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inviato il 25 Novembre 2017 ore 14:55
Dietro suggerimento di alcuni amici del forum vorrei aprire questa discussione separandola dalle note (se pur molte volte interessanti) questioni tecniche. Ripropongo l'argomento eliminando ciò che potrebbe confondere il senso della discussione. Parto da quanto ho già scritto e propongo alcune delle risposte ricevute sperando di dare un seguito a questo argomento. Medito spesso di trovare un approccio fotografico che mi permetta di usare la fotografia come “terapia”. Considero, nel mio caso la fotografia una sorta di psicoterapia che mi “obbliga” ad avvicinarmi alle persone, abbattere dei muri che mi sono alzato, vincere la timidezza e il pregiudizio, stabilire dei contatti, diventare una persona meno superficiale, più coraggiosa. Scrivo mi obbliga tra virgolette perché in realtà è qualcosa che mi auto impongo. In molti generi che si praticano in fotografia si è obbligati a relazionarsi con il prossimo. In certi casi questo può essere una violenza contro se stessi. Ma una violenza che può far guarire. D'altronde in psicologia spesso si dice che non c'è guarigione senza sofferenza. Mi piacerebbe capire se anche per voi, in un certo modo è così. Se fotografare vi fa stare bene, vi fa stare meglio, influisce in qualche modo nella vostra emotività o se stare dietro un mirino vi fa sentire al sicuro come indossare una sorta di maschera per nascondersi. Spero di poter leggere le vostre sensazioni al riguardo. Tommaso Giuliano V. “ Hai lanciato due argomenti molti differenti! Al primo, la fotografia come terapia e modo di migliorare il mio rapporto con il mondo ed in particolare le persone, per interagire, capire superare ostacoli sociali, culturali, razziali ecc ecc ci ho pensato spesso. È un argomento molto interessante! Anche se ha qualcosa di intimo e personale che spaventa o per lo meno richiede uno sforzo ben differente (rispetto a quello per comparare un modello all'altro e fare l'ennesimo Fuji vs Oly vs ...) Ti consiglio di aprire in topic specifico e vedere che contributi arrivano! ;-) „ Gaga “ Concordo con chi ha detto che è molto interessante la questione che hai posto della fotografia come terapia. Che genere ti piace? Ovviamente per essere terapeutica nel senso che dici tu deve essere una fotografia sociale, con persone, reportage.. „ |
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inviato il 25 Novembre 2017 ore 14:58
ok tommaso |
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inviato il 26 Novembre 2017 ore 18:01
Ciao Tommaso. A me personalmente rilassa parecchio, specialmente quando ho la possibilità di fotografare tramonti o cmq situazioni "calde" a livello di colori... Mi sento rilassato nonostante la usi anche a livello di hobby/lavoro quindi quando si ha un certo senso di pressione o ansia da prestazione... È cmq un modo per esprimermi e a seconda degli scatti rispecchia in pieno il mio stato d'animo nel momento in cui scatto la foto.. |
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inviato il 26 Novembre 2017 ore 19:49
Ogni persona ha una storia diversa, la mia è stata la morte di mia moglie, stare in casa era un tormento e prima di andare verso una depressione, siccome fotografo da quasi 60 anni, ho incominciato a frequentare l'oasi di sant'Albano Stura dove vi è stato anche anche il grande Yuza, ogni mattino entravo per uscirne la sera questo per tutta l'estate, il fatto di osservare e capire il comportamento dei volatili mi faceva pensare ad altro, ho incominciato a collaborare con varie istituzioni del mio paese, e questo mi ha dato la forza di andare avanti, ed anche di fare svariate esposizioni in quanto ho un sacco di materiale, posso tranquillamente affermare, che a mè la fotografia mi ha dato la forza di andare avanti, ed apprezzare ancora la vita. saluti. |
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inviato il 26 Novembre 2017 ore 20:03
Ho cominciato a fotografare/sviluppare e stampare da giovanissimo rubando la camera oscura di mio padre. Ho avuto pero' un periodo in cui preferivo stare davanti alla fotocamera piuttosto che dietro a scsttare. Preferivo vivere piuttosto che registrare. Poi ho ripreso.. Il digitale mi ha visto entusiasta per lavoro, ma scettico per passione. In pratica sul lavoro, digitale a tutto spiano... le foto mie invece rigorosamente in 6x6 argentico. La fotografia oggi direi che non mi da' piacere o soddisfazione, ma assolve una funzione precisa e mi e' indispensabile. |
