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inviato il 10 Gennaio 2018 ore 11:49
Salve a tutti. So che ci sono molte discussioni al riguardo , ma vorrei chiedervi secondo voi quando vale la pena calibrare un monitor. Mi spiego: se non ho un eizo che riproduce una buona gamma di colori vale la pena spendere soldi per calibrare il monitor? Purtroppo mi accordo che pure dal mio monitor piú buono escono risultati molto diversi visti su altri monitor (compresi telefoni etc..) Da quello che ho capito calibrare serve per avere un buon punto di partenza nella visualizzazione finale e soprattutto nella stampa. Visto che la speed 5 costa 130 euro ci stavo facendo un pensiero... Che ne dite? |
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inviato il 10 Gennaio 2018 ore 12:04
Io dopo anni ho lasciato stare: non stampo in casa, il mio pubblico non sempre ha monitor da mila euro e anche quando l'ha sicuramente ha parametri diversi dai miei, ognuno ha la sua percezione di colori etc. Se non stampi in casa lascia stare. Se stampi fuori usa sRGB e sei tranquillo nel 98% dei casi. |
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inviato il 10 Gennaio 2018 ore 12:30
Io sono dell'avviso che sia sempre meglio calibrare il monitor anche non stampando in casa perché se il monitor non è calibrato non avrò il controllo perfetto delle modifiche che vado ad apportare e potrei ritrovarmi sorprese nelle stampe. |
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inviato il 10 Gennaio 2018 ore 13:22
proprio perchè il tuo monitor è scadente dovresti calibrarlo... paradossalmente più un pannello è di buona qualità, meno necessita di essere calibrato in quanto in fabbrica subisce un controllo qualità molto accurato e alla fine la calibrazione copre principalmente gli scostamenti che emergono per via dell'obsolescenza del pannello, al contrario monitor scadenti subiscono controlli di produzione in maniera molto più blanda e quindi i risultati sono altalenanti da cui un enorme difformità tra un monitor e l'altro rispetto agli standard codificati. Poi va beh va da se che a prescindere dal livello di qualità del monitor se vuoi lavorare seriamente devi calibrarlo, a maggior ragione se ci hai speso tanti soldi. |
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inviato il 10 Gennaio 2018 ore 22:37
Ok, grazie dei consigli ! A me capita spesso di trovare nelle stampe zone troppo scure (anche illuminandole con una lampada, sono proprio zone bruciate) mentre sul monitor si vedono benissimo. Cose di questo genere con la calibrazione si attenuano? |
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inviato il 11 Gennaio 2018 ore 1:00
Si in parte dovresti risolvere con la calibrazione in quanto va ad influire anche su la luminosità del monitor, in quanto la prima cosa che i produttori fanno nei monitor scadenti è proprio di sparare su certi canali in modo tale da aumentare la luminosità e la brillantezza dei colori. In ogni caso considera che la carta al contrario del monitor non è un supporto retroilluminato, come tale in fase di preparazione alla stampa è opportuno aprire un filo le ombre o in generale ridurre lievemente il contrasto. |
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inviato il 11 Gennaio 2018 ore 2:28
.... Diciamo che siamo abituati male - personalmente tengo la luminosità del mio Dell a 27/30 % .... che e' già piuttosto alta ma mi conse nte, quando preparo x la stampa, di avere già un' idea della leggibilità sulle ombre --- certo che con luminosità sparata a 50% e' tutto + fico ... Xche' siamo abituati alla smartphone-visione dove tutto e iper dalla luminosità ai colori - personalmente taro ad occhio, cerco una schermata con dettagli bianco neutro di riferimento e correggo passando tra le varie temperature colore - approssimativo ma efficace |
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inviato il 11 Gennaio 2018 ore 10:47
Per il costo che ha un colorimetro anche basilare non ha senso "tarare ad occhio" anche perché la percezione è sempre soggettiva. |
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inviato il 11 Gennaio 2018 ore 13:19
non sono espertissimo, ma stampo da anni regolarmente le mie foto in casa con una stampante Canon a 8 inchiostri e che arriva al formato A3+. Calibro il monitor con Xrite 1 display pro e utilizzo i profili di stampa per le carte: ovviamente mi accorgo della differenza esistente tra le mie stampe e quello che vedo al mio monitor e anche quello che vedo su vari pc, monitor di altri, smartphone ecc. La calibrazione è, per me, un punto di partenza perchè comunque, per ottenere la stampa finale, devo fare una serie di provini su carta (così come si faceva una volta) fino ad ottenere il risultato voluto che si avvicina il più possibile alla visione al monitor ma non è esattamente la stessa cosa. Ma la mia stampa è IL RIFERIMENTO, l'originale e non quello che vedo a monitor, anche se ci s avvicina. Non tutti hanno monitor calibrati esattamente (probabilmente nemmeno il mio è perfetto) qui su Juza e, quindi, sicuramente vediamo tutti versioni un po' approssimative della stessa foto, versioni diverse: se scarico una foto di un paesaggio di qualcuno qui su Juza (che a monitor mi sembra discreta) e la stampo per vedere come viene (non considerando la scarsa qualità legata alla compressione per il web, ovviamente, ma solo luminosità e colori), è vero che la stampa che ottengo non è profilata per il mio tipo di carta, ma ti assicuro che 9 volte su 10 ottengo dei "pastrocchi" inguardabili, con colori finti e orribili. Probabilmente il tizio che l'ha postata anche lui è lontano da una realtà oggettiva e completamente condivisibile. Ho l'impressione che ci siano troppe variabili in gioco e che solo pochi si avvicinano al reale. Il resto, cioè il tentativo di "oggettivare" la cosa guardata, probabilmente lo fa il nostro occhio. Questo è il mio pensiero |
