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user90373
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inviato il 29 Novembre 2016 ore 14:41    

A volte mi trovo a riflettere sullo scarso entusiasmo che mi suscita il digitale. E' mia sensazione che il digitale, fatti salvi i nomi di spicco, porti ad una svalutazione del prodotto finale, mentre le vecchie tecniche, forse, son destinate a portare ad una rivalutazione dello stesso prodotto. Quando sono in C.O. e, a fine processo, mi ritrovo a toccare il frutto del mio lavoro, sento di aver tra le mani un qualcosa di unico e, tanto più sono state introdotte mascherature, bruciature, inclinazioni e movimenti della carta, irripetibile. Il digitale lo trovo asettico, impersonale nel suo porsi. Riassumendo con il digitale provo soddisfazione, con l'analogico emozione. Sia chiaro che son considerazioni personali che non intendono in alcun modo sminuire un sistema rispetto all'altro. Vorrei solo sapere se altri vivono la stessa sensazione, chi non la vive può dissentire senza per questo escluderne a priori la possibile esistenza. Un saluto.

avatarsenior
inviato il 24 Maggio 2017 ore 17:33    

Ciao Ettore,

quello che dici è interessante. Purtroppo non stampo più da un secolo (ero ancora studente...), ma devo dire che il veder comparire l'immagine nel liquido della bacinella dava un'emozione tutta particolare, specialmente se in grande formato, dopo ore di prove e provini.
Ora è tutto immediatamente visibile a monitor, senza sforzo, lo stesso monitor che mi ritrovo davanti durante le ore di lavoro. Chiaramente l'emozione non è la stessa. E' tutto un po' scontato e automatico, come salire una montagna in funivia. E' vero che la vista che si gode è la stessa, ma la soddisfazione per averla raggiunta no.
Purtroppo il nostro hobby fa capo alla stessa attrezzatura usata in ambito professionale, e questo distrugge il piacere.
Ma... l'ingranditore ce l'ho ancora! le bacinelle anche! ... lo spazio e il tempo, no.Triste
Si può dire quello che si vuole, ma il BN ottenuto con la pellicola, non è lo stesso del digitale.

Ciao!
Roberto

avatarsenior
inviato il 24 Maggio 2017 ore 21:57    

Ettore, io concordo in pieno con te, è uno dei motivi x cui scatto solo con pellicola. Purtroppo o pochissime occasioni di stampare da me, ma anche le stampe che mi restituisce il mio stampatore di fiducia x me hanno qualcosa di speciale, sapendo come nascono.
Non aspettarti molte risposte di questo tipo, ormai la tendenza nel pensiero e nel sentire comune in fotografia è che "quello che conta è la visione e il risultato finale".
E viaaaaa tutti in funivia ;-) per citare il bel paragone (mi piace particolarmente anche perché una volta l'ho usato anche io MrGreen) fatto da Roberto;-)

avatarsenior
inviato il 25 Maggio 2017 ore 10:59    

Questo 3D mi era sfuggito; io appartengo per certi aspetti all'altra categoria MrGreen, nel senso che all'inizio, ai tempi dell'Università, potendo disporre di una camera oscura perennemente allestita, stampavo ogni volta che ne avevo voglia o che mi serviva farlo e, in effetti, provavo le medesime sensazioni. Poi, col tempo, il matrimonio, i figli ... è iniziata la frustrazione di non poter allestire la camera oscura ogni volta che mi sarebbe servito (avrei dovuto allestirla in bagno), non poter più disporre dei tempi necessari ecc., al punto che ormai fotografavo quasi esclusivamente in dias che, nonostante gli elogi sperticati dei suoi sostenitori più accaniti, le sensazioni tipiche della camera oscura non te le dà!
Devo ammettere che il digitale ha stroncato di brutto queste frustrazioni, e questo è andato a compensare in certo qual modo il venir meno delle classiche sensazioni di unicità del vecchio BN sviluppato e stampato in proprio.
Credo però che il solo fatto di aver provato queste sensazioni, e il lavoro necessario per realizzare un'opera che, per le motivazioni addotte da Ettore, è per sua natura "unica", ti mantengano comunque una capacità di giudizio sul tuo lavoro, indipendentemente dal mezzo che utilizzi, che molti nati già nell'era digitale non riusciranno mai ad avere, e non per incapacità, ma proprio per la mancanza di un'esperienza importante.

