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schiavi di amazon: ecco il braccialetto che monitora i dipendenti…peggio della frusta!!!


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avatarsenior
inviato il 02 Febbraio 2018 ore 22:51    


Ottimizzare il lavoro nei magazzini in cui si evadono gli ordini online con braccialetti “intelligenti” per i dipendenti in grado di monitorarne le attività: è l'idea brevettata da Amazon per velocizzare le operazioni di consegna. Lo riporta il sito GeekWire.
SCHIAVI DI AMAZON – LA SOCIETÀ BREVETTA BRACCIALETTI PER MONITORARE DIPENDENTI: COSÌ POTRÀ SEGUIRE OGNI SECONDO DEL PROCESSO DI DISTRIBUZIONE, E ANCHE INVIARE VIBRAZIONI AI POLSI DEI DIPENDENTI CHE SBAGLIANO. NON SARANNO FRUSTATE, MA POCO CE MANCA…
Ottimizzare il lavoro nei magazzini in cui si evadono gli ordini online con braccialetti “intelligenti” per i dipendenti in grado di monitorarne le attività: è l'idea brevettata da Amazon per velocizzare le operazioni di consegna. Lo riporta il sito GeekWire.

Il sistema pensato dal colosso di Seattle si basa su braccialetti connessi all'inventario e agli ordini, in grado di controllare con precisione se le mani dei dipendenti si stanno muovendo nel posto “giusto”.

Insomma sapranno se lo staff sta compiendo i passaggi corretti e più veloci per evadere un ordine. Uno strumento pensato per rendere il lavoro più efficiente ma anche una potenziale forma di controllo che metterebbe a rischio la privacy del lavoratore. Per ora non ci sono indicazioni ufficiali di Amazon sull'effettiva realizzazione dei brevetti, ma il potenziale mezzo di sorveglianza potrebbe far discutere. In Italia i dipendenti di Amazon hanno protestato contro le condizioni di lavoro con uno sciopero in occasione del Black Friday.

I brevetti, depositati da Amazon nel 2016, sarebbero due. I braccialetti, secondo GeekWire, sarebbero anche in grado di inviare ai polsi dei dipendenti delle vibrazioni per indicare eventuali errori. Per gli autori del brevetto, riporta il sito, i dispositivi aggirano il bisogno di sistemi di monitoraggio più complessi e costosi di tipo “visivi” basati sull'intelligenza artificiale come quello alla base di Amazon Go, il negozio senza casse appena aperto a Seattle.



Pause a tempo per i bagni, timer per controllare che un lavoratore stia imballando abbastanza scatole, e forse anche i braccialetti che controllano la produttività. Non è facile la vita per i dipendenti di Amazon, azienda che ha puntato tutto sull'economicità ed efficienza delle spedizioni. Condizioni di lavoro finite sotto i riflettori ripetutamente negli anni, culminate poche settimane fa in Europa con uno sciopero durante il Black Friday, giornata simbolo per il colosso dell'eCommerce.

Condizioni che a volte sono state accostate a quelle della cinese Foxconn, nota come la fabbrica dei suicidi. Tra i primi a sollevare il velo sulle condizioni dei lavoratori di Amazon, il New York Times con un'inchiesta del 2015. “L'azienda sta conducendo un esperimento per capire quanto può spingere sugli impiegati per soddisfare le sue sempre più grandi ambizioni”, scriveva allora il quotidiano della Grande Mela raccontando di turni sfiancanti, mancanza di aria condizionata, impiegati costretti a mandare e-mail anche in orari notturni o obbligati a fare la spia sulle performance degli altri colleghi, controlli durante la pausa bagno, crisi di pianto.

“Credo fermamente che chi lavora in una società che è davvero come quella descritta dal New York Times sarebbe pazzo a rimanere. Io la lascerei”, aveva risposto Jeff Bezos. Ma ad aggiungere altri particolari un'inchiesta della Bbc, di qualche mese dopo: aveva infiltrato un suo giornalista tra i camionisti impiegati in agenzie che lavoravano per Amazon, documentando anche in questo caso turni impossibili. Le polemiche sulle condizioni di lavoro nel colosso di Seattle non si sono placate negli anni. Anche in Germania, fulcro e motore dell'Europa unita, i dipendenti hanno iniziato le prime proteste nel 2013 e hanno scioperato poche settimane fa durante il Black Friday, giorno di punta per il colosso americano.

