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inviato il 22 Marzo 2018 ore 14:49
Ciao, mi chiamo Vittoria Malignani, Attualmente mi sto dedicando alla fotografia analogica, sperimentando nuovi scatti con Leica II (1934), Leicaflex (1968) e Rolleiflex 2.8 alla ricerca di reportage capaci di esprimere una bellezza ed una consapevolezza che oggi, a causa della massificazione della fotografia, è andata un po' perduta. (ho modificato il post in quanto essendomi appena registrata ho confuso il post con la "biografia" ) Ad ogni modo ho sempre seguito questo blog/sito per i miei dubbi inerenti a certi modelli di macchina fotografica o per sentire pareri ed opinioni. Spero di conoscere fotografi interessanti e di imparare cose nuove. Di nuovo saluti e chiedo scusa per la gaffe |
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inviato il 22 Marzo 2018 ore 15:18
Benvenuta tra noi |
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inviato il 22 Marzo 2018 ore 17:05
Grazie |
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inviato il 22 Marzo 2018 ore 19:06
Una presentazione molto ambiziosa.... Leggendo le ultime righe mi verrebbe da chiederti se nella ricerca della "tua" bellezza i mezzi "analogici" siano così fondamentali.... La bellezza oggi per me non si sta perdendo, si sta nascondendo. Bisogna cercarla. Benvenuta e buona ricerca..... |
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inviato il 22 Marzo 2018 ore 22:37
Sono una così detta "nativa digitale". Da quando sono stata capace di armeggiare con la tecnologia ho sempre avuto in mano fotocamere, sia a pellicola sia digitali. Soprattutto negli anni dell'adolescenza, quando a scuola ci davano molti esercizi da fare con il digitale e la pellicola ho avuto modo di vedere le differenze e le similitudini delle due tecniche, apprezzandole entrambe. In questi ultimi anni però, con lo sviluppo delle nuove ed ultimissime tecnologie digitali (e parlo molto anche de telefoni e le loro fotocamere di ultima generazione), la fotografia ha preso una piega "consumer" che purtroppo ha generato, anche grazie ai social, una marea di spazzatura. Ovviamente non faccio di tutta l'erba un fascio. Ci sono anche tantissime persone che fanno foto splendide e con molto più significato di tanti altri che sono virtuosi ed usano mezzi costosi... Però non sono la maggioranza. In questo senso accuso il digitale perché ha reso possibile ciò che prima poteva essere complicato, portando alla mano di tutti un mezzo come la fotografia che invece di superficialità e consumismo necessità di attenzione, pazienza e studio. Oggi tutti si professano "fotografi" senza nemmeno sapere cosa sia un negativo... Ma a livello di bellezza, trovo che l'analogico sia più poetico: è una mia idea di bellezza ed è soggettiva. Lo apprezzo come un appassionato di musica può apprezzare il vinile rispetto al CD... Banalmente e matematicamente parlando: l'analogico è qualcosa di continuo, di tangibile. Il Digitale è discreto ed astratto. Se devo fissare qualcosa sul mio sensore e fare un reportage a misura d'uomo, preferisco scegliere un mezzo concreto. Anche perché ho trovato nella M6 o nella Rollei 2.8 la pasta e i contrasti che in digitale non ho mai avuto o visto. Comunque la "presentazione" era un errore ahahaha.... Volevo metterla come Bio, ma è partito il commento Saluti :) |
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inviato il 23 Marzo 2018 ore 11:54
ciao e benvenuta |
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inviato il 23 Marzo 2018 ore 21:02
Vittoria ben arrivata. Sul sito troverai tante persone interessanti ma anche qualche str@nzo come me. Ho visto le tue foto. Mi son fatto l'idea che sei brava e un poco snob. Ciao. |
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inviato il 24 Marzo 2018 ore 14:53
Ahahaha Ciao Luca, "Snob" ahaha questa mi piace. Diciamo che ho i miei gusti, ma se c'è da sperimentare lo faccio volentieri :D |
