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inviato il 04 Ottobre 2018 ore 11:44
Secondo voi, nel ritratto cosa è più importante? La qualità della foto? Il mood? La posa? L'emotivita? etc etc... |
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inviato il 04 Ottobre 2018 ore 11:58
Per me 1-emotività 2-posa 3-mood 4-qualità In ordine di importanza |
user69293
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inviato il 04 Ottobre 2018 ore 12:05
Emotività |
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inviato il 04 Ottobre 2018 ore 12:33
1 Mood/emotività 2 Posa 3 Qualità |
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inviato il 04 Ottobre 2018 ore 12:48
Cosa è più importante per chi? L'autore o lo spettatore? |
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inviato il 04 Ottobre 2018 ore 13:03
Sono d'accordo con Matteo, è tutto molto relativo al genere di ritratto ma in generale si può sintetizzare che l'idea è l'elemento più importante. |
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inviato il 04 Ottobre 2018 ore 14:16
Bella domanda. spero che altri utenti possano dire la loro, per il momento non mi esprimo. Primo perchè non ho le competenze, secondo perchè ho iniziato da poco a fare ritratti e ritratti ambientati (con scarsi risultati eh ) ed ancora non ben capito cosa realmente voglio io, forse un'insieme di tutte le cose che diceva il grande Sergio, ma vedo che non è sempre positivo mettere troppi fattori in gioco..forse meglio concentrarsi su uno dei fattori scritti sopra e lavorare su quello durante lo shooting ed organizzare la sessione fotografica proprio su quello. Allego cmq due degli ultimi scatti fatti di recente con un'amica...: ritratto ritratto ambientato |
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inviato il 04 Ottobre 2018 ore 15:32
Domanda a cui è difficile rispondere perchè "ritratto" è una categoria. L'appartenenza ad una categoria è data dalla semplice presenza di alcune proprietà dell'immagine, mentre il giudizio di qualità dipende da come si effettua l'ordinamento delle immagini secondo valori attributi a quelle proprietà. E' dalle regole per l'ordinamento che deriva l'importanza dei fattori. Per fare un ragionamento generale andrebbero tolti di mezzo i fattori strettamente soggettivi. Ad esempio, il ritratto di una persona familiare, magari in un particolare momento, genera una esperienza visiva e mnemonica che non è la stessa per un osservatore casuale. Non è facile per chi fotografa persone "depurarsi" dal coinvolgimento personale e dalle memorie dello scatto per valutare oggettivamente ciò che si è fotografato e intuire ciò che vedranno gli altri. Infatti, il forum è pieno di ritratti che dicono molto all'autore (o hai suoi amici/parenti) e poco a tutti gli altri. Resta sempre un rapporto tra chi guarda e l'immagine che inevitabilmente lega quel particolare osservatore a ciò che lui vede nel ritratto. Questo problema può diventare un vantaggio, nel senso che ci sono alcune reazioni generali che tutti hanno (statisticamente) se posti di fronte a certi elementi. Alcune di queste sensibilità sono culturali, altre emotive, altre genetiche. Alcune sono razionali altre inconsce. Alcune sono longeve e rendono il ritratto interessante per lungo tempo, mentre altre sono temporanee: generano curiosità immediata e poi si spengono in breve tempo. Forse è l'armonia dei diversi fattori che fa un ritratto interessante, non tanto un ordine dei fattori. Come dire che per un buon piatto servono buoni ingredienti, ma serve anche una buona ricetta. Personalmente credo che la domanda cruciale sia come usare i tanti fattori a disposizione per scatenare nell'osservatore domande quali: -Vorrei conoscere quella persona? -Vorrei essere lì in quel momento? -Condivido le stesse emozioni che vedo? -Vorrei fare quello che sta facendo? -Ci rivedo ciò che sono stato, che sono o che vorrei essere? -C'è qualcosa di universale che va oltre quella specifica persona? Ognuna di queste domande richiederebbe un approfondimento per analizzare il linguaggio visivo più adatto e i conseguenti fattori importanti. Torno un attimo sul ritratto "personale", cioè quello che ha significato soprattutto per l'autore e/o il soggetto ripreso, non per tutti gli altri. Sono convinto che il 99,9% dei ritratti prodotti quotidianamente appartengano a questa categoria, degnissima per altro, perchè mantiene viva la memoria. Qualche giorno fa ho provato una Instax SQ6 che fa foto istantanee, prima di regalarla ad un adolescente che si sta interessando di fotografia. Ho preso un pacchetto da 10 foto e ho fatto dei ritratti alla buona per capire come funziona. Non hanno nulla che rispetti i canoni di giudizio formali di una "buona foto", eppure sono già in bella mostra in casa. Certe volte, un buon piatto può venire fuori anche con gli avanzi rimasti in frigo. |
