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inviato il 07 Novembre 2016 ore 20:24
Salve a tutti, apro questo post perche' ieri sono stato ad una mostra di Mccurry e sono rimasto davvero stupito.Doverosa premessa:so bene che si tratta di un fotografo professionista e che si avvale dell'ausilio di colleghi altrettano bravi nella pp e nella stampa.So anche che molti di voi, mi diranno che ci sono fotografi piu bravi etc etc ma voglio ugualmente fare due chiacchiere su 3 cose che mi hanno colpito: Composizione, colori e stampe enormi 180x120.La composizione mi ha scioccato perche' e' come se facesse entrare l'osservatore dentro le foto ed i soggetti fossero complici e non ignari autoctoni (pose etc). 2,Colori: Profondi e saturi ma mai stonati e sparati.3, grandezza delle stampe.Ma come si fa ad ottenere quella risoluzione con formati giganti con foto scattate negli anni 70-80? Infine, conscio che prima delle ottiche conta il manico ed una precisa messa a fuoco, ma come e' possibile che i suoi ritratti (anni 70-80) abbiano quella nitidezza?Roba da 50 art. |
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inviato il 08 Novembre 2016 ore 14:02
Nessuno che ha avuto un'esperienza simile o possa portare la propria opinione? |
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inviato il 08 Novembre 2016 ore 14:16
Io ho visto mostra a Genova e poi con amici a Monza, molte vecchie foto mi piacciono hanno una bellissima atmosfera e anche se non è mio fotografo preferito non si può negare l'influenza che ha avuto. Quello che ho notato è che con il passaggio al digitale c'è stato un cambio e le foto hanno perso qualcosa, gli ultimi lavori mi sembrano solo un po' una copia di se stesso ormai però anacronistica, a monza c'erano foto fatte in africa ma che mi dicevano poco, anche lavoro sull'umbria e quello del caffè non mi sono piaciuti. Certe foto invece mantengono dopo anni un grande fascino e una certa visione |
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inviato il 08 Novembre 2016 ore 14:19
Steve mccurry è in assoluto il mio fotografo preferito, anche io mi sono posto le stesse domande,però senza mai approfondire ti consiglio di vedere il documentario, Steve McCurry e l'ultimo rullino Kodachrome, |
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inviato il 08 Novembre 2016 ore 20:39
Amo McCurry e spesso cerco di emularlo, con risultati ahimé scadenti. Sono assolutamente d'accordo con Rame per quanto concerne gli aspetti compositivi e cromatici, sempre di grandissimo valore, del lavoro di questo fotografo. Su un aspetto devo dissentire: i soggetti "sembrano complici" perché nella stragrande maggioranza dei casi lo sono. Sono foto di un professionista, e di che livello, e non le mie fotine delle ferie... e perciò sono quasi tutte preparate e posate, posatissime. Nel documentario sul famoso ultimo rullino si può ben apprezzare il lavoro preparatorio degli scatti, i più noti e migliori dei quali sono stati fatti, non dimentichiamolo, con la pellicola, con tutte le implicazioni "numeriche" del caso. In alcuni casi anche gli accostamenti cromatici sono frutto di un attento lavoro preparatorio, che sconfina nell'allestimento di veri e propri set. Si parla di ore, a volte giorni per un solo scatto. Poi c'è il discorso postproduzione, relativo al "periodo digitale". Ma di questo si è già detto molto e non voglio aggiungere nulla. Sia chiaro, per me McCurry rimane un grande maestro e i suoi "trucchi del mestiere" non possono che aggiungere fascino ai suoi scatti magici. |
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inviato il 08 Novembre 2016 ore 20:47
Rame00, metterò solo questo post nel tuo topic, onde evitare polemiche come tu desideri. Ma per tutte le tue domande, credo che le risposte si trovino nella tua stessa premessa. e rispondo anche al post che segue: SI. |
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inviato il 08 Novembre 2016 ore 20:53