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inviato il 29 Novembre 2017 ore 21:44
“ Se fotografare vi fa stare bene, vi fa stare meglio, influisce in qualche modo nella vostra emotività o se stare dietro un mirino vi fa sentire al sicuro come indossare una sorta di maschera per nascondersi „ NI,cerco di comunicarti le mie impressioni: ha sicuramente,ma non sempre, un un riscontro emotivo, diverso da quello che credo aver capito sia il tuo,paradossalmente certe volte mi da insicurezza proprio perchè,in certi frangenti,sono l'unico con una reflex da 2kg in mano,quei momenti in cui vorrei fosse trasparente! altri invece mi fa perfino gongolare un po'. Su istagram ho un "sacco" di belle foto tutte,a mio avviso senza ombra d'anima,mi è piaciuto farle ed esser in quei posti, mi ha rilassato e dato spensieratezza. Se devo però analizzare quelle che reputo foto più personali finisco col tormentarmi e la cosa buffa è che il 90% di queste non le ho ancora scattate,le ho solo nella mia testa Trovo che qualsiasi forma di espressione aiuti a conoscere un po' di più se stessi;la comunicazione verbale/social è la più in voga ma c'è chi suona,chi scrive chi canta,c'è quello complicato e quello complesso..... il trucco, imho, per aggrapparmi al tuo discorso, è tirar fuori qualcosa di proprio,di personale e diventa difficile quando vorresti volare ma ti sei formato tra le acciughe o viceversa....non so se mi spiego |
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inviato il 29 Novembre 2017 ore 22:44
Per me la fotografia è un hobby. Nel senso che è passione e impegno. Un po' anche una sfida, a cercare sempre qualcosa di nuovo. Quindi divertimento e curiosità. Oltre che coniugabili con esigenze familiari. Sicuramente l'umore può influire sugli scatti. Talvolta in positivo o in negativo. Comunque mi mette sempre entusiasmo avere la piccola e leggera mirrorless con me, quindi, sicuramente per me, è psicoterapia. Ne faccio molto anche una questione di peso. Dovesse essere anche un impegno fisico, credo desisterei. |
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inviato il 29 Novembre 2017 ore 22:47
Direi che funziona alla grande. Azzera i pensieri, specie quelli negativi, se ti va bene anche una bella scarica di adrenalina, stimola la creatività e per quanto mi riguarda fa si che possa esprimermi al meglio. |
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inviato il 02 Dicembre 2017 ore 12:42
Innanzitutto grazie a tutti per esservi... esposti. Mi sono preso un po' di tempo per leggere quello che avete scritto prima di ripresentarmi. Vedo che in molti casi la fotografia diventa terapia perché ci porta a stretto contatto con la natura. Questo addirittura ha avuto un effetto lenitivo per Michele. Trovare la forza di andare avanti grazie alla fotografia dimostra quanto questa forma di arte può essere forte. Non solo. In molti casi ci porta a contatto con le persone. Io dico che in una certa misura appaga la nostra parte spirituale indipendentemente da chi ci crede o meno. In un mondo in cui viviamo il paradosso di essere sempre più connessi eppure sempre più divisi, la fotografia aiuta eccome. Mi piace molto quando Davide scrive che spesso gli scatti rispecchiano il nostro stato emotivo. Ciò mi fa arrivare a una pseudo-conclusione: con la fotografia non si può mentire. In parte esce chi sei, come sei, qual è il tuo stato emotivo, cos'hai fatto nella vita, quanto hai voluto rischiare e quanto resti in difesa. Difficile nascondersi. “ Sicuramente l'umore può influire sugli scatti. Talvolta in positivo o in negativo. „ Esattamente! La cosa che mi piace di più nella vita è ridere. Per questo adoro lo stile di Erwitt. Ma la vita non riserva solo sorprese che ti fanno ridere e questo si vede eccome nelle nostre fotografie. “ Preferivo vivere piuttosto che registrare „ Non so se ho capito quello che intendi, però ti spiego ciò che è capitato a me. Vedo sempre più spesso che quando si arriva in un posto dopo una lunga camminata, quando si sviluppa una situazione interessante, quando arriva il momento, la prima cosa che molti pensano di fare è tirare fuori lo smartphone e registrare. Non nego che, per un po' di tempo, ho fatto parte di questa categoria. Ma non nascondo che mi ha portato ad essere una