user163281
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inviato il 04 Ottobre 2018 ore 19:37
Ciao Sergio, perdonami se intervengo in un settore quello del ritratto che non mi appartiene ,quindi la mia e di certo una considerazione che probabilmente vale meno di zero. Personalmente credo che nel ritratto il vero valore aggiunto sia riuscire a dare una naturalezza nelle espressioni , nello sguardo. Noto pero che invece nella stragrande maggioranza dei ritratti spesso i soggetti , le modelle in particolare hanno espressioni costruite su chiara indicazione dei fotografi che le immortalano, non dico che siano marionette comandate a bacchetta ma in molti casi alla fine guadando gli scatti l'unica cosa che cambia e lo sfondo, la composizione ed i giochi di colore. Forse sbaglio io , non essendo il mio genere , tuttavia nel concreto molti ritratti si somigliano troppo, e cosa più triste non trasmettono emozione ovvero quella che a mio modesto parere dovrebbe essere l'essenza della fotografia indipendentemente dalla tecnica e dal rispetto o meno delle fredde regole fotografiche |
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inviato il 04 Ottobre 2018 ore 21:26
Mah, credo, però, che dire ritratto voglia dire tutto e niente, come comunque sottolineano Matteo e Motofoto: forse prima dovremmo definire univocamente il ritratto, ma questo credo sia impossibile Probabilmente il ritratto si comporta come una qualsiasi altra foto: è il mezzo che permette al fotografo di esprimersi; quindi, se si capisce il messaggio, allora il fotografo è riuscito nell'intento, altrimenti no e non serve valutare altro. E poi... Ma che è questo mood? Una supercaz.zola? @Batacchio: beh, su un certo tipo di ritratto, credo moda soprattutto, il/la modello/a è istruito nell'eseguire una determinata posa e sguardo, come un attore; quindi è bravo il modello che sa fare il bravo attore, in un certo senso. P.s.: Matteo, ma l'ultimo postato non è una foto tessera per la carta d'identità?  |
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inviato il 04 Ottobre 2018 ore 21:29
Per avere un buon effetto e quindi trasmissione di emozioni la modella si deve "dare" al fotografo,...fra i due si deve accendere la "magia",...si devono dare e rispettare,....si proprio così....si devono *"innamorare"*,....se non c'è tutto questo il risultato è una foto fredda,...per quanto ben posata possa essere la modella non riuscirà mai a dare quel qualcosa in più che fa di uno scatto un capolavoro,.... parere personale. |
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inviato il 04 Ottobre 2018 ore 21:31
I ritratti che mi piace fare sono quelli in cui il soggetto si piace e le persone che lo conoscono possono dire "è prorio lui" per essere riuscito a catturare lo sguardo-sorriso-tic-piglio unico di quella persona. Il che non vuol dire che tutti i ritratti possano essere così... |
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inviato il 04 Ottobre 2018 ore 22:02
Parlo esclusivamente del ritratto classico: Illuminazione. Deve essere coerente con il soggetto, deve valorizzare il soggetto, deve essere presente ma non invasiva. Posa. Deve essere naturale ma dinamica. Deve valorizzare il soggetto. Occhi. Devono essere a fuoco, entrambe. Mani. Sono fondamentali, al pari degli occhi, quando inquadrate. Ottica. Un obiettivo da ritratto valorizza il soggetto perché è uno strumento pensato e progettato per questo genere. La focale migliore, per me, è l'85 mm |
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inviato il 04 Ottobre 2018 ore 22:04
“ Secondo voi, nel ritratto cosa è più importante? La qualità della foto? Il mood? La posa? L'emotivita? etc etc... „ il fotografo |
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