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inviato il 30 Giugno 2018 ore 0:13
Salve,qualcuno che ha acquistato su [negozio 7] center-gb ,come si comportano,arriva la merce? |
user92328
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inviato il 30 Giugno 2018 ore 0:21
Bah, io lascerei stare..... |
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inviato il 30 Giugno 2018 ore 15:04
“ Bah, io lascerei stare..... „ +1 PS se si tratta di e--global-- etc. etc. Prodotto grey market, arriva da H.K. e anche se lo fanno passare dall'Inghilterra la fattura è di H.K. quindi se lo fermano per un controllo tocca pagare le tasse doganali, inoltre la garanzia non è europea quindi in caso di guasto va rimandato ad H.K. con il nuovo rischio (al ritorno) della dogana. |
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inviato il 30 Giugno 2018 ore 15:57
Se si tratta del sito menzionato precedentemente io ho acquistato e la merce mi è sempre arrivata, comunque come detto non hai praticamente garanzia quindi è bene valutare cosa acquistare, nel caso di problemi hai comunque 30gg per restituire la merce ed io ho provato anche questo. Ho ricevuto un prodotto errato e mi hanno mandato loro il corriere a casa e quando la merce è tornata ad HK mi hanno rimborsato l'intera cifra. Non ho comunque acquistato corpi o ottiche di un certo valore per ovvi motivi è non ho avuto mai problemi di dogana o spese extra. |
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inviato il 30 Giugno 2018 ore 19:22
“ non ho avuto mai problemi di dogana o spese extra. „ Questo perchè i controlli sono molto "laschi". Non è che controllano tutti i pacchi, di solito si tratta di una percentuale che va dal 2% al 5% per i pacchi extra-UE, percentuale che scende ben al di sotto del 1% per i pacchi intra-UE |
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inviato il 30 Giugno 2018 ore 21:10
Be dai ho provato,sul 70/300 AF-P vr...mica na grande cifra staremo a vedere... |
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inviato il 30 Giugno 2018 ore 23:23
Vero il discorso della garanzia, non vero quello dei dazi. Le aziende in questione hanno sede legale in Irlanda, ovvero UE, pertanto le merci non devono sottostare a nessun tipo di dazio. Il fatto che in origine provengano da paesi extra-UE, non cambia nulla, anzi è un tipo di regime doganale già consolidato, si chiama triangolazione. |
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inviato il 02 Luglio 2018 ore 10:26
“ Le aziende in questione hanno sede legale in Irlanda, „ Le aziende in questione hanno sede ad Honk Kong poi, probabilmente, hanno un buco di ufficio da qualche parte nel Regno Unito e sfruttano il fatto che da Honk Kong (in quanto ex-colonia) alla Gran Bretagna non c'è dogana. A quel punto sfruttando il fatto che non c'è dogana fra i paesi UE (al netto della Brexit, in attesa di capire cosa succederà) inviano i prodotti in tutta Europa. Così facendo si eludono dazi ed IVA. Sul loro sito scrivono: “ Il nostro ufficio si trova in seguente indirizzo West Wing, 2/F, 822 Lai Chi Kok Road, Lai Chi Kok, Kowloon „ Ora, se uno vuole ordinare da lì va benissimo, però non dobbiamo distorcere la realtà delle cose. “ Il fatto che in origine provengano da paesi extra-UE, non cambia nulla, anzi è un tipo di regime doganale già consolidato, si chiama triangolazione. „ Io non sono un doganiere, ma quello che dici tu penso che funzioni se qualcosa viene importato da Honk Kong in un paese EU ed in questo paese EU viene pagata la dogana. Poi da lì puoi spedire/rivendere nel resto dei paesi dell'unione europea senza ripagare di nuovo i dazi. Il fatto è che questi negozi però omettono proprio il pagamento dei dazi e dell'IVA. |
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inviato il 02 Luglio 2018 ore 11:59
