user78182
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inviato il 18 Giugno 2016 ore 23:29
Discutendo fra amici di fotografia, ci si e' chiesto in quale percentuale migliorerebbe il rendimento di una fotocamera facendo asportare il filtro anti-aliasing. E poi, considerando il prezzo sicuramente non trascurabile che il servizio assistenza richiederebbe, fino a che punto converrebbe? |
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inviato il 19 Giugno 2016 ore 6:52
"....... in quale percentuale migliorerebbe il rendimento di una fotocamera facendo asportare il filtro anti-aliasing." 1) Definisci prego esattamente che cosa vuoi significare col termine "rendimento". 2) Comunque: il gruppo ottico chiamato "filtro anti-aliasing", come tutti gruppi ottici, trasferisce in uscita una immagine che riceve in ingresso ed il trasferimento lo fa con certe caratteristiche (alterazioni cromatiche luminose, ci cromatismo e di geometria) in un ben preciso modo, definito da una funzione di trasferimento ( è una famiglia di funzioni) chiamata Funzione di Trasferimento Ottico (OTF). La OTF del gruppo filtro anti-aliasing le case non la forniscono: non si riesce a definire che cosa accade all'immagine che viene proiettata sul sensore togliendo il gruppo ottico filtro anti-aliasing, che cosa e come cambia rimovendo il filtro. 3) Il filtro anti-aliasing, oltre che sfocare alle alte frequenze spaziali geometriche ottiche, è soprattutto un filtro ottico passa-banda delle frequenze luminose, abbatte le frequenze luminose al di fuori della banda visibile, abbatte gli IR ( infrarossi), le basse frequenze, e gli UV ( ultravioletti), le alte frequenze: se togli il filtro, IR ed UV manderebbero in saturazione il sensore a livelli luminosi più bassi dei normali livelli luminosi fotografabili, e perdi operatività con luce alta sul soggetto da fotografare, e comunque, avresti anche deformazioni cromatiche anche ai normali livelli di luce fotografabili. 4) Nel filtro anti-aliasing, c'è inclusa la griglia piezoelettrica dell'antipolvere, per la pulizia del sensore: se la levi, aumenta la probabilità di sporcizia sul sensore. In altre parole, il filtro che normalmente è montato su certe fotocamere, NON lo puoi togliere, ma lo dovresti sostituire con un altro filtro che faccia tutto quel lavoro lì (che non conoscendo la OTF non lo conosci) che fa il filtro anti-aliasing, inclusa la griglia antipolvere, ma che non sfochi le alte frequenze spaziali: semplicemente, quel lavoro lì NON te lo può fare nessuno. ..........mettiti il "cuore in pace". |
user78182
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inviato il 19 Giugno 2016 ore 7:14
Per "rendimento" intendevo un miglioramento della qualita' d'immagine. Grazie x l'esauriente spiegazione. |
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inviato il 19 Giugno 2016 ore 8:05
"Per "rendimento" intendevo un miglioramento della qualita' d'immagine. Grazie x l'esauriente spiegazione" Di nulla. La rimozione del filtro AA come miglioramento della qualità d'immagine, ti fornisce, in pratica, solo un incremento di nitidezza. Senza andare a modificare la fotocamera o comprarne un'altra senza filtro AA, che costa, voglio fare ben presente che per incrementare la nitidezza in modo naturale, invisibile ad occhio, anche per un occhio molto esperto, si può fare molto, ma veramente molto, utilizzando tecniche di incremento dell'acutanza ( sharpening) con programmi tipo Photoshop. NON mi riferisco solo alle comuni Maschere di Contrasto: esistono tecniche di sharpening molto sofisticate ed efficaci che ti fanno fotografie nitidissime e naturali anche con fotocamere che hanno filtro AA: a lavoro finito, ad esempio tra una D 810, senza filtro AA ed una D 700, o D4 o D610 che il filtro AA hanno, la differenza è praticamente nulla, non si vede assolutamente nulla. |
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inviato il 19 Giugno 2016 ore 8:36
Alessandro, potresti approfondire la cosa? |
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inviato il 19 Giugno 2016 ore 9:03
