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avatarjunior
inviato il 04 Ottobre 2016 ore 8:51    

Sebbene le mie foto sono di gran lunga distanti dall'essere tecnicamente corrette sento l'esigenza di migliorare altri aspetti, o per lo meno di dargli la precedenza. Noto, in tante foto che riempiono i vari siti, una cura maniacale dell'aspetto tecnico che, molte volte (per il mio gusto, ovvio), va a discapito dell'aspetto comunicativo, emotivo.
Il dare la precedenza al contenuto, ora, anche con nozioni tecniche che faticano ad essere automatiche, per me vuol dire imboccare la strada dall'altra parte.
Quale sia l'inizio, o la fine, del percorso che porta ad una maturazione fotografica, ammesso che ci siano un inizio e una fine, mi piacerebbe discuterne qui. Mi piacerebbe inoltre leggere l'esperienza di chi ha avuto la mia stessa esigenza e capire come ha cercato di curare questo aspetto che, più difficile di tutti gli altri, viene coltivato molto senza la macchina fotografica in mano…
Grazie a chiunque avrà la voglia di condividere un'esperienza o un'opinione.

avatarjunior
inviato il 04 Ottobre 2016 ore 9:11    

Bellissimo argomento.

Anch'io noto in generale tanta perfezione tecnica (che, prima della fotografia digitale, posso garantirvi che non c'era o era appannaggio dei fotoamatori moooooolto evoluti), ma poi, idee veramente nuove, originali o che colpiscano, ne vedo poche in giro.

Per carità, mi levo il capello davanti al 99% delle persone che pubblicano qui, ma nessuna di quelle che ho visto mi fa dire: " vorrei fare anch'io qualcosa del genere ".

avatarsenior
inviato il 04 Ottobre 2016 ore 9:58    

Argomento abbastanza spinoso che rischia di essere affrontato con il solito ritornello: "ognuno pratica la fotografia che sente più indicata per se".
Cosa vera, ma che non dice nulla.

come ha cercato di curare questo aspetto che, più difficile di tutti gli altri, viene coltivato molto senza la macchina fotografica in mano…

Mi vengono in mente due cose, al volo:
1) si arriva alla fotografia per mille motivi, portando dentro questa esperienza "tutto quello che siamo", la nostra storia, la nostra sensibilità, ed eventualmente il nostro "bisogno espressivo".
2) "curare i contenuti" significa prima di tutto "avere dei contenuti da dire". E questo significa cercare dentro di sè e non avere per traguardo la perfetta imitazione di quello che fanno altri.

avatarjunior
inviato il 04 Ottobre 2016 ore 10:04    

Chiaro, il fatto che vorrei avere le capacità del 99% lo darei per assodato come punto su cui non dover ritornare. Tenuto questo trovo che di nuovo ci sia poco ma soprattutto che in pochi riescano a cogliere un qualcosa in più, e mi rendo conto che quel qualcosa, quasi mai, si trova nella perfetta coppia tempi diaframmi...
Il tuo intervento inoltre mi porta ad un altro interrogativo: il digitale ha facilitato la possibilità di fare una foto tecnicamente corretta, ma quale è la conseguenza di questa facilità? Che non sono più accettabili le foto "imperfette" o che, anche per il gran numero possibilità fotografiche, c'è bisogno di centrarsi più sul contenuto?

avatarsenior
inviato il 04 Ottobre 2016 ore 10:10    

Preferisco la seconda ipotesi.... Cioè che la relativa semplificazione tecnica possa far sì che il fotografo si concentri di più sul contenuto.
In realtà accade alle volte che il fotografo ricerchi il risultato tecnico esasperato. Che dal mio punto di vista porta ad un vicolo cieco.

Tornando ai "contenuti". Siamo d'accordo che sono una manifestazione di un nostro bisogno profondo?

avatarjunior
inviato il 04 Ottobre 2016 ore 10:14    

Concordo Ale!
Avrei difficoltà nel dirti cosa mi ha fatto comprare una macchina fotografica... Magari una risposta la trovo se "imbocco la strada dall'altra parte"... ;-)
Poi questo è un argomento piuttosto empirico, la risposta giusta non c'è, ma parte ugualmente da un dato di fatto secondo me: è più facile trovare una foto tecnicamente corretta che una foto che racconti, o che emozioni, o che boh... anche in generi fotografici che dovrebbero avere il fine di raccontare, emozionare e bohare... ;-)

avatarsenior
inviato il 04 Ottobre 2016 ore 10:17    

In questi casi faccio sempre lo stesso esempio, quello della scrittura. Quando leggiamo qualcosa guardiamo solo al contenuto o anche alla forma? Un articolo di giornale o un romanzo infarciti di errori ortografici per me sono illeggibili.
Prima di violare le regole bisogna conoscerle bene, spesso gli errori vengono spacciati per creatività e questo non è l'approccio corretto. Non ci sono scorciatoie, possiamo avere le migliori idee del mondo ma se non abbiamo le conoscenze tecniche per realizzarle faremo poca strada.
Per chiudere dico che il contenuto è importante ma deve essere presentato con una forma adeguata.

