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La post produzione nei paesaggi


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user4758
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inviato il 17 Aprile 2018 ore 7:56    

Il prossimo che mi rompe le palle che la post-produzione nei paesaggi è anti etica gli mostrerò questo video! MrGreen

N.B. Andate al minuto 5:30



Che poi io solitamente vado soltanto a recuperare un po' le alte luci, ombre e le solite cose come contrasto, nitidezza... qui la "contraffazione" mi sembra molto più pesante!

avatarjunior
inviato il 17 Aprile 2018 ore 8:17    

L'essenza della paesaggistica e':

No filtri
Solo JPG
Niente treppiede
Niente editing
Esclusivamente nelle ore centrali del giorno, perche' svegliarsi presto la mattina e tornare a casa tardi la sera e' troppo sbattimento

E se le foto non riescono bene...urge comprare nuova macchina fotografica!

avatarjunior
inviato il 17 Aprile 2018 ore 8:42    

Più che anti etica direi al che puoi tranquillamente mostrarlo alle grandi schiere di quelli...
"Jpg diretto, se postproduci non sei un fotografo!"

Con buona pace di tutti quelli che, negli anni, si sono bruciati le tonsille a respirare acidi ed accecarsi con fievoli luci rosse

avatarjunior
inviato il 17 Aprile 2018 ore 9:00    

Esistono ancora?

avatarsenior
inviato il 17 Aprile 2018 ore 9:12    

La post produzione è indispensabile in tutti i generi di fotografia perché il raw è un formato privo di caratterizzazione dei colori e dei contrasti. Il jpeg altro non è che il file raw elaborato automaticamente dalla Reflex secondi parametri degli ingegneri. Detto questo nella paesaggistica ci stiamo abituando a colori, specialmente nei cieli, assolutamente non corrispondenti alla realtà. È come se facessi l'orso bruno un orso bianco. Occorrerebbe distinguere la paesaggistica naturalistica dalla paesaggistica artistica.

avatarsenior
inviato il 17 Aprile 2018 ore 9:22    

Premesso che non ho potuto vedere e ascoltare il video completo (spero di farlo stasera) ma se ci si riferisce alle tecniche di mascheratura e bruciatura occorre fare una "piccola" (cioè grande) precisazione: Burket stampava su carta Ilfochrome Classic Deluxe, una carta positiva per la stampa diretta da diapositiva, questa carta ha un contrasto elevatissimo e farci "entrare" la gamma di tonalità presenti nella diapositiva (soprattutto se questa è particolarmente contrastata) è un'operazione molto difficile pertanto procedere in quel modo (o addirittura creando una copia negativa della diapositiva, da sovrapporli in fase di stampa per abbassare i contrasti) è d'obbligo, ancor più che nella stampa B&N. Per il resto con quel tipo di stampa non è possibile fare molto, se hai una diapositiva anche un po' sottoesposta o sovresposta è difficilissimo se non impossibile recuperarla, pena deviazioni di colore, ecc. Se osservate le sue (o quelle di Micael Fatali) diapositive originali con le sue stampe troverete una quasi perfetta aderenza, non certo le notevoli trasformazioni che alcuni fanno dei RAW. Insomma, paragonare il lavoro del Grande Burket (e le ridotte possibilità date dal tipo di prodotti utilizzati: diapositive + Ilfochrome) ai milioni di pincopalliino che smanettano sui RAW (con tutte le possibilità di manipolazione che offrono) mi pare un paragone un po' azzardato. Anche perché nel suo caso ogni tentativo è a perdere, se sbaglia ricomincia da zero, non ha la funzione "undo".
Paragonare quella tecnica ell'elaborazione digitale dei RAW a mio modesto e opinabile parere è un po' come dire: "anche lo scultore di marmo usa a volte uno scalpello elettrico, elettrico proprio come la stampante 3D con cui si può fare la stessa scultura".

user4758
avatar
inviato il 17 Aprile 2018 ore 9:29    

Diebu, però il concetto non cambia... che sia stata fatta completamente a mano, con tecniche complesse o che si sia utilizzato un software che anche una scimmia potrebbe utilizzare, la foto risultante non è più corrispondente alla realtà!

avatarsenior
inviato il 17 Aprile 2018 ore 9:37    

sarebbe sufficiente ignorarli "gli etici"; lasciarli nel loro sbiadito mondo jpg dove, forse, non soffrono d'invidia;

io ormai appena leggo un topic anti pp neanche approfondisco, banno il tipo e basta, che sia qui, fb, o qualsiasi piattaforma simile, mi sono stufato di leggere sempre le solite e inutili str.....e

avatarsenior
inviato il 17 Aprile 2018 ore 9:37    

la foto risultante non è più corrispondente alla realtà!