avatarsenior
inviato il 25 Maggio 2017 ore 11:10    

Premetto mai scattato con l'analogico, credo manchi la parte di artigianalità nel digitale, con l'analogico era più un lavoro di concentrazione e di pazienza, se sbagliavi buttavi tutto, vale anche per altri campi il tavolo del mio soggiorno l'ho costruito io 15 giorni di ferie estive non avevo soldi e mi sono ingegnato l'ho visto nascere e crescere e ci sono molto affezionato, credo sia quella sensazione che si prova quando una cosa nasce piano piano con fatica, il digitale è come il mondo di oggi usa e getta, quando le cose sono facili togliamo al nostro spirito l'abbeveratoio a cui dissetarsi.

avatarsenior
inviato il 25 Maggio 2017 ore 12:05    

Io credo che sia un discorso molto più generico ossia la ripetibilità di un'opera.
Parlando di arte il ready-made di cui Duchamp fu uno dei precursori creò la discussione, anche in fotografia la cosa è stata affrontata, il primo nome che mi viene in mente è Richard Prince, ma di certo non è l'unico.
Il concetto di unicità dell'opera in effetti aveva gia perso senso da molto prima dell'avvento del digitale e c'è una corrente che ha sempre promosso il riuso come se un'opera potesse essere usata per crearne una totalmente nuova e diversa, Sherrie Levine crea il lavoro After Walker, lei scattava immagini a foto di walker evans creandone un nuovo lavoro suo
Quindi secondo me il digitale ha reso più evidente qualcosa di cui si discuteva gia da tanti anni in altri ambiti, ma anche la fotografia stessa a pellicola inizialmente si faticò ad accettarla come arte proprio per le sue caratteristiche di riproducibilità

Detto questo non trovo che il digitale sia facile anzi io credo che fare foto di ottimo livello sia parecchio complesso e avere una post ben fatta che rispecchia quello che si vuole fare richiede lavoro e impegno, mi trovo assolutamente in disaccordo quindi sul termine facile

avatarsenior
inviato il 25 Maggio 2017 ore 13:23    

Vale per tutti i campi produttivi (inteso come ambiti dove si produce qualcosa. Produrre, inteso come 'fare'. Lo specifico in quanto mesi fa un idiòta mi contestò il fatto che una foto non è un prodotto, mettendola sul piano etico/spirituale MrGreen):
un tappeto annodato a mano, ad esempio, per quanto imperfetto (o micrometricamente imperfetto), sarà tendenzialmente migliore di un tappeto annodato meccanicamente con telai automatizzati. Anche se...dipende dal motivo rappresentato: per alcuni disegni si presta meglio la robotica, e per altri l'impronta organica umana.
Credo che per la fotografia valga la stessa roba, più o meno.

Poi c'è anche la soggettività... che vogliamo dimenticarla?
Meglio accendersi un fuoco coi legnetti, sentendo sfregarsi le due cortecce (essenze della vita e della natura pulsante), o meglio far girare col pollice la rotella zigrinata dell'accendino, realizzato con volgare plastica inquinante e seriale? MrGreenMrGreen

avatarsenior
inviato il 25 Maggio 2017 ore 13:39    

Personalmente fotografo per "fermare" immagini...O in ogni caso sensazioni...
Dire che mi da emozione farlo con una tecnica piuttosto che un'altra sarebbe uno sminuire il fine ultimo di ciò che faccio...Cioè realizzare immagini...
Posso capire la sensazione che si prova on la pellicola...Il sentirsi artigiano oltre che fotografo...
Detto questo, guardando io solo al fine ultimo, sto decismanete con il digitale, perché m da molte più possibilità e perché no mi facilita la vita...

avatarsenior
inviato il 25 Maggio 2017 ore 14:20    

Per me le sensazioni fra la fotografia ai tempi della pellicola e la foto in digitale sono molto diverse diverse.Sara' per i tempi di sviluppo il supporto tecnologico o tutto il contorno della società attuale,assieme ai cambiamenti introdotti dal nuovo formato che sono evidenti.Il controllo sul risultato finale da parte del fotografo è aumentato in percentuale e questo è un dato reale.La pellicola poi andava conservata e custodita,sviluppata a volte testata e non si sapeva mai del tutto cosa poteva accadere.Le diapositive si possono duplicare ma è non è la stessa cosa,per stamparle ai voglia...passarle allo scanner è un altro passo da superare e restano cosi' nell'archivio.Le foto in digitale restano ammassate su un hard disk poi,si rompe o cambiano sistema,cercando di scordare la frase celebre che senza lo sviluppo non sono fotografie...Poi qualcuno si chiede della foto vera,che non sembra molto reale, in una realtaè virtuale fatta di foto manipolate che non sono tangibili,ma con tesi articolata di supporto.