Stessa protesta, nello stesso giorno in Italia al deposito di Castel San Giovanni, in provincia di Piacenza, dove i 'pickers', chi lavora nei magazzini, percorre dai 17 ai 20 chilometri al giorno per movimentare le spedizioni. “Il pacco è per Amazon”, avevano scritto in uno striscione. Ma la vertenza è ad oggi in stallo.

Da www.stopeuro.news/schiavi-di-amazon-ecco-il-braccialetto-che-monitora-

avatarsenior
inviato il 02 Febbraio 2018 ore 23:35    

www.ilfoglio.it/economia/2018/02/02/news/amazon-braccialetti-monitorar

www.bufale.net/home/disinformazione-braccialetto-amazon-lavoratori/

www.nextquotidiano.it/braccialetto-elettronico-amazon/

avatarsenior
inviato il 02 Febbraio 2018 ore 23:37    

Leo Pistone complimenti per la fonte : Stop Euro.
La gente come te ci porterà alla rovina. Te lo dico con un certo anticipo

avatarsenior
inviato il 03 Febbraio 2018 ore 0:13    

Il TG di Canale 5 ovviamente ne ha dato notizia questa serata MrGreenMrGreenMrGreen
Chissà se Italia1 ne farà uno specialeCool
Ocio alla Fake

avatarsenior
inviato il 03 Febbraio 2018 ore 0:28    

Sono decine di anni che si cercano sistemi altamente automatici e "user friendly" per fracilitare e accelerare il lavoro di prelievo dai magazzini. Si sono realizzati sistemi con prelievo ad assistenza computerizzata e ad assistenza ottica, lo scopo di tutti questi presidi tecnologici è quello di prevenire l'errore con due strategie: procedure di doppio controllo sull'operatività (l'esattezza di ogni operazione viene verificata combinando la rilevazione in tempo reale con un documento gestionale) e sistemi di informazione dell'operatore che siano quanto più evidenti, rapidi, univoci e - soprattutto - non affaticanti. L'uso di codici colore, segnalazioni luminose, allarmi sonori o a vibrazione ha proprio lo scopo di svincolare l'operatore dal logorante impegno di dover leggere con attenzione dei documenti - cartacei o a video - e verificare tramite questi l'esattezza delle operazini che svolge. osso testimoniare che in tutti i magazzini dove ho visto inserire tali teconologie, i primi ad essere contenti erano proprio i dipendenti.

I problemi si verificano in due casi:
1) quando il datore di lavoro agisce in malafede: la cosa non può essere esclusa, ma sarebbe tutta da dimostrare, oltretutto non ho mai consociuto aziende che fanno enormi investimenti in tecnologia per vederseli inibire ope legis...giova ricordare che i controlli paventati da Salvini e Boldrini sarebbero completamente illegali.
2) quando gli asini montano in cattedra: purtroppo, con la classe dirigente che ci ritroviamo, questo capita spesso. Parlare in termini apodittici e assertivi di cose di cui poco si sa e nulla si capisce pare quasi un dovere...certo, se questi fenomeni con la sfera di cristallo, così abili a prevedere cosa succederà nei casi in cui nulla ne viene, applicassero i loro talenti divinatori a problemi di pubblica utilità ci risparmieremmo un sacco di fastidi!!

Alla fine, ha sempre ragione il divino Dante: "Un bel tacer non fu mai scritto".

avatarsenior
inviato il 03 Febbraio 2018 ore 0:32    

Paolo,
in primo luogo il neo schiavismo di Amazon è ben noto e non lo si scopre certo oggi.
Tanto è vero che nelle sedi italiane le autorità di controllo preposte si sono sentite in dovere di eseguire delle indagini.
Inchieste svolte all'estero hanno dato gli stessi risultati.

Ora c'è un elemento in più per chiunque abbia la volontà di osservare certe cose e di prenderne atto.
Il che, come indica la tua risposta, non è assolutamente da dare per scontato.

Poi si può essere più sensibili ai vantaggi che si ritiene di avere servendosi presso quell'azienda di schiavisti, che non per quel che capita agli sventurati che trovano lavoro presso tale azienda.

E' una semplice questione di sensibilità personale.
C'è chi riversa tutta la propria in un mirino di macchina fotografica e chi invece è portato ad applicarla con maggiore ampiezza.

Quanto all'ultima tua dichiarazione, forse ti sfugge che in linea di principo ti sei comportato nello stesso identico modo del berlusca dei tempi d'oro, che liquidava con l'accusa di essere comunista chiunque esprimesse una critica nei suoi confronti.
Il che ti rende intercambiabile con quella gran bella persona.

