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Incontro con l'orso, cosa fare?


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avatarsupporter
inviato il 19 Agosto 2017 ore 23:44    

Addetti forestali spiegano i comportamenti che è consigliato adottare in caso di incontro con il plantigrado e le sue principali caratteristiche biologiche .
Video della provincia di Bolzano Alto Adige e di Trento.


avatarsenior
inviato il 20 Agosto 2017 ore 1:23    

Ottima iniziativa.
A titolo di cronaca, un escursionista (esperto) che ho conosciuto due settimane fa in Trentino, proprio nella zona in cui la famigerata orsa - poi abbattuta - avrebbe seminato scempio e terrore, mi ha fatto notare che quando ci sono "problemi di relazioni" tra uomini e orsi c'è sempre di mezzo un cane: quello che l'escursionista si porta in giro per i boschi e che, secondo il mio "educatore", va ad attaccare briga con il plantigrado, suscitandolo a danno del padrone, che fa molto meno casino di lui ma in compenso scappa molto più lentamente.
Sarà vero si? Sarà vero no?
Nell'ultimo caso venuto alla ribalta, era proprio vero.

PS Spesso sono i turisti, che vanno in giro per i boschi a "cantà al'dèmi-dèmi" (espressione pavese arcaica, tradotta significa "cantare il "datemele-datemele").
Qualcuno ha testimoniato che il turista che ha scatenato il putiferio con l'orsa, per dar man forte al cane s'era messo a tampinarla con un bastone in mano...
Un'altra allocuzione pavese è molto efficiace per descrivere quei livelli eccelsi di furbizia: "t'è ciapàa la vaca pr'i ball". Ritengo pleonastica la traduzione...

user4758
avatar
inviato il 20 Agosto 2017 ore 10:06    

Io avrei semplicemente lasciato fare alla selezione naturale! ;-)

avatarsenior
inviato il 20 Agosto 2017 ore 10:50    

La mia impressione è che ci sia una profonda ignoranza su come ci si debba approcciare alla natura, tanto da parte degli intolleranti di orsi e lupi, quanto da parte di tanti (pseudo) ambientalisti che intasano le località turistiche in cui stazionano gli orsi nella speranza di poterli osservare ad ogni piè sospinto (almeno qui in Trentino), si incavolano se accadono situazioni incresciose come l'ultima, ma mi giocherei la testa che tanti di loro si sarebbero comportati nel medesimo modo se si fossero trovati al posto del tipo con cane e bastone; anche quest'ultimo adesso si schiera contro la decisione di sopprimere l'orsa, ma non ci giurerei che la prossima volta che frequenterà un ambiente boschivo non lo farà nel medesimo modo.
Vogliamo parlare anche dei tanti "animalisti" che offrono cibo alle marmotte? Il più delle volte si tratta di cibo inadatto, le marmotte si abituano, non vanno più alla ricerca del cibo "classico" (quello duro, da rosicare a dovere) e il risultato è un abnorme sviluppo della dentatura che non viene più consumata dall'uso e che crea seri problemi agli animali, talora fino alla morte per inanizione.
Esempi simili ce ne sarebbero a bizzeffe, ma stranamente "non fanno notizia"

avatarsupporter
inviato il 20 Agosto 2017 ore 11:51    

Alla base dell'ignoranza vi è la mancanza della corretta informazione e della sua diffusione, questo è il nocciolo della questione. Confuso
Questo mi sembra il primo video serio con indicazioni chiare e precise, nei territori dove sono presenti esemplari di orsi o lupi basterebbe installare dei cartelli dedicati con le indicazioni comportamentali da seguire in modo da diffondere a più persone una informazione che migliorerebbe la convinvenza tra uomo e animali.

