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Due scuole di "pensiero": Isolare o Includere


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avatarsenior
inviato il 25 Settembre 2017 ore 14:59    

Buon pomeriggio a tutti,
questa discussione nasce con l'intento di confrontarsi sul concetto e sulle preferenze di esclusione o inclusione in uno scatto.
In che scuola di pensiero vi sentite di far parte? Mi piacerebbe creare una discussione costruttiva argomentando le varie opinioni senza cadere nello "spam".

Personalmente dopo un primo periodo nel quale preferivo includere quasi tutta la scena, sono migrato verso l'isolamento di un soggetto o di un determinato elemento della scena.

Credo che lo stile "minimalista" l'abbia esteso anche al settore fotografico.
Nei ritratti scatto spesso a TA, nel paesaggio tendo ad usare teleobiettivi, in street scatto ad ampie aperture e focalizzando un punto della scena.

Una sorta di "evasione" dal bombardamento di informazioni che una foto possa dare se scattata diaframmata o in iperfocale.


Mi piacerebbe conoscere il vostro pensiero in merito. Preferite isolare o includere?

(naturalmente il discorso cambia a seconda del contesto nel quale si debba scattare)

avatarsenior
inviato il 25 Settembre 2017 ore 16:23    

Anni fa' lessi una frase che mi si cuci' addosso:

"una bella foto e' una foto in cui non toglieresti assolutamente nulla"

Detto questo, ho cominciato col grandangolo, ora lo uso SOLO ed unicamente se ce n'e' davvero bisogno.

Saluti

avatarsenior
inviato il 25 Settembre 2017 ore 16:42    

intanto ti linko questo www.juzaphoto.com/topic2.php?l=it&t=1591217
L'idea di includere o escludere dipende certamente da come ci si vuole esprimere, ma come canone estetico primo e semplice, quello di escludere è certamente vincente poichè quello che non c'è non lo vedi e quello che c'è restituisce tutto ciò che c'è da vedere, incluso quello che non si può vedere...
... per esempio, la presenza del fotografo negli occhi del soggetto.

Quindi escludere sarebbe una carta vincente "facile", di difficile realizzazione al di fuori dello studio o delle "carte ferme".
Alcuni generi proprio per loro natura immettono un grado di "confusione" nelle immagini, e proprio per loro natura tanto maggiore è il caos tanto più tipica è la ripresa. Nella street per esempio.
Nel reportage di viaggio ultimamente si vede un largo uso del "tanto meno tanto meglio", è un segno dei nostri tempi, forse è troppo definirla moda, ma è la volontà di isolare là dove l'ambientazione dovrebbe comunque dire qualcosa.
Ma è un passaggio comprensibile, poichè ormai i reportage di viaggio hanno esplorato tutto l'esplorabile, quindi si è passati dalla contestualizzazione alla decontestualizzazione dei soggetti, o ad una contestualizzazione + sfumata...

personalmente utilizzo sia il caos www.juzaphoto.com/galleria.php?l=it&t=1629318
sia l'isolamento www.juzaphoto.com/galleria.php?l=it&t=1653749
Per motivi compositivi ma anche per il mezzo utilizzato.

avatarsenior
inviato il 25 Settembre 2017 ore 17:04    

Il pittore "aggiunge" elementi sulla tela, il fotografo deve saper "togliere" elementi dalla scena e far risaltare il soggetto.

avatarsenior
inviato il 25 Settembre 2017 ore 17:08    

Forse vado contro corrente, ma le foto che mi piacerebbe fare sono un pò diverse. Al momento non ho ancora messo in atto questo stile se non in qualche foto di nudo/semi nudo, perchè comunque ci deve essere uno studio ed un'idea di cosa e come realizzare quello che ho in mente e questo prende tempo, che al momento non ho. Ovviamente bisogna anche identificare oltre lo stile anche il genere.
Questo mio scatto rende un pò l'idea di quello che intendo "in un genere". via i bambini dal monitor. MrGreen www.juzaphoto.com/galleria.php?l=it&t=2303077



avatarsenior
inviato il 25 Settembre 2017 ore 19:29    

Anteriorechiuso: concordo totalmente con quella frase! L'approccio minimale dal mio punto di vista rappresenta lo stile che sto pian piano seguendo (nei progetti personali per il futuro sito e per quando ho modo nel lavoro in studio).