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inviato il 11 Gennaio 2018 ore 14:42
Questi mi spiace dirlo ma non sono discorsi da fare, se un monitor supporta un determinato spazio colore ed è correttamente calibrato la sua visione sarà uguale a quella che si ha in un altro monitor in pari condizioni e sarà esattamente quella imposta dal standard scelto per la calibrazione e quindi quello a cui la visione tenderà anche su dispositivi non certificati / calibrati. Per la stampa stessa cosa, quello che vedi deve essere uguale a quello che stampi, con l'unica differenza che la carta non è un supporto retroilluminato e quindi devi prestare attenzione a non avere eccessivo contrasto nella scena. I problemi che hai tu sono sintomo di un monitor calibrato male e di una stampante da profilare correttamente in quanto è chiaro che ci siamo problemi da imputare alle tue impostazioni e non agli altri o in generale al modo in cui il mondo gestisce il colore. |
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inviato il 11 Gennaio 2018 ore 15:45
“ Che ne dite? „ Assolutamente sì. Siamo arrivati a prezzi ridicoli per le sonde, e pensando agli investimenti medi di un fotoamatore non dedicare questo budget per una corretta gestione del colore è un grosso, grosso peccato. Non badare al monitor se professionale o meno, vanno TUTTI profilati e mantenuti profilati nel tempo. Per dire ho profilato il monitor del portatile scrauso di mia moglie e come per magia ha perso quell'orribile tonalità fredda |
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inviato il 12 Gennaio 2018 ore 3:53
Tutta la teoria enunciata e' vera, come sono vere le considerazioni di Claudio - personalmente non aspetto che il mio monitor scivoli in dominanti strane, od occhio lo taro prima, anche se e' pur vero che ci si abitua e alcuni non si pongono neppure il problema - le sonde non forniscono sempre risultati omogenei e comunque fanno riferimento ad un illuminazione standard - come la mettiamo se taro con luce artificiale di sera e poi magari lavoro alla luce del giorno ... non sono cosi certo che venga percepita la fedeltà dei colori, non abbiamo tanto x intenderci il WB auto della macchina - poi la teoria ha senso se la si applica a tutta la catena, personalmente non stampando in casa, cerco una taratura standard che non crei troppe differenze in caso di stampa, e lascio a chi lo fara il ritocco in base alle mie richieste ( raramente ho fatto ristampare una foto) |
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inviato il 12 Gennaio 2018 ore 7:37
Se lavori con luci ambiente diverse non fai altro che creare piu' profili che carichi a seconda del bisogno |
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inviato il 12 Gennaio 2018 ore 9:53
“ ad occhio lo taro prima „ Allora ad occhio io taglio il salame, non profilo i monitor Scherzi a parte ragazzi penso che queste occasioni di confronto sul forum siano molto importanti, perché c'è la necessità di cercare di informare ed educare il più possibile sulla necessità di comprendere la propria catena del colore. Soprattutto se si stampa, a casa, online o dal fotografo sotto casa, ma anche se si espone sul web, come facciamo qui su Juza. Il presupposto è sempre quello, investiamo centinaia di euro (se non migliaia) in attrezzatura fotografica e poi accettiamo il fatto di mortificare il tutto senza profilare il monitor. Con poco più di cento euro al momento ci portiamo a casa tutto ciò che serve per iniziare, per non parlare dell'approfondimento culturale che si può ottenere andando a studiarsi le basi della gestione del colore e come sfruttare al meglio il gamut del proprio monitor. Ci si può accontentare di "sistemare" il monitor ad occhio? Ovviamente sì, lo fanno in milioni ma perché non fare un passo avanti? “ le sonde non forniscono sempre risultati omogenei e comunque fanno riferimento ad un illuminazione standard „ Le sonde nascono per dare risultati omogenei standardizzando verso un target, e l'illuminazione target la scegli tu in base alle tue esigenze, come giustamente ha commentato Speedking. Poi ognuno vive la sua passione come meglio crede, si vive contenti anche senza profilare il monitor se si è soddisfatti di ciò che si vede a schermo, ma sicuramente sarà più difficile che i lavori si avvicinino ad uno standard di riferimento, con la conseguenza di non proporre a chi guarda la stessa immagine che è stata elaborata. |
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inviato il 12 Gennaio 2018 ore 9:57
Io sono dell'idea che indipendentemente dalla stampa o dalla sola pubblicazione sul web, la calibrazione del monitor è essenziale in quanto senza di essa quello che vedo in post non sarà mail quello che vedranno gli altri. Inoltre postprodurre su monitor già calibrato permette di convertire per un'eventuale stampa senza problemi. Dal mio punto di vista la calibrazione del monitor fa parte del workflow mensile da eseguire. |
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