Allora dobbiamo separare gli aspetti legali da quelli "etici". Sul sito scrivono chiaramente che hanno un "agente" in UK: ora se questo agente spedisce in Italia, i dazi non sono dovuti (almeno fino al 1 marzo 2019...), non c'è storia. Si presuppone che l'azienda in UK abbia pagato i dazi quando ha importato la merce da HK: che poi tra UK e HK, per ragioni storiche (ex colonia), non vi siano dazi, o siano in forma ridotta, questo non riguarda l'acquirente finale, al quale, al massimo possono venir caricati questi ipotetici dazi in fattura: in sostanza, se io compro un bene da un'azienda, è quest'ultima che deve assolvere a tutti gli obblighi di legge e farsi carico delle imposte previste dal diritto internazionale e commerciale, salvo poi (eventualmente) caricarle sul prezzo finale. Diverso è il discorso dell'IVA, che è un'imposta di carattere nazionale e che quindi va applicata secondo l'aliquota prevista nel Paese in cui il bene viene acquistato. Ma anche qui, ad esempio, nella fattura che ti mandano dal prezzo X viene scorporata l'IVA, ma la somma è sempre pari a quello che devi pagare, ovvero paghi il prezzo già ivato (anche Amazon, ad esempio fa così...), non è un problema dell'acquirente sapere se poi l'azienda versa effettivamente l'IVA allo Stato, oppure la elude... La questione etica, invece è tutt'altra cosa, ma qui subentrano considerazioni personali su cui è inutile disquisire... io posso non essere d'accordo, ma non sono neanche d'accordo, ad esempio, a non farsi fare la fattura dall'idraulico/imbianchino/carpentiere/dentista/avvocato/ecc. per risparmiare sul suo onorario...: fwink: |
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inviato il 02 Luglio 2018 ore 12:35
“ Sul sito scrivono chiaramente che hanno un "agente" in UK: ora se questo agente spedisce in Italia, i dazi non sono dovuti (almeno fino al 1 marzo 2019...), non c'è storia. „ Esiste una fattura quando ti arriva la merce? Se sì, a chi è intestata? La P.IVA è UK o extra EU? “ Diverso è il discorso dell'IVA, che è un'imposta di carattere nazionale e che quindi va applicata secondo l'aliquota prevista nel Paese in cui il bene viene acquistato. „ ??? “ Ma anche qui, ad esempio, nella fattura che ti mandano dal prezzo X viene scorporata l'IVA, ma la somma è sempre pari a quello che devi pagare, ovvero paghi il prezzo già ivato (anche Amazon, ad esempio fa così...), non è un problema dell'acquirente sapere se poi l'azienda versa effettivamente l'IVA allo Stato, „ L'IVA sulle importazioni viene applicata al momento in cui viene emessa la bolletta doganale, quindi quando i beni entrano in EU. Non è la ditta estera extra-eu che deve pagare L'IVA allo stato italiano ma l'acquirente (di solito attraverso il corriere) al momento dello sdoganamento, compresi i vari dazi. |
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inviato il 02 Luglio 2018 ore 13:01
Catand Non so se e come emettono fattura, visto che non ho mai acquistato da loro...il mio era un discorso generale. Per quanto riguarda l' Iva, se tu acquisti un bene in un paese UE in cui questa è, ad esempio, al 10%, devi pagare la differenza del 12% in Italia, oppure no? E se si' (perché la risposta è si'...), in base al tuo ragionamento, quando viene assolta se la merce non viene sdoganata (e quindi non c'è bolletta doganale)? |
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inviato il 02 Luglio 2018 ore 13:10
stai facendo un po' di confusione, mischiando argomenti vari: - Se un privato acquista un bene in EU si seguono queste regole: europa.eu/youreurope/citizens/consumers/shopping/vat/index_it.htm - Se un privato acquista un bene in un negozio non EU: 1) Paga l'IVA di quella nazione al negozio di acquisto 2) Se la fa poi rimborsare in un "refund tax" prima di lasciare quel paese 3) al rientro in Italia dichiara il bene alla dogana (la famosa frase "Nulla da dichiarare?"), ci paga l'IVA ed eventuali dazi. Poi le cose si fanno più complesse a seconda dei soggetti interessati, ma per noi "utenti privati senza partita IVA", l'iter sono questi. |
