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inviato il 05 Dicembre 2016 ore 11:40
Si arriva da qui www.juzaphoto.com/topic2.php?l=it&t=2096819&show=15 Riprendo l'ultimo post i Salt che mi sembra interessante: “ io penso.. che non si debba spostare troppo la lastra. Non penso convenga effettuare scatti su porzioni diverse di pellicola e poi "montarle" Credo che si debba invece spostare micrometricamente sui 4 assi la pellicola ottenendo inquadrature quasi uguali tra loro, ma immagini leggermente diverse come punto di campionamento. Poi con un programma fatto ad hoc si possono combinare e mescolare le quattro/16 immagini in un solo file. Questa tecnica permetterebbe inoltre interpolazioni più precise e correzione di alcuni difetti dell'ottica utilizzata. „ Quindi, se ho capito bene, intendi una sorta di Pixel Shift manuale? |
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inviato il 05 Dicembre 2016 ore 16:13
Salt la lastra resta fissa. Sposti il punto di ripresa con un buon macro 2:1 e fai gli scatti mantenendo parallelismo e distanza e sovrapponendo un po' gli scatti come nelle panoramiche. Monti gli scatti con un software per lo stitching e sei apposto secondo me. La distorsione e' minima se sovrapponi appastanza le porzioni di scatto. A pensarci bene, gia' un bell'1:1 puo' bastare con un formato cosi' grande. Magari il 2:1 puo' essere utile con il 6x6 e il 4:1 con il 35mm PS va a finire che compro il Canon 65 MP-e  |
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inviato il 05 Dicembre 2016 ore 16:26
Io ho fatto delle prove senza "accrocchio" con il Canon 100 macro F2,8 su delle diapositive 35mm ed il risultato non era male. Ovviamente, in quel caso era uno scatto solo.... |
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inviato il 05 Dicembre 2016 ore 16:48
Andrea, ma con cosa illumini?? io gli esperimenti li ho fatti una decina di anni fa, e l'illuminazione e' stato uno dei punti dolenti...( soprattutto al crescere del formato) neanche con la luce flash opportunamente diffusa ottenevo risultati degni... poi con la testa dell'ingranditore, le sue lenti dedicate per i vari formati, etc la cosa ha preso un'altra piega... allora lo stich lo facevo a manina (uno dei motivi per cui avevo iniziato a scrivere un software per fare lo stich in automatico...).Ora con software come autopano o lightroom e' cosa da un secondo... con una sovrapposizione di un 10-20% degli scatti, vai tranquillo. Il problema e' a mio parere la gamma dinamica che riesci a tirar fuori da una pellicola con sviluppo "generico"... poi.. io parlo di B&N... sul colore non saprei proprio cosa dire perche' non lo ho mai affrontato neanche nei miei peggiori incubi. |
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inviato il 05 Dicembre 2016 ore 17:03
“ Andrea, ma con cosa illumini?? „ Quando hai provato tu, anni fa, probabilmente la tecnologia LED evidentemente non era così diffusa Ho un illuminatore LED (sono più di 300) sul quale monto un diffusore per uniformare la luce. Riesco a scattare ad 1/50" ad F11 a 100iso (questo con le dia). Per il discorso della gamma dinamica, se non basta, si fa il bracketing. |
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inviato il 05 Dicembre 2016 ore 21:07
Occhio che un diffusore adatto a illuminare un soggetto non e' adatto ad illuminare in modo uniforme una pellicola. Ci vuole una scatola di diffusione. |
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inviato il 05 Dicembre 2016 ore 22:14
Per la sorgente luminosa nella digitalizzazione è sufficiente fotografarla e poi usarla per bilanciare il bianco. |
user46920
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inviato il 06 Dicembre 2016 ore 0:57
“ Per la sorgente luminosa nella digitalizzazione è sufficiente fotografarla e poi usarla per bilanciare il bianco. „ non è così semplice ... la luce bianca è una idealizzazione, ed i sensori tendono a funzionare al meglio con determinate luci, possibilmente ad ampio spettro come quella solare. |
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inviato il 06 Dicembre 2016 ore 8:51
Intendo che usi quel bianco per ricavarne la temperatura colore in gradi Kelvin! |
user46920
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inviato il 06 Dicembre 2016 ore 9:35
Io intendevo invece che non tutte le luci si possono risolvere come bianche ... indipendentemente dalla temperatura colore, che è un valore caratterizzato dopo la registrazione della luce stessa. Ad esempio, una luce al neon, potrebbe non essere "campionabile" al 100% da un sensore ... mi spiego? |
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inviato il 06 Dicembre 2016 ore 9:46
L'occhiodelcigno la luce al neon e' la peggiore schifezza per la fotografia. Varia la temperatura colore in continuo. Quella a led e' stabile e se si comprano inled buoni e' anche dichiarata. Poi bisogna vedere il colere del materiale con cui si diffonde la luce e soprattutto il colore del velo della pellicola che nella negativa colore non e' per niente neutro. |
user46920
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inviato il 06 Dicembre 2016 ore 10:18
“ L'occhiodelcigno la luce al neon e' la peggiore schifezza per la fotografia. Varia la temperatura colore in continuo. „ Infatti nelle possibilità preimpostate di quasi tutte le fotocamere, sono sempre presenti almeno 3 selezioni WB per lampade fluorescenti .. e mai nessuna va bene! |
user46920
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inviato il 06 Dicembre 2016 ore 10:48
comunque Andrea, per 40 euro, la tavoletta luminosa linkata, io la proverei così poi, se un domani passi al 8x10" ... hai già il tavolo luminoso |
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