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inviato il 04 Ottobre 2018 ore 9:27
Ciao a tutti. Mi rivolgo principalmente a chi fotografa per passione e non per lavoro, a chi fotografa per evadere dal tram tram quotidiano dedicando parte del loro tempo a questa nobile arte. Vi è mai capitato di uscire il fine settimana (dopo una intensa settimana di lavoro) a fotografare e tornare a casa con centinaia di foto e poi passare nottate al PC (perché il giorno si lavora) a sistemare tutto??? Per poi tornare al lavoro più stressati di prima A me all'inizio (parlo di una decina di anni fa si), specialmente da quanto sono passato al digitale e e non avevo una buona tecnica fotografica, capitava spesso. Allora negli anni ho cercato di sviluppare una tecnica che chiamo "ibrida" ovvero da un po' di tempo ho iniziato a lasciar spento il monitor della reflex e mi sono imposto di non riguardare subito le foto scattate (mi sono anche dato un limite di foto giornaliere durante un'uscita). In modo da non stressarmi l'anima nel dover riguardare centinaia di foto simili e non stressare i miei amici che aspettavano mentre scattavo e riscattavo. All'inizio era difficile, portavo a casa sempre scatti mediocri ma col tempo ho imparato dagli errori commessi e sono migliorato molto (tant'è che adesso sono ritornato anche in analogico), Ma soprattutto ho iniziato davvero a godermi appieno la fotografia, a godermi i luoghi visitati a scattare poco e bene e a non passare più ore al PC a guardare e ritoccare foto scattate male in partenza. Ultimamente per volontariato attraverso un'associazione ho tenuto un piccolo corso si fotografia con dei ragazzi del mio paese e gli sto inculcando questa tecnica. L'ultima lezione gli ho dato delle compatte usa e getta e poi ho commentato le loro foto. Devo dire con gran piacere che la maggior parte (composizione a parte) erano fatte con una esposizione perfetta (relative al mezzo tecnico utilizzato). La maggior parte di essi è stata molto contenta soprattutto quando a scuola con i compagni i loro scatti con il telefonino ( ) erano molto apprezzati. Questa è una riflessione che volevo condividere, che ne pensate? c'è qualcuno che adotta questo metodo? Un saluto a tutti. |
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inviato il 04 Ottobre 2018 ore 10:22
Ciao, più o meno faccio anche io così. Non sempre dopo un week-end in giro (nel quale faccio anche qualche foto) ho poi tempo di rivedere e fare post-produzione alle foto appena scattate. Il massimo che posso fare è vedere velocemente le foto facendo una piccola cernita, ovvero cancellare quelle cannate, mettere in una cartella le foto ricordo e in un altra quelle che voglio post-produrre. Quindi la post-produzione di solito avviene in un secondo momento (mediamente un quindicina di giorni dopo). Senza mai impormi nulla ho constatato anche io un abbassamento dei numeri di scatti durante le uscite, soprattutto se fotografo generi a cui sono abituato, mentre se mi trovo in una situazione nuova in un genere di fotografia sconosciuto, allora il numero di scatti aumenta. |
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inviato il 04 Ottobre 2018 ore 10:25
Uhm.. no. Perchè quando esco già il fatto di farmi un bel giro da qualche parte mi rilassa (una camminata in montagna, foto sulla spiaggia, la campagna... anche un'altra città in caso). Poi faccio poche foto e il più ragionate possibili visto che non fotografo eventi o sporto o altra cose "veloci" e quindi tutte le mie uscite sono improntate alla calma. L'editing lo faccio nelle notti successive, tanto dormo poco di mio, quindi... |
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inviato il 04 Ottobre 2018 ore 10:31
Hai capito il "costo" nascosto digitale! Non si pagano rullini, sviluppi di foto cannate ma viene sottratto il nostro tempo. E tra le due cose vale più il secondo. L'uovo di colombo è scattare in digitale come se si stesse usando la pellicola. Cancellare la mondezza e lasciare la comoda post solo quando serve davvero. E' indubbio che il digitale ha un potenziale superiore ma anche il nostro "tempo vita" ha un valore infinitamente superiore: non è una risorsa rinnovabile e non si compra!!! |
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inviato il 04 Ottobre 2018 ore 10:34
Centauro, io proprio per depurarmi dalla fregola dello scatto digitale compulsivo ho ripreso una analogica per reimparare a rallentare... così ogni tanto mi ricordo che non mi corre dietro nessuno. Un toccasana, fidati. |
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inviato il 04 Ottobre 2018 ore 11:16
“ ho constatato anche io un abbassamento dei numeri di scatti durante le uscite, soprattutto se fotografo generi a cui sono abituato, mentre se mi trovo in una situazione nuova in un genere di fotografia sconosciuto, allora il numero di scatti aumenta „ Quoto. Dopo anni e anni a scattare, quasi riconosco la situazione che potrebbe piacermi da quella che invece sono sicuro in foto non verrebbe come dico. Ovviamente tutto contornato dalla giusta luce che purtroppo il fine settimana non è sempre presente come voglio. Ma si, se all'inizio del mio periodo di street tornavo a casa con centinaia di scatti dopo 2 ore di uscita, ora dopo un giorno intero fuori posso anche tornare con 10 scatti o anche senza nulla. Quando torno a casa la storia ormai è sempre la stessa. Copio le foto e basta. Le varie scelte le faccio a partire da qualche giorno dopo gli scatti. E ne faccio circa 2 o 3 di filtri di scelta, a meno che non c'è uno scatto particolarmente emozionante che voglio vedere subito, ma è veramente raro succeda   E per la post produzione proprio, sto passando un periodo un po particolare perchè vorrei evitare il b/n nella street e capire ben bene il colore, mi attrae di più ed è più difficile che la foto abbia fascino, è più complicata la fase di scatto perchè è necessario essere più pignoli sia prima che dopo. Ma non perdo mai più di 20 minuti per foto. PS: ieri ho passato circa 5 ore a modificare le foto del mio ultimo viaggio in sud america (~500 foto) solo regolazioni base di luminosità/contrasto e recupero ombre, dalle 19 a mezzanotte. Purtroppo in certi altri casi come la foto di viaggio valgono regole diverse. |