avatarsenior
inviato il 25 Maggio 2017 ore 14:33    

Eeeek!!!
e quindi? io non ho caputo MrGreen

user90373
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inviato il 25 Maggio 2017 ore 16:03    

Son contento dell'interesse a "scppio ritardato" destato da questo vecchio 3D. Il tempo mi ha dato modo di capire un pò meglio questo nostro piccolo mondo fotografico e in tutta sincerità vivo la questione molto più serenamente, ad ognuno il suo spazio senza che nessuno pesti i piedi o li metta in testa agli altri. Sorriso

avatarsenior
inviato il 25 Maggio 2017 ore 16:05    

Detto questo non trovo che il digitale sia facile anzi io credo che fare foto di ottimo livello sia parecchio complesso e avere una post ben fatta che rispecchia quello che si vuole fare richiede lavoro e impegno, mi trovo assolutamente in disaccordo quindi sul termine facile

Infatti, oggi il rischio è quello che in troppi affrontino con "faciloneria" una cosa che "sembra" facile, ma non è.
Il digitale permette indubbiamente di accorciare i tempi sui lavori di routine, e questo può trarre in inganno, perché quando invece si vuole un prodotto (così facciamo felice anche Caneca Sorriso) finito di livello superiore, i tempi si allungano d'incanto anche col digitale, altro che cabasisi!

avatarsenior
inviato il 25 Maggio 2017 ore 16:13    

Tutto questo perché ormai pochissimi completano il ciclo fino alla stampa. Io purtroppo non ho spazio Triste per la camera oscura ma neppure per una stampante a getto d'inchiostro fotografica seria e di un formato decente tipo un A3. Cominciate a prendere una Epson Surecolor SC-P800 oppure una Canon image PROGRAF PRO-1000 e poi ne riparliamo. Anche della stampa in bianco e nero. In modo diverso ma l'emozione ci sarebbe ancora (la carta che si tinge man mano, toccare la carta, la scelta delle carte, etc.) e sarebbe tutto un mondo da scoprire, quello della stampa in casa fine art.

Ah, non c'è differenza tra queste stampanti e quelle dei centri stampa in termini di qualità. Cambiano i costi di gestione (più bassi per le stampanti pro dei centri stampa).

avatarsenior
inviato il 25 Maggio 2017 ore 16:16    

Ciao Daniele,

dipende dalle aspettative e da cosa si è abituati a ricevere. Parlando di colore ricordo ancora le stampe 10x15 che tornavano dal laboratorio. A volte erano OK, altre volte facevano proprio pena. A volte era colpa mia, a volte del laboratorio.
In ogni caso, quello che una fotocamera moderna produce, in automatico, JPG dalla camera, senza fare proprio nulla, è 100 volte meglio delle stampe di cui parlavo sopra. In questo senso sì, il digitale è più facile. E poi le piccole correzioni sono facili e veloci. Una volta così le ricevevi, e così te le tenevi.

Se invece l'asticella viene posta più in alto, era difficile (mooolto difficile) allora, come in altro modo è difficile oggi (comunque oggi più facile e immediato arrivare agli stessi risultati).

Il problema oggi è il perfezionismo all'ultimo stadio, fine a sè stesso. Questo è veramente deleterio, poiché si investe il proprio tempo a perfezionare la forma, tralasciando il contenuto. Ma questo è tutto un altro discorso...

Ciao, Roberto

user90373
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inviato il 25 Maggio 2017 ore 16:21    

Questo l'ho scritto oggi in un altro 3D ma può adattarsi anche a questo:

Credo che il mondo digitale proceda più velocemente del tempo di adattamento della persona media. E' un susseguirsi continuo di nuovi standard ai quali, perlomeno io, non riesco a stare al passo in modo omogeneo. Se imparo ad usare una nuova fotocamera, molto probabilmente non riuscirò ad adattarmi a nuovi programmi di post e, cosa più importante, ad integrare il tutto con il mio modo intrpretativo. All'inizio ci ho anche provato, poi mi sono accorto che il tempo dedicato alla comprensione della parte "elettrica" era maggiore di quello dedicato alla fotografia e ho smesso di rincorrere forzatamente "il nuovo" accontentandomi di progredire in base alle sensazioni.

Che cosa ne pensi di questo argomento?


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