persona più superficiale, mai più profonda. Ho smesso di vivere e gustare i momenti migliori per dare priorità allo scatto. Priorità all'ossessione di non perdere il momento, pensando solo dopo che il momento l'ho davvero perso perché non l'ho vissuto ma solo registrato e archiviato. Qui ne avrei da dire ancora per molto... Lucio credo fermamente che la creatività sia una di quelle cose che ti permette di "andare in profondità" a patto di essere disposti a scavare dentro noi stessi. E quando riesci ad esprimere la tua VERA creatività allora sei a buon punto. Io non ci sono ancora arrivato. I miei scatti non mentono. Ma c'è tempo e voglia di mettersi in gioco. Per ora mi fermo (ora la mia parte fisica reclama la sua porzione) ma seguo con interesse. |
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inviato il 03 Dicembre 2017 ore 11:52
La fotografia volente o nolente è espressione in tutti i casi... Le ispirazioni le trovi in base allo stato d'animo.... È per come la vedo rispecchia in pieno quello che abbiamo dentro... C'è chi dipinge... E chi come noi fa foto... Dominic Torretta in Fast and Furious diceva "vivo la mia vita a un quarto di miglio alla volta... Per quei dieci secondi mi sento libero" Noi la viviamo a 1/8000 millesimo di secondo hahahahaha Un abbraccio a tutti e buona domenica |
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inviato il 03 Dicembre 2017 ore 11:52
La fotografia volente o nolente è espressione in tutti i casi... Le ispirazioni le trovi in base allo stato d'animo.... È per come la vedo rispecchia in pieno quello che abbiamo dentro... C'è chi dipinge... E chi come noi fa foto... Dominic Torretta in Fast and Furious diceva "vivo la mia vita a un quarto di miglio alla volta... Per quei dieci secondi mi sento libero" Noi la viviamo a 1/8000 millesimo di secondo hahahahaha Un abbraccio a tutti e buona domenica |
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inviato il 03 Dicembre 2017 ore 12:04
si esattamente... ad un certo punto ho preferito accumulare ricordi piuttosto che fotografie. Ho preferito essere NEL centro dell'azione, essere L'AZIONE stessa, piuttosto che restare ai bordi e riprendere. Poi, in effetti, con l'eta', ho trovato anche una collocazione personale, lo spazio e del tempo per la fotografia. devo pero' ammettere che tendo a dimenticare e a rimuovere. La fotografia, in questo senso e' utile. Registra stati d'animo in modo potente. permette anche in un certo qual modo di solidificare gli stati d'animo e renderli reali. Abbandonandoli senza troppi rimpianti, lasciati dietro a se. |
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inviato il 03 Dicembre 2017 ore 12:08
Io fotografo per passione. Da decenni, ormai. Solo recentemente ho voluto fare di questa passione un modo per comunicare e raccontare. Ho cercato e sto cercando di narrare un mio periodo buio dove tutto sembrava perduto e la vita non aveva gran significato. Un racconto a posteriori, una serie di autoritratti realizzati re-immedesimandomi nel Maurizio che fu. Mi serve per fare pace col passato, mitigando i miei rancori verso me stesso. È un modo per analizzare qual periodo come se appartenesse ad un altro uomo, con lo spirito di chi capisce determinati meccanismi perversi di decadenza. Una parte di questo lavoro in continuo accrescimento ed elaborazione è pubblicato proprio qui. |
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inviato il 05 Dicembre 2017 ore 0:12
Ti faccio fare una risata ma non troppo. Qualche anno fa, chiacchierando a casa di amici con un conoscente che faceva di mestiere lo psicologo, era un tipo stranissimo, ad un certo punto disse che una maniera per aumentare la propria autostima in periodi difficili era quella di farsi qualche bella foto nudi, appenderla in camera, farla anche vedere a tutti, e dire " questo sono io: e allora ? Ci sono problemi ? ". Questa sua osservazione, non so quanto frutto di scienza e quanto di goliardia, mi mise una pulce nell'orecchio, e tempo dopo mi lanciai in un progetto assurdo, per il quale lo devo ancora ringraziare: non per l'autostima , ma per le foto che riuscii a fare. |
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inviato il 05 Dicembre 2017 ore 14:59
Ahahah!!! Certo è che le condizioni di "quel coso" dovranno apparire decenti, altrimenti ci vuole un obiettivo macro!!! |
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