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inviato il 08 Settembre 2016 ore 1:34
Qualcuno mi saprebbe dire come calcolare quanta luce raccoglie un samyang 14 f2.8 alla massima apertura rispetto ad un sigma 20 f1.4? Io sto elaborando un semplice calcolo matematico, ma chiedo a chi ne sa di più di darmi direttamente la risposta in modo da confrontarla con la mia... |
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inviato il 08 Settembre 2016 ore 2:07
L'indice di equivalenza luminosa è indicato dal valore del diaframma (focale/diametro lente). Un 2,8 "raccoglie" un quarto della luce di un 1,4. |
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inviato il 08 Settembre 2016 ore 2:18
E Grazie...stiamo parlando tra lenti con focali diverse...altrimenti un ipotetico 14mm 1.4 ed un 24mm 1.4, immaginando anche un t-stop identico, raccolglieranno la stessa quantità di luce? |
user3736
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inviato il 08 Settembre 2016 ore 2:30
Il valore del diaframma di qualsiasi lente per qualsiasi formato sua...indica la intensità di luce trasmessa per unità di superficie.... Che sia un 14 mm o un 300 cambia solo l'angolo di campo registrato dal supporto sensibile a seconda della dimensione del sensore |
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inviato il 08 Settembre 2016 ore 3:48
Un qualunque obiettivo proietta la luce sul piano sensore. Per la precisione su un cerchio che racchiude il sensore stesso. Questo cerchio può essere più o meno grande al variare dell'obiettivo. Se si parla del formato 35 mm il cerchio è più o meno lo stesso e quindi per il samyang 14 f2.8 e il sigma 20 f1.4 di cui parli la differenza è di due stop, per cui il sigma alla max apertura raccoglie quattro volte di più luce del samyang. Se confronti due obiettivi progettati per formati diversi ad esempio: un 50mm f1/4 full frame e un 50mm f/1.4 per APC alla max apertura il primo raccoglie più luce perchè proietta luce su un cerchio più grande (benchè l'intensità sia la stessa). A volte anche sullo stesso formato il conto non è così semplice. Se confronti il Canon TS-E 24mm f/3.5 L II con il Canon EF 180mm f/3.5L USM Macro entrambi sono per il formato 35mm. La max apertura è uguale ma in realtà il canon Ts-E raccoglie più luce perchè proietta su un cerchio più grande (questo gli da la capacità di fare le operazioni di tilt e shift) Infatti il canon ts-e penso che si potrebbe adattare anche su una medio formato. Per concludere nel tuo conto dovresti tenere in considerazione l'area del cerchio di proiezione che è una caratteristica intrinseca di ogni obiettivo. Quindi prendi l'lintensità della luce alla massima apertura e la moltiplichi per l'area del cerchio di proiezione. |
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inviato il 08 Settembre 2016 ore 8:21
"Come calcolare l'indice di equivalenza luminosa tra lenti..." NON lo puoi calcolare, o comunque, se lo calcoli, quel valore non ha rispondenza con la realtà dei fatti. E non risponde alla realtà perché ottiche di focale ed apertura massima uguali possono avere un numero diverso, anche molto diverso, di lenti in schema. Con un numero diverso di lenti in schema, anche se il valore nominale dell'apertura massima dell'ottica è lo stesso, la quantità di luce trasmessa sul cerchio di copertura sul piano focale cambia, perché il vetro assorbe parte della luce, e più vetro c'è nell'ottica, meno luce esce dall'ottica, e la quantità di luce trasmessa può cambiare anche di molto, si arriva anche a 2/3 di stop, e la fotocamera poi li compensa in automatico, ti allunga i tempi di scatto. DxO misura il valore della luce assorbita dall'ottica e fornisce l'indicazione dell'apertura di diaframma effettiva, e non nominale, dell'ottica: www.dxomark.com/lenses |
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inviato il 08 Settembre 2016 ore 9:22
