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Sono milanista, viva la Juventus.


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avatarsenior
inviato il 25 Aprile 2016 ore 20:36    

La Juventus ha vinto l'ennesimo scudetto, secondo me uno dei più significativi e qualificanti della sua storia.

Se facciamo il confronto tra Juventus e milanesi, vengono fuori aspetti impietosi:

- Tutte hanno cambiato pesantemente la rosa e la cifra tecnica, la Juventus più delle altre. La Juventus è partita con comprensibili difficoltà (via Pirlo, Tevez e Vidal, scusate se è poco...) e poi ha ingranato la marcia diventando un rullo compressore, capace di esaltare i valori ed eliminare le difficoltà. Le milanesi sono partite in modo scoppiettante e con l'andare del tempo hanno perso i propri valori e sono annegate nelle difficoltà crescenti.

- Il calcio italiano è in crisi. La Juventus ha costruito lo stadio di proprietà, sta aumentando il suo fatturato puntando entro due-tre anni ai 400 milioni di fatturato, ha avviato un anddamento virtuoso di bilanci in ordine. Le milanesi hanno bilanci che sono un gorgo mangiasoldi (perdite di esercizio prossime ai 100 Mln), fatturati in forte calo, proprietà sempre più instabili e destabilizzanti e prospettive di assetto quanto mai incerte.

- Il calcio moderno vive di progetti a lungo termine, fondati sulla capacità di intercettare e formare giovani talenti e potenziare l'apporto delle giovanili alla prima squadra, per ridurre i costi di acquisizione contratti e inserire giocatiri già impostati tecnicamente e tatticamente secondo gli indirizzi della società. La Juventus, che ha la rosa di gran lunga migliore, ha già sotto contratto i giovani necessari ai prossimi avvicendamenti e ha dimostrato capacità di inserirli vantaggiosamente (Rugani, Pogba, Dybala, ecc.). Le milanesi non mettono in mostra giovani talenti (a parte Donnarumma) e mostrano una preoccupante incapacità di inserire e integrare giovani in rosa. Il Milan, in particolare, negli ultimi 20 anni è stato la tomba di molti dei migliori talenti europei, poi rinati altrove, e ha valorizzato due soli giovani di valore: Kaka e Donnarumma.

- Il calcio moderno dipende in modo molto marcato dal fatturato che i club sanno produrre, le gerarchie europee lo dimostrano in modo netto avendo come unica eccezione virtuosa l'Atletico Madrid, che compete con i "big" partendo da un fatturato che è meno della metà. In Italia le milanesi stanno competendo con club che hanno fatturati che sono da tre quarti a meno della metà del loro.

Tutto ciò considerato, da milanista applaudo la Juventus per i suoi meriti aziendali e organizzativi prima ancora che sportivi, mi compiaccio del fatto che i migliori vincano e penso che continueranno a farlo per almento tre-quattro anni, ben conscio che senza rivoluzioni copernicane saranno Roma e/o Napoli a interrompere, magari episodicamente, tale dominio, e non certo le milanesi destinate ancora a un periodo involutivo.

avatarsenior
inviato il 25 Aprile 2016 ore 20:52    

Analisi molto lucida!
certo se le cose fossero andatae male come a inizio anno ora sarebbe tutta un'altra musica. Però appunto la società agisce con metodo e cognizione e dunque alla fine risulta più probabile che il lavoro dia dei frutti. Sempre ammesso che fra un paio di anni non esca fuori che sono tutti dopati come i cavalliMrGreen
L'inter purtroppo si è messa in mano a un allenatore che invece di valorizzare i calciatori ne brucia 5 o 6 per ogni mezza stagione.
E poi mi spiace Andrea ma questo Milan mi fa godere troppo... il vecchio Silvio non ne azzecca una, continua a far del male alla squadra da quasi un decennio ( e non solo per ristrettezza economica ma proprio strategicamente). La strategia del prometto e non mantengo può funzionare con l'elettorato che vota ogni 5 anni e può essere facilmente rabbonito... ma nel calcio ogni domenica si gioca e certe figure per un club così importante bruciano troppo.

avatarsenior
inviato il 25 Aprile 2016 ore 21:50    

il vecchio Silvio non ne azzecca una


In qualsiasi attività dell'uomo, c'è un punto di discontinuità che stravolge completamente ruoli e valori, ed è il momento in cui, in quell'ambito, una persona sente di avere più passato da difendere che futuro da costruire.

