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Ritorno alle origini: ingranditore e bacinelle


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avatarsenior
inviato il 11 Dicembre 2017 ore 15:10    

Ma Si, mi sono fatto due palle così a valutare quale scanner potrebbe essere più idoneo a digitalizzare negativi, poi altrettanto per valutare quale scanner per digitalizzare le stampe e...si parla sempre di fogli da cento per poi sempre e comunque avere un file, che immagine non è.
Lo scopo della fotografia è creare immagini? Bene, sia fatta la luce rossa e così sia. Se mi aggiudico quel Durst tra qualche giorno ricomincerò davvero a fare fotografie, dalla a alla stampa.
Per adesso e solo per adesso il 35mm , poi il medio formato.
Mi è venuto un sospetto:l' ingranditore deve nascere predisposto anche per il 6x6, vero?

user90373
avatar
inviato il 11 Dicembre 2017 ore 15:24    

@ Maurizio Colombini

Per stampare il 6x6 servono un condensatore adatto ed un obbiettivo da stampa di 75 mm. Controlla che l'ingranditore abbia in corredo almeno il primo, il secondo si può acquistare in seguito (controllare l'innesto). Sorriso

avatarsenior
inviato il 11 Dicembre 2017 ore 20:51    

Ettore:
Grazie per la risposta, graditissima, e per i consigli.
Si tratta di un Durst M600, dotato di un 75mm Componar e relativo condensatore. Il venditore, contattato a proposito dopo il tuo intervento, mi ha detto che con questa dotazione posso stampare anche il 35mm: sarà sufficiente alzare la testa dell'ingranditore.
Spero non mi abbia detto bischerate.
In ogni caso, avrò bisogno di qualche input per affrontare questa esperienza: per lo sviluppo me la cavicchio, ma la stampa l'ho realizzata solo occasionalmente e decenni fa.
Ho la fortuna di avere un locale apposito che funge da sala pose e, a questo punto, camera oscura: quando ero sposato me le sognavo queste cose. Ora posso giocare per ore senza sentirmi dire:"ma quando vieni a dormire?".MrGreen Potenza del vivere per conto proprio...MrGreen

avatarsenior
inviato il 12 Dicembre 2017 ore 21:50    

Veniamo alla lista della spesa e tenete in considerazione che ho una minima infarinatura di stampa. Ho letto e riletto diversi tutorial e mi sono riaffiorati ricordi ancestrali: mi si prospettano delle ottime ferie natalizie.

Non cerco la pappa scodellata, ma mi farebbe tanto piacere che diceste la vostra riguardo a cosa consigliarmi in termini di marca e tipologia di carta e relativi bagni. Non vorrei comprare a casaccio, sull'onda dei ricordi acquistare Ilford solo perchè è l'unica che mi viene in mente.

Per adesso tralascerei carte sopraffini per preferire "roba da battaglia" che mi consenta di farmi le ossa e cominciare a sperimentare con le schermature: insomma, se butto via un foglio 24x30 non voglio piangere più di tanto per la spesa. Inoltre: ogni carta ha la sua gradazione, che corrisponde ad un certo contrasto. Come muovermi nella scelta? Dipende anche dal tipo di negativo che voglio stampare? Sono convinto che la risposta sia "Dipende dal tipo di foto che fai". Bene, chiariamo subito che il mio genere fotografico è il ritratto e non mi dispiacerebbe il paesaggio. Se date un'occhiata alle mie gallerie, capirete da subito che nel b/n amo i contrasti abbastanza forti.
Vi lascio alle vostre graditissime considerazioni.

user90373
avatar
inviato il 12 Dicembre 2017 ore 22:01    

Per evitare di comprare un pacco di carta per gradazione il mio consiglio è di vautare le carte a contrasto variabile, esistono in tutti i formati, supporti e superfici. Attualmente vado di Fomabrom Variant 111. Sorriso

avatarjunior
inviato il 12 Dicembre 2017 ore 22:21    

per iniziare a stampare e provare io ho trovato ottima la politenata multigrade della foma (fomaspeed), costa meno della corrispettiva ilford ed è molto versatile come chimica, l'ho usata per gli allievi del corso proprio per fargli prendere confidenza con la stampa.
ovviamente non è una baritata ma si difende bene, inoltre per 17€ il pacco 30x40 è ottima per prenderci la mano, soprattuto all'inizio dove rovinare un foglio è abbastanza facile Sorriso

se non è gia incluso con l'ingranditore ricorda di prendere anche un seti di filtri multigrade Sorriso