@Labirint Alla mostra dove sono stato io, c'erano una 80 di foto.Afganistan, pakistan, India.Quelle sull'Africa neanche a me sono piaciute troppo. @ Yolyah Grazie della dritta andro' a vedere. @ Riccardo Melzi Per i ritratti ok, anche se ho dei dubbi su alcune ( una foto con un bimbo con una pistola puntata alla tempia che piange, come si fa a preparare una posa del genere?)ma nelle foto d'azione come la mettiamo? |
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inviato il 08 Novembre 2016 ore 20:57
@ Ooo apprezzo il tuo rispetto ed il tuo parere.Quindi significa che se hai professionisti che ti assistono puoi stampare anche foto grandi come palazzi?Anche se le hai fatte in pellicola con ottiche che per quanto ottime non eccellono in nitidezza? |
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inviato il 08 Novembre 2016 ore 21:06
@Rame www.juzaphoto.com/topic2.php?l=it&t=1811784&show=1 Inoltre ti rimando al famoso documentario, lo trovi su YouTube con un sacco di altro materiale in cui lui stesso spiega un sacco di cose sul suo lavoro. La foto del bambino con la pistola per me è una delle più preparate della storia della fotografia e la finisco qui se no non ne usciamo. Ribadisco solo che a me lui PIACE. |
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inviato il 08 Novembre 2016 ore 21:18
L'unica cosa che non mi piace è proprio il fatto che siano complici - i soggetti Insomma se vai dall'altra parte del mondo e scatti mettendoli in posa, puoi farlo a casa Il risultato in se è bellissimo, ma ha dato adito a molti fotografi (pure qua su juza) di emularlo, e pure allo stesso modo Io propenderei per un bel vecchio stile misto al suo, cioè una prova di forza sia di spontaneità che capacità di regia fotografica Insomma ok andare in india e dargli due rupie o qualche siga per un ritratto, ma vedo troppe ottime foto esclusivamente preparate - e molti bei commenti a seguito - e.. punto, poco altro. Darei più spunto al vero lato fotografico insomma. |
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inviato il 08 Novembre 2016 ore 21:25
Se il National Geographic ti paga una diaria di 2000 dollari al giorno (negli anni '80) per stare in India 2 mesi e portare a casa il capolavoro, vedrai che la gente la fai posare, hai voglia. Non stiamo parlando di fotoamatori... |
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inviato il 08 Novembre 2016 ore 21:32
Ok dal punto di vista professionistico, io davo più discredito al fatto della scia che ha creato. Senza per forza non volerla ammettere, basterebbe un pizzico di spontaneità tra le scene |
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inviato il 08 Novembre 2016 ore 21:44
grande fotografo = grande coraggio grande sfrontatezza. andare in pakistan passando per l'afghanistan tra russi e mujaddin...... |
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inviato il 08 Novembre 2016 ore 22:01
Per la composizione, so che si avvale di precise regole e le segue combinandole, unendo ad esempio la regola dei terzi con quella tipica dei suoi ritratti con l'occhio "dominante" del soggetto posto al centro (insomma, come per La Ragazza afgana, occhi all'altezza dei due terzi del fotogramma e occhio su cui cade il fuoco posto al centro, stessa distanza dai lati destro e sinistro del fotogramma). Per quel che riguarda i colori, sono frutto di un attento studio sui colori complementari e di una certa dose di saturazione e contrasto in PP (soprattutto sui rossi). Gran parte del merito va poi alle ottiche utilizzate e alle pellicole (il famoso Nikkor 105mm f2.5 e la celebre Kodachrome). Per quel che riguarda la nitidezza: beh, non sempre utilizzare ottiche super luminose e TA (anzi, mai) giova alla nitidezza. Infatti utilizzava ottiche come il precedentemente citato 105mm f2.5 che preferiva al f1.8 in commercio in quello stesso periodo e non lo utilizzava di certo a TA. Infatti nei sui scatti gli sfondi sono molto importanti per contestualizzare il soggetto e per renderli al meglio i diaframmi devono essere un minimo chiusi. Questo è ciò che so in breve sugli argomenti posti. Ovviamente tra il dire e il fare... C'è Mccurry!!!   |
