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inviato il 22 Maggio 2017 ore 14:13
Machevvordì la foto vera? Se faccio un ritratto, il soggetto non sarà spontaneo; magari si sarà sistemato i capelli; se donna si sarà truccata e farà boccuccia con occhi da fatalona. Un paesaggio con filtri colorati, sgrandangolate, filtri a densità dummila per ghiacciare laghi e fiumi, sono reali? E la pretesa di "niente PiCCì"? Occorre una macchina fotografica a pellicola, altrimenti già con i preset in camera cambi tutto. E il bianco-nero? E' reale? E, per finire, le foto visionarie le vogliamo schifare? Va beh, è lunedì, tiro fuori un grande cavallo di battaglia perché mi tira il... e ho voglia di litigare |
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inviato il 22 Maggio 2017 ore 14:56
Non capisco il senso del post e a chi è rivolto tuttavia i fotografi più onesti con loro stessi dicono che la fotografia per sua natura è bugiarda. “ Occorre una macchina fotografica a pellicola „ neanche, perchè pellicole diverse a iso diversi danno foto molto diverse, e il fotografo consapevole fa una prima scelta in base a queste differenze. Ciao LC |
user94858
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inviato il 22 Maggio 2017 ore 14:57
La fotografia per principio non è naturale e non mostra la realtà, nel momento in cui decidi di inquadrare qualcosa stai già effettuando una selezione di quello che vuoi e di quello che non vuoi mostrare. Scattare a pellicola non rende le foto nè più reali nè più naturali perchè comunque per ottenere il positivo passi in ogni caso dalla camera oscura effettuando così una ulteriore manipolazione dll'immagine. Per concludere la fotografia non mostra la realtà ma "una realtà" ossia quella che il fotografo vuole mostrare. |
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inviato il 22 Maggio 2017 ore 15:01
Concordo con entrambi (pellicola inclusa), sono dello stesso vostro partito e a me pare ovvio. Ma in continuazione sento parlare di vero-finto, riferito ad una foto, anche nei circoli fotografici e mi chiedevo se sbaglio io o no. |
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inviato il 22 Maggio 2017 ore 15:02
non ti preoccupare è tutto finto |
user94858
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inviato il 22 Maggio 2017 ore 15:05
Io sono partito dalla pellicola ed effettivamente riesco ad immedesimarmi nel discorso che fanno anche se non corretto; la pellicola è un processo fisico quindi "più naturale" i sensori sono elettronici e danno anche in parte un'interpretazione di ciò che ricevono. Detto questo sono semplicemente due modi di scattare diversi non è nè più reale nè più naturale, solo diverso. |
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inviato il 22 Maggio 2017 ore 15:06
In realtà siamo nella "fotografia dopo la fotografia" dove tutto è opera multimediale...finchè non si decide liberamente di contestualizzarlo diversamente etichettandolo ad esempio come foto naturalistica, di reportage o legale, allora inevitabilmente dovremo stare dentro i paletti richiesti dai relativi ambiti anche se non ci piacciono o non li capiamo, è una nostra scelta e va fatta in modo consapevole |
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inviato il 22 Maggio 2017 ore 15:26
Capisco l'ambito documentaristico in cui è necessario evitare al massimo ogni interferenza ma tutto il resto del mondo della fotografia no. Ansel Adams diceva che nessuno avrebbe riconosciuto i luoghi delle sue foto e sulle pellicole faceva di tutto. Il metodo Russel Brown usato su photoshop riprende una elaborazione che facevano sulle pellicole per aumentare la nitidezza. Le modelle vengono ricoperte di cerone con gli aerografi da sempre e poi fotografate con filtri flou più o meno artigianali; le luci vengono alterate da sempre con flash, pannelli, gelatine varie; nei paesaggi i filtri sono sempre esistiti, fin dal BN, con il rosso facevi il cielo nero e con il verde il prato più chiaro. Le lenti modificano la percezione dello spazio in maniera evidente e la serie DC della Nikon è un must per il ritratto. Ancora ricordo il sussulto quando ho sviluppato il mio primo rullino 50 ASA dell'agfa: dei blu mai visti prima. Eppure c'è ancora qualcuno che parla di foto finta o foto vera. |
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inviato il 22 Maggio 2017 ore 15:54