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inviato il 04 Ottobre 2018 ore 11:21
Io il problema l'ho risolto in altro modo: siccome porto fuori i cani per l'ultima uscita giornaliera alle 22,30 (e loro hanno un orologio svizzero incorporato), quella è l'ora in cui spengo definitivamente il computer |
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inviato il 04 Ottobre 2018 ore 11:25
“ Centauro, io proprio per depurarmi dalla fregola dello scatto digitale compulsivo ho ripreso una analogica per reimparare a rallentare... così ogni tanto mi ricordo che non mi corre dietro nessuno. Un toccasana, fidati. MrGreen „ Ultimamente ho riscoperto anche io l'analogico per lo stesso motivo |
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inviato il 04 Ottobre 2018 ore 11:26
“ E' indubbio che il digitale ha un potenziale superiore ma anche il nostro "tempo vita" ha un valore infinitamente superiore: non è una risorsa rinnovabile e non si compra!!! „ Sono perfettamente d'accordo. “ PS: ieri ho passato circa 5 ore a modificare le foto del mio ultimo viaggio in sud america (~500 foto) solo regolazioni base di luminosità/contrasto e recupero ombre, dalle 19 a mezzanotte. Purtroppo in certi altri casi come la foto di viaggio valgono regole diverse. „ Si in casi in questi casi si, specialmente se si vistano posti in cui si ha poco tempo per decidere, anche se ultimamente in viaggi brevi porto sempre l'analogico, così sviluppo e riguardo.... Ma quando si va in qualche posto lontano dove non ci si tornerà facilmente qualche scatto in più non guasta |
user158139
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inviato il 04 Ottobre 2018 ore 11:26
Si dice "tran tran", non "tram tram" Io ho semplicemente smesso di fare molti scatti e passo molto più tempo a ragionare su inquadratura, composizione, esposizione, etc. Sto anche avvicinandomi alle lunghe esposizioni, diurne e notturne, che per definizione richiedono un approccio più ragionato e che per forza di cose producono un numero inferiore di scatti. In questo modo, non solo ho meno files da gestire/postprodurre, ma quello che esce dalla macchina è molto più vicino al risultato che cerco, e quindi la postproduzione richiede meno tempo. |
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inviato il 04 Ottobre 2018 ore 11:30
“ Si dice "tran tran", non "tram tram" MrGreen „ Chiedo venia . “ Io ho semplicemente smesso di fare molti scatti e passo molto più tempo a ragionare su inquadratura, composizione, esposizione, etc. Sto anche avvicinandomi alle lunghe esposizioni, diurne e notturne, che per definizione richiedono un approccio più ragionato e che per forza di cose producono un numero inferiore di scatti. In questo modo, non solo ho meno files da gestire/postprodurre, ma quello che esce dalla macchina è molto più vicino al risultato che cerco, e quindi la postproduzione richiede meno tempo. „ Si è vero con le lunghe esposizioni si cerca di ragionare di più, è un ottimo esercizio. |
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inviato il 04 Ottobre 2018 ore 11:38
“ a chi fotografa per evadere dal tram tram quotidiano... „ “ Si dice "tran tran", non "tram tram" „ La LINGUA è tutto nella vita, ancora noi italiani ci ostiniamo a non usarla IN MODO APPROPRIATO. Si dice "trans trans quotidiano" come dice Lapo... |
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inviato il 04 Ottobre 2018 ore 11:42
Tornano seri, nel mio caso è stress da ufficio. Dopo 10 ore al PC contrariamente al passato ora a casa mi va di passarci il meno possibile davanti, giusto il necessario legato all'archiviazione, selezione e preparazione alla stampa. Preferisco uscire all'aria aperta e riposare gli occhi. Purtroppo per questo motivo quest'anno è saltata la stampa dei consueti libri annuali... |
user90373
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inviato il 04 Ottobre 2018 ore 11:52
Oltre ad andar per lo più di analogico mi pongo l'ultreriore limite della stampa. Una volta riempiti due rullini, li sviluppo scelgo i fotogrammi migliori e fintanto che non ho finito di stamparli lascio riposare le fotocamere. Nel caso di ferie o se durante i finesettimana "lunghi" scatto un pò di più poi il periodo di riposo si potrae a lungo. Con questo sistema nell'ultimo anno avrò usato meno di venti rullini da 36 pose. Nei periodi che non scatto analogico vado di digitale, ma poi mi limito alla post di base e solo ad una piccola percentuale di files, gli altri prima o poi li perdo o li dimentico qua e là. Da poco ho un sistema per il medio formato 6x4.5 analogico e gli scatti durante le uscite sono ancora diminuiti. |
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inviato il 04 Ottobre 2018 ore 11:54
La fase di revisione delle foto e successiva post produzione per quanto mi riguarda è minima: per ogni uscita seleziono al massimo 3 foto che post-produco e stampo. Il resto lo archivio. In alcuni casi, se le foto non mi soddisfano, archivio, ma non stampo. |
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