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dalla pellicola al digitale


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user133558
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inviato il 28 Agosto 2017 ore 21:46    

La mia prima reflex è stata una Yashica FR, negli anni settanta. Poi sono passato alla Contax e a tutta una serie di accessori. Ho fotografato molto : Italia, Parigi, Mosca, New York. Ogni scatto era pensato e studiato, si dovevano fare i conti con le pellicole ! 24 o 36 pose per le diapositive , invece per il b.n. acquistavo interi rotoli facendo dei rullini ... su misura, che sviluppavo personalmente : " preistoria ", ma sono appena trascorsi , solo, venti anni !!! Sembra un'eternità. Poi l'avvento di quei quadratini che racchiudevano migliaia di scatti ! Ho smesso e, per circa quindici anni, non ho più fotografato . Gli amici mi invogliavano ma io niente! Qualche mese fa, insieme a mia figlia Alessandra, ho incominciato a scattare e non mi sono fermato più : devo dire che il "nuovo mondo " della fotografia è fantastico....anche se io scatto e basta! Posso dire che sono un neofita, ma credo che crescerò , o no?

user94858
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inviato il 28 Agosto 2017 ore 22:23    

Ciao, la tua è una storia comune a molti, io personalmente ho iniziato a capire cosa fosse la fotografia grazie alla pellicola.

A mio parere non è mai un passaggio facile quello da analogico e digitale; il modo di scattare, lo sviluppo è tutto diverso e nello stesso tempo tutto uguale.

Ho visto qualche tua foto nella galleria si vede che ci sai fare tu dici di "scattare e basta" ma io vedo molto di più di questo, il miglioramento c'è sempre ma credo che tu sappia già cosa fare.

user133558
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inviato il 29 Agosto 2017 ore 7:16    

E' vero, tutto cambia per rimanere tutto uguale a prima: l'occhio fotografico è sempre lo stesso sia nel 24 x 36 che nel digitale.

avatarsenior
inviato il 29 Agosto 2017 ore 10:22    

Il digitale rende più veloci parecchi passaggi, li mette alla portata di più persone (almeno economicamente), magari ce li fa elaborare con procedure differenti da quelle che conoscevamo ai tempi della pellicola; ecco dove è diverso.
Molti che non vengono dalla "gavetta" della pellicola e della camera oscura scambiano queste differenze per "facilitazioni" e sbagliano!
L'occhio, l'idea, la consapevolezza e la conoscenza di attrezzatura, tecniche e procedure per ottenere proprio "quella" foto deve continuare a metterceli il fotografo, e sono queste le vere difficoltà; ecco dove rimane uguale.

user90373
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inviato il 29 Agosto 2017 ore 12:06    

Personalmente non riesco ad adattarmi appieno al digitale perché è un mondo in continuo, rapido divenire e le novità non riguardano solo macchine e obbiettivi ma tutto un corollario che va dal PC ai sistemi operativi ai software di editing alle piattaforme di networking. Mi sono accorto che fintanto ero interessato a computer e compagnia bella scattavo in digitale, man mano che l'interesse per questo aspetto prettamente informatico andava scemando mi sono ritrovato a rimpiangere la pellicola ed attualmente quando "sento voglia di fotografia" uso solo macchine analogiche, il digitale può attendere.

avatarjunior
inviato il 30 Agosto 2017 ore 0:07    

Io ho fatto l'operazione inversa facendo convivere i due mondi, dopo anni di digitale sono tornato ad utilizzare la pellicola: mi sono procurato una Leica M2 del 1966 che pare costruita ieri (perfetta), ottiche Voigtlander 35,40 e 50 ma se trovo il Summicron 35 raggiungo la "pace dei sensi" e non ho bisogno di altro.
La M2 è la macchina che userò quotidianamente, le pellicole le sviluppo in casa e poi con lo scanner ricavo i corrispettivi digitali. Farò meno foto ma non è un problema.

Il digitale lo utilizzo durante i viaggi, ho un piccolo corredo Fuji leggero e poco ingombrante con gli equivalenti 28 e 35mm. Quest'anno l'ho portato in Filippine e ne sono entusiasta, peccato che per un inconveniente di foto ne ho fatte poche. In questo caso praticità e immediatezza vincono.

avatarsenior
inviato il 30 Agosto 2017 ore 0:28    

Anche io come Ettore non digerisco tutto il corollario di tecnologia ed evoluzione continua (e spesa continua;-)) del digitale, non ho mai fatto il passaggio né penso di farlo a breve. L'unico contatto col digitale nel mio caso è la scansione a scopo di back-up e per qualche rara stampa da diapositiva (che normalmente finiscono proiettate, anche se ora molto meno visto che faccio soprattutto b&n e questo finisce stampato in camera oscura).

avatarsenior
inviato il 30 Agosto 2017 ore 8:26    

Capisco perfettamente il problema riguardante la continua evoluzione (spesso senza apprezzabili aumenti di qualità, almeno per chi è tuttora ancorato, come il sottoscritto, all'idea di foto = stampe 30x40 o giù di lì). A me urta molto anche la mancanza di uno standard di "usabilità" persino all'interno del medesimo brand, come pulsanti e rotelle che cambiano posizione e/o funzione, menu idem con patate, con evoluzione "enciclopedica" dei relativi manuali ecc.; non parliamo poi dell'evoluzione dei software di PP, dei computer, sistemi operativi e quant'altro!
Il problema mi tocca forse un po' meno perché, anche causa carenza cronica di fondi (ebbene si, lo ammetto, qualche scimmietta tenterebbe di disturbare anche i miei sonni MrGreen), è dal 2010 che la mia attrezzatura è fissa e persino dove lavoro utilizzo ancora una vecchia versione CS3 di Photoshop: in un'epoca tecnologica come la nostra è quasi come dire cent'anni, ma in effetti, se non sei un professionista che deve velocizzare il lavoro per esigenze di mercato e ti rendi conto che gli stessi risultati li raggiungi comunque (e se non li raggiungi è per una tua incapacità che non verrà mai sopperita dalla tecnologia), tutta questa rincorsa al miglioramento spasmodico delle prestazioni ti fa solo girare gli zebedei!