avatarjunior
inviato il 04 Ottobre 2016 ore 10:19    

Mi trovo in una situazione simile: in una fase di apprendimento e scoperta del mio io fotografico. Sebbene ammiri la tecnica e le capacità di chi la conosce perfettamente, ho notato che quando mi concentravo su di essa nel mio caso specifico risultavo sterile e a corto di idee. Probabilmente è qualcosa di molto soggettivo. Allora ho deciso di metterla da parte e accettare di acquisirla a poco a poco, naturalmente e con l'esperienza, senza che diventasse il fine. Naturalmente ringrazio quei periodi passati a cercare di "studiarla" e naturalmente continuo a indagare nozioni di tecnica ma senza ossesionarmici come prima. Alla fine la tecnica deve essere asservita al contenuto, accompagnarsi a esso.
Anche l'idea di farne completamente a meno è comunque un rischio, per ovvi motivi. Personalmente credo vada cercato l'equilibrio e un approccio a 360 gradi.
e capire come ha cercato di curare questo aspetto che, più difficile di tutti gli altri, viene coltivato molto senza la macchina fotografica in mano…

nel dubbio, sempre meglio averla tra le mani una macchina fotografica. Mi è stato consigliato spesso di scattare, scattare e scattare, forse chi me lo consigliava si riferiva all'idea di farlo diventare un gesto istintivo e naturale.

avatarjunior
inviato il 04 Ottobre 2016 ore 10:31    

Bellissimo argomento.
Ragionavo, ultimamente, sul bisogno di esprimersi.
Questa necessità nasce solo se si ha qualcosa da comunicare, credo.
Ma se consideriamo vera questa affermazione, allora scaturiscono delle considerazioni "a cascata" che, a mio avviso, sono molto interessanti.
Innanzi tutto mi chiedo se quello che voglio comunicare sia importante o, più semplicemente, se possa interessare qualcuno.
E poi non posso non considerare che ciò che posso comunicare non può che dipendere da ciò che sono, dai miei valori, dalla mia sensibilità e dalla mia esperienza personale.
Ecco che, se imbocchiamo questa strada, per poter inserire contenuti nelle nostre foto, dobbiamo *essere* prima di tutto.
Siete d'accordo?

user73210
avatar
inviato il 04 Ottobre 2016 ore 10:50    

Iper quotone per Atatap e Enne.Enrico

avatarjunior
inviato il 04 Ottobre 2016 ore 10:51    

Stefano, sicuramente, ma non sto parlando di una foto piena di errori tanto da renderla illeggibile. Ed ammetto che il rischio di scambiare errori per creatività esiste e bisogna stare attenti.
L'esigenza che sento è un po' quello descritta da Mauro di concentrarsi più su una cosa che su un'altra, senza per questo tralasciarla completamente. Questioni di precedenze che, per principianti come me, sono importanti proprio per la difficoltà di dare attenzione a tutti gli aspetti nello stesso momento.
Portando un esempio culinario, che trascura le vie di mezzo ma sottolinea un approccio simile e attuale, vorrei che "la mia fotografia" (odio parlare così e a malapena tenere in mano una reflex), fosse un ristorante che serve abbondanti mandilli al pesto, con lo stesso sapore di quelli che fa una nonna, in un comune piatto tondo, proporzionato al contenuto, e posato su una tovaglia a quadri rossa e bianca e non un ristorante col tavolo in vetro, la tovaglietta che usa adesso, che serve una lasagna anonima (con l'accuratezza di scrivere "bio" sul menù) su un piatto quadrato di 50 cm con la cannella intorno... ;-)

avatarjunior
inviato il 04 Ottobre 2016 ore 10:53    

Sebastiano, concordo! Essere e saper esprimerlo, e avere il coraggio di farlo! Che è molto difficile! MrGreen

avatarsenior
inviato il 04 Ottobre 2016 ore 10:56    

Sono d'accordo con tutti...Sorriso

Innanzi tutto mi chiedo se quello che voglio comunicare sia importante o, più semplicemente, se possa interessare qualcuno.
E poi non posso non considerare che ciò che posso comunicare non può che dipendere da ciò che sono, dai miei valori, dalla mia sensibilità e dalla mia esperienza personale.

Il secondo punto mi pare venga per primo.
Nel senso che prima di tutto ci si esprime perché si ha bisogno di farlo. La motivazione primaria è personale (e non per "interessare qualcuno" o per sentiirsi dire "bravo").

Poi è chiaro che sempre si parla per altri e non per se stessi. Quindi è importante che il contenuto interessi altri e che sia espresso in modo adeguato.


avatarsenior
inviato il 04 Ottobre 2016 ore 10:57    

Forma e sostanza sono cose che vanno di pari passo. ci sono nozioni che, una volta acquisite, vengono applicate in maniera quasi istintiva. E' un pò come guidare l'automobile.

avatarjunior
inviato il 04 Ottobre 2016 ore 11:01    

Sebastiano, concordo! Essere e saper esprimerlo, e avere il coraggio di farlo! Che è molto difficile!


Si! Decisamente!
E poi si tratta di un percorso personale, lento, a volte faticoso, la cui portata va molto oltre la fotografia.
Però più ci penso e più mi convinco che non ci sia alternativa, se si vuole comunicare.
Sono anche abbastanza convinto che le foto che ne scaturirebbero non sarebbero molto "popolari" perché più difficili da leggere.

Che cosa ne pensi di questo argomento?


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