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inviato il 24 Marzo 2018 ore 16:34
Benvenuta! Io "navigo", tanto, con il digitale e, oramai poco, con l'analogico che però non disdegno. Più che altro perché con l'analogico ho già fatto tanto 40-50 anni fa e mi viene male riaprire la camera oscura, anche se ho ancora tutto (salvo l'attrezzatura per il colore che ho portato in discarica qualche anno fa). Ciò non toglie che il nome delle Tue fotocamere, mi abbiano dato un tuffo al cuore. Quello che ho ogni volta che la mia LEICA III° b o le altre vecchie glorie della mia collezione fanno click, specie se a bordo c'è la pellicola. Oggi l'analogico per me è un film da passare nello scanner, perché lo sviluppo lo faccio ancora, ma la stampa non più. Però forse è già qualcosa... Hai un nome molto friulano e questo mi piace ancor di più. Nuovamente BENVENUTA! E attenta ... Qui gli analogici sono pochi, ed i CANIKON dilagano!   Quelli, come me, che utilizzano decine di ottiche di 40-80 anni fa sulle mirrorless full frame sono visti come untori e devono muoversi nell'ombra ...   |
user30556
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inviato il 24 Marzo 2018 ore 17:26
Magari hai pure l' R moscia |
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inviato il 24 Marzo 2018 ore 17:37
Benvenuta Vittoria e complimenti per il percorso formativo e per le motivazioni per quello futuro. Alcuni tuoi scatti mi piacciono molto, spero presto di vederne molti altri. Un saluto Baldassarre |
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inviato il 24 Marzo 2018 ore 21:10
Vi ringrazio a tutti Tonyrigo, si: sono orgogliosamente friulana |
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inviato il 25 Marzo 2018 ore 0:17
Ciao Vittoria, benvenuta. Trovo molto discutibile il tuo approccio alla fotografia e, in generale, alla comunicazione dell''arte figurativa. Voglio partire dal definire cos'è la bellezza, qualcuno propone "La bellezza è l'insieme delle qualità percepite tramite i cinque sensi, che suscitano sensazioni piacevoli che attribuiamo a concetti, oggetti, animali o persone nell'universo osservato". Concordo che ognuno che abbia il desiderio di esprimersi e comunicare con una qualsiasi forma d'arte possa e debba scegliersi gli strumenti che sente più idonei a realizzare le proprie idee, ma proprio in ragione di questo rapporto che riconosco tra "concept" e "tool" considero contraddittorio il tuo enunciato. Non nel proclamare la libera scelta dei canali espressivi e dei conseguenti mezzi tecnici, ma nel proclamare gratuitamente e apoditticamente la bellezza e la consapevolezza "perdute nella massificazione". Se partiamo dal ribaltamento del rapporto teoria-prassi nato dalla filosofia dialettica moderna a partire da Hegel e razionalizzato da Marx e Engels, se riconosciamo che la teoria, quindi anche la critica e l'estetica, discendono dal vivere concreto e quindi cambiano col mutare di esso, dobbiamo riconoscere come ovvio e conseguente il fatto che anche il concetto di bellezza non sia cristallizzato nel tempo e che possano quindi cambiare la sensibilità per intenderlo e i mezzi per realizzarlo. La massificazione - come tu la chiami - sposta e modifica semplicemente il concetto di bellezza. La bellezza si perde solo se viene a mancare la sensibilità dell'osservatore, se questi non sa cogliere non tanto la bellezza, quanto i mutamenti storici della forma e dell'estetica. Se invece vogliamo - come qualcuno ha adombrato - accostare la presunta morte della bellezza e della consapevolezza al fatto che sempre meno sono valori elitari e patrimonio di cerchie ristrette (come si può intendere o fraintendere da quanto scrivi), allora...si, potrebbe diventare attuale l'ipotesi di un po' di snobismo, non tanto classista quanto intellettuale.... . ...cheers. |