Quello che dici è vero, ma paragonare questa nuova era digitale all'analogico su questo tema è in parte fuorviante. Oggi siamo di fronte a nuove situazioni, una immagine può essere ancora "reale" intesa come prelievo diretto dal reale tramite la visione del fotografo o "finta" in mille modi e per mille ragioni ma può anche essere reale in un modo virtuale, semplicemente non si può rapportarsi a questo continuando a pensare come con la fotografia analogica è una realtà che va capita ed accettata, se non piace si trovano comunque nicchie in cui rifugiarsi che possono regalare grandi soddisfazioni, l'importante è sempre essere consapevoli di ciò che si sta facendo, qualunque cosa sia e contestualizzalo nel modo giusto. |
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inviato il 22 Maggio 2017 ore 16:04
Condivido quanto dici ne faccio l'estremista opposto che dice tutto finto e basta. Semplicemente non credo che il giudizio di una fotografia possa essere relegato al campo reale=Ok, finto=MaleAssoluto. Nelle fotografie io voglio leggere anche l'intenzione del fotografo, la sua scelta deliberata di mostrarmi anche quanto potrebbe essere e non è, oppure addirittura quello che non potrà mai essere se non nella sua mente, una visione. Di fotografi così è piena la storia della fotografia, a partire da Man Ray con le sue posterizzazioni, oppure la sua donna "violoncello": se fatta al computer o disegnata a pennello sulla pelle, per alcuni, cambia la sostanza della foto stessa. Mah! |
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inviato il 22 Maggio 2017 ore 17:22
Argomento spinoso, temo. Di post produzione se ne è sempre fatta anche nell'ambito della "fotografia analogica", per esempio agendo in fase di sviluppo, come hai accennato anche tu Mtdbo. Difficile dare una interpretazione del pensiero altrui, tuttavia, volendo provarci, posso immaginare che per "fotografia vera" quelle persone intendano un tipo di fotografia dove la post produzione sia ridotta al minimo: quindi niente hdr, niente maschere di contrasto eccessive o foto fin troppo saturate, niente "effetto miniatura" (tecnica tilt shift)... Anche le foto di Ansel Adams, il quale ad esempio usava un filtro rosso per scurire il cielo, non si potrebbero considerare delle "foto vere", in quanto c'è un effetto che rende irreale (se considerato in bianco nero) il tono di grigio del cielo. Personalmente preferisco (come gusti personali) di più le foto dove c'è poca post produzione, perché mi piace osservare la scena che mi viene proposta, in maniera più naturale possibile (e non mi riferisco all'inquadratura o allo sfocato dell'obiettivo), ma anch'io in alcune occasioni ho fatto e faccio della post produzione molto marcata in qualche raro caso, perché voglio proporre una mia "interpretazione" diversa della realtà, magari molto più contrastata o più satura. Una volta ho pure tolto dallo scatto in post produzione un cartello stradale, perché non mi piaceva proprio e poteva sviare lo sguardo dell'osservatore, anche se adesso cerco, se possibile, di eliminarlo a priori non inquadrandolo. Poi, beh... ognuno ha i propri gusti. |
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inviato il 22 Maggio 2017 ore 17:28
P.S. A proposito di gusti... le foto di modelle con il cerone (o quando vogliono togliere i nei o altre particolarità del corpo) non mi piacciono proprio, mi sembra di vedere statue di cera e non esseri umani. |
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inviato il 22 Maggio 2017 ore 17:44
La mia opinione è che il fotografo non è altro che un mediatore e quindi noi non possiamo fare altro che conoscete il mediatore. Dalle foto di un fotografo conosceremo il fotografo, non il soggetto fotografato. Il cerone mi dice del fotografo, il taglio nel paesaggio mi parla del fotografo, e chi sono io per sindacare? |
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inviato il 22 Maggio 2017 ore 17:54
McBrandon ti faccio un esempio, fai la classica foto del tramonto, la macchina fotografica ha una gamma dinamica limitata quindi se fra un dettaglio che magari è in ombra e il cielo luminoso c'è troppa differenza o bruci uno o perdi dettaglio per troppa sottoesposizione. A quel punto se fai più scatti superi il limite della macchina fotografica e riesci a recuperare meglio certi dettagli, quale è la foto più simile alla scena naturale che hai visto? quella bruciata, quella sottoesposta nelle ombre o quella post prodotta (ovviamente se fatta bene)? è ovviamente solo un esempio, non è ne una polemica nè una difesa della post a spada tratta semplicemente realtà e fotografia sono 2 cose distinte e legate a un mezzo |
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inviato il 22 Maggio 2017 ore 18:03
ogni foto è un autoritratto. |
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