Su Nikon, hai due vetri: il primo che filtra IR e ha il sistema di pulizia, sotto questo c'è quello AA. Se fatto in camera bianca, l' AA è facilmente rimovibile, basta svitare le 4 viti che tengono la cornice. Rimosso il filtro AA, poi è sufficiente rimontare cornice e filtro IR Il filtro UV sinceramente non saprei dirti se è nel primo o in quello AA Il vero problema si pone nel calibrare l' AF, poichè avrai un diverso valore di rifrazione. Guadagni in nitidezza ma aumenti l' effetto moirè. Se è una reflex che vale poco, secondo me vale la pena divertirsi. Ovviamente i rischi di comprometterne il funzionamento, sono abbastanza alti. Se invece devi farlo fare presso un centro specializzato, max 100 euro, oltre tale somma secondo me non ne vale la pena. Qui una prova su D300 www.maxmax.com/nikon_d300HR.htm P.s. Anche io sono curioso rispetto alle tecniche di sharpening proposte da Alessandro |
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inviato il 09 Aprile 2022 ore 14:25
Shutter84 caspita la differenza c'è e si vede in questo caso sembra convenire toglierlo Sapreste dirmi se è possibile farlo togliere in un centro specializzato anche su una Canon R? Inoltre vorrei sapere se (come nella Nikon) il filtro AA si trova sotto quello IR.. Perchè togliere la parte superiore lo esporrebbe di più a polvere e graffi. |
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inviato il 09 Aprile 2022 ore 15:25
Immagino che sulla macchine che sono prive del filtro abbiano trovato qualche diversa soluzione per correggere moirè e artefarò che io filtro va a ridurre. Sennò gli svantaggi a toglierlo sarebbero maggiori dei benefici. Quindi toglierlo senza prevedere un rimedio mi pare controproducente |
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inviato il 09 Aprile 2022 ore 22:34
Seguo. GL |
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inviato il 10 Aprile 2022 ore 16:35
“ Sapreste dirmi se è possibile farlo togliere in un centro specializzato anche su una Canon R? Inoltre vorrei sapere se (come nella Nikon) il filtro AA si trova sotto quello IR.. Perchè togliere la parte superiore lo esporrebbe di più a polvere e graffi. „ Il problema è che i filtri posizionati di fronte al sensore non si possono semplicemente rimuovere, su una macchina esistente e con caratteristiche ben definite (discorso diverso per una fotocamera progettata per montare un determinato sensore privo di certi filtri, magari sviluppato anch'esso ad hoc per l'applicazione). Vedasi il caso delle 5ds e 5dsr: la differenza principale è proprio il sensore. Nella 5ds vi sono due filtri antialiasing (uno per la separazione verticale e l'altro per quella orizzontale) mentre nella 5dsr hanno sostituito uno di essi con un nuovo filtro, progettato per "cancellare" l'effetto del primo. Se avessero rimosso entrambi i filtri, invece, sarebbero stati costretti a riprogettare diverse altre parti della fotocamera, e i costi sarebbero aumentati. Ovviamente hanno potuto fare la cosa in quanto conoscono le caratteristiche e le funzioni di trasferimento dei filtri: tuttavia non sono informazioni che vengono divulgate, per cui dubito seriamente che un laboratorio specializzato possa fare altrettanto. A parte questo, vi sono altri "dettagli". - a differenza del sensore delle prime reflex digitali, come la 5d, il cui filtro più esterno eta sostituibile dall'assistenza, da molti anni i sensori delle fotocamere Canon sono un blocco unico, e non è previsto che vengano smontati - in particolare, sul sensore della r vi è un meccanismo integrato per la pulizia del sensore dalla polvere: è da valutare se possa essere smontato senza danni allo stesso, per poi rimontarlo - non ultimo, nelle fabbriche in cui realizzano i sensori vi sono ambienti con filtraggio dell'aria, così da evitare che pulviscolo e corpi estranei di dimensioni eccessive si depositino sulle componenti che stanno realizzando. Un laboratorio probabilmente non ha tutto questo, anche per una questione di costi (una fabbrica produce molti più sensori di quanti ne possa riparare un laboratorio, per cui cambiano gli ordini di grandezza). Infatti, anni fa posi il quesito a un centro di