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inviato il 02 Luglio 2018 ore 13:18
“ Se un privato acquista un bene in un negozio non EU „ Forse stai facendo tu un po' di confusione... stiamo parlando di un negozio che ha sede (o come lo chiamano loro: "agente") in UK, quindi (per il momento) UE. Inoltre, se continuavi a leggere il link che hai postato, avresti potuto leggere: Acquisti online in un altro paese dell'UE Norme particolari possono applicarsi quando acquisti beni in un altro paese dell'UE con consegna nel tuo paese di residenza. Se la società presso la quale effettui l'acquisto vende e consegna beni al di là di un certo importo nel tuo paese, non può applicare l'IVA del paese in cui effettui l'acquisto. Deve invece applicare l'IVA del paese in cui la merce è consegnata, vale a dire l'IVA di destinazione. Il tetto massimo per le vendite oltre frontiera viene fissato da ciascun paese dell'UE a 35 000 oppure 100 000 euro. Ciò significa che la maggior parte dei rivenditori online che consegnano all'interno dell'UE sono tenuti ad applicare la norma dell'IVA di destinazione. Ovvero quello che sostenevo io. |
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inviato il 02 Luglio 2018 ore 13:24
“ Forse stai facendo tu un po' di confusione... stiamo parlando di un negozio che ha sede (o come lo chiamano loro: "agente") in UK, quindi (per il momento) UE. „ Questo dipende dalla P.IVA: se non si sa quale P.IVA usa questo "agente" ... “ Per quanto riguarda l' Iva, se tu acquisti un bene in un paese UE in cui questa è, ad esempio, al 10%, devi pagare la differenza del 12% in Italia, oppure no? E se si' (perché la risposta è si'...) „ Ed invece la risposta è no (o meglio: dipende, come ben spiegato nel link) Se poi tu scrivi ... “ Diverso è il discorso dell'IVA, che è un'imposta di carattere nazionale e che quindi va applicata secondo l'aliquota prevista nel Paese in cui il bene viene acquistato. „ è sbagliato perché “ Deve invece applicare l'IVA del paese in cui la merce è consegnata, vale a dire l'IVA di destinazione. „ Che è esattamente l'opposto di quanto dicevi. Il bene è acquistato sul sito di una società di HK che ha una "sede" (di cui non sono ben chiari i termini fiscali) in UK da un acquirente italiano, quindi deve esserci l'IVA italiana, oppure se non è indicata, deve essere pagata dall'acquirente Sarei curioso di conoscere le esperienze di qualche professionista con partita IVA che ha provato a registrare e scaricare una loro fattura ... |
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inviato il 02 Luglio 2018 ore 13:41
“ visto che non ho mai acquistato da loro „ Si era capito. Sulla fattura che ti inviano c'è scritto: [negozio 7] (Italia) West Wing, 2/F, 822 Lai Chi Kok Road Lai Chi Kok, Kowloon, 999077 Hong Kong Quindi tutti i tuoi discorsi sulla sede britannica cadono... Inoltre nella fattura stessa non c'è traccia dell'IVA (non è che tu la paghi e loro non la versano allo stato italiano, proprio non viene considerata). Per il discorso aliquota IVA il discorso è chiarissimo. Facciamo un esempio. Tu sito francese macron.fr (con sede francese) vendi in Italia: se in un anno vendi meno di 35.000 o 100.000 euro (come da te riportato, non so quale sia la quota che si applica per l'Italia) di merce allora puoi vendere in Italia applicando l'IVA francese (e pagandola alla Francia) perché si suppone che queste tue vendite siano "casuali". Se invece vendi più di 35.000 o 100.000 euro (non più vendite casuali quindi, ma sistematiche) allora devi applicare l'IVA italiana e pagarla allo stato italiano. Se invece sei extra-EU dovrebbe essere l'importatore a pagare IVA e dazi e nel nostro caso l'importatore saresti tu acquirente, anche se, per via del giochetto della triangolazione da Hong Kong, le probabilità che qualcuno ti venga a cercare qualcosa sono praticamente nulle. |
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