Prima o poi, arriva per tutti...

A quel punto, qualsiasi uomo smentte di essere un valore e inizia ad essere un freno.

L'intelligenza collettiva che distingue le organizzazioni dai reami serve proprio a capire quando ciò succede e a ridimensionare la persona che diventa d'intralcio.

un allenatore che invece di valorizzare i calciatori ne brucia 5 o 6 per ogni mezza stagione


In effetti penso che sia molto difficile diventare un'allenatore come Mancini (ma anche Mourinho...) e sia facile vincere quando lo si è diventato. Difficile perchè non si capisce da dove venga la credibilità che induce dei presidenti a concedere le "liste della spesa" che tutti gli anni quegli allenatori sonoo abituati a presentare e a pretendere di vedere evasa; facile perchè con quelle risorse diventerebbero vincenti metà degli allenatori del mondo. Sono d'accordo col giornalista che ha detto che Ranieri non è un grande allenatore, ma che quest'anno ha fatto l'impresa. Considero anche che l'impresa di Ranieri valga quanto l'intera carriera di Mancini.

La strategia del prometto e non mantengo


Il calcio è il calcio, qui promettere e non mantenere non porta da nessuna parte: coglionare gli elettori può farti vincere, coglionare i tifosi non riempie la bacheca. Le palle che racconta un presidente di calcio, le racconta solo a se stesso.
Karl Kraus disse che le guerre cominciano perchè i diplomatici raccontano bugie ai giornalisti, poi credono a quello che leggono. Mi pare quanto mai pertinente...

avatarsenior
inviato il 25 Aprile 2016 ore 22:04    

bella riflessione! molto poetica volendo.. oh a me invece più che altro pare che non ne azzecchi una! MrGreen
Comunque questo discorso ora come me lo applichi a TOtti ?MrGreen bel casino eh

coglionare i tifosi non riempie la bacheca
esatto vedasi anche la questione stadio!


Concordo anche su Ranieri!

Karl Kraus disse che le guerre cominciano perchè i diplomatici raccontano bugie ai giornalisti, poi credono a quello che leggono.

Davvero bella citazione!

avatarsenior
inviato il 25 Aprile 2016 ore 22:13    

Comunque questo discorso ora come me lo applichi a Totti ?


Guarda, sui rapporti tra calciatori e società sono cattivo che rasento il nazismo!!

Continuo a sentire fregnacce di giocatori che chiedono a gran voce rispetto per quello che hanno dato alla società, come se i 5-10 milioni all'anno (più diritti di immagine) che hanno portato a casa per svegliarsi alle 9 e farsi - nel pomeriggio, sa va sans dir... - tre orette di corsettina e palleggi svogliati fossero "argeant de poche" in confronto ai loro sacrifici da martire.

Cominciassero loro a rispettare le società che li pagano, accettando il fatto che sono loro a doversi guadagnare fiducia e soldi e non le società a meritarsi il loro impegno e dedizione...

E i tifosi, decidessero di chi vogliono essere supporter. Se tifano Roma, considerino che Totti è un dipendente strapagato. Se tifano Totti (liberissimi...) non è un problema: mettono su una bella parabola e l'anno prossimo seguono il campionato degli USA o degli Emirati Arabi.

avatarsenior
inviato il 25 Aprile 2016 ore 22:27    

Guarda, sui rapporti tra calciatori e società sono cattivo chhe rasento il nazismo!!

ti prego oggi no è il 25 aprile!!! MrGreen

Comunque sì anche io penso che si siano schierati tutti emozionalmente con Totti però che cavolo se due allenatori di fila non ti vedono più come titolare, vista la tua storia è meglio che chiudi in bellezza di scelta tua invece che guardarti le partite dalla panchina

avatarsenior
inviato il 25 Aprile 2016 ore 22:48    

invece che guardarti le partite dalla panchina


Anche no. Penso che Totti, in quel contesto, sia ancora capace di cambiare le partite. Non di indirizzarle, di cambiarle. Se parte dall'inizio non regge e diventa problematico gestire una partita con una squadra basata su di lui e con lui fuori.