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inviato il 08 Novembre 2016 ore 22:25
Salve a tutti, apro questo post perche' ieri sono stato ad una mostra di Mccurry e sono rimasto davvero stupito.Doverosa premessa:so bene che si tratta di un fotografo professionista e che si avvale dell'ausilio di colleghi altrettano bravi nella pp e nella stampa.So anche che molti di voi, mi diranno che ci sono fotografi piu bravi etc etc ma voglio ugualmente fare due chiacchiere su 3 cose che mi hanno colpito: Composizione, colori e stampe enormi 180x120.La composizione mi ha scioccato perche' e' come se facesse entrare l'osservatore dentro le foto ed i soggetti fossero complici e non ignari autoctoni (pose etc). 2,Colori: Profondi e saturi ma mai stonati e sparati.3, grandezza delle stampe.Ma come si fa ad ottenere quella risoluzione con formati giganti con foto scattate negli anni 70-80? Infine, conscio che prima delle ottiche conta il manico ed una precisa messa a fuoco, ma come e' possibile che i suoi ritratti (anni 70-80) abbiano quella nitidezza?Roba da 50 art. Ciao Rame00, ti dirò in tutta onestà, e credimi ... davvero senza alcun intento polemico, che Steve McCurry non è propriamente il mio fotografo preferito, rimanendo nell'ambito del National Neographic Magazine per esempio io gli preferisco tranquillamente sia Norbert Rosing che Jim Brandemburg, e ritengo (opinione personale è ovvio) che sia Michael Yamashita che Art Wolfe abbiano nulla da invidiargli purtuttavia, è chiaro, parlando di McCurry parliamo pur sempre di un Maestro fra i più alti nel mondo della Fotografia Contemporanea e quindi trovo abbastanza nomale, quasi scontato direi, che sia le inquadrature che le composizioni, nelle sue fotografie, siano sostanzialmente perfette, allo stesso modo in cui è perfetto il suo approccio, sia umano che professionale, ai soggetti ritratti la qual cosa, chiaramente amplificata all'ennesima potenza dall'enorme formato delle stampe, ha prodotto in te l'effetto che hai così ben descritto ... e che francamente produce, immancabilmente devo dire, lo stesso identico effetto su praticamente tutti gli osservatori. A questo punto però occorre fare una doverosa puntualizzazione: le fotografie che hai avuto la fortuna di ammirare sono tutte, per tua specifica affermazione, degli anni '70 e '80 e quindi sono tutte fotografie ottenute stampando delle diapositive, generalmente si tratta di Kodachrome 25 e solo saltuariamente (quando proprio non poteva fare a meno di salire con la sensibilità insomma) il buon Steve si riduceva , si "riduceva" fra virgolette è ovvio, ad adoperare il Kodachrome 64 ... ed è proprio questo il segreto del colore, della vividezza, del calore e dell'ariosità delle immagini che hai ammirato! Per quanto riguarda le ottiche infine è certamente vero che egli non adoperava gli ART, all'epoca semplicemente non esistevano e tutto sommato si può tranquillamente affermare che non esisteva neppure Sigma, esistevano però sia i Nikkor ED, perché McCurry è un convinto Nikonista, come peraltro anche Brandemburg, così come esistevano, eccome, i Leica R tanto cari al Rosing, così come pure i Canon serie L che invece adoperava Wolfe ... insomma direi che anche come ottiche i fotografi dell'epoca non avevano certo di che lamentarsi! E se a tutto ciò aggiungi il fatto che gli eccellenti elicoidi di messa a fuoco degli obiettivi dell'epoca, a corsa in genere extralunga, erano spesso asserviti a vetrini di messa a fuoco ultraluminosi, a volte anche lavorati al laser, che consentivano una visione davvero ottimale, ti sarà chiaro anche il motivo per il quale la focheggiatura, in quelle fotografie appunto, raggiunge quei vertici altissimi, per quanto riguarda precisione e pulizia, che tanto hai ammirato e che per inciso sono pressochè impensabili da ottenere al giorno d'oggi ... nonostante l'estrema sofisticatezza dei moduli AF. Ciao, Paolo. |
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