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inviato il 26 Settembre 2016 ore 13:50
Raggiunto il limite delle 15 pagine apro una nuova discussione per riprendere l'interessante discorso fatto nel precedente post sulla fotografia street, chiariti gli aspetti tecnici sposterei come suggerito l'attenzione sui soggetti fino alla post produzione. ;) |
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inviato il 26 Settembre 2016 ore 14:03
Mi pare che la precedente discussione ponesse alla fine la questione del rapporto tra ripresa e postproduzione. Quanto importante è la post produzione? A me piace vedere una postproduzione che non prevale sulla lettura del soggetto. Dal mio personale punto di vista, la street ha la "responsabilità" di raccontare qualcosa di significativo sulla realtà quotidiana. Se la mia street non dice nulla sul "mondo in cui vivo" e io supplisco a questa mancanza con una postproduzione che fa i fuochi d'artificio, in realtà dimostro mia la debolezza come autore. |
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inviato il 26 Settembre 2016 ore 14:10
Aggiungo una mia considerazione forse banale sui possibili soggetti nella fotografia di strada: anche questi sono altamente personali, alcuni trovano interessanti cose o persone che per altri non lo sono, senza troppo generalizzare io non amo fotografare persone che chiedono l'elemosina forse solo perché mi pare brutto "giocare" su certe situazioni. Poi magari un fotografo più bravo di me sa cogliere degli aspetti interessanti che io fatico a trovare ma continuo a non amare il genere, se poi ci dovesse essere un progetto di mezzo é tutt'altra cosa. Ale sono competamente in accordo sulla tua considerazione riguardo la postproduzione, aggiungo solo che quando ho intenzione di postprodurre (scattare) in b/n scatto, compongo in modo diverso. |
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inviato il 26 Settembre 2016 ore 14:34
Certo, Ale Z concordo senza dubbio sul fatto che la postproduzione non salvi ciò che non può essere salvato. Come un bianco e nero non rende una foto banale più interessante. Il discorso sulla responsabilità di riproduzione della realtà ci sta tutto. In tal caso è inevitabile un intervento delicato per mantenere la carica documentaristica. Ciò che più mi incuriosisce è semmai la ricerca di un proprio stile anche in fase di elaborazione, poiché ho notato che spesso è da questo aspetto che noto il marchiò di fabbrica di un determinato autore. A me, ad esempio, piace alterarla certe volte in post la realtà. Metterci del mio insomma! Ben inteso che chi scrive non è un patito ne della tecnologia ne tantomeno del fotoritocco, ma al massimo gioca spostando qua e là i pannelli di lightroom :-) |
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inviato il 26 Settembre 2016 ore 15:14
in parte posso darti ragione, soprattutto “ Se la mia street non dice nulla sul "mondo in cui vivo" „ oppure aggiungerei è la solita foto "banale" o già "vista" tante volte da non soddisfare il mio ego. “ e io supplisco a questa mancanza con una post produzione che fa i fuochi d'artificio, in realtà dimostro mia la debolezza come autore „ anche no! io supplisco dove posso, a farla diventare a modo mio, magari stravolgendola in tutto e per tutto, ma non mi sento debole in questo, la cosa mi diverte, più del guardare una volta a casa le solite foto mal riuscite o quelle che mi sembrano banali |
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inviato il 26 Settembre 2016 ore 15:20
la pp essendo parte integrante dl processo fotografico trovo che abbia un forte potere e valore sul risultato finale dell'immagine. credo che tutti e tre i parametri fondamentali oggi siano di pari valore,il pensiero prima del click,il click e il dopo click. se non sono soddisfatti entrambi i fattori,il risultato che ci siamo prefissati nella nostra mente,difficilmente ci appagherà. questo è quello che credo io. |
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inviato il 26 Settembre 2016 ore 15:29
Un passaggio per un salutino, seguito della conversazione precedente, ricca di buone chiacchiere. Nel merito non entro, perchè troppa polemica si è già fatta in passato, e non c'ho più l'età Secondo me c'è tutta una storia che basta e avanza per farsi un'idea liberamente, e chi non ha pregiudizio può trarne serenamente ogni conclusione Abbraccioni F |
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inviato il 26 Settembre 2016 ore 16:32