Se entra nei momenti e nei frangenti giusti, apriti cielo. Lo disse anche Sacchi di Baggio: "E' destinato a giocare sempre meno e sempre meglio".

Per fare un altro esempio, ricordi le ultime stagioni di Josè Altafini alla Juventus, dopo che aveva dato tutto (si diceva...) nel Napoli e nel Milan? A furia di mezze partite, diventò determinante come e più dei titolari fissi e giovani...

Importante è capire il proprio ruolo, accettarlo e interpretarlo al meglio, con condivisione e gioia.

avatarsenior
inviato il 25 Aprile 2016 ore 23:30    

non posso ricordare sono gggiovane!MrGreen

comunque sì è come dici tu....

avatarsenior
inviato il 26 Aprile 2016 ore 0:13    

io il calcio lo abolirei per almeno 5 anni ed eliminerei "a vita"..... le tifoserie.......... le reti che circondano il campo ..... gli sitipendi milionari dei calciatori...... gli infalsi infortunati in campo....e quelli che controbattono l'arbitro..ecc.ecc.
allora forse riuscirei per la prima volta nella mia vita a vedere una partita dal vivo..............ma dubito che ciò avvenga
viva la civiltà e il vero concetto di sport....

avatarsenior
inviato il 26 Aprile 2016 ore 20:36    

Sai quale sarebbe una bella terapia d'urto per i ragazzini viziati? Farsi prestare per un paio d'anni gli arbitri dalla Federazione Rugby. Come per miracolo, la Gazzeta dello Sport al lunedì uscirebbe con 160 pagine...MrGreenMrGreenMrGreen

Tanto per dirne una, una decina di giorni fa durante una partita internazionale di rugby un giocatore è stato ammonito per simulazione. L'arbitro gli ha detto semplicemente "Guardi che si è sbagliato di due settimane!! E' tra 15 giorni che su questo campo giocano a calcio...".

Quanto al tuo libro dei sogni, non illuderti: il calcio continuerà così e tu andrai a vedere altri sport. Senza poi rimetterci tanto, beninteso...;-);-)

avatarsenior
inviato il 26 Aprile 2016 ore 20:55    

che dirti l'illusione è l'oppio dei sognatori...come me..;-)

avatarsenior
inviato il 26 Aprile 2016 ore 21:35    

Sai quale sarebbe una bella terapia d'urto per i ragazzini viziati? Farsi prestare per un paio d'anni gli arbitri dalla Federazione Rugby

Del Rugby, della pallavolo, del basket ... poi, però, basta che uno solo di questi sport si avvicini al calcio come numero di tifosi ed eccolo scivolare verso il baratro delle sponsorizzazioni multimilionarie, dei giri d'interesse di tutti i tipi, delle tifoserie ultrà e magari anche politicizzate (in uno stadio di serie A ti nascondi bene, tra i 200 tifosi presenti a una partita di pallavolo un po' meno) ecc.
Purtroppo la vera importanza degli sport con troppo seguito è l'audience e il relativo giro d'affari, non lo sport in quanto tale; logico che anche gli "attori" in campo finiscano per abbracciare questa tesi.

P.S. scritto da uno juventino sempre meno appassionato di calcio

avatarsenior
inviato il 28 Aprile 2016 ore 12:37    

Non so se qualcuno si stia facendo illusioni di rivincita per il fatto che il colosso cinese stia allungando le grinfie sul Milan...