avatarsenior
inviato il 20 Agosto 2017 ore 12:26    

In effetti il problema della corretta informazione è alla base di tutto; vedo che a volte persino all'interno dei Parchi l'informazione non è sempre capillare e completa, quindi figuriamoci al di fuori. Le amministrazioni locali (a cui spetterebbe anche questo tipo di servizio) tendono a privilegiare sempre e comunque i "numeri", quindi sono più attente a non urtare l'eventuale suscettibilità del turista che generalmente vede le "norme comportamentali" come limitazioni alla propria libertà; ecco allora che anche lungo i percorsi attrezzati fioccano tabelle con indicazioni di servizi di ristoro, punti panoramici, pseudoleggende locali riguardanti la tal roccia o il tal albero, ma quasi mai indicazioni per il corretto comportamento in quei medesimi luoghi.

avatarsupporter
inviato il 20 Agosto 2017 ore 13:09    

o.t. - In effetti bastarebbe osservare nei Parchi o riserve Naturali le scarse indicazioni comporatamentali anche sulla gestione dei nostri rifiuti. Si può controbattere che stà al buon senso e alla educazione dei fruitori di queste zone ma un cartello informativo che ricordi e sensibilizzi le persone, spesse volte non c'è . Nei rifugi di alta quota diventa ancora più marcato questo comportamento incivile più volte denunciato dai gestori stessi.
Probabilmente mancano risorse economiche da parte degli organi competenti territoriali ma forse manca , in questi ultimi anni, la cultura dell'educare/informare/sensibilizzare . Confuso Di certo applicare un cartello che supererà le stagioni con info come questa, potrebbe sensibilizzare i turisti: "Non lasciare i tuoi rifiuti nei prati, nei boschi, nei sentieri o fuori dai cestini ; inseriscili negli appositi contenitori e se questi sono pieni chiudi i tuoi rifiuti in un sacchettino e portateli a casa" . Il bosco resterà così più pulito e bello"

avatarsenior
inviato il 20 Agosto 2017 ore 23:56    

Concordo, il modo corretto di porre la questione è proprio quello di combinare il criterio di responsabilità da quello di prevenzione.

In primis, la prevenzione non deve essere una scusa per scaricare responsabilità: se qualcuno decide di frequentare luoghi di valore particolare e quindi soggetti a tutele più o meno strette e complesse, ha il dovere sacrosanto di sapere - e quindi di imparare - come deve comportarsi. Non deve questionare se, per ignoranza, cade in comportamenti impropri e incorre in conseguenti, adeguate sanzioni. Viviamo in un paese (pare...) libero, ognuno è padrone delle proprie azioni ma ne è anche responsabile diretto, a meno di essere minore o sotto tutela ma in questo case qualcun altro risponde comunque.

Poi, chi gestisce i patrimoni deve considerare che le sanzioni conseguenti al danno puniscono i contravventori, ma intanto il danno c'è. Se si vuole preservare bisogna prevenire, quindi formazione, informazione ed educazione devono avere il giusto ruolo e la giusta attenzione.
Non è questione dell'una o dell'altra, responsabiltà e prevenzione devono andare di pari passo.

avatarsenior
inviato il 21 Agosto 2017 ore 13:15    

però è anche vero che, se da una parte sono d'accordo che l'informazione sui comportamenti da tenere in parchi è spesso nulla, è anche vero che siamo i primi che non ci interessa.
io se vado in un parco, o semplicemente in una regione diversa, vedi trentino, mi informo.
internet è una grande invenzione se usata come si deve.

ad esempio, vado in abruzzo, in un parco, e leggo e mi informo, cosa fare cosa non fare, come comportarsi ecc.

poi posso lamentarmi se mancano cartelli o altro, ma arrivo che gia so come comportarmi.
allo stesso tempo vedi che la maggior parte delle persone non l'ha fatto e non lo fa.
anzi, in alcuni luoghi si comporta peggio che se stesse sotto casa. e li mi girano.