Naturalmente ci sono opinioni diverse. Ci mancherebbe... La premessa ad ogni intervento è che tutte le opinioni sono personali, nessuna rappresenta la verità, ed ognuno trova la propria strada nel modo che sente più suo. Ma parlarne insieme aiuta ad aumentare la consapevolezza sull'argomento. Aiuta a ragionare criticamente sul proprio agire fotografico. Aiuta a porsi delle domande. Perché in un luogo come questo più delle risposte, sono preziose le domande che ognuno può trovare... Uscire da qui con un dubbio in più, ci fa ripensare a quello che facciamo. |
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inviato il 26 Settembre 2016 ore 16:39
Piccolo OT: Per chi passa a Milano consiglio di non perdersi la mostra "Woman New Portraits" di Annie Leibovitz nella bellissima location di fabbrica Orobia, ingresso gratuito...cosa volete di più? ;) |
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inviato il 26 Settembre 2016 ore 16:51
Quoto Filtro46 in tutto. Io stesso, ho diverse volte scartato alcuni scatti a scapito di altri meno, per così dire "validi" perchè non si prestavano alla drammaticità o all'atmosfera che mi ero prefissato al momento in cui li ho eseguiti. Ciò, sempre in funzione dell'idea totale di immagine che parte dalla testa fino a giungere all file aperto sul pc. Vero è che, personalmente, prediligo atmosfere e suggestioni di un'immagine rispetto alla riproduzione di scene di vita quotidiana che caratterizza la fotografia di strada intesa in senso "classico". In tal senso sono rimasto molto colpito da una frase di uno dei miei autori preferiti, il contemporaneo e misconosciuto Marius Vieth, il quale suggerisce, al momento di intervenire in fase di sviluppo (perchè di sviluppo sto discutendo): "consider your photos as paintings" |
user96921
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inviato il 26 Settembre 2016 ore 16:56
quello che manca veramente è una guida che insegni, getti le basi per ampliare la visione, aiuti chi si sente "bloccato" a sbolccarsi. Quindi una guida che guidi, aiuti le persone a trovare la propria strada, il premi quì o metti su il 28 a f5,6 se lo fa al corso della parrocchia, dobbiamo parlare di come si possono generare le scintille dell'alchimia dello scatto, di come si può vedere, e sopratutto di non guardare per quanto sia possibile con gli occhi degli altri... ciao rob |
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inviato il 26 Settembre 2016 ore 23:28
Eh sì, Rob, è vero. Ma quel che servirebbe in realtà è una specie di "tutor". Perché se è vero che tante sono le possibili strade, è vero che si fa fatica a dare consigli personalizzati con una guida. |
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inviato il 07 Marzo 2017 ore 15:30
“ quello che manca veramente è una guida che insegni, getti le basi per ampliare la visione, aiuti chi si sente "bloccato" a sbolccarsi. „ Trovo veramente difficile creare una guida simile anche se sarebbe sicuramente molto utile, tale guida potrebbe essere sostituita dalla passione per questo genere che spinge a scattare, sperimentare e studiare le foto degli altri. Dopo qualche mese di street mi sento di affermare che nella fotografia da strada esistino tantissimi approcci, tutti validi anche se molto diversi fra loro, ad ognuno la propria strada, la cosa bella è che si può sempre tornare sui propri passi per prenderne altre |
user96921
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inviato il 07 Marzo 2017 ore 15:50
“ Dopo qualche mese di street mi sento di affermare che nella fotografia da strada esistino tantissimi approcci, tutti validi anche se molto diversi fra loro, ad ognuno la propria strada, la cosa bella è che si può sempre tornare sui propri passi per prenderne altre ;-) „ ma per quel che mi riguarda, non si parla di strade e di approcci, giustamente ogniuno ha il suo, ogniuno sviluppa il suo sistema di "ingaggio" il mio era quello di come sviluppare le idee, di come cercare di vedere con occhi diversi ecc ecc. Cosa sono quelle cose che aiutano la mente a vedere quello che eventualmente gli altri non vedono... Guide sugli approcci all street le trovi ovunque, guide che facciano germogliare la creatività molte meno. |
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inviato il 07 Marzo 2017 ore 15:56
“ il mio era quello di come sviluppare le idee, di come cercare di vedere con occhi diversi „ Eh questa é sicuramente la cosa più importante e va anche oltre la fotografia |
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