Nella tua urgenza di screditare quel che non vuoi sentire, inoltre, non hai rilevato che se il link allegato è di un sito che ti dà tanto fastidio, l'articolo è stato ripreso da Geekwire. Distrazione o malafede?
Valutando dal resto del tuo breve commento opterei per la seconda.

Avrei avuto la possibilità di mettere link diversi ma ho scelto quello, nella sicurezza che qualcuno vi avrebbe fatto riferimento proprio nel modo con cui lo hai fatto tu.
E' toccato a te, complimenti.

Ti sfugge inoltre che alla rovina ci siamo già.
Te ne porto un esempio lampante anche se dubito che ne comprenderai il senso.

Nel 1947 l'Italia ha pareggiato la produzione industriale del 1938. Dopo una guerra perduta che ha lasciato il paese coperto di macerie.

Nel 2017 l'Italia è ben lontana dalla produzione industriale e dal PIL del 2008.
Senza contare che allora l'industria nazionale era pressoché tutta in mani italiane, oggi è quasi completamente in mani straniere, che quindi portano dove fa loro più comodo i relativi profitti.

Mi risparmio di riportare le percentuali, che un paio di decenni fa si ritenevano inimmaginabili, riguardanti disoccupazione, precarizzazione, povertà endemica, impossibilità di ricevere cure mediche, perché hai già dimostrato che a te certe quisquilie non interessano.

Faccio un'eccezione solo per la mortalità infantile.
Quella Greca è aumentata dal 2008 del 48,2%.

Che lo vogliano accettare o meno, quelli che "ragionano" come te sono complici di tutto questo.
La maggior parte delle volte solo per la sottile libidine che dà il detenere "valuta forte" nel portafogli.
Mentre vedono che ai loro figli è stata sottratta qualsiasi ipotesi di futuro dignitoso.

Altre volte perché hanno bisogno di credere, ai fini della loro tranquillità mentale, di trovarsi nel migliore dei mondi possibili.
A questo proposito ti chiedo se hai già scritto la tua letterina a Babbo Natale.
Quelle che arrivano per prime ricevono i regali più belli, lo sapevi?

avatarsenior
inviato il 03 Febbraio 2018 ore 0:39    

"Un bel tacer non fu mai scritto"
Più che mai in casi come questo è sinonimo di omertà, Andrea Ferrari, ti piaccia o meno.

avatarsenior
inviato il 03 Febbraio 2018 ore 0:41    

"Ocio alla Fake"

I metodi schiavistici di Amazon sono ben noti.
I casi riportati e certificati sono un'infinità.

Poi se vogliamo continuare a credere a Babbo Natale, perché speriamo che il prossimo 25 dicembre ci porti la pixellata nuova, nulla osta.

avatarsenior
inviato il 03 Febbraio 2018 ore 0:42    

Mi suona strana anche la faccenda dei 17-20 chilometri al giorno: nei magazzini di distribuzione vengono studiati sofisticati algoritmi per dimensionare i magazzini, elaborare liste di prelievo multiple (tecnica del multi-picking e del sorting), mappare gli stoccaggi e calcolare le liste e le sequenze dei prelievi, per ottimizzare e mininizzare i percorsi di stivaggio e prelievo. Capo primo, non vorrei che si credesse che tali percorrenze vengano fatte a piedi: chi ha visto operare un magazzino (chi non l'ha mai visto farebbe bene a tacere...) sa benissimo che il lavoro si svolge, oltre che in piano, anche in altezza, e i bancali più alti sono anche a 14-15 metri dal suolo. Delle due, una: o gli operatori lavorano con carrelli elevatori, o sanno volare.
Dando per buona la prima, i carrelli si muovono a 6-8 km/h: ciò significa che Amazon, nella concezione di questi geni dell'informazione, paga i suoi dipendento per fare "brooom brooom" a bordo del carrello per circa metà della loro giornata lavorativa. Vediamo di parlare seriamente, per favore...
Non sto spezzando lance per Amazon, ma dico semplicemente che se si vogliono tutelare i lavoratori e i loro diritti, il servizio peggiore che si può fare loro è quello di vittimizzarli con informazione farlocche: si ottiene solo di metterli in ridicolo e togliere credibilità alle loro istanze. Sanno tutelarsi e difendersi benissimo da soli, e anche quando non lo fanno bene non hanno bisogno di avvocati delle cause perse!!

avatarsenior
inviato il 03 Febbraio 2018 ore 0:50    

Si, hai proprio ragione, i padroni di Amazon sono dei noti filantropi.

