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inviato il 11 Ottobre 2016 ore 22:47
In digitale elevati iso in determinate circostanze aiutano magari a prezzo, con reflex un po' datate, di un rumore evidente. Mi chiedo su pellicola impostando ad esempio iso 6400 ( massimo range per canon 3000n ) con un rullino 200 iso, cosa viene fuori allo sviluppo? Foto sottoesposte, pochissima nitidezza e/o anche altro? |
user102065
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inviato il 12 Ottobre 2016 ore 4:45
La sensibilità delle pellicole viene indicata in ASA. È possibile "tirare" una pellicola oltre il suo valore nominale. Ti riferisco la mia personale esperienza, considerando che ormai da 15 anni non mi dedico più alla camera oscura, ma mi ci sono divertito per quasi trenta. Come certo saprai le pellicole possono essere distinte, grosso modo, in tre gruppi: bn, colori, invertibili (diapositive). Con le invertibili non ho mai provato. Con quelle a colori ho ottenuto risultati paradossali, quindi va bene soltanto se ti interessa "falsare" i colori o produrre particolari effetti. In ogni caso superati i due stop di tiraggio l'immagine si spappola. Col bianco e nero, invece, mi sono divertito molto. Come saprai con la pellicola non puoi cambiare valore di sensibilità a piacere foto per foto. L'intero rullino va esposto ad un certo valore. Cioè inserisci una pellicola di 400 ASA e fai finta di averne inserita una da 1600, calcolando cosí l'esposizione. In fase di sviluppo avviene il miracolo e la 400 ASA viene tirata a 1600. Ottieni in genere due risultati: maggiore contrasto e grana. Il confronto tra quello che si chiama rumore in digitale e la grana della pellicola non è possibile, almeno non direttamente. Perché si tratta di due fenomeni diversi. Tieni conto, infine, delle variabili introdotte dal tipo di carta, dai metodi di stampa e dai bagni di sviluppo e di fissaggio. |
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inviato il 12 Ottobre 2016 ore 6:00
Quello che descrivi si chiama tiraggio. Consiste nel sottoesporre una pellicola e successivamente sovra svilupparla per (cercare di) recuperare i toni medi. Il problema è che nel processo le ombre e le luci vanno completamente a ramengo: le ombre sono chiuse a causa della scarsa esposizione, le luci sono tappate dall'eccessivo sviluppo. Non avviene alcun miracolo. Quello che ottieni è un altissimo contrasto e grana a pallettoni ma spappolata (bassa sensazione di nitidezza) e negativo molto rognoso da stampare. Se vuoi un consiglio, evita il tiraggio... A meno che tu stia cercando esattamente quegli effetti. |
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inviato il 12 Ottobre 2016 ore 6:02
#EmilLask Commento perfetto. Bravo. |
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inviato il 12 Ottobre 2016 ore 6:55
"Alti iso in analogico" Non sono usabili, non ci sono. Se tiri la pellicola in scatto (sottoesponi) e la tiri in sviluppo (tempo più lungo, e/o temperatura più alta e/o maggiore concentrazione dello sviluppo) aumenti in modo logaritmico il contrasto (ombre tappate) e NON registri i grigi intermedi e sottili, ossia i toni che danno alta qualità d'immagine ed aumenta la dimensione del grano, toni intermedi e risoluzione si perdono subito, a 1600 ISO sono pessimi. Con una pellicola da 400 ASA ( gli odierni ISO) tirata a 1600 ISO non ce la fai a stampare non dico bene, ma nemmeno decorosamente, un 30 x40 cm, mentre tirata a 800 ISO qualche stampa 30 X 40 cm di qualità media la fai, ma mai eccellente. Sopra i 1600 ISO non si va a pellicola nemmeno per stampe mediocri, fanno schifo. Sopra il 30 X 40 cm con il 35 mm non si va, come qualità di stampa, nemmeno con pellicole a bassi ISO, tipo la PAN F. I sensori di oggi sono infinitamente migliori delle migliori pellicole, soprattutto nella gamma dinamica, limitatissima con le pellicole. La pellicola è un mondo morto e putrescente. Ho scattato e stampato per 39 anni a pellicola, con attrezzatura professionale sia di ripresa che di stampa, come faccio oggi in digitale. |
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inviato il 12 Ottobre 2016 ore 7:16