“ Qualcuno mi saprebbe dire come calcolare quanta luce raccoglie un samyang 14 f2.8 alla massima apertura rispetto ad un sigma 20 f1.4? Io sto elaborando un semplice calcolo matematico, ma chiedo a chi ne sa di più di darmi direttamente la risposta in modo da confrontarla con la mia... „ Non sono un tecnico ma a naso direi che la quantità di luce "raccolta" è data dall'intensità*l'area del sensore (il cerchio di cui parla Marco credo incida solo su che formati si possa usare la lente) Quindi a parità di sensore direi che conta solo la "luminosità" dell'obiettivo. I valore dell'apertura F è data dalla focale/diametro (o qualcosa del genere se hai voglia cercatelo) per cui il numero "comprende" già le focali diverse. Visto il rapporto radice 2 (se raddoppia il diametro quadruplica l'area) direi che il calcolo da fare è (2.8/1.4) al quadrato Per cui come dice Calicot l'1.4 è 4 volte più luminoso. Ma in realtà come dicevamo dipende da che lenti hai per cui non dovresti usare "F" ma "T" www.thomasgraziani.com/t-stop-e-f-stop-lenti-cinema Per cui dopo tutti questi pipponi se possiedi le due lenti fai prima a fare due foto con la stessa esposizione e andarti a vede i dati di scatto. Se tieni fermi gli ISO sul 2.8 dovresti avere un tempo 4 volte più lento, ma non è detto. Magari ripeti la prova variando la modalità di lettura esposimetrica e/o il soggetto. |
user46920
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inviato il 08 Settembre 2016 ore 10:36
Un modo pratico abbastanza preciso e semplice, sarebbe quello di appoggiare la lente sul piano di un tavolo luminoso e poi con l'esposimetro della fotocamera e con le varie regolazioni di tempo, correzione esposizione ed iso, provare a capire il valore EV il più precisamente possibile, che si discosterà dai valori nominali. Il cerchio di copertura non c'entra nulla, infatti la stessa lente f/2.8, trova la stessa esposizione di tempo ed iso, sia su FF che su MQT (ad esempio). .. o non ho capito la domanda. |
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inviato il 08 Settembre 2016 ore 11:07
@joe la domanda e' mal posta. Piu' che di "quantita" di luce" (che varia in base all"area del cerchio di proiezione di immagine, ovvero al sensore che usi) dovresti parlare di "densita" di luce" (quantita" di luce per unita' di superficie). Da questo punto di vista il rapporto f la parametrizza correttamente, a parita' di sensore due lenti di focali diverse ma entrambe f/2.8 avranno la stessa esposizione e quindi proiettano la stessa quantita' di luce (ammettendo di inquadrare una superficie uniformemente illuminata) Tra rapporti f diversi vale quanto ti hanno gia' detto, uno stop di differenza equivale a un fattore due, quindi un f/5.6 raccogliera' un quarto di un f/2.8 Nella realta' si usa il fattore t (trasmittanza) che compensa il rapporto f con la luce "persa" durante l'attraversamento delle lenti e da un indice di luminosita' reale quindi per esempio potresti avere due obiettivi f/1.4, uno con t 1.8 e l'altro con t 1.5, il secondo sara' ovviamente piu' luminoso |
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inviato il 08 Settembre 2016 ore 11:32
Secondo me ci vuole un riferimento ad esposizione costante: esempio un foglio di carta e fai gli scatti. Se il tuo riferimento invece, date le ottiche, è per fare fotografia notturna con panorami sormontati da Via Lattea potresti fare un ragionamento simile. Immagina una esposizione tipica di 15s iso6400 f/4. Con un 20 1.4 potresti scattare a 15s f/1.4 e 3 stop iso in meno, quindi iso800. Potresti addirittura osare 20s f/1.4 iso640. Con un 14mm 2.8 30s f/2.8 iso1600. In questo caso, ben sapendo la differenza di angolo di campo inquadrato, il 20 1.4 è 1 oppure 1+1/3 stop più luminoso di un 14 2.8. Ciao, Riccardo. |
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inviato il 08 Settembre 2016 ore 12:45
Come ha detto Marco: teoricamente, l'apertura f-stop detta l'intensità della luce raccolta per unità di superficie, a prescindere dalle dimensioni del sensore (del quale la lente non ha cognizione). La quantità di luce totale che viene raccolta per formare l'immagine dipende dall'area del sensore (sempre che la lente copra quel formato). In realtà, intervengono gli assorbimenti della luce dovuti alle lenti che formano l'ottica, e quindi la luce trasmessa sarà inferiore a quanto dettato dal f-stop. In tanti casi viene indicato il T come parametro di trasmissione effettiva della luce attraverso il diaframma e le lenti. Come grandezza fisica l'intensità luminosa che raggiunge una superficie si misura in lux (illuminamento), puoi correlare l'esposizione LV ai Lux sapendo che LV 0 = EV 0 = 2,5 lux |
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inviato il 09 Settembre 2016 ore 1:13