Tanto è vero che le fonti di informazione al completo riportano quotidianamanete gli esempi innumerevoli della loro magnanimità.

Ma vi rileggete quando scrivete roba simile?

Senza contare la proiezione eseguita sull'interlocutore che accusate di quello che in realtà fate voi, come emerge in maniera palese dal tuo commento.
Anche se qui andiamo troppo sul difficile...


avatarsenior
inviato il 03 Febbraio 2018 ore 0:55    

Vedi, Leo, dovresti valutare la distanza che esiste tra le tue buone convinzioni e le tue cattive argomentazioni. Quando anche fosse vero (e non lo escludo) che Amazon sia carente sul piano etico, quando anche fosse vero che schiavizza i lavoratori (esistono comunque le leggi, a disciplinare quello che si può e non si può fare, e il livello di controllo che tu paventi sulla condotta dei dipendenti è illegale), quando anche tu avessi tutte le ragioni del mondo, portarle avanti con delle argomentaizoni false non fa onore a te e soprattutto nuoce alle persone di cui prendi le parti.
Quanto alla citazione dantesca, non è riferita a te ma al desolante campione dell'
intellighenzia
politica che si è prontamente mobilitato sull'argomento (e, nota bene, sia il campione che la desolazione sono rigorosamente bipartizan, quindi non se ne può fare questione di schieramento).
Alla fine di tutto, rimane il fatto che Amazon sarà magari un fenomeno discutibile, ma non saranno certo delle panzane a metterlo in difficoltà, men che meno se agitate da dei contapalle di professione che oggi tuonano e saettano per poi, domani, stendere tappeti rossi agli investimenti delle multinazionali sul sacro suolo e garantire loro buone condizioni di insediamento. Di tutto quello che si sta sciorinando, l'unica cosa rispettabile sono gli scioperi dei lavoratori, che rinunciano a parte del loro salario per tentare di tutelarsi. Tutto il parlare dei politicanti e le frottole della carta stampata fanno solo pena, danno e pena.

avatarsenior
inviato il 03 Febbraio 2018 ore 0:56    

Leo, ma tu sei mai entrato in un magazzino di distribuzione?

Il problema non è la filantropia di Amazon, è che le cose che si raccontano sarebbero delle inefficienze tali, da andare pesantemente contro i suoi interessi: Non esiste un gestiore di magazzini che fa fare 20 chilometri di percorrenza ai suoi operatori...per distanze molto, ma molto minori si installano sistemi di traslazione automatici.

Amazon retribuisce (poco, tanto, il giusto, l'ingiusto, valuta tu...) i suoi dipendenti per far preparare loro delle spedizioni, non per correre una maratona al giorno!!

avatarsenior
inviato il 03 Febbraio 2018 ore 1:00    

Illazioni e pretesti, senza soluzione di continuità.
Salvo poi accusarne l'interlocutore.

Torno a ripetere: rileggete quello che avete scritto?
E a questo punto mi obblighi: ne comprendete il senso?

avatarsenior
inviato il 03 Febbraio 2018 ore 1:05    

Guarda alle volte come va il mondo.
Persone che si dilettano o campano proprio di fotografia, attività che si immagina presupponga un impiego della vista ben più approfondito della norma, poi sono quelle che rivendicano con la maggior veemenza il loro diritto a indossare spessi paraocchi.

Proprio niente male come paradosso.

avatarsenior
inviato il 03 Febbraio 2018 ore 1:11    

Ma quali illazioni!! Ma quali pretesti!! Qui si sta parlando di fatti, di esperienze dirette sull'ambiente di lavoro (le mie, almeno. Le tue non so, non mi hai ancora detto se hai mai visto un magazzino).
Quello che capisce poco mi sembri tu: sono due pagine che si continua a spiegarti che non c'è intenzione alcuna di prendere le parti di Amazon, ma che semplicemente bisognerebbe portare avanti dei ragionamenti fondati.
La contropartita è che salta fuori un collegamento balzano tra lo schiavismo di Amazon e l'aumento della mortalità infantile in Grecia, il tutto con lo scopo di dare fondamento alla notizia farlocca che i magazzinieri (che saettano quotidianamente per 17-20 km...) verranno monitorati con un braccialetto.
Mi arrendo!!! L'unica cosa che mi viene in mente, è una trasmissione di Radio Tirana del Giugno 1975, quando uno speaker annunciò sussiegosamente un servizio dal titolo "E' interesse della classe operaia italiana la formazione di un fronta Marxista-Leninista in Australia". Buonanotte.


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