La foto non è mai corrispondente alla realtà

avatarsenior
inviato il 17 Aprile 2018 ore 9:52    

il concetto non cambia... che sia stata fatta completamente a mano, con tecniche complesse o che si sia utilizzato un software che anche una scimmia potrebbe utilizzare, la foto risultante non è più corrispondente alla realtà!

La foto stampata è corrispondente alla diapositiva, che, a mio avviso, non si discosta così tanto dalla realtà come invece accade in molti casi di elaborazione dei RAW (ovviamente non tutti, mi riferisco a quelle "pacchianate" che si vedono in giro). Insomma, quello che voglio dire che partendo da una diapositiva e stampando con quella tecnica/carta non è neanche lontanamente possibile avvicinarsi agli stravolgimenti fattibili in PP digitale.

user4758
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inviato il 17 Aprile 2018 ore 10:03    

La foto non è mai corrispondente alla realtà


Scusa, una rappresentazione della realtà...

user4758
avatar
inviato il 17 Aprile 2018 ore 10:06    

La foto stampata è corrispondente alla diapositiva, che, a mio avviso, non si discosta così tanto dalla realtà come invece accade in molti casi di elaborazione dei RAW (ovviamente non tutti, mi riferisco a quelle "pacchianate" che si vedono in giro). Insomma, quello che voglio dire che partendo da una diapositiva e stampando con quella tecnica/carta non è neanche lontanamente possibile avvicinarsi agli stravolgimenti fattibili in PP digitale.


Diebu, lascia perdere i casi estremi... credo siamo tutti concordi nel non considerle fotografie, ma elaborazioni grafiche! ti parlo del normale sviluppo in camera bianca, dove si tocca l'esposizione, si sistemano alte luci, ombre o si satura, ecc... non vedo nessuna differenza dal lavoro fatto in analogico dal vecchietto qui sopra!

P.S. Lui addirittura va a mascherare, giocando con le luci/ombre in maniera selettiva, alla fine sta "imbragliando" di più di uno che utilizza LR semplicemente per sviluppare le proprie foto

avatarsenior
inviato il 17 Aprile 2018 ore 10:19    

Diebu, lascia perdere i casi estremi... credo siamo tutti concordi nel non considerle fotografie, ma elaborazioni grafiche! ti parlo del normale sviluppo in camera bianca, dove si tocca l'esposizione, si sistemano alte luci, ombre o si satura, ecc... non vedo nessuna differenza dal lavoro fatto in analogico dal vecchietto qui sopra!


Io non ci trovo alcuna differenza, alla fine in CO sceglievo la carta, Cibachrome, per la gradazione o per la brillantezza, sceglievo gli acidi e i trattamenti chimici più adatti all'idea che avevo in mente, adattavo l'esposizione anche con mascherature e bruciature per migliorare il risultato finale. Si è sempre fatto così in camera oscura e sempre lo si farà incamera chiara, non farlo sarebbe comportarsi come quando si affidava il rullino negativo colore al laboratorio di stampa senza dare alcuna indicazione di sviluppo e di stampa, sviluppavano e stampavano neutro con risultati piatti e banali

user4758
avatar
inviato il 17 Aprile 2018 ore 10:23    

Signor Mario, hai sintetizzato perfettamente il concetto... ;-)

avatarjunior
inviato il 17 Aprile 2018 ore 10:43    

Affermare che il jpg o il raw puro sia LA REALTA' o una rappresentazione di essa fa un po' ridere...

Se si prende per vera la cosa allora se faccio uno scatto di 10" ed esce una foto realistica? Una notte completamente chiara non è reale, una foto mossa non è reale, eppure il JPG e il raw non lavorato rappresentano ciò che han visto...

Insomma basta!

Postproduzione NON E' fotoritocco.

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