JuzaPhoto utilizza cookies tecnici e cookies di terze parti per ottimizzare la navigazione e per rendere possibile il funzionamento della maggior parte delle pagine; ad esempio, è necessario l'utilizzo dei cookie per registarsi e fare il login (maggiori informazioni).

Proseguendo nella navigazione confermi di aver letto e accettato i Termini di utilizzo e Privacy e preso visione delle opzioni per la gestione dei cookie.

OK, confermo


Puoi gestire in qualsiasi momento le tue preferenze cookie dalla pagina Preferenze Cookie, raggiugibile da qualsiasi pagina del sito tramite il link a fondo pagina, o direttamente tramite da qui:

Accetta Cookie Personalizza Rifiuta Cookie
RCE Foto






Login Logout Iscriviti a JuzaPhoto!

Fotoamatori e dottori in Fisica


  1. Forum
  2. »
  3. Computer, Schermi, Tecnologia
  4. » Fotoamatori e dottori in Fisica





user102065
avatar
inviato il 14 Dicembre 2016 ore 19:09    

Non necessita di molte spiegazioni comprendere che nessun fotoamatore, né illustre fotografo professionista, si sognerebbe di proporsi come esperto di fisica ottica.
Purtroppo non accade la stessa cosa quando un dottore in fisica pretende di proporsi come esperto di colore in fotografia.
In un ciclo industriale è probabile che un dottore in fisica o un ingegnere vengano chiamati ad affrontare i problemi connessi con le questioni colorimetriche di vernici o pannelli o tessuti. Ma in fotografia la questione è profondamente diversa e nessun fotoamatore o fotografo serio dovrebbe lasciarsi incantare dalla ciarlataneria dei guru-fisici del colore.

Nelle arti figurative, all'interno delle quali la fotografia occupa ancora un posto instabile, la questione è chiara. E nelle Accademie d'Arte i saltimbanchi dei numeri non trovano alcun ascolto.

user102065
avatar
inviato il 14 Dicembre 2016 ore 19:15    

Chissà quante volte molti di noi si sono visti presentare la "vela" del gamut colore e dentro triangoli, quadrangoli, pentagoni. E tutti a commentare che in effetti alcuni colori rimangono fuori da questo o quell'altro spazio colore.

Ma scusate con quale monitor vengono presentati questi disegnini per oligofrenici?
Su monitor che al massimo possono visualizzare l'sRGB? oppure quasi il 100% dell'AdobeRGB? Oppure su una prova su carta di stampa in quadricromia?

Insomma, noi vediamo un disegnino che sarebbe più onesto non avesse colori al di fuori del gamut della periferica su cui lo stiamo guardando o della carta del libro su cui è stampato. Al posto dei colori falsi si potrebbero scrivere numeri oppure parole approssimative (verde più brillante, giallo più saturo, ecc).

avatarsenior
inviato il 14 Dicembre 2016 ore 22:44    

In un ciclo industriale è probabile che un dottore in fisica o un ingegnere vengano chiamati ad affrontare i problemi connessi con le questioni colorimetriche di vernici o pannelli o tessuti


Che poi sono gli stessi che hanno progettato la tua macchina fotografica, il suo sensore, le ottiche e il sistema ICC, con gli odiati profili MrGreen

La gestione numerica del colore è uno standard basato sul modello della visione umana; che si tratti di fotografia, tessuti, plastiche, quello che ti pare.... sempre coordinate XYZ o Lab sono.

Non ho mai capito questa idiosincrasia tra fotografi e tecnici; come se ci fosse un conflitto tra queste due specie. Eppure si può essere benissimo le due cose insieme.
Arte e tecnica lavorano a due livelli diversi, ma collaborano.

Di ciarlatani tecnici ne ho visti tanti, ma devo dire che anche di pagliacci presunti maestri di fotografia se ne contano tanti Sorriso. Siamo umani, siamo imperfetti, talvolta ci prendiamo troppo sul serio.... siamo fatti così.

Ma ti garantisco che la cooperazione tra tecnici capaci di sfornare buona attrezzatura e fotografi altrettanto capaci è decisamente più produttiva di tecnici e fotografi che si offendono vicendevolmente su di un forum.