io spero che un giorno avremo consapevolezza che il mondo non è nostro, che non abbiamo nessun potere sulla terra e sulle creature che lo abitano e nessun diritto di fare quello che stiamo facendo.
è gia tardi, senza se e senza ma, ed è chiaro che le cose non miglioreranno, ma credo nel karma

avatarsenior
inviato il 22 Agosto 2017 ore 12:13    

Ma vedi, Lesfe, il fatto che in molti Parchi non ci sia un'informazione capillare non si ferma lì: è indice anche di un successivo basso livello di controllo sul comportamento dei visitatori, non necessariamente imputabile a chi nel Parco ci lavora perché, ad esempio, sono i politici che decidono di consentire la raccolta dei funghi ai residenti all'interno del parco o, come qui in Trentino, ai residenti in tutta la provincia. Allora si capisce che se nel Parco di Paneveggio tutti i trentini possono raccogliere funghi, diventa più difficoltoso controllare che gli altri non lo facciano. Ovviamente è solo un esempio, ma se consideriamo il fatto che per chi gestisce il sistema, a livello politico ed economico, Parchi, Riserve naturali, piani di ripopolamento e ogni altra cosa di rilevanza naturalistica vengono viste sempre più spesso solo come elementi di "visibilità elettorale" o di interesse economico (industria del turismo), diventa difficile pensare di mettere in piedi un sistema educativo che favorisca una presa di coscienza seria e ragionata da parte dei cittadini che, perciò, rimarranno i primi a cui, come hai sottolineato, queste cose non interessano.

avatarsenior
inviato il 22 Agosto 2017 ore 12:32    

hai perfettamente ragione, condivido in pieno il tuo discorso,
io mi riferivo all'educazione ed il rispetto che (non) abbiamo nei confornti del posto dove viviamo, anche se la consideriamo vacanza.

io abito in umbria, vado spesso a camminare per boschi, si trovano cose allucinanti, tipo una cucina scavolini completa abbandonata a più di un km dalla strada in mezzo al bosco.
segnalato a chi di competenza è stata portata via a metà.
queste cose mi mandano fuori di testa.
i proiettili dei cacciatori li ritrovi ovunque, i mozziconi delle sigarette (e te lo dico da fumatore) plastica carta preservativi, assorbenti, televisori, insomma, a me la gente fa schifo.
però le mie zone non sono parchi.

a ferragosto quest anno sono stato a barrea, due giorni di relax sul lago e qualche camminata easy.
nel parco, sul fiume, la sera era una discarica, che la mattina non c'era.
sui controlli infatti ti do ragione al 100%, ma possibile che noi non riusciamo a comprendere che è la cosa più schifosa del mondo?
ci vuole per forza qualcuno che stia a li a dirti di non farlo? dobbiamo per forza essere controllati?
io è questo che non capisco.

in svezia il 21 giugno è il midsammer fest, il nostro ferragosto in pratica. i prati lungo i laghi si riempono di persone che fanno pic nic, sbraciano ballano e fanno casino.
quando sono rientrato la sera con la barca alle 22,30 sembrava che quei luoghi non avevano visto il passaggio di un solo uomo, a terra non c'era neanche un fazzoletto o una cicca.
il problema quindi, per me, rimane l'individuo, in primis

avatarsenior
inviato il 22 Agosto 2017 ore 20:20    

Si, ma....

Le persone si adeguano a fare esattamente quello che i "capi" si aspettano da loro.

Vai in Svizzera, patria e culla della civile convivenza, dell'educazione civica e del rispetto delle regole. Tutti guidano rispettando i limiti di velocità, nessuno butta le cartacce per terra, nessuno strappa le foglie dagli alberi, non calpestano le aiuole.... Lo stesso per la Germania, per carità!!

Perchè quando vengono in Italia si comportano, in apprezzabile misura, come noi se non peggio?

Semplice: perchè hanno ormai metabolizzato che la Svizzera e la Germania sono "off limits", mentre l'Italia e la Spagna sono zona franca.