avatarjunior
inviato il 12 Dicembre 2017 ore 22:37    

Cerco di rispondere attingendo alla mia ormai datata esperienza di stampa analogica:
E' certamente possibile stampare un 35 mm con condensatore e ottica adatti al 6x6, otterrai solamente un ingrandimento minore a parità di altezza dell'ingranditore sul piano di stampa.
Ai tempi in cui stampavo io le carte più diffuse erano Agfa e Ilford. La superficie era matt (opaca) semimatt o lucida (che veniva eventualmente asciugata a caldo su una piasta cromata che rendeva lucidissima la superfcie emulsionata), Le carte si distinguevano a seconda del grado di contrasto con un numero (da 0 a 5-6); questo costringeva a dotarsi di buste di diversa gradazione per una stampa corretta in relazione al contrasto del negativo. Successivamente furono messe in commercio carte rivestite da supporto plastico che permetteva una maggiore planearità ed una asciugatura più veloce e uniforme ma non erano più smaltabili. L'ultima trovata fu l'invenzione delle carte a contrasto variabile (Multigrade) che avevano uno strato di emulsione a basso contrasto e uno a contrasto alto; con l'uso di filtri colorati era possibile esporre i due strati in maniera differenzata e si potevano quindi ottenere con un solo tipo di carta le varie gradazioni di contrasto delle carte tradizionali. Riguardo ai bagni credo che le cose non siano sostanzialmente cambiate: sviluppo, arresto e fissaggio. Ancora qualche dritta: a differenza dello sviluppo del negativo in cui entro certi limiti è possibile variare il tempo di sviluppo per ottenere diversi gradi di contrasto, la carta va sviluppata a fondo, fino a quando cioè, l'annerimento si è completamente arrestato (se la stampa viene troppo scura è stata esposta per troppo tempo e si deve rifare la stampa). Il fissaggio dovrebbe durare almeno il doppio del tempo necessario allo schiarimento (si verifica mettendo nel bagno un pezzetto di pellicola non esposta e vedendo in quanto tempo diventa trasparente). Molto importante il lavaggio, specie per le carte non politenate: se fatto per un tempo ridotto possono comparire negli anni delle macchie dovute a residui di fissaggio.
Spero di essere stato utile
Massimo

avatarsenior
inviato il 12 Dicembre 2017 ore 22:37    

se non è gia incluso con l'ingranditore ricorda di prendere anche un seti di filtri multigrade


E . . . . . anche un esposimetro, il timer, il marginatore, le pinze, le bacinelle . . . . . guardavo prima i prezzi di un timer per ingranditore = 130 €, ai tempi l'avevo autocostruito con un temporizzatore industriale Omron, . . . . bei tempi e bei ricordi, stampavo quasi esclusivamente con carta multigrade Ilford baritata.

avatarsenior
inviato il 12 Dicembre 2017 ore 22:57    

Buon lavoro Maurizio! Un po' ti invidio...
Ho un ingranditore in cantina da 30 anni Confuso
Lo tengo al fresco per la pensione MrGreen

avatarsenior
inviato il 12 Dicembre 2017 ore 23:21    

Che dire, signori? Grazie di cuore per le vostre osservazioni di cui terrò certamente conto.
Precisazione riguardo "al resto" dell'attrezzatura: mi secca pensare di acquistare un timer, ma sarà una spesa obbligata. Inizialmente ho pensato di usare una qualche app per smartphone, come ci sono per il trattamento della pellicola, ma la luce del display andrebbe a far danni.
Pensavo di comprare un rullo, piuttosto che le bacinelle, per risparmiare spazio e poter lavorare a luce ambiente. Cosa ne pensate?
Per asciugare le stampe, ho letto che qualcuno le applica ancora bagnate alle piastrelle del bagno, dove aderiscono. Alternative? Fili da bucato, come nei film?

@Skylab: se il 59 del tuo nick corrisponde all'anno di nascita, la pensione è ancora lontana: cosa aspetti a fare di nuovo il salto nel buio?

avatarsenior
inviato il 12 Dicembre 2017 ore 23:45    

7

avatarjunior
inviato il 13 Dicembre 2017 ore 0:12    

L'emozione di vedere la foto comparire nella bacinella sotto la luce di sicurezza è imperdibile, il rullo era indispensabile per le stampe a colori. Non spenderei soldi per un esposimetro da stampa, si può cavarsela egregiamante con i provini. Per quanto riguarda l'asciugatura, se usi le politenate basta lasciarle in piano (orizzontale) dopo aver tolto l'eccesso d'acqua con un rullo o una spatola. Se l'ottica da ingrandimento è poco luminosa e/o fai ingrandimenti notevoli può essere utile il focometro.

avatarsenior
inviato il 13 Dicembre 2017 ore 6:04    

@Sky: mi riferivo alla tua presunta età e ironizzavo sulla distanza dalla pensione: il salto nel buio=entrare in camera oscura. Spero sia più chiaro, a volte sono stupidamente criptico e mi capisco solo io...

@Calicot: giusta osservazione riguardo al tamburo e sicuramente il focometro sarà nel corredo. Grazie !

avatarsenior
inviato il 13 Dicembre 2017 ore 6:54    

Ciao Maurizio, scusa la risposta frettolosa di ieri sera... non sei tu criptico, sono io che non potevo più scrivere... ;-)
La tua interpretazione è giusta. In teoria mi mancano 7 anni... (sono più vecchio di te! ah ah MrGreen) in pratica però non ho lo spazio per una camera oscura. E in questo momento nemmeno il tempo. Un vero peccato perché mi piacerebbe molto fare il salto nel buio .

Buona giornata, Roberto

avatarsenior
inviato il 13 Dicembre 2017 ore 9:42    

Buongiorno Maurizio,

serve anche un focometro. Non sono favorevole all'utilizzo del tamburo al posto delle bacinelle, non avresti nessun controllo visivo sull'andamento dello sviluppo del foglio di carta e comunque alcune operazioni le devi effettuare in luce di sicurezza. Utilizzavo il tamburo con il Cibachrome perché era assolutamente necessario effettuare le operazioni senza neanche la luce di sicurezza. Per l'ingranditore sarebbe meglio utilizzare per ogni formato il proprio condensatore. Per una praticità assoluta ed avendo spazio a disposizione acquistai un bancone termostatato. Se ti servono informazioni su chi tratta ingranditori a Milano fammelo sapere.

Saluti.

Graziano.

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