user4758
avatar
inviato il 30 Agosto 2017 ore 8:28    

Il digitale rende più veloci parecchi passaggi, li mette alla portata di più persone (almeno economicamente), magari ce li fa elaborare con procedure differenti da quelle che conoscevamo ai tempi della pellicola; ecco dove è diverso.
Molti che non vengono dalla "gavetta" della pellicola e della camera oscura scambiano queste differenze per "facilitazioni" e sbagliano!
L'occhio, l'idea, la consapevolezza e la conoscenza di attrezzatura, tecniche e procedure per ottenere proprio "quella" foto deve continuare a metterceli il fotografo, e sono queste le vere difficoltà; ecco dove rimane uguale.


Bravo Daniele, hai sintetizzato perfettamente il passaggio dall'analogico al digitale...

Personalmente non riesco ad adattarmi appieno al digitale perché è un mondo in continuo, rapido divenire e le novità non riguardano solo macchine e obbiettivi ma tutto un corollario che va dal PC ai sistemi operativi ai software di editing alle piattaforme di networking. Mi sono accorto che fintanto ero interessato a computer e compagnia bella scattavo in digitale, man mano che l'interesse per questo aspetto prettamente informatico andava scemando mi sono ritrovato a rimpiangere la pellicola ed attualmente quando "sento voglia di fotografia" uso solo macchine analogiche, il digitale può attendere.


Invece tu, Ettore, hai avuto un'approccio sbagliato! Non è assolutamente vero che il digitale è più complicato, puoi continuare a scattare alla maniera analogica, utilizzare i jpeg della macchina, senza il bisogno d'imparare ad utilizzare alcun software su PC!

avatarsenior
inviato il 30 Agosto 2017 ore 10:36    

@ Ciorciani: Usare la stessa filosofia della pellicola non è da tutti. Con l'analogico difficilmente si scattava a casaccio cosa invece molto frequente nel digitale. Il vantaggio per chi ama la foto di strada è che hai più possibilità di centrare l'obiettivo (sempre se usi un certo criterio!!!). Per la p.p dipende da cosa si vuole ottenere e generalmente con pochi passaggi in PS si ottengono ottimi risultati... cosa inversa se cominciamo a strafare con i filtri e contrasti eccessivi. La tecnologia aiuta molto e permette a tutti di avere risultati soddisfacenti in base al proprio livello e a mio parere chi viene dall'analogico ha sempre una marcia un più.

user133558
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inviato il 30 Agosto 2017 ore 10:47    

Concordo Vincenzo!

avatarsenior
inviato il 30 Agosto 2017 ore 11:26    

@Diebu:
Anche io come Ettore non digerisco tutto il corollario di tecnologia ed evoluzione continua (e spesa continua;-)) del digitale


Non è detto che bisogna per forza avere sempre l'ultimo modello di ogni cosa! Se la camera che si decide di acquistare è di buon livello, si può continuare ad usarla tranquillamente per anni. Non bisogna lasciarsi trascinare dalle continue scimmie che vengono alimentate dal commercio e dai forum.
Per quanto riguarda la rielaborazione al PC, può anche essere limitata al minimo con programmini semplici semplici.

Se il contenuto e l'idea della foto sono buoni, lo sono indipendentemente dal livello della fotocamera e dalla perfezione della PP.

I paletti e i limiti di spesa li fissiamo noi, non gli altri.
... e non facciamoci troppe paranoie!!! ;-);-);-)

Ciao, Roberto

user90373
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inviato il 30 Agosto 2017 ore 15:13    

[Bold] @ Zeppo [/Bold]
Ho cercato di conciliare i due mondi (analogico-digitale) e ho trovato una soluzione: digit per il colore e pellicola per il b/n (sviluppo e stampa in camera oscura). Scimmie digitali non ne ho più dai tempi della Pentax K10 e l'unico obiettivo "moderno" è quello kit di serie 18-55 o giù di lì, per il resto tutto Pentax serie M o A, fuoco manuale. Essendo nato in tempi di pellicolari credo di aver avuto una sorta di imprinting e, ora, mi riesce difficile uscirne. ;-)

avatarsenior
inviato il 30 Agosto 2017 ore 15:47    

Ah Ettore, ti ci vuole una bella A7, e vedi come le tue vecchie lenti rinascono a nuova vita!
La imposti in semiautomatico a priorità di diaframmi, messa a fuoco manuale, e ti sembrerà di avere in mano una OM1.

Pensaci! ;-)
(se passi di qua ti faccio provare)

Ciao, Roberto

avatarsenior
inviato il 30 Agosto 2017 ore 15:58    

Ettore, non so se può esserti di aiuto ma prova ad elaborare il b.n con P. S in modalità automatica. Questo metodo da un mio punto di vista è adatto ai nostalgici dell'analogico. Una volta capito come come funziona ti é tutto più facile. La grana puoi aggiungerla dopo senza problemi. Automatico non vuol dire che fa tutto PS, ma sei tu che manipoli le cromie con il mouse o penna grafica passando sull'immagine (i cursori dei colori seguono il tuo movimento). ;-)

Che cosa ne pensi di questo argomento?


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