Allora la domanda é partita da una scelta: Dovendo comprare un obbiettivo grandangolo per astro foto, ne cercavo uno che prendesse quanto più luce possibile in modo da raccogliere quante più stelle fosse possibile. Tralasciando l'ovvietà che un 14 2.8 sia più buio di un 20 1.4, mi sono chiesto se esistesse un modo per calcolare la differenza di luce raccolta tra i due. Non può essere semplicemente 4 volte, la differenza di focale deve avere un significato, un tubo di diametro di 10 cm non raccoglie la stessa luce se é lungo un metro o 100 metri. La trasmittanza cambia. Se chiudessi il 20 a 2.8 raccoglierebbe la stessa luce del 14 a TA? |
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inviato il 09 Settembre 2016 ore 1:52
il valore di diaframma è già normalizzato alla focale: un 1.4 qualsiasi focale è più luminoso di un 2 qualsiasi focale. Per le foto alle stelle però c'è anche da considerare che focali minori ti permettono esposizioni più lunghe senza cadere in startrail: la dipendenza focale-tempo è lineare quindi con un 14 f2 puoi raccogliere la stessa luce (in tempi diversi) di un 28 f 1,4 Spero di essere stato chiaro |
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inviato il 09 Settembre 2016 ore 5:10
“ Allora la domanda é partita da una scelta: Dovendo comprare un obbiettivo grandangolo per astro foto, ne cercavo uno che prendesse quanto più luce possibile in modo da raccogliere quante più stelle fosse possibile. Tralasciando l'ovvietà che un 14 2.8 sia più buio di un 20 1.4, mi sono chiesto se esistesse un modo per calcolare la differenza di luce raccolta tra i due. Non può essere semplicemente 4 volte, la differenza di focale deve avere un significato, un tubo di diametro di 10 cm non raccoglie la stessa luce se é lungo un metro o 100 metri. La trasmittanza cambia. „ f/ stop è un valore che indica il rapporto tra la focale e la pupilla d'entrata del complesso di lenti. Quindi la focale è già presa in considerazione. In un mondo perfetto, f/1.4 trasmette 4 volte la luce di un f/2.8. Quello che vuoi tirare in ballo te è la trasmittanza, o t/stop, che dà un'indicazione di quanta luce effettivamente arriva al sensore... e varia da ottica a ottica in base alla qualità e al numero delle lenti, come già scritto da pollastrini. Ma le variazioni sono nell'ordine di massimo 2/3 di stop rispetto all'apertura geometrica... e tutte le lenti, chi più chi meno, ne sono affette. dxomark ha calcolato questi valori. “ Se chiudessi il 20 a 2.8 raccoglierebbe la stessa luce del 14 a TA? „ Se escludiamo la trasmittanza o immaginiamo che entrambi gli schemi ottici abbiano un ""assorbimento"" di luce equivalente... la risposta sarebbe sì. Nella realtà potresti trovarti una lente t/3.0 e l'altra t/3.2... qualcosa cambia ma non tantissimo, almeno per questo ambito. |
user46920
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inviato il 09 Settembre 2016 ore 9:06
“ Tralasciando l'ovvietà che un 14 2.8 sia più buio di un 20 1.4, mi sono chiesto se esistesse un modo per calcolare la differenza di luce raccolta tra i due. „ di calcolarlo no, ma di provare una eventuale differenza, si ... e ti ho spiegato anche come fare! Prendi due ottiche che hai già e fai sta c..o di prova, poi vedi e magari capisci meglio. “ Non può essere semplicemente 4 volte, la differenza di focale deve avere un significato, un tubo di diametro di 10 cm non raccoglie la stessa luce se é lungo un metro o 100 metri. La trasmittanza cambia. Se chiudessi il 20 a 2.8 raccoglierebbe la stessa luce del 14 a TA? „ tu tiri in ballo una questione che non ha molto senso, ed ipotizzi: se riprendo il cielo notturno con in mezzo la Luna, usando ad esempio un 24mm o un 2400mm, l'esposizione cambierebbe ... Beh, in un certo senso si, perché la parte luminosa della Luna nel cielo nero col 24mm sarebbe un puntino, mentre col 2400mm riempirebbe il frame !!! Ma alla fine, ed è ciò che credo tu non abbia ancora intuito, la corretta esposizione per il soggetto Luna, ovvero per la sua luce, sarà praticamente identica con entrambe le focali e proprio perché i diaframmi saranno gli stessi in rapporto ai mm di ogni lente. Nel caso preciso ci saranno qualche differenze dovute alla maggior risolvenza data dall'ingrandimento, quindi un contrasto calibrato più precisamente per il 2400mm, e per la trasmissione della luce all'interno dei due schemi ... ma sostanzialmente l'esposizione è quella, nonostante l'angolo di campo praticamente agli antipodi. Se invece vuoi una formula per calcolare la luce di una determinata scena rispetto ad un'altra ... beh allora, carta e penna non ti basteranno! |
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