Se devi tirare a 6400 asa, l'unico metodo é il bianco e nero, lascia stare i rullini poco sensibili in partenza, usa la ilford Delta 3200 li regge bene (ho provato anche a tirarla a 25600 ma perdi troppo dettaglio), certo non devi aspettarti la nitidezza delle digitali, ma per divertirti vai alla grande |
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inviato il 12 Ottobre 2016 ore 7:19
“ La pellicola è un mondo morto e putrescente „ dai non esageriamo, un pó di pietà almeno per i nostalgici... |
user102065
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inviato il 12 Ottobre 2016 ore 7:33
La pellicola è, oggi più che in passato, una scelta stilistica. Per quanto riguarda la stampa, l'unica stampa "fotografica" è quella per proiezione su carte fotosensibili o altri materiali trattati con strati fotosensibili. |
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inviato il 12 Ottobre 2016 ore 7:34
“ " La pellicola è un mondo morto e putrescente" dai non esageriamo, un pó di pietà almeno per i nostalgici...;-) „ Anche perché molta gente, tra cui io, usa l'analogico molto spesso, di rullini ce ne sono una montagna tra cui scegliere e sta anche riaprendo la Ferrania. In più, se usi una medio formato o un banco ottico(risparmiando migliaia di euro sui concorrenti moderni), altro che digitale |
user102065
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inviato il 12 Ottobre 2016 ore 7:38
Poi, ancora una volta come scelta stilistica, si possono combinare argentico e digitale. |
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inviato il 12 Ottobre 2016 ore 8:08
“ La pellicola è un mondo morto e putrescente. „ Adoro le cose morte e putrescenti. “ dai non esageriamo, un pó di pietà almeno per i nostalgici „ Io invece provo pietà per chi guarda solo freddi numeri e test... O per chi ritiene la pellicola solo "roba da nostalgici" ;-) |
user102065
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inviato il 12 Ottobre 2016 ore 8:15
Non è una guerra di religione ... per fortuna! Amiamo la fotografia e siamo curiosi. Poi ciascuno compie le scelte che più reputa opportune, secondo i propri gusti, i propri bisogni, le proprie possibilità. |
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inviato il 12 Ottobre 2016 ore 8:32
Se proietto a 100 pollici una Velvia 50 o una kodachrome e poi guardo le mi foto digitali su un monitor da 24/27.......mi accorgo che il meglio è sottoterra..... |
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inviato il 12 Ottobre 2016 ore 8:46
Per circa 25 anni ho sviluppato e stampato i miei rullini in camera oscura. Usavo quasi solo Ilford HP5 sia a 400 ASA che (molto spesso) a 1600. Con buoni risultati anche nella versione "tirata". Ad esempio ho fatto molti matrimoni di amici negli anni '80, solo bianco e nero, e tutte le foto in chiesa erano a 1600 ASA. Ma ho usato la stessa pellicola a 800 o 1600 anche in altre occasioni. Le mie stampe da incorniciare erano 30x40, ma stampavo tutto il fotogramma, lasciando il bordo. Per i matrimoni ovviamente erano più piccole. Tirare le HP5 a 1600 ASA era una cosa normalissima, la facevano in tanti, e c'erano tutte le istruzioni e i tempi/diluizioni anche all'interno delle scatole dei rullini. E la "grana" non era un problema, anzi un babau come è il "rumore" oggi.
 Io per 1600 ASA usavo il Microphen, tempo di sviluppo 13 minuti, quindi più di quello consigliato. Perché usavo un ingranditore DURST con testa a colori e luce diffusa, invece che quello per il bianco e nero con condensatore. Quindi con lo sviluppo normale rischiavo di avere poco contrasto.
 Qualche foto in bianco e nero di quegli anni: goo.gl/L8NW7H Tornando alla domanda iniziale... No, io non tirerei una 200 ASA a 1600 e tantomeno a 6400. Per i 1600 ti consiglio la HP5, o comunque una pellicola a 400 ASA. Se non la vuoi sviluppare tu (seguendo quei tempi che vedi nelle immagini allegate) e la porti in un laboratorio ovviamente devi dire come l'hai esposta, altrimenti ti fanno lo sviluppo normale e ottieni foto sottoesposte. |
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inviato il 12 Ottobre 2016 ore 10:01
Ringrazio tutti per le risposte ( molto chiare e numerose ), avevo questa curiosià ora soddisfatta..... |
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