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inviato il 09 Maggio 2018 ore 12:11
Come gruppo fotografico oltre a organizzare eventi allo scopo di diffondere cultura fotografica e di dare opportunità a fotografi interessanti di mostrare i propri lavori diventiamo attivi anche on line pubblicando brevi interviste e inauguriamo questa attività con Caterina che è stata estremamente gentile e disponibile, qui potete leggere il testo della breve intervista fatta ri-flex.com/intervista-a-caterina-bruzzone/ |
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inviato il 09 Maggio 2018 ore 12:30
Ottimo. Bella intervista a una grande fotografa. |
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inviato il 09 Maggio 2018 ore 14:38
puntiamo a farne diverse e a creare contenuti interessanti per tutti |
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inviato il 09 Maggio 2018 ore 18:34
davvero una bella iniziativa, seguo con interesse, complimenti. |
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inviato il 09 Maggio 2018 ore 20:19
Bella intervista, ottima iniziativa.Complimenti. Clara |
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inviato il 09 Maggio 2018 ore 21:55
Grazie! |
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inviato il 09 Maggio 2018 ore 22:15
Vorrei ringraziare Matteo e tutto il gruppo per l'attenzione che mi hanno riservato! |
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inviato il 09 Maggio 2018 ore 22:54
Buono il lavoro, sempre speciale Caterina! Ciao Matteo e Cate F |
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inviato il 10 Maggio 2018 ore 0:03
ben fatto, ottime domande ed interessanti risposte. complimenti per l'iniziativa. |
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inviato il 10 Maggio 2018 ore 8:19
sono molto felice che la prima intervista sia di caterina, oltre a fare belle fotografie è una persona che secondo me ha tante cose da dire e è interessante leggerla,spero prima o poi di poterla anche conoscere di persona |
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inviato il 10 Maggio 2018 ore 8:42
“ sono molto felice che la prima intervista sia di caterina, oltre a fare belle fotografie è una persona che secondo me ha tante cose da dire e è interessante leggerla,spero prima o poi di poterla anche conoscere di persona „ Una persona speciale, oltre e a prescindere la fotografia, sicuramente |
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inviato il 10 Maggio 2018 ore 8:50
Applauso. |
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inviato il 10 Maggio 2018 ore 16:06
bravi bella iniziativa e ottima scelta per iniziare |
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inviato il 10 Maggio 2018 ore 16:12
nè faremo diverse altre e le pubblicheremo man mano scaglionate nel tempo, ma ci sono diversi fotografi che meritano di essere ascoltati e a cui vorremmo dare spazio |
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inviato il 16 Maggio 2018 ore 19:14
Buongiorno Matteo. Ottima l'iniziativa e gli intenti. Devo un po divergere, rispetto ai commenti precedenti sui risultati. Rispetto all'intervista rilasciata, pur stimando il lavoro di Caterina Bruzzone, non trovo la corrispondenza con quello che ho avuto modo di osservare tra i lavori pubblicati qui nel Forum. Non ho avuto tempo per visitare il sito personale per cui la mia considerazione è da prendere con beneficio di inventario. Trovo che alcune risposte fossero importanti al punto da essere degne di un approfondimento da parte del corrispondente. Ad esempio nella prima “ Metropolis é un lavoro che sto attualmente portando avanti e che tratta di archittetura ma sopratutto dell'uomo, un po' spersonalizzato e quasi assorbito dal tessuto urbano, sospeso tra il passato con cui non riesce a chiudere i conti ed un futuro caratterizzato fortemente dalla tecnologia di cui si sente contemporaneamente padrone e schiavo „ non sovviene la necessità di un chiarimento ulteriore sui significati di "spersonalizzazione" e "chiusura dei conti con il passato e futuro caratterizzato dal tecnologico". A chi si riferisce, a quale generazione, a quale fattispecie... Insomma data così mi pare una intervista a senso unico e poco esaustiva. La risposta sulla autorialità della foto di paesaggio, in sintesi, è la seguente: “ L'interpretazione del paesaggio che abbiamo davanti può diventare autoriale se il fotografo fa passare qualcosa di se nella scena trovando quell'equilibrio alchemico tra interiore ed esteriore di cui parlava Ghirri che consente di raccontare soggettivamente la scena nel rispetto della stessa andando oltre il puro aspetto emozionale „ . Anche in questo caso, salvo alcune eccezioni tutte riscontrate, da parte mia, solo negli ultimi lavori di Caterina, non ho conferma piena di quanto asserito a meno ché non citasse in toto Ghirri e le sue idee. Non ho la certezza io di ciò, come credo altri, perché mi pare che l'intervista non ha approfondito, in punti chiave ed importanti, dei concetti che sarebbero interessantissimi e che pure l'autrice ha generosamente fornito. In sintesi: la mia non è una critica all'autrice che, conosco solo in in parte e della quale posso condividere o meno le sue risposte. Si tratta di una critica al modo di intervistare che passa da un quesito all'altro senza approfondimenti intermedi sulle questioni, anche importanti e senza approfittare delle ghiotte occasioni disponibili. Mi pare vi sia margine per migliorare l'approccio alle interviste e senz'altro sarebbe interessante qualche domanda in più agli autori, anche scomoda, ma più utile a capire la loro opera e così da evitare la canonica domanda dei consigli ai novizi. Naturalmente vi prego di prendere le mie osservazioni come pura critica senza che vi sia alcun altro fine. Il mio modo di scrivere, molto diretto, e il mezzo disponibile per farlo, non garantiscocono la correttezza e la tranquillità con cui vorrei pormi. Cordialità ed un saluto. P.S. (comunque a labirint mi ci ero affezionato) |
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