Basterebbe ricordarsi da una parte che la tecnologia è spesso figlia di potenti passioni, anche artistiche, che hanno spinto dei pionieri a comprendere i modelli fisici alla base di quello che noi abbiamo oggi; e dall'altra tenere a mente che il fotografo, o l'artista, non è necessariamente limitato da non comprendere una equazione.

avatarsenior
inviato il 14 Dicembre 2016 ore 23:08    

L'erba del vicino è sempre più verde XD

avatarsenior
inviato il 14 Dicembre 2016 ore 23:13    

Chissà a quale punto della storia è iniziata questa assurda contrapposizione tra arte e tecnica. Gli antichi greci non le contrapponevano affatto, anzi, le indicavano con lo stesso nome...

avatarsenior
inviato il 14 Dicembre 2016 ore 23:13    

... O più buona Cool

avatarjunior
inviato il 14 Dicembre 2016 ore 23:24    

senza nessuna offesa, ma vedo spesso che chi polemizza non ha mai postato una foto, bella o brutta che sia, su questo forum. Forse danno fastidio i giudizi? buoni o cattivi che siano?
Paolo

avatarsenior
inviato il 14 Dicembre 2016 ore 23:45    

Ma in fotografia la questione è profondamente diversa e nessun fotoamatore o fotografo serio dovrebbe lasciarsi incantare dalla ciarlataneria dei guru-fisici del colore.
non so come fai a dire queste assurdità. Forse non hai mai visto come funziona davvero nelle artigrafiche...magari non hai mai visto una sala macchine, sala posa, reparto grafico, postptroduzione... insomma in ogni campo grafico (mi fermo qua) i tecnici lavorano con le artigrafiche (che sia il fotografo, o il grafico, o lo stampatore, è si è un artista anche lo stampatore), perché altrimenti sarebbe un gran caos, in cui qualsiasi presunto artista potrebbe dire la sua...

avatarsenior
inviato il 15 Dicembre 2016 ore 0:42    

È prerogativa dell'intelligenza umana, oltre a quella di manifestarsi in capacità tecniche e artistiche, saper distinguere il sapiente dal ciltrone, la scoperta dalla bufala, l'utile dal futile, distinguere la sostanza di cose, fatti e persone, dall'immagine che se ne percepisce.

Detto ciò, è fuorviante nonchè eccessivo generalizzare su categorie di persone o intelligenze specifiche.

I più degni rappresentanti di tutte le scienze hanno avuto, per loro grazia, entrambi gli attributi intellettuali: profonda conoscenza della tecnica associata ad un modo creativo di applicarla, creando così nuove scienze o nuove arti.

Riguardo ai fotografi, fotoamatori e non, ce ne sono tantissimi di espertissimi in tecnica che fissano le regole dell'arte ed i numeri della bellezza, con i terzi, i Fibonacci, le diffrazioni e le risolvenze...

avatarsenior
inviato il 15 Dicembre 2016 ore 1:07    

i software degli esposimetri devono moltissimo agli studi teorici di Ansel Adams che di certo non era un fisico. Molti "tecnici" sono anche fotoamatori. Ci sono persone competenti e non da entrambo i lati.

user102065
avatar
inviato il 15 Dicembre 2016 ore 3:50    

Non c'è nessuna contrapposizione tra arte e tecnica, ma tra arte e tecnologia fine a se stessa.

La colorimetria industriale è una cosa, la colorimetria fotografica è un'altra.

Quando ad alcuni dei grandi fotografi contemporanei è stato chiesto di parlare delle loro scelte di gamut, icc, profili monitor, ecc, hanno quasi tutti risposto che non ne sanno nulla e che non vogliono saperne nulla. E non parlo di avversari del digitale, ma di entusiasti del digitale. Dal nostro Fontana a LaChapelle.
Per loro una stampa è il risultato di prove di stampa e di un dialogo serrato con uno stampatore di fiducia.

E invece il mercato, in alleanza con i dottori in Fisica a cui si conferiscono ambasciate e altre ridicole onorificenze, vorrebbe far credere che ogni appassionato di fotografia debba trasformare casa sua in un laboratorio di "arti grafiche" ad alto impatto tecnologico.

Mi dispiace ma non ci sto. Se poi altri vogliono soggiacere, non sarò certo io ad impedirlo.

user102065
avatar
inviato il 15 Dicembre 2016 ore 4:57    

Quando non si è al soldo di qualche azienda produttrice (oggi molto ma molto difficile), anche i dottori in Fisica possono dirci qualcosa di sensato (ma non relativo alla fotografia):

Ad esempio Mauro Boscarol scrive:

"È evidente allora che non ha senso dire, per esempio “ho calibrato il mio monitor in modo che corrisponda alle mie stampe”. Mi piacerebbe molto sapere come si fa, e se fosse veramente possibile un mucchio di problemi sarebbero risolti per sempre.