Senza andare tanto lontano, perchè a Cremona tutti vanno in giro con il motorino assicurato e il casco in testa, e in Sicilia girano senza casco e anzi si allarmano se ne vedono uno?
Semplice: se giri un due sul motorino a Milano becchi una multa, se lo fai a in altri luoghi i vigili si girano dall'altra parte.

Perchè a Pavia vai in farmacia e paghi il ticket sui medicinali, mentre da altre parti c'è l'esente condominiale (e si trattava di condomini di gente facoltosa) a cui vengono intestate le ricette di tutti i condomini, così nessuno paga il ticket e il malcapitato risulta contemporaneamente in cura per tachicardia e bradicardia, ipoglicemia e diabete.

Siamo tutti italiani. Il probema e chè da certe parti sono secoli che ti castigano ed eviti, da altre parti sono secoli che la passi liscia e osi.

E non è il caso di fare discorsi discriminatori e razzisti, non è questione di latitudine, colore della pelle o genoma: quando hanno provato a fare la raccolta differenziata dei rifiuti in alcuni quartieri di Napoli, hanno raggiunto percentuali di riciclo superiori a quelle dell'Alto Adige.

avatarsupporter
inviato il 22 Agosto 2017 ore 20:38    

Vai in Svizzera, patria e culla della civile convivenza, dell'educazione civica e del rispetto delle regole. Tutti guidano rispettando i limiti di velocità, nessuno butta le cartacce per terra, nessuno strappa le foglie dagli alberi, non calpestano le aiuole....


Confermo che nel caso della Svizzera è palpabile il controllo delle autorità sul territorio ma il territorio stesso ha presenti le indicazioni di comportamento(cartelli avvisi memo) e ancora oggi le televisioni locali continuano a proporre svariati spot educativi .

avatarsenior
inviato il 22 Agosto 2017 ore 20:53    

Alla fine, non c'è un elemento determinante per produrre comportamenti virtuosi o meno.
Ci vuole un sistema coerente e sinergico di regole, informazione e controlli
Anche a Pavia c'è la segnaletica stradale, ma i vigili urbani si conoscono ormai solo per le illustrazioni che ci sono su vecchi libri, non sono nemmeno in grado di irrogare le contravvenzioni per divieto di sosta (per quello ci sono gli ausiliari del traffico), figuriamoci per violazioni che prevedono di fermare un'auto. Visto vicino a casa mia, due auto in due minuti che hanno svoltato a sinistra nonostante il cartello che lo vietasse, sotto il naso di due vigili e nella loro completa indifferenza.
Ogni tanto vanno a spezzare le reni agli indisciplinati: si mettono con il telelaser in strade esterne, dove sono tranquilli di multare solo gente di passaggio e non residenti, e fanno un po' di cassa.
Fino a un paio di anni fa erano tutti dislocati fuori dalle scuole elementari, a far attraversare la strada ai bambini, ma da qualche tempo hanno passato la mano ai nonni. Per la cronaca, fuori dalle scuole c'erano di quegli ingorghi, tra auto parcheggiate a papocchia e gente che andava e si fermava come gli pareva... ma i "ghisa" zitti! Fermi! Sembravano le tre scimmiette (non vedo, non sento, non parlo). Quasi quasi sono più efficaci i nonni...

L'unico posto dove puoi vedere un paio di vigili urbani, all'infuori della vagina protettiva del loro comando, è un certo bar dove si pavoneggiano con una bella birra in mano e la pistola nella fondina, alla faccia del divieto di bere in servizio.

Guarda caso, Pavia è una delle città con la circolazione più disordinata e indisciplinata.

avatarsenior
inviato il 22 Agosto 2017 ore 20:59    

le televisioni locali continuano a proporre svariati spot educativi


Sarai mica matto!!

Magari la gento poi rispetta i limiti di velocità. Senza le multe, come fanno i comuni a finanziarsi i fuochi d'artificio di Ferragosto e la polentata in piazza sotto Natale?

Non si possono correre certi rischi...

Che cosa ne pensi di questo argomento?


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