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inviato il 24 Febbraio 2017 ore 8:39
... Ai tempi dell'analogico manual focus il solo corpo macchina che acquistavi lo tenevi dai 5 ai 10 anni. l'avvento dell'af cambiò un po' le cose; avevi meno scarto, eri più veloce ed era più facile fare le foto. A quei tempi passai dalla fx super 2000 alla 200af (jashica), la nikon era irraggiungibile per me, ricordo che rimanevo incantato alla vista della f4s. Una macchina che rimase sul mercato per ben 9 anni, fino al 97. Nello stesso arco di tempo, dal 2000 in poi la Nikon (e tutte le altre) ne fa 5 di modelli pro ed una miscellanea degli altri modelli; semipro, entry level, new entry e chi più ne ha più ne metta. Sono partiti dai 2 megapixel per arrivare agli ormai 50 per vederne al max 5 (parlo del mio Mac Pro) e anche meno... che senso ha. confermo che anch'io sono "dipendente" e mi rendo conto che di tutta questa tecnologia ne sfrutti una ridicola parte... poi, così a caso, girando per internet per guardare come e con cosa lavorano i grandi fotografi e scopri che Steve McCurry realizzò il calendario Pirelli 2013 utilizzando anche una Nikon d2xs ("vecchia" di 6 anni) in ausilio ad una d3x e una hassemlblad, nonostante sul mercato vi fosse già la d800 e la d4... Mah!? chissà tra 10 anni magari ritorneremo ai sensori ccd con meno pixel ma con più qualità... |
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inviato il 24 Febbraio 2017 ore 8:49
Certo siamo vittime è l'occasione che fa l'uomo ladro, tutto questo popò di attrezzatura fa certamente gola. Dopotutto soggiogati dai grandi marchi facciamo quello che vogliono loro, almeno la maggior parte di noi utenti. Ma è anche colpa nostra, nel non saperci fermare e ragionare sul fatto che qualcosa ci possa servire o meno e nell'acquistare quella tecnologia che mai useremo! e con la telefonia va pure peggio. Io ad esempio ho una camera del 2011, se dovessi acquistarne una adesso so che in base alla differenza di Mpixel avrei successivamente un rallentamento del mio non più giovanissimo notebook, questo implicherebbe anche l'eventuale cambio di pc per uno più attuale, e quindi un ulteriore spesa. Credo che anche questo sia un altro aspetto da considerare, cammina tutto di pari passo, o quasi. |
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inviato il 24 Febbraio 2017 ore 8:52
Non so... la tecnologia va avanti. Anche noi si cresce e a volte ci si rende conto dei limiti della nostra macchina in certe situazioni. Il marketing come il progresso tecnologico e' necessario... C'è chi può godere di questo e permettersi sempre l'ultimo modello e c'è chi non può, io per esempio "non può", ma se potessi cosa non comprerei per soddisfare i miei bisogni del nuovo, del recente, del migliore(forse)... Che poi le foto si fanno lo stesso con vecchie macchine... |
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inviato il 24 Febbraio 2017 ore 8:53
... ottima sintesi Carmelo! |
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inviato il 24 Febbraio 2017 ore 16:23
“ ...cammina tutto di pari passo, o quasi. „ Ieri discutevo di marketing dell'auto (ne so qualcosa, non tanto. Ho lavorato un po' per il settore) con un venditore Ford. Mi raccontava che qualche anno fa, quando per sbaglio o per obbligo gli toccava un'auto bianca, la proponevano con il 10% di sconto extra e si sentivano comunque dire "non faccio il taxista". Poi, va a sapere quando, come e perchè, il mondo è girato, il bianco s'è messo a tirare e oggi, a fronte di 650 euro di sovrapprezzo metallizzato, il bianco pastello costa 450 euro extra. Ci sono due modi di comprare, con la pancia e con la testa. Se compri con la testa, non sei obbligato a correre dietro a tutti i cani morti che incroci: ti fermi a quello che ti serve e vivi felice. Se compri con la pancia, spendi e vivi felice finchè il mal di pancia non riprende, ma non cercare scuse... |
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inviato il 24 Febbraio 2017 ore 16:34
... quando facevo marketing negli anni 80 l'imperativo era quello di soddisfare i bisogni del consumatore siano essi fisici, sociali, esistenziali ecc ecc. Ma il marketing attuale dei grandi brand di macchine fotografiche sembra dicano di creare nei confronti dei consumatori dei nuovi bisogni da soddisfare... |
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inviato il 24 Febbraio 2017 ore 20:11
Non è una novità, nè in campo fotografico, nè in altri campi.... Lo chiamano sussiegosamente stimolare il mercato... |
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inviato il 24 Febbraio 2017 ore 21:06
... ho abbandonato il settore proprio per quello... |
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inviato il 25 Febbraio 2017 ore 14:58
C'è anche da dire che ai tempi della pellicola, se una fotocamera era ben realizzata non era lei a fare la reale differenza sul risultato finale: una Canon FTb, più o meno la entry level degli anni '70, o l'ammiraglia F1, nelle stesse condizioni, con identiche ottiche e medesima pellicola restituivano immagini "alla pari". A collocarle in differenti fasce di prezzo ed utilizzo erano considerazioni circa la robustezza, tropicalizzazione e cose simili, non la resa. Però alzi la mano chi è riuscito, all'epoca, a resistere alla tentazione di provare un po' tutte le pellicole sul mercato, montando questa o quella, o quell'altra ancora, secondo l'occasione, la situazione di luce, la tipologia di soggetto, ecc. Con il digitale, tutta questa smania di cambiare è passata dalla pellicola al sensore, con ovvie ripercussioni sull'intera fotocamera. Se esistesse un modello con "sensore intercambiabile", probabilmente cambieremmo di continuo solo quel piccolo rettangolino fotosensibile, esattamente come facevamo con la pellicola. (Ovviamente non ho preso in considerazione il discorso sulle mode del momento, che oggi, in effetti, sembra una pandemia ) |
user46920
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inviato il 25 Febbraio 2017 ore 15:42
“ ricordo che rimanevo incantato alla vista della f4s „ beh, ma quella è una delle fotocamere più belle mai prodotte al mondo
 “ Alla ricerca della perfezione o vittime del marketing? „ credo proprio vittime del marketing ... e ne sono quasi certo sulla mia stessa pelle. |
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inviato il 25 Febbraio 2017 ore 18:46
... che design!!! sarebbe ancora attualissima... bellissima! |
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inviato il 25 Febbraio 2017 ore 19:38
“ Alla ricerca della perfezione o vittime del marketing? „ Vittime del marketing |
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inviato il 25 Febbraio 2017 ore 23:40
La ambita perfezione fotografica tendenzialmente svilisce l'imperfezione reale. Quindi è né l'una né l'altra. È semplice voglia, bisogno o impulso personale a fare un qualcosa, giusto o sbagliato che sia secondo gli altri modi di intendere le cose e le scelte. Io ho una macchina del 2007 e vivo felice senza carenze affettivo-tecnologiche |
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inviato il 26 Febbraio 2017 ore 1:37
vittime della perfezione del marketing ! |
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inviato il 26 Febbraio 2017 ore 7:54
Tecnonarcisismo |
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