Calibrare il monitor non ha nessuna relazione con la stampa, ma riguarda solo impostare un certo bianco e un certo gamma sul monitor. Non riguarda, per esempio, i colori, perché i primari del monitor non sono calibrabili: sono fissi e rimangono così (e mai uguali a quelli di una stampante). Il rosso del monitor (RGB = 255 0 0) non è modificabile e così il verde e il blu e tutti gli altri colori. Dunque vedete che la calibrazione del monitor non c'entra con i colori della stampa.

Per calibrare un monitor si usa uno strumento di misura, un colorimetro oppure uno spettrofotometro.

Di solito ognuno di questi strumenti ha un proprio software nativo che viene dato gratuitamente, ma esistono anche software che si possono acquistare a parte (alcuni dei quali funzionano meglio di quelli nativi).

Come in tutti i mercati di questo mondo, vale la regola che nessuno ti regala nulla, o in altre parole che se si spende poco si avrà un prodotto (strumento + software) che vale poco.
Sono cose di qualità diversa con prezzi diversi e prestazioni diverse."

user102065
avatar
inviato il 15 Dicembre 2016 ore 5:04    

Chi si occupa di colorimetria industriale deve affrontare questioni che non interessano il fotografo.

E deve farlo con serietà, nel suo campo.

Riporto:

"Questa prova è stata effettuata calibrando il monitor secondo specifiche UGRA utili per la prestampa, cioè bianco a 5800K° e luminosità a 120cd/mq.

Con lo spettrofotometro i1Pro ottengo degli ottimi risultati con quasi tutti gli spazi colore ma insufficienti a certificare una perfetta simulazione a video di uno spazio ECI-RGB.
Con il colorimetro DTP94 invece anche l'ECI-RGB viene certificato, inoltre i valori di scostamento (i vari Delta) sono mediamente la metà di quelli ottenuti con l'i1Pro.
Per la scala di grigi, ad esempio, il DeltaC medio (lo scostamento cromatico) è 0,23 con il DTP94 e 0,52 con l'i1Pro."

avatarsenior
inviato il 15 Dicembre 2016 ore 9:24    

EmilLask... il tuo post primo post è sicuramente un po' forte ma stimolante MrGreen

La colorimetria industriale è complessa, costosa e poco controllabile! È Vero.

La colorimetria in fotografia è sopravalutata e assoggettata molto più al marketing che al risultato finale.
Possiamo anche affermare che è eccessivamente teorizzata a livello amatoriale e meno applicata a livello professionale, con tutti i distinguo del caso!

Rifiutarla o negarla è comunque negativo.

Conoscerne i limiti è necessario e per farlo bisogna comunque conoscerla.


avatarsenior
inviato il 15 Dicembre 2016 ore 9:34    

Chi si occupa di colorimetria industriale deve affrontare questioni che non interessano il fotografo.
x me è sbagliato, non deve certo sapere tutti i dettagli, impossibile, ma conoscere le basi aiuta, non certo a scattare meglio, ma a consegnare un lavoro più in linea con un risultato possibile in stampa.

Per la scala di grigi, ad esempio, il DeltaC medio (lo scostamento cromatico) è 0,23 con il DTP94 e 0,52 con l'i1Pro."
Il DTP94 ormai non è più supportato, non so dove hai preso questo testo, ma normalmente questo colorimetro era usato su monitor Quato, era sicuramente meglio del iPro, ma solo perché era quello "ufficiale" per il monitor, quindi il programma per la calibrazione e tutto quello che c'è dietro era ottimizzato per usare quello strumento.


RCE Foto

Metti la tua pubblicità su JuzaPhoto (info)


 ^

JuzaPhoto contiene link affiliati Amazon ed Ebay e riceve una commissione in caso di acquisto attraverso link affiliati.

Versione per smartphone - juza.ea@gmail.com - Termini di utilizzo e Privacy - Preferenze Cookie - P. IVA 01501900334 - REA 167997- PEC juzaphoto@pec.it

www.juzaphoto.com - www.autoelettrica101.it

Possa la Bellezza Essere Ovunque Attorno a Me