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inviato il 25 Marzo 2018 ore 10:18
Ciao Andrea ti ringrazio per la risposta. Faccio una premessa. Il mio pensiero non era rivolto ai professionisti o comunque a chi ne sa di fotografia (quindi credo a buona parte delle persone in questo blog), ma era rivolto a quella fascia di persone che si fanno chiamare “fotografi” che operano senza pensarci troppo facendo fotografie buone non per merito loro ma per mezzo della tecnologia che li assiste. Per “bellezza e consapevolezza perduta nella massificazione” (a questo punto preciso, visto che non è stato colto) intendo il fatto che oggi moltissimi fotografi o anche “amatori” quando prendono una macchina fotografica (costosa o meno) per fare un lavoro o anche per un proprio progetto, premono l'otturatore in automatico… Si girano e click… Si rigirano e click…. Tanto anche se fanno una foto mediocre poi c'è Photoshop che sistema tutto o Lightroom. Non c'è più una consapevolezza concreta né una ricerca vera e propria della bellezza (perché “se viene brutta tanto la correggo”), le possibilità sono infinite (i numeri di scatti concessi e il fatto che il file è manipolabile). Se viene bene c'è poco da ritoccare, se viene male si fanno miracoli. Ho visto colleghi fare dei disastri e poi trasformarli in foto davvero buone… Ma parlo da “purista”: per me usare photoshop per raddrizzare l'orizzonte, per regolare le luci a mio piacimento o per cancellare un errore ed un elemento non desiderato (in generale per stravolgere l'immagine iniziale) è barare e non fotografare. Per me ricercare la bellezza in una foto è arrivare nel luogo e nel momento dello scatto consapevole di un'idea di fondo che ho e che mi ha spinto ad andare in un dato luogo e in un dato momento. Prima di scattare studio le condizioni di luce, studio le ombre osservo il luogo e poi appena percepisco che c'è qualcosa che tocca le mie corde di “bellezza” scatto. Anche se ho delle digitali non faccio mai tante foto: cerco di ragionarci sempre e di farne poche. Non è la quantità che conta, ma la qualità di quello che faccio che mi interessa. L'aggettivo “massificazione” era più che altro rivolto alla consapevolezza, non ci si pongono molte domande prima di scattare. Una volta essere fotografi richiedeva uno studio alle spalle, una conoscenza dell'apparecchio e dei mezzi. Oggi basta premere un pulsante e fa tutto la tecnologia. Non ci si ferma a pensare alla foto o a cosa si vuole catturare. Si scatta in massa per riempire album digitali, per documentare un momento sui social. Non lo si fa per sé stessi, ma per gli altri. Fotografare diventa un automatismo come lo è bere un bicchiere di vino. C'è chi lo fa consapevolmente, scegliendo il vino, conoscendone le caratteristiche e apprezzandone storia e aromi. E chi invece anche pur bevendo un ottimo vino se lo trangugia dal bicchiere di plastica!? (orrore XD ). Sarò anche state definita “snob”, ma non potrò mai considerare un “fotografo bravo” se non usa la testa e il cuore prima di scattare. Poi ripeto, è un mio pensiero e non intendo imporlo come un despota a nessuno. Ognuno è libero di fare e pensare quello che vuole. Io però sono molto tradizionalista da quel punto di vista lì, sono aperta alle nuove tecnologie, ma per fare bene il nuovo non bisogna dimenticarsi del vecchio, altrimenti se non si hanno le fondamenta, crolla tutto. PS poi anche se fotografo da quando sono piccola (la mia prima macchina era una Olympus a 4 anni ) sento di avere moltissimo da imparare ancora, anche se ho trovato una direzione. Mi sono iscritta qui anche per questo e apprezzo molto che ci siano finalmente discussioni interessanti (cosa che non ho trovato tanto nel social). A presto e ancora grazie Andrea :) |
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inviato il 25 Marzo 2018 ore 10:37
C@zzo, se partita proprio maluccio..... |
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