ Ma è lo scattare stesso che mi appassiona, il vedere il mondo e la realtà che si trasformano attraverso una lente. „ e quando torno a casa, ogni volta provo tanto stupore nel vedere come estrapolare un rettangolo della realtà, moltissime volte risulta più bello ed affascinante della realtà nella sua interezza, anche se a volte è l'esatto contrario, tipo quando ci stanno quei bei scenari o mega tramonti super colorati che avvolgono tutto il cielo a 360°, beh, li vorrei portare tutto a casa in uno o più scatti, infatti, provandoci, spesso faccio tante panoramiche..... |
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inviato il 15 Dicembre 2018 ore 0:13
“ Cos'è che ci fa alzare il c*lo dalla sedia e uscire? „ . . se non abbiamo il coraggio di alzarci dalla sedia come possiamo sentirci fotografi? se abbiamo un'animo curioso e creativo dobbiamo fotografare ed esprimerci ! diventa ed é un'esigenza vitale . . . non possiamo rinunciarvi. |
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inviato il 15 Dicembre 2018 ore 0:48
Allò Fata, magari lo troverai detestabile, ma mi viene spontaneo ormai approcciarti così... almeno mi Ricorderai per questo... nick per nick. Per quanto riguarda l'acaro sono curioso, suppongo che per pungere abbia bisogno della nuda pelle, e quindi in questa stagione solo su viso e mani, o no? O anche attraverso i tessuti colpisce? Mi piacerebbe sapere. Comunque confidando sul tuo chiarimento, suggerirei di dotarti di quei guanti con le dita mozzate (tipo ciclista, moto, fitness) che offrono protezione sul punto presumibilmente più esposto, sul viso dovrebbe essere più dura colpire o facile accorgersi in tempo, direi. Se invece anche attraverso i pantaloni, potresti dotarti di spessi pantaloni di pelle... da rocker o centaura Certo che aggirarsi così nei boschi... risulterebbe eccentrico come look per chi ti eventualmente ti incrociasse. Ma che ti frega. Per quel che riguarda il fotografico hai esposto idee ben chiare, la spinta offerta dal mix di passione e ricerca di perfezione nel risultato a cui aspirare, sono il motore di chi ambisce a qualcosa di più. Ti correggo solo in un aspetto, questo: “ Per me è la ricerca dello scatto perfetto. Che non esiste.. Lo sappiamo tutti. „ Magari resterò l'unico a sostenerlo, ma credimi non è così, perchè esiste. Per trovarne conferma basta attingere ai lavori di certi grandi esponenti, nei loro libri, di foto perfette se ne trovano a testimoniarlo. Mentre trovarlo come esperienza personale, per quando difficile resta comunque ugualmente raggiungibile. Non saprei dirti in percentuale in quanti vi riescano, date le componenti che contribuiscono o meno in tale raggiungimento, ma che sono ben note, quali: Studio, esperienza, dote innata o talento, gusto e senso estetico, anche la cultura fotografica (e non) contribuiscono. Tutte quelle volte che a scheda scaricata, passando alla rassegna a schermo ne trovi, resta un'esperienza impagabile. Assimilabile a un qualcosa di "magico". |
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inviato il 15 Dicembre 2018 ore 6:30
non lo so, però bel thread. Quasi quasi esco. |
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