Ooo: Discussione molto ben fatta, i miei complimenti intanto. Il mio punto di vista iniziale è stato esattamente quello da te scritto:
i reportage di viaggio hanno esplorato tutto l'esplorabile
. Mi sento di espandere a diversi altri generi questo pensiero, lasciando solamente ciò che vada mostrato, eliminando il superfluo.

Gr8wings : analisi ottimale! Ci vuole coraggio per eliminare alcuni elementi cosi come ci vuol coraggio nell'inserirli.

Fireshoot: Credo (almeno per mio parere) che uno studio o la trasmissione di un'idea debbano essere la base della fotografia, altrimenti categorizzerei lo scatto come "istantanea" senza contenuti. Non è il mio genere preferito, ma la foto è molto bilanciata in quanto a colori tenui, in contrasto con il corpo totalmente nudo della modella. Il contrasto tra questi due elementi risulta pertanto piacevole. (anche se personalmente avrei ritratto figura intera)

avatarjunior
inviato il 25 Settembre 2017 ore 19:48    

mah... mi sembra difficile dare una regola generale... se si parla di paesaggi , dove domina ancora la visuale grandangolare e spesso si vuole rendere l'osservatore dentro alla scena, beh, vale più l'includere che il togliere no?

in questi casi si tolgono oggetti che obbiettivamente stonano.

c'è un altro caso in cui si include tutto perchè rafforza la foto, ma non so come si può definire : è il tipo di foto che raffigura il caos nei magazzini o in uno stadio o il traffico intenso ecc. In questo caso più c'è roba dentro e meglio è perchè l'occhio vaga e analizza ogni angolino della fotografia, come fosse un quadro di Bosch MrGreen .

naturalmente, è un mio personalissimo parere, tra l'altro limitato a questi due casi. Per il resto, spesso mettere troppa mercanzia nella scena distrae e rende difficile capire il messaggio. ( tranne che nelle mie foto, quasi sempre prive di messaggio)

avatarsenior
inviato il 25 Settembre 2017 ore 20:43    

Indianajones: personalmente nel paesaggio vado controcorrente, nel senso che preferisco un teleobiettivo come dicevo nel primo post, poiché per me vale il discorso di focalizzazione di un "elemento singolo" piuttosto che la dispersione di un grandangolare.

Probabilmente è il senso di "calma" che preferisco raffigurare attraverso obiettivi luminosi, uso di teleobiettivi, fuoco selettivo.
Sono leggermente avverso al caos che un inclusione totale possa generare.

Può risultare strano al pensiero, ma in mezzo alla frenesia di una città all'ora di punta, cerco il "silenzio" di un passante tra le miriadi di altre persone.


Ringrazio intanto tutti i partecipanti per la discussione interessante che sta formandosi

avatarsenior
inviato il 25 Settembre 2017 ore 20:53    

voglio riportare una osservazione di un mio amico, veterano dell'Africa.
Alcuni vanno in Africa per riprendere l'Africa Vera. Ma cosa è l'Africa Vera?
Bene, mi disse che alcuni suoi amici, in viaggio, si guardavano bene dal riprendere nei villaggi, i bambini che utilizzavano le T-shirt, e lo stesso per le radio, le bacinelle di plastica, che comunque erano arrivate fin lì.
Lui invece mi disse "non è quella l'Africa vera, l'Africa vera è quella che vedi, Assurda come sa essere l'Africa, con un bambino nudo con occhiali da Sole, regalatogli da un turista, o un addobbo natalizio utilizzato in un vestiario femminile.
Mi fece riflettere e non riuscii a fare altro che darli ragione.
A volte escludere diventa quindi una scelta preconcettuale che non riporta una testimonianza, in questo caso una cultura, ma solo lo stereotipo che noi abbiamo di essa.

avatarsenior
inviato il 25 Settembre 2017 ore 21:19    

Credo che non ci possa essere una risposta "vera".
Così come a quanto pare tanti iniziano in un modo e proseguono in un altro.