Certo, il cambio di proprietà potrebbe portare un immediato beneficio e proiettare il Milan nell'ambito dei papabili per un posto in champions league, ma per un serio programma che abbia obiettivi di vittoria ci vogliono almeno 3-4 anni. Perchè? Perchè i cinesi non vengono qui con mentalità edonistica e mecenatistica tipo quella di Abramovich al Chelsea. Per diventare vincenti serve un immane piano di investimenti, che parte dalla nomina di un management affidabile e passa obbligatoriamente per lo stadio di proprietà. Per far correre gli enormi investimenti che il colosso cinese pare disponibile a stanziare, devono verificarsi 3 condizioni: un management adeguato (c'entrerà qualcosa Lippi, che i cinesi li conosce già bene?). un piano industriale adeguato, un primo ritorno di risultati economici e sportivi a fronte della prima tranche di impegni.
Su tutti questi temi, la Juventus è troppo più avanti...
L'Inter la vedo male: i rumors relativi a partecipazioni cinesi non muovono da un programma di ricambio ai vertici che preluda a un piano industriale dinamico e ambizioso, ma piuttosto dalla delusione di Tohir e dalla sua conseguente volontà di disimpegno. I cinesi, in fin dei conti, sono la vittoria del Milan e la sconfitta dell'Inter.

avatarsenior
inviato il 29 Aprile 2016 ore 23:27    

Almeno una speranza per l'Italia in Europa con la Juve c'è ..
.. Se dovessimo aspettar Milan e Inter o peggio Napoli ... Spero migliorino anche loro. (Nonostante esistano ignoranti che tifano contro le italiane in champions).

avatarsenior
inviato il 30 Aprile 2016 ore 0:51    

Secondo me,ci sono tanti ragionamenti che inducono al pessimismo. Uno di questi è anche lo scadimento progressivo e continuo della nazionale.

Come il (per ora, presunto...) crescente interesse delle potenze economiche asiatiche per il calcio Italiano dimostra (tra l'altro, non tutti sanno che l'avanguardia assoluta è Pavia, con la squadra posseduta da due anni da un cinese che ha scelto l'Università come main sponsor), sempre più il calcio è economia e industria dello spettacolo e sempre più l'immagine e il prestigio contano ai fini del potenziale fatturato, che vede vieppiù ridursi l'importanza degli incassi partita a vantaggio di sfruttamento immagine, diritti vari, merchandising e proventi da spazi commerciali proprietari (leggasi stadio di proprietà).

Per valorizzare l''immagine è parimenti importante essere un'eccellenza sportiva ed esserlo in un movimento di eccellenza in ambito internazionale. In altre parole, ottima cosa è essere una grande squadra, ma meglio esserlo in Spagna o in Gran Bretagna piuttosto che in Estonia o in Uzbekistan.

Cos'è che rende prestigioso un movimento calcistico e quindi economicamente appetibili le sue eccellenze? Le vittorie, di club ma anche e forse più ancora di squadra nazionale. La nazionale non è solo un valore astratto e culturale, ma anche concreto ed economico: valorizza l'intero movimento calcistico e aumenta il valore di tutto quello che gli ruota attorno.

Sconcerta vedere le squadre, anche quelle maggiori, ignorare questi ragionamenti e dedicare il massimo disinteresse all'argomento, sia disimpegnadosi dalla formazione e valorizzazione dei giocatori nazionali, sia osteggiando l'attività federale che viene recepita come un disturbo alla produzione industriale dei club. Quando - e il giorno non è forse lontano - la quinta forza del campionato spagnolo verrà accreditata di potenziale superiore alla prima del campionato italiano, vivremo la sgradevole esperienza di vederla anche incassare di più. Però società e presidenti non vedono oltre la misura del loro naso, vivono come costo quello che è un importante investimento, considerano solo le poche giornate che la nazionale sottrae ai loro strapagati pupilli e non vedono l'imprtante ritorno che domani ne avranno.

Pensandoci bene, non è una stranezza o manifestazione di maleducazione il fatto che l'allenatore del Wolfsburg abbia dichiarato che Inter e Milan credono di essere top club ma si illudono: non sono solo picconate alle italiane, sono un favore fatto, in termini competitivi, a tutti i movimenti calcistici concorrenti, in primis a quello tedesco.

Dieci anni fa vincevamo il modiale e il signore avrebbe preso del buffone, adesso mezzo mondo gli darà ragione e l'altra metà ci penserà su...

Dieci anni fa il Milan fatturava 280 M€ ed era tra i primi club europei, oggi ne fattura 220 scarsi e perde 90 milioni l'anno...

Che cosa ne pensi di questo argomento?


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