assistenza Canon e mi risposero che, effettivamente, loro non disponevano di tali sistemi di filtraggio dell'aria, per cui la sostituzione del filtro (nei sensori in cui era possibile) comportava il rischio che si depositasse pulviscolo o altro sul sensore. Questo per quanto riguarda i meri aspetti tecnici del lavoro. A monte di tutto questo, l'adozione dei filtri antialiasing avviene per una ragione tecnica (anche perché hanno un costo, per cui le case sarebbero ben liete di farne a meno, se fossero privi di utilità), ovvero "tagliare" la banda di frequenze spaziali che il sensore non è in grado di campionare, e che porterebbero alla comparsa di artefatti nell'immagine, quali moiré e falsi colori. Tuttavia i filtri ideali non esistono, per cui accade che i filtri aa non taglino tutte le frequenze "proibite", oppure taglino anche parte delle frequenze che il sensore può campionare, cosa che causa una perdita di informazione. Tuttavia, se si elimina il filtro si aumenta la probabilità di incorrere negli artefatti citati sopra: ovviamente tutto dipende da cosa si fotografi... nonché dall'ottica. Se quest'ultima ha prestazioni scarse, fa essa stessa da filtro, in un certo senso. Il numero di pixel del sensore è un altro elemento critico: più è elevato e più è ampia la banda delle frequenze spaziali che il sensore riesce a campionare, per cui anche la taratura del filtro aa cambia di conseguenza. Ad esempio, con la 1dx mark ii, il 100-400 ii e l'extender 1.4x iii mi è capitato di incappare in problemi di moiré colore, nella fotografia di avifauna: pertanto, nonostante il filtro aa e l'extender, l'ottica riesce a mandare in crisi il sensore. Pertanto se - ipoteticamente - facessi rimuovere i filtri aa su tale sensore, poi mi troverei con una marea di problemi in più in termini di artefatti da gestire. |
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inviato il 10 Aprile 2022 ore 16:55
Come sempre le tue risposte sono molto utili grazie. |
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inviato il 10 Aprile 2022 ore 18:26
 Il trend attuale sulle megapixellate è di montare un filtro AA (Canon, Nikon, Sigma). Sony, Leica e Fuji per ora non lo fanno. Impossibile capire il perché se non si "legge" il grafico soprariportato. |
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inviato il 10 Aprile 2022 ore 18:29
Nikon non monta il filtro AA sulla z7 per esempio |
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inviato il 10 Aprile 2022 ore 19:08
“ Come sempre le tue risposte sono molto utili grazie. „ Diciamo che è anche una questione di destinazione d'uso della fotocamera: su una macchina da studio, dove si lavora in condizioni controllate e magari visionando i file in tethering su un computer, l'eventuale aliasing viene identificato facilmente e si può ripetere lo scatto. Infatti la 5dsr è una versione specialistica della 5ds. Poi, ogni casa fa scelte diverse: Canon è più conservativa di altre, ma come già scritto i problemi di moiré possono presentarsi anche con sensori dotati di filtro aa. Per la cronaca, sul sensore della 5d mark iv fecero degli studi in merito a varianti prive del filtro passabasso, ma non furono soddisfatti e alla fine decisero di montarlo. snapshot.canon-asia.com/reg/article/eng/eos-5d-mark-iv-interview-with- "While we were developing the EOS 5D Mark IV, we did a simulation of the image quality when the low-pass filter effect is cancelled. We also took into careful consideration deterioration in the image quality due to false colours and moiré before we ultimately decided to keep the low-pass filter." |
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inviato il 11 Aprile 2022 ore 8:56
io ho rimosso il filtro da qualche macchina, principalmente per fare foto IR o full spectrum. L'aumento di nitidezza è notevole, i dettagli fini sono risolti meglio. Ma, appunto, ho trasformato le macchine (rinunciando alla pulizia automatica del sensore, alla resa cromatica originale, etc). Su un corpo dedicato alla fotografia normale non lo farei, è praticamente inutile. |
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