Personalmente la domanda "includere o isolare" nel tempo si è trasformata per me in un'altra questione più complessa, almeno per me. Qual è la "distanza giusta"?

Questa cosa mette insieme diversi problemi che sento quando fotografo: "includere" ma evitando il superfluo, "isolare" ma senza tagliare elementi che danno senso, e questo contemporaneamente alla necessità di trovare il mio punto di vista rispetto al soggetto.

Perché in fondo includere e isolare sono modi per determinare il rapporto tra il soggetto principale e il suo contesto. E quindi anche il punto di vista e la distanza dal soggetto credo debbano far parte di questo ragionamento nel determinare il corretto rapporto figura/sfondo.

Il termine "corretto" è naturalmente riferito alla mia personale visione.
Quindi "distanza giusta" non è propriamente una questione spaziale. Rappresenta in realtà il mio rapporto con il soggetto, quale che esso sia.

Dal momento che, si sa, il soggetto ci "parla" e ci "chiede" qualcosa.

avatarsenior
inviato il 25 Settembre 2017 ore 21:22    

mi fa piacere Ale Z che tu sia sensibile alla distanza.
ho aperto più di un topic proprio sulla prossemica.

avatarsenior
inviato il 25 Settembre 2017 ore 21:40    

Io amo la fotografia minimal. Quindi escludo.
Mi interessa dare risalto a pochi elementi,
Il resto è rumore.
Di contro ammiro chi riesce a includere e contemporaneamente mantenere ordine e pulizia compositiva.
Specialmente nelle foto a colori.
Esercizio secondo me difficilissimo.

Trovo interessanti le considerazioni di Ale Z

avatarsenior
inviato il 25 Settembre 2017 ore 21:47    

Io sono per l'esclusione ... anche pesante!

avatarsenior
inviato il 25 Settembre 2017 ore 22:03    

Ooo:
A volte escludere diventa quindi una scelta preconcettuale che non riporta una testimonianza, in questo caso una cultura, ma solo lo stereotipo che noi abbiamo di essa.


E' saggio il tuo amico, a questo gli va dato merito.
Traendo spunto dal suo discorso ho però voluto quotare questa tua frase, in quanto successivamente alla lettura della stessa mi è immediatamente venuta in mente una risposta da dare a tale frase: "Guardandoci attorno abbiamo sostanzialmente tutto quello di cui necessitiamo e molto più di quanto effettivamente abbiamo bisogno. E' forse questo il motivo per il quale isolo e sottraggo, risaltando un aspetto della scena o una determinata figura/soggetto?"

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Ale Z:
Perché in fondo includere e isolare sono modi per determinare il rapporto tra il soggetto principale e il suo contesto. E quindi anche il punto di vista e la distanza dal soggetto credo debbano far parte di questo ragionamento nel determinare il corretto rapporto figura/sfondo. Rappresenta in realtà il mio rapporto con il soggetto, quale che esso sia.
Dal momento che, si sa, il soggetto ci "parla" e ci "chiede" qualcosa.

Molto lieto di sentire queste parole! Personalmente è quello che sento di fare quando appunto "isolo" un elemento o un soggetto in mezzo alla massa!
Cosi come un incrocio di sguardi, l'isolare mi permette di creare un legame molto forte con ciò che fotografo.
Specialmente nei ritratti tutto ciò accade, nella frazione di secondo necessaria allo scatto si crea una sorta di bolla isolata dal caos esterno, un momento intimo tra due soggetti. Non so se abbia reso l'idea, spero di esserci riuscito.

Arconudo: Il concetto di "rumore" lo abbraccio idealmente anche io negli scatti isolati che effettuo.

PaoloMcmlx: L'esclusione totale va padroneggiata realmente bene, per evitare di creare un "collage" di informazioni difficili da governare

avatarsenior
inviato il 25 Settembre 2017 ore 22:08    

Isolo all'inverosimile

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